Cinque cose pericolose che permetto di fare a mia figlia

20140405_006.800px

Stamattina pioveva forte. Una di quelle piogge di aprile che arrivano inaspettate e improvvise, mimando una coda d'inverno a cui nessuno crede ormai più, e ripartono poco dopo, lasciando parcheggi e strade tappezzati di petali di forsizia e ciliegio. Al momento di uscire di casa, Giulia si è impuntata: le scarpe previste dalla mamma non andavano assolutamente bene, ci volevano gli stivali di gomma, per essere sicuri che non si sarebbe bagnata i piedi. Irene ha provato a insistere per un attimo, ma la fanciulla è stata irremovibile: è uscita diretta a scuola munita di giacca impermeabile marrone, ereditata da un amico maschio, e bottes blu.

La verità è che, da quando la primavera si è presentata, è impossibile tenere Giulia in casa. La richiesta degli stivali di gomma aveva una motivazione chiara: nessuna altra scarpa sarebbe andata altrettanto bene per l'esplorazione del parco fangoso, che sarebbe sicuramente avvenuta dopo il pranzo a scuola. Un buon equipaggiamento era indispensabile, per addentrarsi tra i cespugli!

Da quando il sole ha iniziato a scaldare un po' i prati, per Giulia ogni occasione è buona per uscire e andare a esplorare i dintorni. Ci sono fiori da raccogliere, piante da studiare, erba sulla quale rotolarsi, fango da scavare. I rametti raccolti nel bosco diventano subito un abbozzo di fuoco di bivacco, e recentemente l'ho sorpresa sbattere due sassi nella speranza di  produrre qualche scintilla, e accendere per davvero un falò. Da un paio di settimane la sua nuova mania consiste nell'indossare un foulard della mamma a guisa di mantello da supereroe, e nel correre come una pazza in tondo intorno alla siepe e alla casa, raccontandosi nel frattempo qualche qualche storia fantastica per le sue sole orecchie. Ha un paio di All Star rosa ereditate da un'amica, che ha lega fieramente da sola con un nodo piano ganciato che molti adulti non sanno fare altrettanto correttamente, e che  sono apparentemente ottime per una signorina che voglia conservare un po' di stile, e allo stesso tempo avventurarsi nei prati in tutta comodità. Quando recentemente le abbiamo chiesto quali fossero le cose che le piacciono di più, ha risposto senza esitazione: "cantare, la natura e gli animali, la danza, gli Egizi e i dii grechi" (abbiamo ancora qualche problema con i plurali irregolari in italiano, me che volete farci, la pupa parla tre lingue e ha diritto a essere confusa). L'autonomia e la scoperta sono le uniche sfide che contano per lei in questi giorni, e guardarla che vola tra le margherite e i denti di leone col suo mantello è qualcosa che riempie il cuore.

L'altro giorno sono incappato in questa presentazione TEDx. Il video non è un granché, e lo speaker non è dei più carismatici, ma il messaggio mi è sembrato molto forte. Perché i bambini crescano e diventino adulti indipendenti e responsabili, bisogna lasciare far loro fare delle cose pericolose: giocare con il fuoco (o meglio, gestire un fuoco), lanciare oggetti (o meglio, allenarsi a gestire la loro forza e coordinazione), possedere un coltellino multiuso (e imparare a usarlo senza ferirsi), smontare apparecchiature (e capire come sono fatte, e magari imparare a ripararle o costruirle), infrangere le leggi (assurde) sul Copyright (e imparare a distinguere l'utilità dall'assurdità delle leggi, e capire che vanno interpretate). Detto tra noi, il programma di Gever Tulley, il fondatore della Tinkering School, mi ricorda molto da vicino quello che lo scoutismo ha da sempre proposto. Quello che mi conforta è vedere che, in un'era in cui i bambini sono iper-controllati e inquadrati nelle loro attività, qualcuno ritiene ancora che lasciare loro spazi di libertà, con tutta l'assunzione di rischio che questo comporta, sia una cosa positiva. Adesso, non mi manca altro che trovare il primo coltellino tascabile da regalare a Giulia. E un gruppo scout in zona, magari.

Pubblicato in Famiglia, Intenzioni educative | Etichette: , , , , , , | 8 Commenti

Perché di notte fa buio?

"Facile, perché non c'è il Sole!", mi ha risposto garrula Giulia l'altra sera, dopo che le avevo chiesto se sapeva perché di notte il cielo è scuro. La sua risposta, però, è sbagliata. La vera ragione del perché di notte fa buio è decisamente meno banale, e per arrivarci ci è voluto un bel po'. Un pezzo scritto per DafDaf di Aprile 2014: buona lettura.

DafDaf_43_04-14_p13

DafDaf_43_04-14_p14

DafDaf_43_04-14_p15

Pubblicato in Scrivere di scienza | Etichette: , , , , | 4 Commenti

Ma come sei diventato grande, CERN!

Ci sono posti davanti ai quali passi praticamente tutti i giorni da anni, che dai per scontati nella loro forma e nei loro colori, come se fossero sempre stati così. Certo, cambiano un po' di tanto in tanto, in maniera appena percettibile. Ma, come per i bambini, se vivi insieme con loro non ti accorgi veramente che crescono. Le differenze saltano agli occhi solo per i bambini degli altri, quelli che vedi raramente, i cui cambiamenti ti vengono recapitati in un colpo solo, inattesi, evidentissimi.

L'altro giorno il sito del CERN, in occasione dei festeggiamenti dei suoi 60 anni, ha pubblicato questa vecchia foto del 1954, poco prima che iniziassero i lavori di costruzione del laboratorio:

FirstCERNPhoto_crop

Oggi la stessa zona ha più o meno l'aspetto della foto qui sotto, rubata a Google Maps. Per me è sempre stata così, da quando nel 1997 sono venuto per la prima volta, a lavorare a un  test-beam del prototipo del calorimetro a zero gradi di ALICE. Come una vecchia zia che si visita raramente, mi viene da dire: ma come sei diventato grande, CERN!

CER

Pubblicato in Scienza e dintorni | Etichette: , , , | Scrivi un commento

Sessant'anni di CERN

Il 2014 è l'anno delle cifre tonde, come scriveva Irene qualche tempo fa. Festeggiamo dieci anni di matrimonio, Irene compie quarant'anni, suo papà ne farà ottanta, entrambi i miei genitori settanta. La vita scorre in fretta, nel bene e nel male, e non vale la pena di restare ad aspettare al bordo del fiume.

CERN60Anche per il CERN il 2014 ha un significato particolare. Il 29 settembre di quest'anno saranno esattamente sessant'anni dalla fondazione del laboratorio. Nel corso dell'anno saranno molti gli eventi: tenete d'occhio questa pagina, qualcosa a potrebbe succedere anche non troppo lontano da casa vostra. Il programma è in continua evoluzione, ed è presto per dire che cosa succederà esattamente a fine settembre da queste parti. Una delle cose certe sarà una nuova edizione di TEDxCERN, prevista per il 24 settembre. Per il resto, vi terrò informati, promesso

L'altra data importante sarà il 1 luglio. È stato proprio il 1 luglio del 1953 che a Parigi fu firmato l'accordo tra i primi 12 stati fondatori del CERN. Nella sede dell'UNESCO di Parigi, nasceva allora  una collaborazione, globale, coraggiosa e anticipatrice dei tempi. Nel dibattito che precedette la storica firma, qualcuno aveva proposto che il laboratorio ospitasse tanto un acceleratore che un reattore nucleare. Appena qualche anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, potete immaginare come una simile decisione sarebbe stata accolta! L'idea del reattore nucleare sparì dal tavolo quando a prendere in mano la discussione fu Isidor Rabi (probabilmente dietro a una discreta pressione degli Stati Uniti, i quali non amavano molto l'idea che si rilanciasse lo sviluppo di tecnologia nucleare in Europa). Rabi, durante la conferenza annuale del'UNESCO a Firenze nel 1950, fece passare una risoluzione a favore di una laboratorio europeo di fisica nucleare, lasciando però cadere deliberatamente ogni menzione a un reattore nucleare. Nello stendere lo statuto del laboratorio, i padri fondatori fecero poi molta attenzione a sottolineare che nessuna delle ricerche condotte al CERN sarebbe potuta essere motivata da scopi militari, e che ogni risultato sarebbe stato liberamente accessibile a tutti. Dopo parecchio va-e-vieni, il 14 febbraio del 1952 10 stati europei firmavano il primo accordo. Il giorno dopo, la notizia dell'accordo fu inviata per telegramma a Rabi, per metterlo al corrente della "nascita del progetto che aveva concepito a Firenze". Tra la firma della convezione vera e propria, avvenuta il 1 luglio del 1953, e l'istituzione ufficiale dell'organizzazione, sarebbe passato ancora un anno.

Rabi-telegram


FameLabTra i primi eventi da segnalare in questo anno di festeggiamenti, c'è FameLab.
Si tratta di un concorso dove giovani ricercatori si lanciano in una presentazione sul soggetto della loro ricerca lunga tre minuti, corretta scientificamente ma comprensibile da tutti. Il concetto di "
giovane ricercatore" è apparentemente molto relativo: mi sono informato, e ho scoperto che le edizioni italiane e francesi di FameLab considerano "giovani" ricercatori fino a 40, mentre quella svizzera mette la barra a 35. Io mi sono offerto volontario per aiutare a gestire la selezione svizzera che avrà luogo il 27 di questo mese proprio al CERN. Mi dicono che dovrò fare il coach per i partecipanti, e dare loro una mano a ripulire le presentazioni nelle prove prima dello show. L'idea sembra divertente!

Quasi dimenticavo. Qualche tempo fa mi hanno intervistato per un articolo su La Regione Ticino proprio sui 60 del CERN. Ne è venuto fuori un miscuglio interessante, che magari vi va di leggere.

Pubblicato in Fisica, Scienza e dintorni | Etichette: , , , , , , | 2 Commenti

Papà, che cosa fai di lavoro?

Sarà la primavera che sta arrivando, ma oggi pomeriggio sono piuttosto di buon umore. Ho appena parlato al telefono con il mio editor italiano, Giovanni, che si occupa della pubblicazione del mio libro. Giovanni sta iniziando il suo passaggio sulla mia ultima revisione, revisione che sto finendo di mandargli proprio in questi giorni: se le cose non si arenano, pare proprio che avremo una versione quasi-definitiva in due o tre settimane. Incredibile, finisce che questo libro lo si pubblica per davvero! Si parla di quest'estate, intorno a luglio, o forse settembre (non ho ancora capito che cosa sia meglio per i librai), e io non so ancora se crederci.

A questo punto, non c'è ancora molto che posso dirvi, troppo è ancora incerto. Però, posso almeno accennare a qualche dettaglio, cose che fino ad adesso avevo deciso di tenere riservato. Per esempio, posso confessavi che la casa editrice che pubblicherà il tomo è Laterza, e che il libro dovrebbe uscire per la collana "i Robison". Posso anche dirvi che Laterza ha trovato per la copertina una brava illustratrice, che conoscevo per caso perché  disegna libri per bambini che Giulia possiede e che girano per casa, e il cui stile mi piace molto. Non ho ancora visto i bozzetti, devono passare ancora l'approvazione della redazione, e dunque non vi dirò (ancora) chi è. Ma da quello che mi dice Giovanni le prove sono belle, simpatiche e colorate, in stile col tono del libro: incrocio le dita, e, appena diventano più definitivi, prometto che vi mostro qualcosa.

Posso poi farvi sapere che abbiamo finalmente scelto il titolo, di cui sono ben soddisfatto, e che stiamo invece lavorando al sottotitolo, cosa ben meno banale di quanto mi aspettassi.  Deve spiegare il contenuto del libro, farne capire tono e finalità, e, onestamente, non ci siamo ancora.

Posso infine dirvi che, un paio di settimane fa, ho scritto un breve riassunto del libro, da mandare in giro ai librai per presentarlo. Non credo di potervelo mostrare tutto, sono certo che l'ufficio stampa di Laterza lo sta correggendo e migliorando, ma siccome mi sento in vena ve ne appiccico comunque qui sotto il primo paragrafo, nella sua versione ancora grezza uscita dalle mie dita, giusto per darvi un'idea:

“Papà, che cosa fai di lavoro?” è la domanda che ogni genitore si aspetta da una bambina dell’età dell’asilo, in esplorazione curiosa di tutto quello che la circonda. Le cose si complicano se il mestiere di papà è “fisico delle particelle”, perché spiegare la professione di scienziato che studia i componenti fondamentali dell’universo non è affatto semplice, tantomeno a una bambina di cinque anni.

Allora, intrigati? Buona primavera a tutti!

Primavera al CERN (Credits: CERN)

Primavera al CERN (Credits: CERN)

 

Pubblicato in Scrivere di scienza | Etichette: , , , | 11 Commenti