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Astri e particelle (ovvero, l’ombra del bosone di Higgs) 29 ottobre 2009

Inviato da Marco in : Fisica, Scienza e dintorni 22 commenti

Vi ricordate di quando intorno a Giugno mi intervistarono per una mostra su Astri e particelle organizzata da INFN e INAF? Si, proprio quella volta in cui mi chiesero se sapevo chi è Penny, e pensavo di avere fatto la figura del nerd arrapato. Beh, la mostra in questione è stata inaugurata lunedì, le interviste sono state montate in brevi spezzoni (c’è gente ben più importante di me!), e tutto sommato il sempre-vostro non ci fa mica una bruttissima figura. Vi lascio giudicare da soli.

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Come diavolo si fa quel simbolo in LaTeX? 27 ottobre 2009

Inviato da Marco in : Fisica, Geek attitude, Letture e scritture, Scienza e dintorni 6 commenti

Con LHC che scalpita per iniziare a funzionare, da queste parti ferve tutto un lavorio operoso per finire tutti i lavori iniziati e liberarsi per analizzare i dati nuovi. Il che significa che una buona fetta di noi passa giorni (e notti) a correggere articoli, rifare grafici, e scrivere, scrivere, scrivere. Per capirci, il sottoscritto ha 5 articoli – tra paper e note interne di ATLAS – da finire, erm, diciamo entro la fine dell’anno.

Un mucchio di articoli da scrivere e rivedere vuol dire per un fisico un sacco di sano esercizio di LaTeX. A questo proposito, di recente sono capitato su un sito geniale, senza il quale non riesco più a vivere (Avviso al lettore: se non hai idea di cosa sia LaTeX, puoi anche smettere di leggere qui).

Detexify_screeshotAvete presente quando state scrivendo una formula o un’espressione matematica, e proprio non vi viene in mente quale comando, e soprattutto quale pacchetto, definisce il simbolo che vorreste usare? A me capita sempre, per dire, con la lettera greca \Xi, sia in versione maiuscola o minuscola. Beh, i giorni passati a scartabellare il buon vecchio The Comprehensive LaTeX Symbol List sono finiti. Detexify permette di disegnare con il mouse una versione raffazzonata del simbolo in questione, e vi propone le associazioni più promettenti, tra l’altro usando la vostra scelta per allenarsi per il giro successivo. Che dire? Semplicemente geniale. Il sistema è stato sviluppato come tesi di laurea da un studente tedesco. Spero proprio che resti online.

Ragazzi, che week-end! 26 ottobre 2009

Inviato da Marco in : Famiglia, Fisica, LHC, Militanza 11 commenti

Bersani è il nuovo segretario del PD, Ignazio Marino non se l’è cavata mica male, la mia cuginetta Chiara è convolata a giuste nozze ed io ho pianto come un vitello, e zitti zitti un gruppetto di protoni prima e di ioni poi si sono fatti un giretto quasi completo di LHC. Ragazzi, che week-end!

TestWeekEnd_26October2009

Accertare che la natura non ti abbia indotto a credere di sapere quello che non sai 23 ottobre 2009

Inviato da Marco in : Letture e scritture, Scienza e dintorni aggiungi un commento

Il vero scopo del metodo scientifico è quello di accertare che la natura non ti abbia indotto a credere di sapere quello che non sai. Non esiste un solo meccanico, scienziato o tecnico che non sia stato soggetto a quest’illusione tanto da stare istintivamente in guardia. E’ soprattutto per questo che i trattati scientifici e le istruzioni meccaniche sembrano così noiosi e pedanti. Le negligenze e le fantasie romantiche in campo scientifico fanno dei brutti scherzi, e la natura imbroglia già abbastanza da sola senza che gliene diamo noi l’occasione.

Robert M. Pirsig, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta

Bonus: correlazione non implica causalità, via XKCD.

xkcd_correlation

LHC, ci siamo quasi 22 ottobre 2009

Inviato da Marco in : Fisica, LHC 12 commenti

Dopo un discreto silenzio a proposito dello stato di LHC (gli acceleratori convalescenti hanno bisogno di riposo e calma, si sa), credo che sia venuto il momento di riprendere in mano l’argomento e dare qualche aggiornamento. Tenetevi, si parte.

Fasci all’ingresso. Nel week-end tra il 26 e il 28 Settembre i macchinisti hanno testato il sistema di iniezione, ovvero hanno verificato di essere in grado di infilare protoni e ioni provenienti dall’SPS dentro l’anello di LHC, per poi farceli circolare. Crepi l’avarizia, il test è andato bene.

bul-pho-2009-098Freddo. Da qualche giorno tutti i settori di LHC sono alla raggrardevole temperatura criogenica di 1.9 K. Il che vuol dire che la macchina è fondamentalmente pronta a operare, ovvero a far circola i fasci iniettati di cui sopra. Le collisioni alla (bassa) energia di 900 GeV (l’energia dei fasci entranti, quella massima che l’SPS può fornire) dovrebbero essere garantite. Se non succede nulla di catastrofico, i primi fasci dovrebbero circolare nella seconda metà di Novembre.

Sicurezza. Circolare e collidere a bassa energia va bene, ma per un paio di giorni. LHC è fatto per accelerare e collidere a energie ben più alte (anche se non alte come avremmo voluto). Il requisito fondamentale per salire in energia è che il sistema di protezione dai quench (quello che serve ad evacuare la corrente dai magneti in caso di quench per evitare il disastro dell’anno scorso) funzioni. Apparentemente, a fidarsi delle  voci di corridoio, anche le cose in questo ambito vanno bene. Il che vuol dire che potremmo avere collisioni a energie dignitose già prima della fine dell’anno (dove dignitose vuol dire probabilmente piuttosto 3 TeV che 7 TeV, ma non lamentiamoci. È un inizio).

ATLAS. Da qualche giorno, come già l’anno passato, ATLAS è passato in modalità presa dati 24 ore su 24. Per adesso si tratta ancora solo di raggi cosmici, che però vanno benissimo per continuare a testare le procedure di acquisizione e calibrazione in attesa dei dati interessanti. Volete vedere che faccia hanno questi eventi? Gli ultimi che abbiamo preso sono online. Così come le facce di chi sta in control room a prendere dati, giorno e notte. Siamo abbastanza pronti, direi.

Copertura giornalistica. Da queste parti il cambio di management del CERN si sente, anche in aspetti come le relazioni con la stampa. A differenza dello start-up dell’anno passato, per esempio, quest’anno non è previsto nessun evento in fanfara per la nuova partenza di LHC a fine Novembre. Il sottoscritto potrebbe lanciarsi di nuovo un live blogging, ma non è troppo sicuro. Vedremo. Se l’evento ci sarà, sarà piuttosto per le prime collisioni a 7 TeV. Nel caso siate dei giornalisti e vogliate partecipare, datevi una mossa: la registrazione per ottenere un accredito per questo evento (che a naso, se tutto va bene, avverrà nei primi mesi del 2010) scade domani.

Nel caso vi foste distratti 21 ottobre 2009

Inviato da Marco in : Militanza 1 commento finora

Nel caso vi foste distratti, domenica 25 ottobre si vota per le primarie che eleggeranno (dovrebbero eleggere) il nuovo segretario del PD. Nel caso vi foste distratti, il sottoscritto nelle ultime settimane ha messo nel cassetto una certa pigrizia atavica, ha fatto un piccolo investimento per la tessera del PD, e si è messo a sostenere la candidatura di Ignazio Marino. Nel caso vi sentiate vagamente di sinistra, o anche solo qualcosa di vicino a una specie di socialdemocratico postmoderno, fate i bravi: andate a votare, che fa bene alla pelle. E votate Marino, non fosse altro che per spirito di contraddizione (ma anche per altre buone ragioni).

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(video buffo via YANNB)

Che noia (le chiacchiere sull’omeopatia) 8 ottobre 2009

Inviato da Marco in : Scienza e dintorni 29 commenti

Maledizione a me quando ho deciso di esternare la mia opinione negativa sull’omeopatia.

Maledizione a me, perché evidentemente non sono stato chiaro abbastanza; o meglio, perché per quanto mi sia sforzato di essere chiaro (e didattico, equilibrato e documentato), tutto questa chiarezza continua a dimostrarsi inutile verso chi non vuole stare a sentire.

Per quanto infatti abbia cercato di mettere in risalto le caratteristiche del metodo scientifico, dei protocolli di doppio cieco, dei campioni randomizzati e di tutte quelle belle cosette che servono a costruire un’indagine scientifica credibile (e che mancano o falliscono nel caso dell’omeopatia), continua a esserci qualcuno che di tanto in tanto passa da queste parti e mi sente il dovere morale di scrivermi. Per dirmi nell’ordine: che non capisco un’acca; che sono un servo delle case farmaceutiche; che se fossi un vero scienziato accetterei la sfida di riprodurre il miracoloso fenomeno di guarigione che lo scrivente ha ottenuto, ma siccome non capisco un’acca e sono uno servo delle case farmaceutiche ovviamente non accetterò.

Cosa posso fare perché questi signori smettano di tediarmi, e soprattutto per non dover ripetere all’infinito le stesse cose? Vediamo se riesco a essere chiaro una volta per tutte.

Uno. Il punto non è credere o non credere. Non si tratta di discutere se io “creda” o “non creda” nell’omeopatia. L’efficacia terapeutica dell’omeopatia (o l’esistenza dell’antimateria, o la dimensione del raggio della Terra, o la fotosintesi clorofilliana, o…) non è una cosa in cui si crede o non si crede. Qualunque cosa che ricada nella categoria del “verificabile sperimentalmente” o è verificato (secondo certi criteri statistici su cui qui sorvolo) e ripetibile, o non lo è. Punto. L”azione di “credere” è da riservarsi a categorie che non sono verificabili sperimentalmente. Scegliete quella che vi piace, ma lasciate fuori lo sperimentabile.

Due. Affermazioni clamorose richiedono evidenze clamorose. Uno dei miei lettori (l’ultimo in ordine di tempo, lo scelgo per dare un’idea) sostiene di poter provare l’efficacia di un preparato omeopatico a base di arsenico per curare l’avvelenamento da arsenico (suggerisce di avvelenare una pianta, per fortuna). Benissimo. Che lo provi. Che. Lo. Provi. È così difficile da capire? Scriva un protocollo di indagine sensato (quali piante? Quante ne dobbiamo avvelenare? In quali condizioni? Cosa diamo come “placebo” al gruppo di controllo? Va bene l’acqua? Cosa mi devo aspettare dal gruppo trattato con il placebo? Schiatteranno tutte? In quanto tempo? E le altre, quelle curate con il preparato? Come facciamo la randomizzazione? E così via…) e lo renda pubblico insieme ai suoi risultati (immagino, da quanto afferma, positivi). In questo modo io o chiunque altro nel mondo potremo riprodurre il fenomeno (o magari no!) e confermare (o smentire!) la sua affermazione. È il metodo scientifico, baby. Stiamo aspettando. Il resto sono chiacchiere.

Tre. Io faccio il fisico delle particelle. Passo la mia giornata a immaginare fenomeni bizzarri e particelle mai viste prima prodotte da meccanismi esotici. Veramente qualcuno pensa che mi scandalizzerei a vedere l’evidenza sperimentale di un fenomeno (ancora) inspiegabile? Ma per favore! Concedetemi almeno il beneficio della flessibilità intellettuale. Ma fino a quando non avrò un’evidenza sperimentale, le mia particelle-mai-viste-prima prodotte-da-meccanismi-esotici rimangono un’ipotesi. I-p-o-t-e-s-i. Più o meno credibile, ma pur sempre niente che abbia a che fare con la realtà. Ergo, non vado in giro a venderle come se realmente esistessero. E soprattutto non cerco di farci dei soldi sostenendo che abbiano effetti miracolosi mai provati se messe dentro a costosi tubetti colorati pieni di palline di zucchero. Chiunque ha lo stesso dovere morale e intellettuale, altrimenti è un ciarlatano.