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Piccole geek colpiscono ancora 10 giugno 2010

Inviato da Marco in : Famiglia, Geek attitude 22 commenti

- Altro non ti serve ormai. Ora tu conosci già tutto ciò che occorre a te.
- Allora sono un Jedi…
- Non ancora. Una cosa rimane… Vader, dovrai confrontarti con Vader. Allora, solo allora, uno Jedi diventerai.

Yoda a Luke, Dagobah, ne Il Ritorno delle Jedi

Batteri 19 maggio 2010

Inviato da Marco in : Famiglia, Scienza e dintorni 7 commenti

Sabato dopo pranzo, io rassetto e Giulia seduta sul pianale della cucina mi guarda fare. Ogni occasione è buona per iniziare la formazione scientifica della prole duenne: perché aspettare?

- Papà, perché metti il pollo in frigo?

- Perché in giro ci sono i batteri, che sono degli esserini piccoli piccoli che sono golosi della nostra pappa, e che se la mangiano tutta se la lasciamo fuori al caldo, e un po’ la mangiano e un po’ la fanno diventare berk e noi non possiamo più mangiarla.

- E i batteri non entrano in frigo?

- Si, entrano anche li, ma dentro fa freddo e loro si addormentano, e se dormono non mangiano la nostra pappa.

- E dove sono i batteri?

- Sono dappertutto, ma sono così piccoli che non li vediamo.

- Sono piccoli piccoli piccoli. E sono bravi i batteri?

- Beh, ce n’è di buoni e di lazzaroni, e quelli lazzaroni si mangiano la nostra pappa e la fanno diventare berk, e fanno i buchi nei dentini se ci dimentichiamo di lavarli, e a volte ci fanno persino venire male all’orecchio, e…

- (faccia duenne perplessa, occhioni sgranati) …

Dubbio: ho esagerato? È vero che ha sofferto spesso di otite e non le piace lavarsi i denti, ma forse l’immagine degli esserini che picconano lo smalto o che le pizzicano il timpano è un po’ troppo. Soprassediamo, e tentiamo di cambiare velocemente discorso:

- Senti, vuoi un budino? Al cioccolato?

- Siiii!!! Io piace budino al cioccolato!

- Poi però laviamo i denti, ok?

Cioccolato batte batteri uno a zero. O almeno così credo. Si sa, i batteri si annidano nel profondo, e vivono nelle condizioni più estreme. Ora di cena, a tavola: la prole duenne si ferma, e improvvisamente sente il bisogno di spiegare l’esistenza dei batteri e i principi della conservazione del cibo alla mamma. Entusiasta (la prole, non la mamma), roteando le mani in grandi gesti esplicativi, tutto d’un fiato:

- Mamma, papà ha messo il pollo in frigo che poi c’erano i batteri piccoli piccoli piccoli che mangiano tuuuuuutto e poi vanno nell’orecchio e fanno pic! ahi ahi ahi e poi diventano grossi grossi grossi e nel frigo fa freddo freddissimo e viene sonno e sono stanchi e allora loro vanno a casa sua da sua mamma e suo papà a fare nanna!

Nessun dubbio: Pasteur in erba, premio Nobel assicurato. La mamma non condivide, ma si sa, la strada della scienza non è mai stata facile.

Trielina 14 giugno 2009

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 14 commenti

Piccoli segreti che ogni giovane padre ciclista dovrebbe conoscere:

  1. Se andate in bici con la vostra pupa (o pupo) sul seggiolino posteriore, ricordatevi che il suo doudou, orsacchiotto o bambolina preferita cadrà sicuramente. Rassegnatevi.
  2. Se non perderete il doudou, sarà solo perché  rimarrà incastrato nella catena della bici. Proprio quella catena che avete giurato di pulire ieri, ma poi vi siete dimenticati. Mi spiace, è inevitabile.
  3. Il grasso delle catene delle biciclette è praticamente indelebile. Più il colore del doudou tende al rosa pallido, più le macchie di grasso saranno nere e incancellabili.
  4. I doudou sono immancabilmente realizzati in materiale sintetico, potete lavarli solo a 30 gradi se non volete che si sciolgano. Un lavaggio a 30 gradi cancella solo lo sporco intorno alle macchie di grasso di catena di bici, e rende il nero di queste più brillante, aumentandone squisitamente il contrasto.
  5. Mentre la vostra pupa (o il vostro pupo) fa la siesta potete tentare di sottrarre il doudou sfregiato, e provare a smacchiarlo. Fate piano, siate lesti. E sappiate che detersivo per piatti, liquido per lavaggi a mano e sgrassatore spray sono inutili contro il grasso da bicicletta. Neanche combinati fanno nulla. Fidatevi.
  6. Nemmeno l’alcool del fornelletto per la fonduta funziona, in compenso lascia simpatici aloni giallastri. Fate una prova in un luogo sicuro del doudou, tipo l’ascella (funziona per doudou vagamente antropomorfi), potrete sempre tentare di spacciare l’alone per una macchia di sudore. Forse funzionerà.
  7. Per quanto disperati, non consultate nessun forum femminile su internet chiedendo di macchie e smacchiatori; vi proporranno roba tipo “tamponate con olio d’oliva” o “spremete mezzo limone sulla macchia”. Nessuna di queste cose funziona (questi forum devono essere frequentati da personaggi tristi e perfidi). Se nella disperazione decidete comunque di tentare, assicuratevi che vostra moglie sia fuori casa. L’olio di semi di girasole macchia meno di quello extravergine d’oliva.
  8. Le macchie di grasso di catena di bicicletta spariscono con olio di gomito e trielina. Trielina, trielina, trielina. Ottimo, efficiente tricloroetilene. Perché non ci avete pensato prima? Magari potete pensare di tenerne sempre un po’ nella borraccia della bicicletta.
  9. Pregate per una siesta della pupa lunga abbastanza. Vi servirà.

La mezz’ora migliore della giornata 8 aprile 2009

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 19 commenti

Esci dall’ufficio alle cinque e mezza per andare a recuperare la tua progenie all’asilo, e ti senti costantemente un fannullone degenere che ha passato appena 8 ore e mezza a lavorare. Insomma, niente di lontanamente paragonabile ai tuoi colleghi americani, che spesso passano la notte al CERN sul divano sfondato che hanno fatto installare nell’ufficio; o alle dodici ore di prammatica di qualunque studente di dottorato cinese che si rispetti (e che abbia ottenuto il permesso di venire fino a qui). Il senso di inadeguatezza e di essere fuorigioco nella competizione si appollaia sulla spalla per tutto il tragitto, accompagnato da insani progetti di notti insonni spese a recuperare il presunto distacco.

Arrivi all’asilo alle cinque e quaranta – per fortuna non è distante – e nella penombra della bella aula colorata, tra disegni fatti con i colori a dite e i mobili in miniatura, ci sono solo più cinque bambini, decisamente spossati dalla lunga giornata di gioco; tentano di giocare ancora un po’, ma che in fondo al cuore ormai da un po’ aspettano e basta. D’improvviso alla sensazione di inadeguatezza professionale e fannullomismo si sostituisce quella di padre degenere: le 5 e mezza sono troppo tardi, la giornata è lunghissima per questi pupi, devo provare ad arrivare prima! In ogni caso non c’è speranza: deve esistere una legge misteriosa per cui il senso di colpa, come l’entropia, non può fare altro che aumentare.

Appena fuori dall’asilo ci sono i giardinetti, e tutti i giorni, stanca o meno, Giulia indica con chiarezza i suoi desideri: un giro sull’altalena è diventato un rito immancabile. La forsizia è un’esplosione gialla tutto intorno, e inizia a fare caldo; Giulia ridacchia goduta mostrando i sui tre denti e mezzo, mentre la spingo avanti e indietro sull’altalena. Che si impicchino americani tristi divano-muniti e cinesi efficienti e infaticabili: è la mezz’ora migliore della giornata. E, senza, io sarei una persona peggiore.

Roarrr 14 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Famiglia 11 commenti

- Giulia, che verso fa il leone?

- Roaarrrr…

- E il coccodrillo?

- Roaarrr!

- E il gatto, come fa il gattino?

- Roaarrrr!

- Ma come, anche lui? E la pecorella?

- ROOAARRRR!

- Il maialino?

- ROOOOAAARRRRRRR!!!

- …

E’ un mondo piuttosto aggressivo, quello di Giulia. Apparentemente anche il trenino ruggisce.

Piccole geek crescono 2 dicembre 2008

Inviato da Marco in : Famiglia, Geek attitude, Letture e scritture, Zen da taschino 6 commenti

20081129_Giulia_Emacs_005.800px

Knuth’s Tex for the Math-kings of sigma, and pi,
Unix vim for the Server-lords with their O’Reilly tomes,
Word for Mortal Men doomed to die,
Emacs from the Bearded One on his Gnu throne,
In the land of Stallman where free software lies.
One Emacs to rule them all. One Emacs to find them,
One Emacs to take commands and to the keystrokes bind them,
In the land of Stallman, where free software lies.

(Raffael Cavallaro, gnu.emacs.help)

Per certe cose, è bene iniziare presto :-)

L’italiano non era lingua nazionale in Svizzera? 9 settembre 2008

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 8 commenti

Oggi sono andato a pagare la prima rata dell’asilo di Giulia (e a bermi un cordiale subito dopo, per riprendermi dallo shock finanziario, ma questa è un’altra storia). Allora, Giulia si chiama “GIULIA”. D’accordo, avremmo potuto chiamarla “Julia” e rendere la vita più facile ai francofoni ginevrini, epperò sta benedetta metropoli internazionale dovrebbe pur farcela a scrivere i nomi correttamente (non dico a pronunciarli, questo è al di sopra delle possibilità del 98% dei francofoni e ci abbiamo rinunciato eoni fa). E invece no. Il contratto dell’asilo è intestato a “GIULLA” Delmastro. Che nostra figlia abbia un avvenire da giullare non mi dispiace, ma dovrebbe scegliere lei, non credete? Abbiamo chiesto dunque che correggessero il nome. Detto, fatto. La fattura dell’asilo adesso è intestata a “MARC” Delmastro, che deve pagare la retta di “GULLIA” Delmastro. Geniale. Forse esiste una regola grammaticale francese che impedisce di avere più di due “I” in un nome proprio? L’italiano non era lingua nazionale in Svizzera?

Etichette e buste 16 giugno 2008

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 1 commento finora

Non c’è niente da fare, i bambini sono degli esserini pacchiani. Privi di gusto, con una certa propensione per il kitsch e il bruttino. Tu hai un bel comprare loro graziosi giochini in legno ecologici ed educativi, o simpatici pupazzetti di bonari animaletti realizzati in stoffe color pastello, oppure sonaglini intelligenti che svilupperebbero la mente: non appena dalla cantina di un amico esce il primo trabiccolo in plasticaccia bianca rigorosamente “made in China” con appeso un brutto e rumorosissimo coniglio rosa shocking, beh, puoi stare sicuro che diventerà il loro gioco preferito. Altro che bonaria ecologica morbidezza educativa. Balle! Il gioco deve fare rumore e casino, e se possibile essere vistoso: in questo, nulla può competere con le cineserie. A giudicare dalla faccia entusiasta, direi che a oggi il pupazzo preferito di Giulia è una papera giallo limone con un ridicolo cappellino rosa, che starnazza elettronicamente “quack quack quack” se le si pigia la coda. Quando l’abbiamo ereditata stavo per buttarla, mia figlia mi ha subito rimesso ben in riga nella mio pregiudizio aristocratico. Tiè.

Non che poi il giocattolo in sé sia veramente necessario: nell’ottica di “vistoso-e-rumoroso”, a cinque mesi nulla può battere due cose: le etichette stesse dei giocattoli, e la carta. Avete presente quelle lunghe strisce bianche che spuntano dalla coda di orsetti e conigli per proclamare l’origine “made in Vietnam” e spiegare ai genitori come lavarli? Quelle che uno di solito si affretta a tagliare via? Meno male che quanto a tagliare via siamo pigri: ragazzi, quello è il divertimento! Il gioco in sé non è che un mero supporto! E-ti-chet-ta! Yum, saporita al gusto e rumorosa al tatto, che spunti bianca e riconoscibile da questo inutile e silenzioso oggettino, etichetta, io ti amo – dicono gli occhi di Giulia – e più sei grande meglio è. Quanto alla carta, anch’essa è in cima alla classifica del gusta e del rumore. Giulia potrebbe passare le ore (ok, d’accordo, le decine di minuti) a sfogliare, strappare e tentare di consumare il catalogo Ikea o l’ultimo numero di Alp. Più la carta scricchiola e si scioglie in bocca meglio è: valgono gli stessi criteri dello scartoccio da cerbottana. Credo adorerebbe Novella 2000. Bene. Ma in assoluto preferite sono le buste in carta strariciclata con la finestrina in plastica trasparente per l’indirizzo: al contatto con la saliva si disfano meglio dei plasmon, e intanto, gente, scri-cchio-la-no! In cima alla classifica di Giulia ci sono quelle della Brigata del Traffico di Ginevra, che nell’ultima settimana deve aver trovato il modo di scoprire dove abitano tutti i possessori di auto in targa verde, e sta inondando i cernioti di multe. A me, due volte 120 franchi per aver sfrecciato a ben 61 e 63 chilometri all’ora nell’abitato di Meyrin, violentando i rigidi 50 all’ora svizzeri. Maledetti. Se non fosse per le buste sarei pure arrabbiato.

Trasloco! 27 maggio 2008

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 4 commenti

Scusate l’assenza, ma abbiamo appena traslocato, e siamo ancora nei cartoni…

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E’ arrivata Giulia! 29 dicembre 2007

Inviato da Marco in : Famiglia 7 commenti

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Giulia ha deciso si sbarcare su questa Terra il 23 dicembre alle 21.15. Non è stato un atterraggio dei più facili: vuoi la pigrizia o il freddo di Ginevra, Giulia non voleva saperne di abbandonare la mamma, e alla fine un taglio cesareo si è reso necessario per aiutarla a venire fuori a scoprire il mondo. Nonostante questo, sia lei che Irene stanno benone. All’arrivo Giulia pesava 3.490 kg, e stendendola per bene (cosa non esattamente banale…) misura 49.5 cm, in aumento… Nel giro di qualche giorno ha perso il peso lecito e l’ha subito recuperato: potenza del latte e della pazienza materna! Giulia è tornata a casa oggi, mangia e dorme e fa ingelosire Oliver. Suo padre è irrimediabilmente innamorato.