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E se… 4. Smettere di lavorare gratis

Inviato da Marco in : E se... (università e ricerca), Politiche della ricerca , trackback

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E se… giovani laureati di belle speranze, dottorandi, assegnisti di ricerca e ricercatori precari la smettessero di lavorare gratis? E se, più esplicitamente, fosse loro vietato di assumente qualunque incarico didattico non retribuito? E se, a margine, abolissimo l’ignominia dei professori a contratto?

Leggi le altre puntate:

(Scritto il 18 giugno 2009)

Commenti»

1. Valter - 18 giugno 2009

Non sono dentro a queste cose ma una cosa quasi diritta, é e resta pur sempre una cosa storta. Destinata oltretutto col tempo e col peso a piegarsi ancora di più. No ai compromessi se ci va di mezzo l’etica.

Non c’entra col calcio ma mi verrebbe da raccontare cos’ha fatto il piemontese tenente Guillet per avanzare di grado, senza venir meno al suo onore di uomo verso la dignità della sua futura donna.

2. Nantas - 18 giugno 2009

Il problema è questo:
[cit.] “se dici di no tu l’incarico sarà assunto da un altro, che ti sorpasserà nella classifica di gradimento del tuo professore referente.”
Come si può avere il coraggio di rinunciare a una possibilità del genere? Unica maniera è iniziare a cambiare dalla radice, oppure protestare compatti e uniti come stanno facendo a Pisa, Torino e a Firenze

3. Walter Caputo - 18 giugno 2009

Carissimo Marco,
un post davvero interessante !!! Io ho avuto qualche piccola esperienza di concorso universitario e mi è venuto veramente da vomitare. Questo è il motivo per cui ho scelto l’insegnamento e non la ricerca, ma seguendo esclusivamente la strada privata (rinunciando completamente a quella pubblica).
ciao
Walter

4. finto-anonimo - 18 giugno 2009

son cazzi… per usare un francesismo.
Il mio mentore è stato più onesto, mi ha detto che ora come ora non vede futuro, o l’università chiude o risorge, è ovvio per quale delle due sembra volgere al momento

5. Gianluigi Filippelli - 19 giugno 2009

Grazie per il trackback,
Gianluigi!

6. Peppe Liberti - 19 giugno 2009

sottoscrivo

7. Alex - 20 giugno 2009

Condivido in toto. Unica cosa, dall’anno prossimo in poi entra in vigore la legge 270 e non si potra’ piu’ fare un corso di laurea con soli professori a contratto: ci saranno dei requisiti minimi di docenti strutturati, a livello di corso di laurea.

8. Marco - 20 giugno 2009

Alleluja! E quale sarà il requisito minimo? Quale frazione del totale dei docenti per gli insegnamenti attivati?

9. chiara - 22 giugno 2009

questa è esattamente la situazione in cui si trova la mia coinquilina..contratto super precario per seguire un progetto in collaborazione con una fondazione bancaria…in realtà assistente del professore:
1) preparare le slide e le dispense per i corsi
2) fare lezione frontale quando il professore non può
3) interrogare gli studenti agli esami

….e non fa neanche il dottorato!!!!!!

questa è anche la situazione in cui si è trovata per anni mia sorella

…e poi uno si chiede perchè ho rinunciato all’idea di fare il dottorato in storia dell’architettura….

10. Alex - 24 giugno 2009

Requisiti minimi: 12 docenti di ruolo per una laurea triennale, 8 per una magistrale come da allegato B della legge 270 del 2007. Ogni docente può figurare solo una volta, anche se insegna in due corsi di laurea diversi. Inoltre, sono fissati dei parametri da soddisfare per raggiungere livelli di qualità (allegato 1).
Non ti dico il mazzo che si sono dovuti sorbire i presidenti di CCS e delle commissioni didattiche.. se vuoi averne un’idea, qui c’è la legge 270:
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6674Defini.htm
e al fondo trovi i link per gli allegati.

11. Grazia - 2 luglio 2009

Condivido, ma rimane il problema che la stragrande maggioranza dei “precari della ricerca” italiani si adattano a tutto: lavorare ed insegnare gratis, come anche fare da tassisti al prof di turno…
mi viene in mente che aspettino di salire nella scala di potere per potersi comportare come sopra!

Ingenuamente mi sono prestata una volta a fare le esercitazioni gratis per una decina di ore, e nemmeno al mio mentore, ma ad un ricercatore del dipartimento, con la possibilità che mi venisse affidato un tutorato l’anno successivo. Invece l’anno successivo hanno fatto un corso per un sedicente “professore a contratto” per cui non sono stata proprio considerata…ben mi sta, così ho capito che è sempre sbagliato lavorare gratis!
Ciao!