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Trielina 14 giugno 2009

Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 14 commenti

Piccoli segreti che ogni giovane padre ciclista dovrebbe conoscere:

  1. Se andate in bici con la vostra pupa (o pupo) sul seggiolino posteriore, ricordatevi che il suo doudou, orsacchiotto o bambolina preferita cadrà sicuramente. Rassegnatevi.
  2. Se non perderete il doudou, sarà solo perché  rimarrà incastrato nella catena della bici. Proprio quella catena che avete giurato di pulire ieri, ma poi vi siete dimenticati. Mi spiace, è inevitabile.
  3. Il grasso delle catene delle biciclette è praticamente indelebile. Più il colore del doudou tende al rosa pallido, più le macchie di grasso saranno nere e incancellabili.
  4. I doudou sono immancabilmente realizzati in materiale sintetico, potete lavarli solo a 30 gradi se non volete che si sciolgano. Un lavaggio a 30 gradi cancella solo lo sporco intorno alle macchie di grasso di catena di bici, e rende il nero di queste più brillante, aumentandone squisitamente il contrasto.
  5. Mentre la vostra pupa (o il vostro pupo) fa la siesta potete tentare di sottrarre il doudou sfregiato, e provare a smacchiarlo. Fate piano, siate lesti. E sappiate che detersivo per piatti, liquido per lavaggi a mano e sgrassatore spray sono inutili contro il grasso da bicicletta. Neanche combinati fanno nulla. Fidatevi.
  6. Nemmeno l’alcool del fornelletto per la fonduta funziona, in compenso lascia simpatici aloni giallastri. Fate una prova in un luogo sicuro del doudou, tipo l’ascella (funziona per doudou vagamente antropomorfi), potrete sempre tentare di spacciare l’alone per una macchia di sudore. Forse funzionerà.
  7. Per quanto disperati, non consultate nessun forum femminile su internet chiedendo di macchie e smacchiatori; vi proporranno roba tipo “tamponate con olio d’oliva” o “spremete mezzo limone sulla macchia”. Nessuna di queste cose funziona (questi forum devono essere frequentati da personaggi tristi e perfidi). Se nella disperazione decidete comunque di tentare, assicuratevi che vostra moglie sia fuori casa. L’olio di semi di girasole macchia meno di quello extravergine d’oliva.
  8. Le macchie di grasso di catena di bicicletta spariscono con olio di gomito e trielina. Trielina, trielina, trielina. Ottimo, efficiente tricloroetilene. Perché non ci avete pensato prima? Magari potete pensare di tenerne sempre un po’ nella borraccia della bicicletta.
  9. Pregate per una siesta della pupa lunga abbastanza. Vi servirà.

Tenetele da parte per i vostri figli 3 giugno 2009

Inviato da Marco in : Famiglia, Nuvole parlanti 5 commenti

thefuture

Non so voi, ma io continuo a pensare che Calvin e Hobbes sia la migliore striscia mai scritta, e che Watterson sia semplicemente un genio. Quando sono incappato nell’immagine qui sopra, non ho potuto fare a meno di commuovermi. Tutto qui.

L’indice delle bufale 29 maggio 2009

Inviato da Marco in : Fisica, Scienza e dintorni 29 commenti

Ogni tanto qualcuno mi contatta via email (o attraverso i commenti a questo blog) in quanto fisico-che-lavora-al-CERN, per sottopormi una nuova teoria rivoluzionaria che, se solo accettata dalla comunità scientifica, cambierebbe il volto della scienza come la conosciamo. Per chiarirci, sto parlando di roba tipo moto perpetuo, o una nuova teoria della gravità, o una teoria delle particelle elementari basata su bizzarre coincidenze numeriche. Nella maggior parte dei casi si tratta di teorie prive di fondamento logico, e spesso senza nessuna struttura matematica seria che permetta di fare delle predizioni quantitative sui fenomeni naturali che osserviamo ogni giorno, o che potremmo tentare di osservare.

Quando faccio notare questi dettagli al mio interlocutore – nel modo più gentile che mi riesce, giuro! – di solito la discussione diventa accesa e insostenibile, e immancabilmente lascio perdere. Sulla rete circola un mucchio di pseudo-scienza priva di fondamento (mai fatto un giro su it.scienza? Io ho abbandonato anni fa per esasperazione), elaborata da personaggi che sembrano ignorare i fondamenti del metodo scientifico, conoscere la fisica moderna (penso alla relatività o alla meccanica quantistica) solo solo da opere divulgative, e disprezzare ogni tipo di matematica superiore all’algebra elementare. Negli ultimi tempi mi sono reso conto che discutere con questi figuri è fondamentalmente inutile, un po’ per le caratteristiche di cui ho appena detto, un po’ perché sembrano perennemente affetti da una mania di persecuzione che rende difficile ogni scambio serio.

Grazie al cielo qualcuno prima di me ha pensato a un metodo originale per scremare alla fonte queste teorie bizzarre, metodo che permette di riconoscere al volo una bufala da qualcosa che potrebbe essere interessante. Si tratta dell’indice delle bufale di John Baez, un fisico-matematico dell’Università della California di Riverside, che l’ha scritto ormai più di 10 anni fa. Rimane certamente valido ancora oggi: i propinatori di bufale pseudo-scientifiche sembrano sostanzialmente replicare lo stesso approccio. Siccome non ne esiste una versione in italiano, mi sono preso la briga di tradurlo; se la vostra teoria rivoluzionaria colleziona più di 30 punti non tentate nemmeno di contattarmi!

L’indice delle bufale

di John Baez

Un metodo semplice per valutare contributi potenzialmente rivoluzionari alla fisica:

  1. -5 punti come credito iniziale.
  2. 1 punto per ogni affermazione che sia comunemente e largamente ritenuta falsa.
  3. 2 punti per ogni affermazione evidentemente falsa.
  4. 3 punti per ogni affermazione logicamente inconsistente.
  5. 5 punti per ogni affermazione che continuiate a sostenere ciecamente, nonostante tutte le correzioni puntuali che avete ricevuto a proposito.
  6. 5 punti per l’uso di un esperimento mentale che contraddice i risultati di un esperimento reale largamente accettato.
  7. 5 punti ogni parola scritta tutta in maiuscolo.
  8. 5 punti per ogni singola menzione di “Einstien”, “Hawkins” o “Feynmann”.
  9. 10 punti per aver sostenuto che la meccanica quantistica è fondamentalmente sbagliata (senza nessuna prova decente).
  10. 10 punti per aver sottolineato di essere andati a scuola, come se questo rappresentasse una prova di sanità mentale.
  11. 10 punti per aver iniziato la descrizione della vostra teoria dicendo quanto a lungo vi abbiate lavorato (e 10 in più per aver enfatizzato il fatto di avervi lavorato da soli).
  12. 10 punti per aver inviato la vostra teoria a qualcuno che non conoscete personalmente, chiedendo di non farne parola con nessuno perché temete che le vostre idee possano venir rubate.
  13. 10 punti per aver offerto un premio in denaro a chiunque provi e/o trovi un falla nella vostra teoria.
  14. 10 punti per ogni nuovo termine che avete inventato e usato senza averlo correttamente definito in precedenza.
  15. 10 punti per ogni affermazione del tipo “non sono buono in matematica, ma la mia teoria è concettualmente corretta, dunque l’unica cosa che mi serve è qualcuno che la esprima in termini di equazioni”.
  16. 10 punti per aver sostenuto che una teoria ben compresa e accettata è “solo una teoria”, come se in qualche modo questo fosse un punto a suo sfavore.
  17. 10 punti per aver sostenuto che, sebbene una teoria ben compresa e accettata predica correttamente i fenomeni di cui si occupa, non spiegherebbe “perché” questi fenomeni avvengono, o non ne fornirebbe un “meccanismo”.
  18. 10 punti per ogni confronto positivo tra voi stessi e Einstein, o per aver affermato che le teorie della relavità speciale o generale sono fondamentalmente sbagliate (senza nessuna prova decente).
  19. 10 punti per aver sostenuto che il vostro lavoro è al limite di uno “slittamento di paradigma”.
  20. 20 punti per aver scritto un email all’autore dell’indice (o al suo umile traduttore, n.d.t.) per lamentarsi dell’indice delle bufale (per esempio, sostenendo che “sopprimerebbe i pensatori originali”, o che c’è un errore di ortografia in “Einstein” al punto 8.).
  21. 20 punti per aver preteso di meritare un premio Nobel.
  22. 20 punti per ogni confronto positivo tra voi stessi Newton, o per aver affermato che la meccanica classica è fondamentalmente sbagliata (senza nessuna prova decente).
  23. 20 punti per ogni utilizzo di opere di fantascienza o di altri miti come se fossero fatti.
  24. 20 punti per esservi difesi menzionando il ridicolo (reale o immaginario) di cui le vostre teorie sarebbero state ingiustamente coperte nel passato.
  25. 20 punti per aver battezzato qualcosa con il vostro nome (per esempio, aver parlato dell’”Equazione di Campo di Evans”, quando il vostro cognome è – guarda caso – Evans).
  26. 20 punti per aver descritto ampiamente la vostra teoria come grandiosa, senza mai veramente averla spiegata.
  27. 20 punti per ogni uso dell’epiteto “reazionario prevenuto”.
  28. 20 punti per ogni uso dell’epiteto “difensore autonominato dell’ortodossia”.
  29. 30 punti per aver suggerito che un fisico famoso segretamente non hai mai creduto a una teoria che pubblicamente supportava (per esempio, che Feynman fosse un oppositore segreto della relatività speciale, come avete potuto dedurre leggendo tra le righe dei sui testi di fisica elementare).
  30. 30 punti per aver suggerito che Einstein, nei suoi ultimi anni, stesse avvicinandosi alle idee da voi sostenute oggi.
  31. 30 punti per aver sostenuto che le vostre teorie sono state sviluppate da una civilità extraterrestre (senza nessuna prova decente).
  32. 30 punti per ogni allusione a un ritardo nel vostro lavoro dovuto a un periodo passato in un ospedale psichiatrico, o a ogni riferimento a uno psichiatra che avrebbe tentato di convicervi ad abbandonare la vostra teoria.
  33. 40 punti per aver comparato chiunque abbia argomentato contro la vostra teoria a una qualche sorta di nazista.
  34. 40 punti per aver dichiarato che l’”establishment scientifico” è impegnato in un “cospirazione” per evitare che il vostro lavoro possa ottenere la fama che merita, o qualcosa di simile.
  35. 40 punti per ogni confronto positivo tra voi stessi e Galileo, suggerendo che una versione moderna dell’Inquisizione starebbe occupandosi del vostro caso, e così via.
  36. 40 punti per aver affermato che quando la vostra teoria sarà finalmente apprezzata, l’attuale scienza sarà vista per quella vergogna che in realtà è. (30 punti aggiuntivi per aver fantasticato di processi pubblici in cui gli scienziati che si sono presi gioco delle vostre teorie saranno obbligati a rimangiarsi tutto).
  37. 50 punti per aver sostenuto di avere una teoria rivoluzionaria che non fa nessuna concreta predizione verificabile.

Pensi come un fisico delle particelle? 27 febbraio 2009

Inviato da Marco in : Fisica, Scienza e dintorni 6 commenti

Pausa caffè di un venerdì pigro? Potreste sempre scialacquare cinque o sei minuti a fare un test per scoprire se la vostra forma mentis si avvicina a quella – più o meno contorta – di un fisico delle particelle.

A cura di Tommaso Dorigo, il questionario si articola in due parti, è in inglese (ma questo non dovrebbe spaventare nessuno che sia convinto di pensare come un fisico delle particelle: quelli mangiano, dormono e sognano in broken english); e, nemmeno tanto nascosto, contiene un simpatico spaccato antropologico dello sperimentale medio.

Buttatevi: l’analisi dei risultati in un paio di giorni, sempre sul blog di Tommaso. Manco a dirlo, non vale copiare le mie risposte!

Aggiornamento. Tommaso ha pubblicato il sistema di analisi delle risposte, che è probabilmente un po’ involuto; se poi come il sottoscritto non avete preso il gioco sufficientemente sul serio ed avete dato più risposte alla stessa domanda, beh, allora le cose si complicano ulteriormente.

In ogni caso, il mio profilo è dominato da “Fisico delle particelle” (cosa che sono, a che mi risulta :-) ), e da “Dilettante” in misura simile (vietatissimo ridere!). Tecnicamente, mi ha fregato la domanda sui raggi cosmici (sui quali ammetto senza remore una discreta ignoranza), e potrei mettermi a discutere sul decadimento del bosone di Higgs in due fotoni (ma si andrebbe sul tecnico: il quiz considera un errore la risposta che comprende il loop di W, ma – ooops – in effetti il loop di W contribuisce in modo sensibile all’ampiezza di decadimento. Apparentemente l’autore voleva scrivere “loop di Z” e si è sbagliato).

Ma a parte queste due, rivedendo le domande ho avuto l’impressione che Tommaso consideri un Dilettante qualcuno naive-troppo-onesto-non-furbo-a-sufficienza-per-sopravvivere, mentre un Vero Fisico Delle Particelle ha un folto pelo sullo stomaco coltivato in anni di esperienza, e nulla e nessuno può fregarlo o coglierlo alle spalle. Mmm, temo che possa avere ragione, in effetti la fisica delle alte energie è un mare popolato da parecchi squali; e in questo senso probabilmente io sono realmente un Fisico Delle Particelle Dilettante :-) . Vedremo se riuscirò a sopravvivere…

Roarrr 14 gennaio 2009

Inviato da Marco in : Famiglia 11 commenti

- Giulia, che verso fa il leone?

- Roaarrrr…

- E il coccodrillo?

- Roaarrr!

- E il gatto, come fa il gattino?

- Roaarrrr!

- Ma come, anche lui? E la pecorella?

- ROOAARRRR!

- Il maialino?

- ROOOOAAARRRRRRR!!!

- …

E’ un mondo piuttosto aggressivo, quello di Giulia. Apparentemente anche il trenino ruggisce.

Un numero infinito di matematici 11 dicembre 2008

Inviato da Marco in : Geek attitude, Scienza e dintorni 30 commenti

Un numero infinito di matematici entra in un bar.
Il primo ordina una birra.
Il secondo ordina mezza birra.
Il terzo ordina un quarto di birra.
Il barista dice: “siete degli idioti”, e serve due birre.

:D (via Gli studenti di oggi. E fortunato chi non ha capito – scusate, non si può essere sempre seri)

Dizionario minimo di francese: caldaia e frigorifero 31 ottobre 2008

Inviato da Marco in : Vita di frontiera 14 commenti

Nuovi termini francesi imparati ieri pomeriggio:

Vanne. Misteriosa valvola che vive all’interno della caldaia (chaudière), deputata a mescolare l’acqua fredda con quella calda per ottenere la miscela tiepida che alimenta il riscaldamento al suolo (plancher chauffante au sol). Può essere a tre (vanne à trois vois) o più vie. Quelle delle caldaie Frisquet si bloccano regolarmente (elles grippent regulièrment) alla fine dell’estate, in modo da impedire un corretto riavvio del riscaldamento appena ce n’è bisogno, a inizio autunno quando sul Jura nevica già. Questa informazione è apparentemente nota a tutti i residenti su suolo francese, tranne ai fisici delle particelle italiani emigrati, e ai tecnici della manutenzione delle caldaie (vedi: con intégral).

Con intégral. Persona dalle dubbie capacità professionali. Rientrano in questa categoria i tecnici delle caldaie, i quali si dividono in due sotto-categorie. Quelli che vengono a fare la revisione annuale della caldaia, non sanno dei comportamenti stagionali della vanne à trois vois, e dichiarano che tutto funziona a meraviglia, lasciando il riscaldamento al suolo con acqua entrante a 17 gradi e uscente a 18 (una splendida pompa di calore verso l’esterno, una specie di appartamento-frigorifero). E quelli che intervengono dopo che l’immigrato italiano ha cristonato al telefono, si scusano per il collega, sbloccano la vanne, e nel farlo fanno scattare l’interruttore di sicurezza che assicura che la temperatura dell’acqua del riscaldamento al suolo non salga sopra i 45 gradi (potrebbe in tal caso rompere le piastrelle – petter le carrelage). Interruttore di sicurezza che, alla bisogna, blocca la pompa di ricircolo, così che alla partenza del secondo con intégral tutto sembra tornato alla normalità per un’oretta circa, salvo poi ripiombare in modalità ghiacciaia. (A questo punto il fisico delle particelle italiano emigrato si scoccia definitivamente, apre personalmente la caldaia, trova l’interruttore di sicurezza, scopre, dopo vari tentativi, come resettarlo a mano, e finalmente rilancia il riscaldamento continuando a cristonare sottovoce contro i cons intégrals tutti).

Clayette. Pianale in vetro del frigorifero. Tende ad esplodere in mille pezzi se colpito in pieno da corpo contundente di massa adeguata sganciato da altezza sufficiente, tipo botticino in vetro dell’antibiotico di Giulia, lasciato in equilibrio ultraprecario al bordo della clayette superiore, e pronto a cadere sulla clayette inferiore (quella sopra il vano verdure, bac à légumes – che non è un diploma per ragazzi poco dotati) alla prima apertura del frigo. Le clayettes possono essere ordinate al telefono al service pièces détachées (servizio pezzi di ricambio), nel nostro caso quello dell’Elettrolux, che a oggi risulta ufficialmente essere l’unico servizio di assistenza telefonico con operatori non antipatici in tutta la Francia.

Chèque. Assegno. Mezzo preferito di regolazione di qualunque transazione finanziaria in Francia, insieme con il timbre (francobollo) necessario per spedire lo chèque a destinazione. Sebbene in Francia esistano carte di debito e credito, e persino l’internet banking, lo chèque nella sua busta (enveloppe) trasportato dall’efficiente sistema di posta francese rimane inevitabile. Deve essere una strategia del Ministero dell’Istruzione per mantenere la popolazione (e i fisici delle particelle italiani emigrati) in allenamento con i numeri francesi (tra l’altro prova dell’esistenza del demonio) scritti in lettere (prova del dominio indisturbato del suddetto demonio sull’orbe terracquo tutto). Una clayette e un bac à légumes, ottantuno euro e sessantasei centesimi, spese di spedizione (frais d’expéditions) incluse. Quatre-vingt-un euros et soixante-six centimes.