Il Modello Standard di LEGO

Particelle familiari non ha figure, né grafici, né tabelle. È stata una scelta consapevole: se sulle pagine di questo sito faccio uso di foto, disegni e calcoletti, nel libro volevo provare a raccontare la fisica con le sole parole (e qualche numero). Il che non significa che non abbia pensato a qualche illustrazione. Per esempio,  mi sarebbe piaciuto avere qualche grafico che aiutasse a seguire la meccanica microscopica delle particelle elementari, quella che nel libro racconto alla Pulce usando dei mattoncini da costruzione. Siccome l'occasione di giocare con il LEGO era troppo ghiotta, ho pensato di produrre qualche immagine fatta in casa, e metterla in relazione con il brano del libro a cui si riferisce. Ho iniziato dallo schema del Modello Standard:

Il Modello Standard di LEGO

Il Modello Standard di LEGO

Se Particelle Familiari avesse avuto delle figure, questa sarebbe stata sicuramente la principale! Alla fine del paragrafo intitolato "lo zoo delle particelle", la voce narrate del libro fa ordine tra i mattoncini sparsi sul pavimento, ricostruendo la storia della formulazione del Modello Standard, la teoria che oggi meglio descrive la nostra comprensione dei componenti fondamentali della materia e delle interazioni.

Sul tavolino allineo i tre mattoncini gialli, dal più piccolo al più grande: l’elettrone, il muone, la particella tau. Sopra ciascuno metto un piccolo pezzo rotondo e trasparente di diverso colore, rosso, blu, verde: il neutrino dell’elettrone, quello del muone, e quello del tau. Ecco ricomposti i leptoni, i «piccolini» della Pulce. (...)  

Poco più in là, allineo in una struttura simile i mattoncini quadrati che rappresentavano i quark. Inizio con la coppia (...) up e down, la prima con cui abbiamo giocato. Li sistemo nelle stesse posizioni dove, nel campo dei leptoni, stanno l’elettrone e il suo neutrino. Li segue a fianco la coppia dei mattoncini (...) charm e strange, piazzati in modo simile al muone e al suo neutrino. Infine, sistemo il (...) quark «bello», beauty (o anche bottom, «basso»), nella posizione che tra i leptoni è occupata dalla particella tau. Manca (...) il quark «alto», top, il più pesante dei sei.(...)

Mancano solo i guardiani dello zoo, i messaggeri delle interazioni. Dalla scatola estraggo un mattoncino bianco lungo e sottile, di quelli che la Pulce ed io avevamo utilizzato per attaccare gli elettroni ai nuclei atomici all’inizio del gioco: un fotone. 

(...) poi prendo dalla scatola (...) un gluone, quello che abbiamo usato per tenere insieme i quark nelle particelle che la Pulce chiamava «forzute»: protoni, neutroni, e tutta la numerosissima famiglia degli adroni. (...)

(...) allineo il grosso mattoncino che avevamo battezzato Willy bosone, e il suo compagno, Zippo. Sono i bosoni W e Z, i mediatori dell’interazione responsabile di certe forme di radioattività, che chiamiamo interazione «debole».

(da Particelle Familiari, capitolo 3, "lo zoo delle particelle")

I colori (e i pezzi) non sono esattamente quelli descritti nel libro, perché ho dovuto fare con il LEGO a nostra disposizione, ma lo schema è proprio quello. Nei prossimi giorni contavo di pubblicare qualche altro esempio del genere, sempre insieme a uno stralcio del libro, e sempre usando i LEGO per descrivere il fenomeno o la particella in questione: li raccoglierò tutti su questa pagina.

Mentre scattavo le foto, mi è venuta un'idea: se state leggendo il libro, e vi viene voglia di realizzare qualcuno dei fenomeni che racconto alla Pulce nel terzo capitolo con l'aiuto dei mattoncini, me ne mandate una foto? La pubblicherei insieme alle mie!

Ovviamente, un sentito ringraziamento alla mia aiutante, con la quale per l'occasione abbiamo realizzato una lightbox casalinga con una scatola di cartone del vino e della carta velina bianca, e che ha retto paziente il flash in mancanza di un treppiede (qui sotto, mentre riprendiamo un esempio di atomo di idrogeno, che vi mostro tra qualche giorno).

Giulia e il flash

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Orientarsi tra le stelle

State leggendo il libro? Bravi! Vi sta piacendo? Spero di si.

Tra un capitolo e l'altro, potrebbe venirvi voglia di fare una pausa e di muovere un po' le mani ed i piedi, e andare ad esplorare il mondo che vi circonda: la scienza, si sa, è prima di tutto una disciplina di osservazione e sperimentazione. Le giornate estive dovrebbero aiutare, e, se sono i cieli stellati che volete scrutare, le notti dovrebbero essere propizie.

Qualche settimana fa Giulia ed io abbiamo costruito un astrolabio, che è una specie di mappa stellare mobile che permette di sapere quali saranno le stelle che ci ritroveremo sopra la testa a una specifica data e ora della notte. Ne ho raccontato un po' la storia in un articolo per il numero di DafDaf di luglio, che avrebbe dovuto anche avere le sagome dell'astrolabio da ritagliare per poterlo costruire, che però alla fine non ci stavano nelle pagine previste. Per rimediare, ho pensato di mettere il PDF da stampare qui, perché possiate scaricarlo e provare a costruirvi un astrolabio per l'estate anche voi. Ho fatto il modello a partire da un astrolabio trovato in rete, che è anche citato nell'articolo, traducendo i nomi dei mesi e dei punti cardinali in italiano.

Una cosa importante: un astrolabio del genere funziona solo per una latitudine specifica: nel caso del modello che vi propongo, dovrebbe andare bene più o meno per tutta l'Italia, e buona parte dell'Europa. Se però per le vacanze contate di scendere molto più vicini all'Equatore (o addirittura oltre) o salire molto a Nord, vi toccherà trovarvi un modello apposta. Buone osservazioni notturne! DafDaf_46_07-14_p12 DafDaf_46_07-14_p13 DafDaf_46_07-14_p14

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Un sacco di cose tutte nello stesso tempo

Qui stanno succedendo un sacco di cose tutte nello stesso tempo, che starci dietro e raccontarle tutte diventa veramente difficile. È uscito Particelle Familiari, e di questo ve ne siete di certo accorti. Sono anche uscite le prime recensione, tutte parecchio lusinghiere: le sto collezionando sulla pagina dedicata, trovate i link da quelle bande là. Nello stesso tempo, sto anche organizzando il tour delle presentazioni: a parte una puntata ad agosto a La Thuile (perché conto di essere già da quelle parti), partiranno tutte da settembre. Le date già confermate sono tutte qui, tempi e luoghi precisi seguiranno. Ci sono parecchie altre date ancora un po' per aria, ve le annuncio appena diventano definitive. Il bello di questa organizzazione è che mi tocca ripassare la geografia dell'Italia (dove diavolo è già Lucca? E Mantova? Come si arriva a Ferrara?). Siccome non credo riuscirò a piazzare nessuna presentazione nel mese di luglio prima di partire in vacanza, pensavo di organizzare invece una presentazione "virtuale" sullo stille delle domande-e-risposte che avevamo fatto l'anno scorso. Che ne dite? Devo solo trovare l'interlocutore giusto, non posso certo fare un monologo. Qualche idea ce l'ho, vedremo dove porta.

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Nel frattempo, mi sono anche lasciato convincere a insegnare di nuovo un po' (a fine luglio tengo un paio di lezioni sulla fisica di LHC alla scuola GRASPA di Annecy), e a partecipare a un paio di iniziative legate alla comunicazione della scienza. A settembre sarò a La Morra, in Piemonte (un posto dove si mangia e soprattutto si beve molto bene) per la scuola per dottorandi SCS (Scienza, Cultura, Società) a dialogare della mia esperienza di "ricercatore visibile", e probabilmente farò il bis con una partecipazione simile a Torino nel mese di Novembre (sempre che non sia troppo in conflitto il workshop Physique ATLAS France, del cui comitato organizzatore faccio parte per la sessione sul bosone di Higgs: non mi faccio mancare nulla!).

Fumettisti al CERN

Fumettisti al CERN! (io sono quello con il casco bianco e le occhiaie)

La settimana scorsa, invece, ho accompagnato in giro per il CERN un manipolo di autori di fumetti italiani capitanati da Andrea Plazzi. per un resoconto dettagliato, vi lascio leggere la cronaca di Mabel Morri. In sostanza, l'idea è quella di produrre un fumetto "scientifico" sullo stile di quello già fatto l'anno passato con l'iniziativa Comics&Science, questa volta in qualche modo ambientato al CERN, e legato alla ricerca che facciamo da queste parti. Andate a vedere chi sono i visitatori, per provare a immaginare di che tipo di opera potrebbe venire fuori. Ecco i nomi, buona ricerca: oltre ai già citati Andrea Plazzi e Mabel Morri, c'erano Mattia Di Bernardo, Giovanni Eccher (che ha scattato la foto lì sopra, nella caverna di ATLAS), Francesco Cattani, Francesco Artibani, Antonio Serra, Giacomo Gambineri e Andrea Paggiaro, più noto con il nome di Tuono Pettinato. Il risultato di questa bizzarra operazione dovrebbe essere pronto per Lucca Comics & Games 2014, a fine ottobre. Se tutto va bene, mi troverete anche da quelle parti, anche a presentare il mio libro, ma non solo. Ah, alla visita ha partecipato anche Amedeo Balbi, che ho finalmente incontrato di persona.

Tuono pettinato al CERN

Naturalmente tutte queste amene attività si svolgono principalmente di notte, perché di giorno c'è  da lavorare alla fisica, quella vera, come al solito (oppure magari avvengono di giorno, e allora si lavora di notte: il numero di ore di sonno totale non cambia). Da qualche settimana ATLAS ha un pezzo nuovo di rivelatore installato, pronto per funzionare per la presa data del 2015. Presa dati che va preparata, e vi lascio immaginare come siano forsennate le operazioni. LHC è quasi pronto, riparato e migliorato per poter finalmente funzionare all'energia per cui era stato progettato, o quasi. E, come se preparare la nuova presa dati non fosse abbastanza, stiamo anche cercando di finire le misure con i dati presi nel 2011 e 2012. Abbiamo appena pubblicato la misura precisissima della massa del bosone di Higgs (alla quale ho contribuito non poco), quella delle sue proprietà seguirà a ruota nelle prossime settimane. Di tutte queste cose spero di trovare il tempo di parlarvi con qualche articoletto dedicato, forse prima delle vacanze, forse dopo. Come direbbe Andrea Plazzi alla fine di un suo articolo, fletto i muscoli e sono nel vuoto!

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Leggere di fisica sotto l’ombrellone

Leggere di fisica sotto l’ombrellone. Per giunta di acceleratori di particelle e del bosone di Higgs. Un’impresa impossibile? Niente affatto. Se a scrivere è Marco Delmastro, fisico al Centre national de la recherche scientifique francese e al Cern di Ginevra, presso la collaborazione Atlas, uno dei due esperimenti dell’acceleratore Lhc a cui si deve l’annuncio – giusto un anno fa – della epocale scoperta della particella di Higgs.

È uscito ieri in libreria Particelle familiari (Laterza, 2014, pp.196) dialogo a più voci tra Delmastro e i suoi famigliari e amici stretti, compresi quelli che per età (la figlia cinquenne, detta la Pulce) o per scelta (la moglie e l’amica d’infanzia) poco o niente masticano di scienza.

Ed è proprio da questo dialogo, lieve nei toni ma serio nella sostanza, che nasce il racconto, riuscito, di cosa faccia un fisico delle particelle, chi studia “quelle cose piccolissime di cui sono fatte tutte le cose naturali”

(il resto su Europa Quotidiano, in una bella recensione/intervista di Lucia Orlando)

Cominciano ad arrivare le prime recensione di Particelle familiari. Se vi interessano, ho iniziato a raccoglierle sulla pagina dedicata al libro. Ho anche messo una sezione per gli appuntamenti e le presentazioni: molti si definiranno meglio nelle prossime settimane, e chissà che non riusciamo a incontrarci di persona, tra fine estate e l'autunno.

tracce

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Belle, tangibili, profumate!

Le prime copie!

Oggi nella buca delle lettere c'erano due pacchi voluminosi, mittente Edizioni Laterza: le prime copie di carta di Particelle familiari sono arrivate, belle, tangibili, profumate! Tra un paio di giorni saranno nelle librerie in Italia, e ormai ci credo anche io :-)

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