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Io li odio i virus 28 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 20 commenti

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Maledetti piccoli untori dell’asilo. Giuro che l’anno prossimo mi vaccino.

E se… 2. I finanziamenti 23 gennaio 2009

Inviato da Marco in : E se... (università e ricerca), Politiche della ricerca 38 commenti

E se… il 25% dei finanziamenti agli atenei e ai dipartimenti fosse assegnato in base alla qualità della ricerca effettuata nei 3 anni precedenti? E se lo stesso criterio si applicasse agli stipendi di ricercatori e professori?

Leggi le altre puntate:

La meccanica quantistica spiegata a Oliver. Prima passeggiata: luce di tanti colori, ognuno con un’intensità diversa 18 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Fisica, Scienza con Oliver 25 commenti

Oliver tira fuori il muso infangato dalla tana di talpa sulla quale è rimasto concentrato nell’ultimo quarto d’ora. Mi guarda come se si accorgesse improvvisamente della mia presenza dopo anni di indifferenza, e mi fa: “Dì un po’, ti ricordi l’ultima volta che abbiamo parlato di fisica? Io ero un po’ preoccupato per la storia del buco nero, e tu mi hai spiegato un po’ di probabilità, e raccontato di draghi nella cuccia e di biscotti che potrei avere oppure no. A un certo punto hai pure accennato alla possibilità che, per uno strano fenomeno chiamato tunnel quanto-non-mi-ricordo-bene, io e te saremmo potuti finire al centro della terra morendo di una morte atroce. Dicevi che era un evento mooolto improbabile, ed in ogni caso io ero pronto a seguirti (a patto che avessi quantità sufficienti di biscotti in tasca, ma quel giorno  uscendo di casa mi sembrava avertene visto prenderne una bella manciata). Poi però ci ho ripensato” – Oliver ha dei tempi di riflessione piuttosto lunghi – “Quella storia del tunnel quanto-ci-siamo-capiti mi ha incuriosito: hai voglia di spiegarmi un po’ meglio come è possibile che qualcosa si solido (come per esempio un cane) possa passare attraverso qualcosa di altrettanto solido e impenetrabile (come per esempio l’ingresso di questa strettissima e inaccessibile tana di talpa): ho l’impressione che potrebbe tornarmi utile per la caccia. Che ne dici?”.

oliver_cane_modello_450pxInspiro ed espiro un paio di volte: “Mio caro quadrupede peloso, mi stai per caso chiedendo di spiegarti un po’ di meccanica quantistica? Lo sai che non è affatto banale?” “Lo immagino” fa lui con sguardo languido “ma nemmeno cacciare le talpe lo è. Se sarai bravo magari io potrei insegnarti un paio dei miei trucchetti…” “Tipo quello di scavare all’impazzata fino a quando l’ingresso della tana è completamente ostruito, e poi infilare il muso nel mucchio di terra smossa, e farsi mordere il naso?” “Esatto!” Uggiola Oliver entusiasta, mettendosi nella posizione di cane-modello che aspetta qualcosa. “Come resistere a un’offerta simile? Ma ti avverto, dovremo iniziare da parecchio lontano, e ci vorranno parecchie passeggiate” “Nessun problema: io devo uscire almeno due volte al giorno, se non vuoi che usi il tappeto…”.

Allora, devi sapere che i fisici sono a volte un po’ arroganti, e regolarmente credono di aver capito tutto, di aver scoperto tutto quello che c’è da scoprire. Alla fine del 1800 era più o meno così: tutto quello che succedeva in natura sembrava essere stato compreso. Che pacchia! Proprio in quel periodo alcuni di loro si misero a studiare un problemino che sembrava semplice: hai presente l’attizzatoio del camino? Quando lo lasciamo nel fuoco per un bel po’ diventa incandescente (Oliver abbassa le orecchie: negli anni ha imparato a diffidare del fiore rosso): questi fisici volevano capire le caratteristiche della luce emessa da un oggetto a una certa temperatura. O meglio, della radiazione emessa: non era necessariamente luce visibile, o perlomeno non lo era a tutte le temperature.

Questi fisici notarono che il “tipo” di luce emessa da un corpo caldo – il suo colore, se vuoi (Oliver è un po’ perplesso: i cani non hanno molta familiarità con i colori. Ma tiene duro: Oliver è un cane cocciuto) – dipende dalla sua temperatura. A una certa temperatura, un corpo emette luce (o meglio radiazione) di più “tipi” (di più colori, o, come piace dire agli scienziati, di diverse lunghezze d’onda); ed emette ogni tipo di luce con una diversa intensità. La somma di questi “tipi” di luce a diverse intensità ne determina il colore.

Per esempio il sole ci appare giallo, ed il colore che vediamo dipende proprio dalla sua temperatura, e dal particolare miscuglio di radiazioni di diversa lunghezza d’onda (con diverse intensità) che emette. Ti faccio un disegnino: su un asse metto il “tipo” di luce – il suo colore, ma preparati a spaziare anche nelle regione di luce che noi non vediamo – sull’altro asse metto l’intensità della luce emessa per quel particolare “colore” (ovvero, per quella lunghezza d’onda). Ecco la curva per il sole:

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ed ecco quella per l’attizzatoio del camino, che è molto meno caldo del sole, ed emette principalmente nella regione dell’infrarosso, ma ha ancora qualche componente visibile appunto rossa:

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Vedi? Le curve sono simili, anche se coprono regioni di lunghezza d’onda differenti. Adesso puoi provare a immaginarti la curva per il forno di casa (che è più freddo dell’attizzatoio del camino) dove sta cuocendo l’arrosto. “Mmmm” sbava Oliver, distraendosi un attimo… “Dai, su, lo sai che l’arrosto non ti spetta! Rimani concentrato!”.

Oliver si gratta accuratamente dietro l’orecchio, poi mi dice: “Vediamo se ho afferrato il concetto: un corpo a una certa temperatura emette un miscuglio di radiazioni di diversa lunghezza d’onda. Le caratteristiche del miscuglio (l’intensità della radiazione di ogni “tipo”) dipendono dalla temperatura, ma la forma generale del miscuglio è sempre la stessa, e assomiglia a quella curva a campana un po’ asimmetrica che mi hai disegnato. A volte la curva si trova in regioni di luce di un tipo, a volte di un altro, a seconda della temperatura del corpo in questione. Che ne dici, ci sono?” “Che bravo cane!” “E allora, dov’è l’inghippo? Che c’entra la meccanica quantistica?”.

Mio caro cane saputello, ti avevo avvertito che avremmo dovuto iniziare da lontano! Il problema è che nessuna delle equazioni della fisica di fine 1800, quelle sembravano descrivere così bene tutti meccanismi naturali conosciuti, riesce a descrivere questa curva che a te sembra tanto semplice! I fisici di allora si grattavano la testa con la stessa violenza con cui ti gratti tu quando ti prude un orecchio. Fino a quando non arrivò un certo signor Planck, che, rimanga tra noi, imbrogliò un po’, e imbrogliando trovò la soluzione al problema. E allo stesso tempo aprì il vaso di Pandora della meccanica quantistica. “un vaso pieno di biscotti come quello sul buffet di casa?” “Bah! Sei il solito. Dai, rientriamo a casa: il sole sta tramontando, e l’arrosto sarà ormai cotto” “Uof!”.

Continua (alla prossima passeggiata).

Tutto in famiglia 17 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 12 commenti

Non vorrei mai che ve lo foste persi! Venerdì scorso il sempre-vostro era protagonista di un edificante raccontino pubblicato su Torino Sette – rinomato inserto dell’altrettanto rinomato quotidiano La Stampa – ispirato a questo espisodio di vita vissuta. Il fatto che l’autrice della rubrica in questione sia la legittima consorte del sempre-vostro è ovviamente puramente casuale :-)

Roarrr 14 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Famiglia 11 commenti

- Giulia, che verso fa il leone?

- Roaarrrr…

- E il coccodrillo?

- Roaarrr!

- E il gatto, come fa il gattino?

- Roaarrrr!

- Ma come, anche lui? E la pecorella?

- ROOAARRRR!

- Il maialino?

- ROOOOAAARRRRRRR!!!

- …

E’ un mondo piuttosto aggressivo, quello di Giulia. Apparentemente anche il trenino ruggisce.

Preghiera in Gennaio 11 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Memorie, Zen da taschino 9 commenti

Lascia che sia fiorito, Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno risplendono le stelle

Quando attraverserà l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà baciandoli alla fronte
venite in paradiso là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno nel mondo del buon Dio

Fate che giunga a voi con le sue ossa stanche
seguito da migliaia di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio

Signori benpensanti spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai santi, Dio fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte

Dio di misericordia, il tuo bel paradiso
lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto con la coscienza pura
l’inferno esiste solo per chi ne ha paura

Meglio di lui nessuno mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare
ascolta la sua voce che ormai canta nel vento
Dio di misericordia, vedrai, sarai contento

Fabrizio de André, 18/2/1940 – 11/1/1999

E se… 1. I concorsi 10 gennaio 2009

Inviato da Marco in : E se... (università e ricerca), Politiche della ricerca 51 commenti

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E se… i concorsi universitari venissero aboliti, ed il reclutamento di ricercatori e professori avvenisse per assunzione diretta e insindacabile (ovvero per cooptazione) da parte dei dipartimenti?

Ecco qua. Colgo l’occasione dall’approvazione a colpi di fiducia della legge Gelmini (detto tra noi, poco coraggiosa e potenzialmente inutile – se non dannosa) per lanciare la serie di E se… dedicata all’università e alla ricerca in Italia, serie che inizio con l’annosa questione del reclutamento. Come accennavo, l’idea è quella di evidenziare una nodo problematico del sistema, gettando sul tavolo una soluzione drastica e provocatoria seguita da alcuni punti per contestualizzarla. Prese una per una, le proposte della serie potrebbero sembrare irrealizzabili e persino controproducenti (nel caso di quello di oggi, per esempio, l’obiezione potrebbe essere: bravo! Così i baroni non avranno più freni, e l’assunzione indiscriminata di figli e nipoti sarà agevolata), ma man mano che la serie crescerà il quadro generale sarà più chiaro, e, spero, coerente. Le idee che ci troverete non sono mica nuove: a chi volesse approfondire, consiglio di iniziare dalla lettura de L’università truccata di Roberto Perotti. I banner sono ritagliati dalle copertine dalla serie “What if…” della Marvel. Buona meditazione.

Menù per l’anno nuovo 8 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Fisica, Mezzi e messaggi, Politiche della ricerca, Scienza e dintorni 9 commenti

Buongiorno e bentrovati. Spero che abbiate superato indenni gli attacchi alle vostre coronarie e ai vostri fegati subiti durante i baccanali natalizi, e ritrovato al strada di casa tra pareti di neve e cortili ghiacciati. Noi, tra una cosa e l’altra, ce l’abbiamo più o meno fatta.

Siccome la Befana non ha diritto di sorvolo della spazio aereo svizzero, da queste parti si lavora ormai da lunedì; e sorvoliamo sulla simpatica idea di riaccendere il riscaldamento del CERN proprio soltanto lunedì mattina, dopo due settimane di freddo polare: per sopravvivere alla prima mattinata ho dovuto accedere tutti e 5 i computer del mio ufficio, e farci girare qualcosa a caso che usasse molta CPU, giusto per non gelare.

Buon anno dunque. Ho aspettato qualche giorno per rifarmi vivo su queste pagine, un po’ perché dopo un’adeguata disintossicazione dalla rete la si riavvicina con prudenza, un po’ perché nei ritagli di tempo ho meditato su dove far andare questo blog nei prossimi mesi. Nessuna idea specialmente scoppiettante, ma giusto due o tre pensieri su come proseguire l’avventura: ecco dunque un’idea del menù per l’anno nuovo.

Nouvelle cuisine. Avete presente quei ristoranti carissimi in cui vi servono su piatti enormi porzioni piccolissime di roba dal sapore eccelso? Ecco, vorrei ispirarmi un po’ a quello stile li; insomma: scrivere meno, scrivere meglio. L’indigestione e la frenesia da trattoria all you can eat dopo l’inaugurazione di LHC mi ha un po’ stancato. Fino almeno a quando l’anellone non ripartirà, rallenterò un po’ il ritmo.

LHC. Proprio a proposito dell’anellone, ecco un stralcio del primo messaggio del 2009 del nuovo direttore Generale del CERN Rolf Heuer

Our top priority for this year is providing data to the LHC experiments. [...] It is remarkable how quickly our engineers have got to grips with the problem, and given us a roadmap to restart. We now understand what went wrong, and we know how to fix it. The timetable for repairs published at the end of 2008 is an aggressive one, and we’ll do our best to keep to it. However, if the work takes longer to accomplish, we will not rush.

Il che vuol dire, nemmeno troppo tra le righe, che i tempi potrebbero allungarsi. Amen.

A spasso con Oliver, fisica e altre amenità. Mentre mormoravo il nuovo mantra scrivere meno, scrivere meglio, mi sono venute un paio di idee rispetto al cosa scrivere, e al come farlo. Dal cassetto nei prossimi mesi mi piacerebbe tirare fuori qualche passeggiata con Oliver (lui ed io da tempo meditiamo di chiacchierate di meccanica quantistica, e per questo ci vorranno due o tre giretti insieme). Vorrei continuare a parlare di università e ricerca, e di come le cose potrebbero e dovrebbero essere organizzate meglio in Italia. Mi piacerebbe farlo in modo leggero e poco pedante; l’idea è inaugurare una serie di what if? dell’università: avete presente quelle versioni estemporanee dei fumetti americani, in cui si cambia un presupposto di fondo e si immagina un universi alternativo? Ecco, qualcosa del genere applicato alla ricerca italiana: breve e veloce, ma sufficiente a far capire i nodi del problema, e ad aprire la discussione. Infine, siccome non si può parlare di tutto con Oliver (non è semplice spiegargli certi dettagli), e durante le vacanze alcuni amici mi tartassavano con domande che iniziavano con “tu che sei un fisico, mi spiegheresti…”, pensavo a una serie di divulgazione intitolata Chiedilo a un fisico, deliberatamente ispirata a questa iniziativa di Lederman (ok, io non posso nemmeno lontanamente compararmi a un Premio Nobel, ma due o tre cose le so):

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=9l5LG3F2k4k[/youtube]

Che ve ne pare? Mandate pure le vostre domande, l’idea sarebbe quella di rispondere a più o meno una alla settimana (scelta insindacabilmente dal sottoscritto, ovviamente), in un post di una trentina di righe, magari con un disegno (non disegno mica male). Ah, chiaramente resterà lo spazio per i racconti della vita da emigrato, delle stranezze degli Svizzeri e di quelle degli scienziati. E magari, chissà, qualche categoria nuova.

Mezzi e messaggi. Per qualche giorno ho accarezzato l’idea di cambiare faccia al blog, ma alla fine ho rinunciato, per due motivi. Il buon Regulus fino ad adesso ha servito bene alla bisogna, e non sono sicuro che un nuovo tema per queste pagine potrebbe fare altrettanto bene senza portarmi vi aun sacco di tempo in personalizzazioni; e poi voglio veramente dedicare il poco tempo che ho per queste pagine al loro contenuto, non alla loro forma. Anche, se, come diceva un saggio, il mezzo è il messaggio; per questo mi sono almeno sforzato di fare un po’ di pulizia nelle categorie, nell’organizzazione della barra laterale, e ho pure aggiunto una pagina di archivio. Qualche altro piccolo cambiamento potrebbe arrivare, ma insomma, vorrei sapere da chi non usa i feed RSS: questo blog si legge decentemente sullo schermo?

Facebook. Quasi dimenticavo: negli ultimi tempi ho qualche navigante che passa da queste parti mi ha scovato su Facebook e mi ha incluso nella cerchia dei suoi amici. Non vi aspettate grandi cose, fanciulli: rimango convinto che FB possa servire a progetti interessanti, ma per adesso ho trovato ben poco che non sia una grossa perdita di tempo, e dunque lo frequento con il contagocce. Ne riparliamo., eh?

A presto. Stay hard, stay hungry, stay alive, if you can.