A couple of job opportunities to work with ATLAS in 2017

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I rarely discuss job administrative details on these pages, but I thought it could be interesting to advertise a couple of job openings here. At the beginning of 2016 me and a group of collaborators from the ATLAS experiment were awarded fundings by the French National Research Agency (ANR) for a project called PhotonPortal. The goal of the project, which I am the Principal Investigator of, is to search for phenomena beyond the Standard Model using event topologies with photon in the final state, and with precision measurement of the Higgs boson properties with the H\to\gamma\gamma decay. If you are interested in the project details, you can find a 30-pages writeup on the project website.

The PhotonPortal fundings will be mostly used to hire three 2-years post-docs, to be respectively based in LAL Orsay, LPNHE Paris, and at my lab in LAPP Annecy. We are now opening the first position to work in LAL, so if you have a PhD in particle physics and are interested to join the team, consider to apply. The opening has a formal deadline at December 1st, but the position will stay opened until filled. The opening for the position based in Paris will happen during Fall 2017, while that to work with my team in LAPP in Fall 2018. I'll publicise the future openings when the time will come.

At LAPP we are also looking for a new PhD student, to work with me on the measurement of the Higgs boson differential cross section with the H\to\gamma\gamma decay. The student is invited to join the team during Spring 2017 for an undergraduate internship  that could last from a minimum of six week to four months. This  pre-graduate-school internship is strongly advised: it will help to see whether the student is a good match for the team, and the other way around. Upon mutual satisfaction, the student could start the PhD in October 2017, based at LAPP with frequent presence at CERN (or the other way around, if needed). The reference university that will award the PhD title is the University of Grenoble. If interested, do not hesitate to contact me, all my work contact are on the project description.

A note for the Italian students: the undergraduate internship is something one can do between the end of your Master (laurea specialistica) and the beginning of the PhD, or as a part of the Master itself, upon agreement with your University. This is actually what the French student usually do, as part of the compulsory internship requested to complete their second-level Master and graduate. 

P.S. The PhotonPortal website is my first attempt to work with a static site generator. I used Jekyll, and I actually while liked it. One day or another I'll discuss the details a bit more.

(That's another entry among my attempts to blog in English. Un esperimento, appunto, da mescolarsi con la consueta scrittura in lingua italica: che lettori non anglofoni non disperano. Gli studenti di fisica di qualunque nazionalità, invece, dovrebbero sapere leggere l'inglese!)

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Non diventate cinici

Otto anni fa pubblicavo questo post su Borborigmi. All'epoca Giulia non aveva nemmeno un anno, e, mentre la pupa dormiva nel suo lettino, noi ci godevamo quell'inebriante sensazione di cambiamento possibile che l'elezione del primo presidente di colore degli Stati Uniti d'America sembrava portare.

Sono passati otto anni, e Giulia è ormai una signorinetta. Ieri gli Stati Uniti d'America hanno eletto come presidente un tycoon sessista e razzista, patologicamente bugiardo, senza alcuna esperienza di amministrazione pubblica, pericoloso per loro e per il mondo intero. Seduto sul letto di un albergo in Grecia (sono in trasferta per una convegno) ho seguito le ultime fasi della diretta della CNN con un crescente sconforto.

Ho molti pensieri nella testa, ma sopratutto uno mi tormenta. Temo che il fenomeno delle "camere a eco", di cui ho parlato a Camogli nell'ambito delle teorie scientifiche squinternate, sia in azione anche e soprattutto quando tentiamo di interpretare il sentimento politico del mondo che ci circonda. Altrimenti non si spiega come in molti fossimo convinti che Hillary Clinton avrebbe vinto, con più o meno ampio margine: in fondo, guardando intorno a noi, chi riusciva a immaginare che fosse possibile supportare qualcuno come Trump? E in quell'intorno a noi risiede probabilmente tutta la presunzione di poter leggere la realtà dalle nostre tiepide case, foderandoci gli occhi di costoso prosciutto, e immaginandoci un mondo conforme all'immagine che ce ne siamo fatti. Provo stasera una sensazione simile a quella che ho sentito negli anni a ogni successo elettorale di Berlusconi in Italia. Io non conosco nessuno che abbia mai votato Berlusconi, eppure circa la metà dei miei concittadini lo ha fatto a un certo punto. Dove sono? Si nascondono forse? Sono ontologicamente altri da me? Come posso incontrarli, parlare loro, provare a convincerli?

La partecipazione politica, la militanza, sembra aver perso la dimensione dell'incontro sociale. È fin troppo facile pontificare a cena con gli amici, e sui social network o un blog. Si finisce sempre per trovarsi tra simili, a convincersi e bearsi della nostra ragione, e a perdere di vista che, altrove, qualche altra camera a eco sta operando in direzione opposta, con altri gruppi e altre fazioni. Stasera sento allora un forte bisogno di indossare delle scarpe con la suola buona, per andare a incontrare il mondo di persona, in situazioni anche scomode, fuori da riserve rassicuranti. Chissà se ne sarò capace, e come.

Giulia compirà nove anni alla fine del 2016, e mi chiedo sempre più spesso che mondo le lasceremo. Non ho risposte, non ho suggerimenti, ma sono sempre più a disagio con l'idea che l'unica interazione politica che ci è concessa sia la lamentazione rassegnata di un triste futuro ineluttabile, che sembra essere diventata la cifra unica di un certa sinistra fatalista. O perlomeno, di quella sinistra fatalista che grida alla fine del mondo nella camere a eco che mi trovo a frequentare. Nel frattempo, sullo schermo della CNN è apparso un podio di fronte alla Casa Bianca, Barak Obama è uscito a commentare il risultato elettorale. Come già otto anni fa, quest'uomo ha la capacità di dire cose che parlano al mio cuore, anche in un contesto che non potrebbe essere più diverso. Non è facile farle mie, il cinismo è sempre in agguato, ma bisogna provarci.

To the young people who got into politics for the first time and maybe disappointed by the results, I just want you to know you have to stay encouraged. Don’t get cynical. Don’t ever think you can’t make a difference. (...)

Sometimes you lose an argument. Sometimes you lose an election. You know, the path that this country has taken has never been a straight line. We zig and zag and sometimes we move in ways that some people think that is forward and others think is moving back. 
And that’s okay. (...)

We try really hard to persuade people that we’re right. And then people vote. And then if we lose, we learn from our mistakes. We do some reflection. We lick our wounds. We brush ourselves off. We get back in the arena. We go at it. We try even harder the next time. The point though is that we all go forward with the presumption of good faith in our fellow citizens because that presumption of good faith is essential to a vibrant and functioning democracy.

Ai giovani che si sono affacciati alla politica per la prima volta in questa occasione e sono delusi dal risultato, voglio solo dire di rimanere speranzosi. Non diventate cinici. Non pensate neppure per un attimo di non poter fare la differenza.

A volte si perde un confronto. A volte si pende un'elezione. La strada che questa nazione ha intrapreso non è mai stata una linea diritta. Andiamo a zig-zag, e a volte ci muoviamo in direzioni che alcuni pensano siano andare avanti, e altri pensano siano andare indietro. Ed è  qualcosa che va bene.

Cerchiamo di convincere le persone delle nostre ragioni con tutte le nostre forze. E poi le persone votano. E se perdiamo, allora impariamo dai nostri errori. Facciamo le dovute riflessioni. Ci lecchiamo le ferite. Ci rimettiamo in piedi. Torniamo nuovamente dell'arena, incoraggiati. Cerchiamo con ancora maggior forza la volta successiva. Il punto però è che avanziamo con la presunzione della buona fede dei contri concittadini, perché la presunzione di buona fede è essenziale per una democrazia funzionale e vibrante.

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L'ultima estate. Emilia, martedì 9 agosto 1994

Bologna (Foto di Christian Grelard da Flickr)

Bologna (Foto di Christian Grelard da Flickr)

(L'ultima estate è un esperimento di scrittura post-adolescenziale postuma, ispirato al podcast Mortified. Ho scritto questo testo tra l'estate del 1994, l'autunno del 1997 e la primavera del 1999, ma se passate il mouse sui numerelli appariranno dei box di commento scritti oggi, a più o meno 20 anni di distanza. Questa è la sesta puntata, il racconto inizia qui.)

Mi sono svegliato stranamente bene stamattina. Beh, bene è una parola grossa. Mi sono svegliato, ecco. Di certo Kurt è stupito di vedermi in piedi e in grado di raggiungere sulle mie gambe i cessi del campeggio:

— Ma allora non sei morto — mi dice con ironia.

— Umpf... — è tutto quello che riesco a rispondere.

Nonostante il mio stomaco si riprenda in fretta dagli strapazzi, un po’ distrutto lo sono, ovviamente.

Racconto schematico (tipo Puck): [1]Chi sia Puck nell'economia del racconto lo scopriremo tra poche righe. Nel cartone animato L'Ape Maia, Puck è una mosca.

  • sveglia senza tronamento post-sbronza (meno male!);
  • a Bologna ore 11.30 a recuperare Maia e Tecla; [2]Ecco che Maia fa finalmente il suo ingresso nella storia. La protagonista del cartone animato da cui pesco la maggior parte delle identità segrete del racconto si è finalmente unita la gruppo. Il fatto che arrivi insieme a Tecla, che ne l'Ape Maia è un ragno femmina di mezza età che cerca sistematicamente di catturare e mangiare Maia è una pura coincidenza. O forse no.

Ecco che torna Tecla: dopo essere stata ad Alassio dai nonni ha raccolto Maia e insieme ci hanno raggiunto: il gruppo è finalmente completo. Per la cronaca Puck è il fratello di Flip, [3]Ecco svelato l'arcano. e non c’entra molto con il viaggio [4]5 o 6 anni di differenza a quell'età sono un abisso. Mentre Flip è mio coetaneo, all'epoca Puck ha circa 15 anni ed è ancora un pischello che va in vacanza con i genitori. – anche se lo incontreremo, e chi lo avrebbe detto? Ma è una delle poche persone che conosco che è capace soltanto di scrivere facendo elenchi. [5]Le capacità di scrittura di Puck sono certamente migliorate col tempo.

Non distraiamoci, che tutto si svolge molto velocemente:

  • Tecla prende la prima multa (divieto di sosta);
  • Pranzo da Mc Donald’s (povero stomaco); [6]Vi ricordo che sono reduce da una colossale sbronza, che ha seguito una cena abbondante al Festival di Liberazione.
  • Pomeriggio in campeggio sotto gli irrigatori per non evaporare dal caldo; 
  • Ore 17.00 visita a Bologna (gran bella città); [7]Questo commento sulle qualità artistiche di Bologna fa il pari con la mia tersa valutazione di San Fruttuoso. Sono un profondo intenditore d'arte e architettura, non ci sono dubbi.
  • Altre due multe per divieto di sosta o simili; [8]L'ho già detto che sono squattrinato che più non si può? Immaginatevi allora con quale reazione ho accolto la notizia delle multe.
  • Cena in pizzeria. [9]MacDonald's a pranzo e pizza a cena. Sanissimo.

Ora che la compagnia è completa, il morale non è più sù delle caviglie, al limite delle ginocchia. [10]Ovvero, siamo tutti un po' scazzati, per ragioni variegate che emergeranno nel corso del racconto. Ma, spoiler alert, in sostanza la realtà è che siamo un gruppo veramente mal assortito, che sta insieme con la scusa di vecchie amicizie e relazioni che mostrano la corda. C’è qualcosa in tutto questo che non va, non trovate? A chi scopre cos’è in premio a scelta una pizza margherita o un cheeseburger.

Morale della giornata 1: andare in auto per ora si rivela conveniente come il treno (150.000 lire di multe). [11]Nel 1994 ci sono ancora le lire. 150.000 lire sono un sacco di soldi, anche divisi tra tutti gli astanti. Siamo veramente in bolletta.

Morale 2: i miei soldi e quelli di Willi evaporano troppo in fretta: urge porre rimedio! (Tornare a casa? Spettacolino? Furto con scasso?).

Note   [ + ]

1. Chi sia Puck nell'economia del racconto lo scopriremo tra poche righe. Nel cartone animato L'Ape Maia, Puck è una mosca.
2. Ecco che Maia fa finalmente il suo ingresso nella storia. La protagonista del cartone animato da cui pesco la maggior parte delle identità segrete del racconto si è finalmente unita la gruppo. Il fatto che arrivi insieme a Tecla, che ne l'Ape Maia è un ragno femmina di mezza età che cerca sistematicamente di catturare e mangiare Maia è una pura coincidenza. O forse no.
3. Ecco svelato l'arcano.
4. 5 o 6 anni di differenza a quell'età sono un abisso. Mentre Flip è mio coetaneo, all'epoca Puck ha circa 15 anni ed è ancora un pischello che va in vacanza con i genitori.
5. Le capacità di scrittura di Puck sono certamente migliorate col tempo.
6. Vi ricordo che sono reduce da una colossale sbronza, che ha seguito una cena abbondante al Festival di Liberazione.
7. Questo commento sulle qualità artistiche di Bologna fa il pari con la mia tersa valutazione di San Fruttuoso. Sono un profondo intenditore d'arte e architettura, non ci sono dubbi.
8. L'ho già detto che sono squattrinato che più non si può? Immaginatevi allora con quale reazione ho accolto la notizia delle multe.
9. MacDonald's a pranzo e pizza a cena. Sanissimo.
10. Ovvero, siamo tutti un po' scazzati, per ragioni variegate che emergeranno nel corso del racconto. Ma, spoiler alert, in sostanza la realtà è che siamo un gruppo veramente mal assortito, che sta insieme con la scusa di vecchie amicizie e relazioni che mostrano la corda.
11. Nel 1994 ci sono ancora le lire. 150.000 lire sono un sacco di soldi, anche divisi tra tutti gli astanti. Siamo veramente in bolletta.
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35.9 fb-1

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Avevo detto 40 femtobarn inversi, alla fine sono stati 38.9, non ci sono andato lontano. Di questi, ATLAS è riuscito a raccoglierne 35.9, il che significa un'efficienza di presa dati di circa 92%: perché l'acceleratore mica aspetta che il tuo rivelatore sia tutto perfettamente acceso e funzionante, e non sempre tutti i pezzi sono pronti e funzionati in tempo. Ma 35.9 femtobarn inversi, comunque, sono un sacco di collisioni.

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L'ultima estate. Emilia, lunedì 8 agosto 1994

Borgo Panigale. Foto di Girolamo Pipitone da Flickr

Parco di Borgo Panigale. Foto di Girolamo Pipitone da Flickr.

(L'ultima estate è un esperimento di scrittura post-adolescenziale postuma, ispirato al podcast Mortified. Ho scritto questo testo tra l'estate del 1994, l'autunno del 1997 e la primavera del 1999, ma se passate il mouse sui numerelli appariranno dei box di commento scritti oggi, a più o meno 20 anni di distanza. Questa è la quinta puntata, il racconto inizia qui.)

Mattinata di trasferimento: sveglia a Sarzana ore 7.00 (!), arrivo a Bologna ore 14.30(!). Ci ricongiungiamo con Kurt che è arrivato in auto da Torino. Nel pomeriggio cerchiamo il campeggio e ci sistemiamo. Il campeggio è bellissimo e molto pulito, ma assolutamente privo di ombra, cosa che, vista la calura, ci sconforta assai. Giunta la sera ci rechiamo a Borgo Panigale, [1]Che è di fatto un quartiere di Bologna. dove si svolge la Festa di Liberazione (giornale di Rifondazione Comunista) [2]Letture militanti. per mangiare. Un trafiletto di Cuore [3]Letture militanti e raffinate. prometteva infatti “cascate di tortellini”. [4]E come resistere a una tale promessa?

Questa è una delle caratteristiche salienti del viaggio: il cibo. Per un qualche tacito accordo mangiamo e mangeremo sempre fuori – forse tranne un paio di volte – a volte bene ed altre male, a volte economicamente ed altre no. Ma non tutti gradiscono la proposta di cucinare qualche volta – abbiamo tutto il necessario – facendo la spesa in un prosaico supermercato. [5]Nel 1994 sono nel pieno del mio periodo francescano-altermondialista-marxista-leninista. Spendere poco non è solo una necessità obiettiva - soldi non ne ho - ma è un gesto politico, esercitato, come spesso succede a quell'età, con un ardore al limite del grottesco. Come se mangiare in una trattoria di terza categoria favorisse al contempo il successo della dittatura del capitale e impedisce l'avvento del Regno. Almeno abbiamo l’occasione rara di vedere Kurt insieme a un manipolo di trotzkisti mangia-bambini. [6]Le simpatie politiche del nostro amico Kurt risiedono all'estremo opposto delle mie, allora come adesso. Certamente di destra, Kurt ha nel 1994 l'aspetto, e sovente i modi, di un naziskin. All'epoca pensavamo fosse più che altro una posa, l'amicizia di lunga data a volte acceca. Col tempo abbiamo capito che la cosa era più profonda.

Di qui in poi il resoconto dei fatti sarà probabilmente un po’ confuso, per motivi... alcolici. [7]In sostanza, ho preso una sbronza colossale di vinaccio. Mangiamo bene e beviamo meglio, fraternizzando con cinque compagni di mezza età molto simpatici (“... adesso vado a casa guidando piano, ma una volta a casa, sfondo!” – ovviamente riferito alla sua amata consorte!), con cui chiacchieriamo, beviamo ancora e parliamo in tre o quattro dialetti ("fogli di capuss!" – sono molto stupiti che nessuno di noi sappia come si chiamano le cartine per le sigarette in emiliano). [8]Uno dei protagonisti del racconto mi ha recentemente detto di essere piuttosto certo che "fogli di capuss" volesse dire "soldi". Ma il diario riporta quello che riporta, a perenne memoria del mio stato alcolicamente alterato durante la serata. Alla festa c’è Ciarly Roketto, un folletto rosso che canta sul palco con la chitarra. [9]Ciarly Roketto era un pittoresco chitarrista country-padano di strada, con all'epoca una minuscola fama in area bolognese. Nonostante gli anni, se ne trovano ancora tracce in rete. Piuttosto ebbri, Willi, Cassandra ed io saliamo sul palco a cantare con lui, a fare le seconde voci e a dare spettacolo. [10]Non ho alcun ricordo conscio di questo episodio. Mi ricordo la Festa, i militanti, le chiacchiere, la sbronza e le sue conseguenze, ma di essere salito sul palco a fare il controcanto a un rocker emiliano di provincia mi manca completamente. Conoscendomi, però, non ho motivi di dubitare. La cosa piace tanto che ci offrono un ennesimo litro di vino, purtroppo bianco. Il mescolamento mi sfruguglia lo stomaco.

Esterno notte, appena fuori dal capannone dove Ciarly Roketto – giuro che si scrive proprio così – sta suonando. Willi e Marco, [11]Per un attimo ho accarezzato l'idea di assegnare anche a me un'identità segreta, ma non aveva molto senso. Però sono un po' geloso dei miei amici. visibilmente ubriachi.

— Forza, Marco, stai tranquillo...

— Okay.

— Dai, fratello, adesso ti svuoti lo stomaco e torniamo a cantare...

— Okay.

— Non ti preoccupare, capita a tutti, hai mescolato, adesso passa...

— Okay.

— Su, che poi festeggiamo a birra e salsiccia...

— Burp...

Prima di salire in auto sbocco il capocollo ai ferri; durante una sosta invece faccio fuori i garganelli alla boscaiola. [12]Alla Festa di Liberazione si mangiava bene. Mi dicono che sdraiato lungo la stradale a torso nudo e a braccia larghe sembravo un Cristo – certo non sono mai stato particolarmente nerboruto. [13]In quel periodo pesavo circa 57 kg per 178 cm di altezza, e avevo i capelli lunghi. Fate voi. La gente si impressiona facilmente e si preoccupa: molti si fermano, fra cui sette volanti della madama. [14]"Madama" è come in Piemonte e Lombardia viene gentilmente chiamata la polizia. Il numero di passaggi di mezzi delle forze dell'ordine mi è stato riferito dai miei compagni di viaggio, io ho ricordi vaghi. Sospetto comunque che intercettare gente inebriata lungo le statali emiliane deve essere un'attività comune per i poliziotti della zona. Prima di capottare in tenda riesco a rovesciare tre caffè, per terra, sulla maglietta, sul cappello dei Chicago Bulls. [15]Nella stagione NBA 1993-94 Michael Jordan, che allora idolatravo come molti, lascia i Bulls per darsi al baseball, e la squadra fa un campionato mediocre. Jordan tornerà a giocare a basket nel 1995, e chi non ha visto la finale NBA del 1998 vada a cercarla su youtube.

Più avanti scopriremo quanto Kurt veneri la sua auto. Certo tornare a casa con lui, preoccupatissimo che gli sporchi i tappetini con un’ultima “torta” e che mi minaccia di morte, e con la testa che mi esplode e lo stomaco che ha intenzione di uscire dall’esofago per conoscermi personalmente, è difficile, quasi impossibile, ma eroicamente ce la faccio.

Pazientemente Cassandra mi conduce in tenda, apprestandosi a dormire preoccupatissima che io possa vomitare ancora. Che scarsa fiducia, uffa! Ho detto che sto bene, eccheccavoli.

Prima di addormentarmi come un angioletto percepisco che Kurt e Flip baccagliano due tedesche... tanti auguri e ciao, ronf!

Note   [ + ]

1. Che è di fatto un quartiere di Bologna.
2. Letture militanti.
3. Letture militanti e raffinate.
4. E come resistere a una tale promessa?
5. Nel 1994 sono nel pieno del mio periodo francescano-altermondialista-marxista-leninista. Spendere poco non è solo una necessità obiettiva - soldi non ne ho - ma è un gesto politico, esercitato, come spesso succede a quell'età, con un ardore al limite del grottesco. Come se mangiare in una trattoria di terza categoria favorisse al contempo il successo della dittatura del capitale e impedisce l'avvento del Regno.
6. Le simpatie politiche del nostro amico Kurt risiedono all'estremo opposto delle mie, allora come adesso. Certamente di destra, Kurt ha nel 1994 l'aspetto, e sovente i modi, di un naziskin. All'epoca pensavamo fosse più che altro una posa, l'amicizia di lunga data a volte acceca. Col tempo abbiamo capito che la cosa era più profonda.
7. In sostanza, ho preso una sbronza colossale di vinaccio.
8. Uno dei protagonisti del racconto mi ha recentemente detto di essere piuttosto certo che "fogli di capuss" volesse dire "soldi". Ma il diario riporta quello che riporta, a perenne memoria del mio stato alcolicamente alterato durante la serata.
9. Ciarly Roketto era un pittoresco chitarrista country-padano di strada, con all'epoca una minuscola fama in area bolognese. Nonostante gli anni, se ne trovano ancora tracce in rete.
10. Non ho alcun ricordo conscio di questo episodio. Mi ricordo la Festa, i militanti, le chiacchiere, la sbronza e le sue conseguenze, ma di essere salito sul palco a fare il controcanto a un rocker emiliano di provincia mi manca completamente. Conoscendomi, però, non ho motivi di dubitare.
11. Per un attimo ho accarezzato l'idea di assegnare anche a me un'identità segreta, ma non aveva molto senso. Però sono un po' geloso dei miei amici.
12. Alla Festa di Liberazione si mangiava bene.
13. In quel periodo pesavo circa 57 kg per 178 cm di altezza, e avevo i capelli lunghi. Fate voi.
14. "Madama" è come in Piemonte e Lombardia viene gentilmente chiamata la polizia. Il numero di passaggi di mezzi delle forze dell'ordine mi è stato riferito dai miei compagni di viaggio, io ho ricordi vaghi. Sospetto comunque che intercettare gente inebriata lungo le statali emiliane deve essere un'attività comune per i poliziotti della zona.
15. Nella stagione NBA 1993-94 Michael Jordan, che allora idolatravo come molti, lascia i Bulls per darsi al baseball, e la squadra fa un campionato mediocre. Jordan tornerà a giocare a basket nel 1995, e chi non ha visto la finale NBA del 1998 vada a cercarla su youtube.
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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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