Rapidi aggiornamenti d'agosto

Sono stato via per un paio di settimane in una remota località marittima, con connessione alla rete deliberatamente assente, un mucchio di libri da leggere in valigia (ehm, nel lettore di ebook), e la testa da svuotare e riposare. Sono tornato sabato notte, immediatamente assalito da mille messaggi di posta elettronica da leggere e a cui rispondere, un paio di riunioni di mezza estate da preparare, e un discreto numero di lavatrici da fare.

Oggi però, appena lo zaino sarà pronto, parto di nuovo alla volta La Thuile, in Val d'Aosta, per l'ormai consueta settimana montana solo con la pupa (Irene lavora molto più di me!), da spendere equamente tra sentieri, piscina e libri. Tra le altre cose, sarà anche l'occasione per aprire le danze delle presentazioni di Particelle familiari: se le cose vanno come previsto, giovedì 21 alle 17:30 alla piazzetta del Planibel di La Thuile presenterò il libro nell'ambito degli eventi estivi del paese, organizzati dalla biblioteca locale di cui siamo utenti voraci ormai da anni. Se siete da quelle parti, non esitate a venire a salutare. Visto che non so bene come funzionerà la presentazione, penso che metterò in valigia un po' di Lego, non si sa mai... :-)

Nell'attesa, se ve la siete persa, potete sempre riascoltare l'intervista che mi hanno fatto a inizio a agosto a Radio Tre Scienza, dalla remota località marittima. Spero che le cicale non si sentissero troppo!

la_thuile_una_volta

Pubblicato in Famiglia, Scrivere di scienza | Etichette: , , , , , | Scrivi un commento

Un atomo di idrogeno di LEGO

Come promesso, ecco qualche altra foto delle mie particelle di LEGO, con qualche stralcio corrispondente di Particelle familiari. Non vi viene voglia di provare? Per la cronaca, i colori nel testo non corrispondono esattamente a quelli dei mattoncini nelle foto: il quark "down" per l'occasione è diventato azzurro, chissà poi perché (in casa abbiamo molti più mattoncini verdi che azzurri!).

ParticelleFamiliari_Protone

(...) mentre incastro i due pezzi blu con quello verde le racconto che esistono diversi tipi di quark, che si combinano come i mattoncini. Abbiamo dato loro dei nomi strani, per esempio «su» e «giù». Se mettiamo insieme due quark «su» e un quark «giù», come questi due mattoncini blu e quello verde, otteniamo una particella che si chiama «protone». Se invece mettiamo insieme un mattoncino blu e due mattoncini verdi, ne facciamo un’altra che si chiama «neutrone».

«Come fanno a stare insieme? – chiede la Pulce incuriosita – Si incastrano come i mattoncini?».

Sarebbe troppo facile. Abbiamo scoperto che ci sono altre particelle che tengono insieme i quark come se fossero una colla. Non a caso, le chiamiamo «colloni», anche se, a dire tutta la verità, usiamo la parola inglese con lo stesso significato, «gluoni». Smonto il primo protone, e infilo tra i mat- toncini blu e quello verde un paio di mattoncini trasparenti e sottili, a rappresentare i gluoni. La Pulce, ormai entusiasta del gioco, fa lo stesso con i mattoncini del neutrone.

(da Particelle Familiari, capitolo 3, "Persi in un bicchiere d'acqua")

ParticelleFamiliari_Neutrone

Cosa ci manca per fare dell’acqua? Dobbiamo fare un paio di atomi di idrogeno, e uno di ossigeno. Per il primo le cose sono semplici: prendiamo un mattoncino giallo, della dimensione più piccola che troviamo, e gli facciamo fare l’elettrone. Adesso dobbiamo metterne uno a girare intorno al protone per fare l’atomo di idrogeno. La Pulce ha pronta la soluzione: recupera un mattoncino bianco, lungo e sottile, e attacca ad una estremità la pila di quark e gluoni che fanno un protone, e il mattoncino giallo che fa l’elettrone. Un’ottima idea: gli elettroni hanno carica elettrica negativa, i protoni positiva, e tra di loro passeggiano i messaggeri dell’interazione elettromagnetica, i fotoni, responsabili di tenere insieme i nuclei e gli elettroni dentro gli atomi. (...)

(da Particelle Familiari, capitolo 3, "Persi in un bicchiere d'acqua")

ParticelleFamiliari_Idrogeno

Pubblicato in Fisica, Scrivere di scienza | Etichette: , , , , , , , , , | 5 Repliche

Il Modello Standard di LEGO

Particelle familiari non ha figure, né grafici, né tabelle. È stata una scelta consapevole: se sulle pagine di questo sito faccio uso di foto, disegni e calcoletti, nel libro volevo provare a raccontare la fisica con le sole parole (e qualche numero). Il che non significa che non abbia pensato a qualche illustrazione. Per esempio,  mi sarebbe piaciuto avere qualche grafico che aiutasse a seguire la meccanica microscopica delle particelle elementari, quella che nel libro racconto alla Pulce usando dei mattoncini da costruzione. Siccome l'occasione di giocare con il LEGO era troppo ghiotta, ho pensato di produrre qualche immagine fatta in casa, e metterla in relazione con il brano del libro a cui si riferisce. Ho iniziato dallo schema del Modello Standard:

Il Modello Standard di LEGO

Il Modello Standard di LEGO

Se Particelle Familiari avesse avuto delle figure, questa sarebbe stata sicuramente la principale! Alla fine del paragrafo intitolato "lo zoo delle particelle", la voce narrate del libro fa ordine tra i mattoncini sparsi sul pavimento, ricostruendo la storia della formulazione del Modello Standard, la teoria che oggi meglio descrive la nostra comprensione dei componenti fondamentali della materia e delle interazioni.

Sul tavolino allineo i tre mattoncini gialli, dal più piccolo al più grande: l’elettrone, il muone, la particella tau. Sopra ciascuno metto un piccolo pezzo rotondo e trasparente di diverso colore, rosso, blu, verde: il neutrino dell’elettrone, quello del muone, e quello del tau. Ecco ricomposti i leptoni, i «piccolini» della Pulce. (...)  

Poco più in là, allineo in una struttura simile i mattoncini quadrati che rappresentavano i quark. Inizio con la coppia (...) up e down, la prima con cui abbiamo giocato. Li sistemo nelle stesse posizioni dove, nel campo dei leptoni, stanno l’elettrone e il suo neutrino. Li segue a fianco la coppia dei mattoncini (...) charm e strange, piazzati in modo simile al muone e al suo neutrino. Infine, sistemo il (...) quark «bello», beauty (o anche bottom, «basso»), nella posizione che tra i leptoni è occupata dalla particella tau. Manca (...) il quark «alto», top, il più pesante dei sei.(...)

Mancano solo i guardiani dello zoo, i messaggeri delle interazioni. Dalla scatola estraggo un mattoncino bianco lungo e sottile, di quelli che la Pulce ed io avevamo utilizzato per attaccare gli elettroni ai nuclei atomici all’inizio del gioco: un fotone. 

(...) poi prendo dalla scatola (...) un gluone, quello che abbiamo usato per tenere insieme i quark nelle particelle che la Pulce chiamava «forzute»: protoni, neutroni, e tutta la numerosissima famiglia degli adroni. (...)

(...) allineo il grosso mattoncino che avevamo battezzato Willy bosone, e il suo compagno, Zippo. Sono i bosoni W e Z, i mediatori dell’interazione responsabile di certe forme di radioattività, che chiamiamo interazione «debole».

(da Particelle Familiari, capitolo 3, "lo zoo delle particelle")

I colori (e i pezzi) non sono esattamente quelli descritti nel libro, perché ho dovuto fare con il LEGO a nostra disposizione, ma lo schema è proprio quello. Nei prossimi giorni contavo di pubblicare qualche altro esempio del genere, sempre insieme a uno stralcio del libro, e sempre usando i LEGO per descrivere il fenomeno o la particella in questione: li raccoglierò tutti su questa pagina.

Mentre scattavo le foto, mi è venuta un'idea: se state leggendo il libro, e vi viene voglia di realizzare qualcuno dei fenomeni che racconto alla Pulce nel terzo capitolo con l'aiuto dei mattoncini, me ne mandate una foto? La pubblicherei insieme alle mie!

Ovviamente, un sentito ringraziamento alla mia aiutante, con la quale per l'occasione abbiamo realizzato una lightbox casalinga con una scatola di cartone del vino e della carta velina bianca, e che ha retto paziente il flash in mancanza di un treppiede (qui sotto, mentre riprendiamo un esempio di atomo di idrogeno, che vi mostro tra qualche giorno).

Giulia e il flash

Pubblicato in Fisica, Scrivere di scienza | Etichette: , , , , , , , | 30 Repliche

Orientarsi tra le stelle

State leggendo il libro? Bravi! Vi sta piacendo? Spero di si.

Tra un capitolo e l'altro, potrebbe venirvi voglia di fare una pausa e di muovere un po' le mani ed i piedi, e andare ad esplorare il mondo che vi circonda: la scienza, si sa, è prima di tutto una disciplina di osservazione e sperimentazione. Le giornate estive dovrebbero aiutare, e, se sono i cieli stellati che volete scrutare, le notti dovrebbero essere propizie.

Qualche settimana fa Giulia ed io abbiamo costruito un astrolabio, che è una specie di mappa stellare mobile che permette di sapere quali saranno le stelle che ci ritroveremo sopra la testa a una specifica data e ora della notte. Ne ho raccontato un po' la storia in un articolo per il numero di DafDaf di luglio, che avrebbe dovuto anche avere le sagome dell'astrolabio da ritagliare per poterlo costruire, che però alla fine non ci stavano nelle pagine previste. Per rimediare, ho pensato di mettere il PDF da stampare qui, perché possiate scaricarlo e provare a costruirvi un astrolabio per l'estate anche voi. Ho fatto il modello a partire da un astrolabio trovato in rete, che è anche citato nell'articolo, traducendo i nomi dei mesi e dei punti cardinali in italiano.

Una cosa importante: un astrolabio del genere funziona solo per una latitudine specifica: nel caso del modello che vi propongo, dovrebbe andare bene più o meno per tutta l'Italia, e buona parte dell'Europa. Se però per le vacanze contate di scendere molto più vicini all'Equatore (o addirittura oltre) o salire molto a Nord, vi toccherà trovarvi un modello apposta. Buone osservazioni notturne! DafDaf_46_07-14_p12 DafDaf_46_07-14_p13 DafDaf_46_07-14_p14

Pubblicato in Scrivere di scienza | Etichette: , , , , | 7 Repliche

Un sacco di cose tutte nello stesso tempo

Qui stanno succedendo un sacco di cose tutte nello stesso tempo, che starci dietro e raccontarle tutte diventa veramente difficile. È uscito Particelle Familiari, e di questo ve ne siete di certo accorti. Sono anche uscite le prime recensione, tutte parecchio lusinghiere: le sto collezionando sulla pagina dedicata, trovate i link da quelle bande là. Nello stesso tempo, sto anche organizzando il tour delle presentazioni: a parte una puntata ad agosto a La Thuile (perché conto di essere già da quelle parti), partiranno tutte da settembre. Le date già confermate sono tutte qui, tempi e luoghi precisi seguiranno. Ci sono parecchie altre date ancora un po' per aria, ve le annuncio appena diventano definitive. Il bello di questa organizzazione è che mi tocca ripassare la geografia dell'Italia (dove diavolo è già Lucca? E Mantova? Come si arriva a Ferrara?). Siccome non credo riuscirò a piazzare nessuna presentazione nel mese di luglio prima di partire in vacanza, pensavo di organizzare invece una presentazione "virtuale" sullo stille delle domande-e-risposte che avevamo fatto l'anno scorso. Che ne dite? Devo solo trovare l'interlocutore giusto, non posso certo fare un monologo. Qualche idea ce l'ho, vedremo dove porta.

10492034_10152129427596822_6870548818056808237_n

Nel frattempo, mi sono anche lasciato convincere a insegnare di nuovo un po' (a fine luglio tengo un paio di lezioni sulla fisica di LHC alla scuola GRASPA di Annecy), e a partecipare a un paio di iniziative legate alla comunicazione della scienza. A settembre sarò a La Morra, in Piemonte (un posto dove si mangia e soprattutto si beve molto bene) per la scuola per dottorandi SCS (Scienza, Cultura, Società) a dialogare della mia esperienza di "ricercatore visibile", e probabilmente farò il bis con una partecipazione simile a Torino nel mese di Novembre (sempre che non sia troppo in conflitto il workshop Physique ATLAS France, del cui comitato organizzatore faccio parte per la sessione sul bosone di Higgs: non mi faccio mancare nulla!).

Fumettisti al CERN

Fumettisti al CERN! (io sono quello con il casco bianco e le occhiaie)

La settimana scorsa, invece, ho accompagnato in giro per il CERN un manipolo di autori di fumetti italiani capitanati da Andrea Plazzi. per un resoconto dettagliato, vi lascio leggere la cronaca di Mabel Morri. In sostanza, l'idea è quella di produrre un fumetto "scientifico" sullo stile di quello già fatto l'anno passato con l'iniziativa Comics&Science, questa volta in qualche modo ambientato al CERN, e legato alla ricerca che facciamo da queste parti. Andate a vedere chi sono i visitatori, per provare a immaginare di che tipo di opera potrebbe venire fuori. Ecco i nomi, buona ricerca: oltre ai già citati Andrea Plazzi e Mabel Morri, c'erano Mattia Di Bernardo, Giovanni Eccher (che ha scattato la foto lì sopra, nella caverna di ATLAS), Francesco Cattani, Francesco Artibani, Antonio Serra, Giacomo Gambineri e Andrea Paggiaro, più noto con il nome di Tuono Pettinato. Il risultato di questa bizzarra operazione dovrebbe essere pronto per Lucca Comics & Games 2014, a fine ottobre. Se tutto va bene, mi troverete anche da quelle parti, anche a presentare il mio libro, ma non solo. Ah, alla visita ha partecipato anche Amedeo Balbi, che ho finalmente incontrato di persona.

Tuono pettinato al CERN

Naturalmente tutte queste amene attività si svolgono principalmente di notte, perché di giorno c'è  da lavorare alla fisica, quella vera, come al solito (oppure magari avvengono di giorno, e allora si lavora di notte: il numero di ore di sonno totale non cambia). Da qualche settimana ATLAS ha un pezzo nuovo di rivelatore installato, pronto per funzionare per la presa data del 2015. Presa dati che va preparata, e vi lascio immaginare come siano forsennate le operazioni. LHC è quasi pronto, riparato e migliorato per poter finalmente funzionare all'energia per cui era stato progettato, o quasi. E, come se preparare la nuova presa dati non fosse abbastanza, stiamo anche cercando di finire le misure con i dati presi nel 2011 e 2012. Abbiamo appena pubblicato la misura precisissima della massa del bosone di Higgs (alla quale ho contribuito non poco), quella delle sue proprietà seguirà a ruota nelle prossime settimane. Di tutte queste cose spero di trovare il tempo di parlarvi con qualche articoletto dedicato, forse prima delle vacanze, forse dopo. Come direbbe Andrea Plazzi alla fine di un suo articolo, fletto i muscoli e sono nel vuoto!

Pubblicato in Fisica, Letture e scritture, Scrivere di scienza | Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 18 Repliche