Sposare uno scienziato 11 dicembre 2009
Inviato da Marco in : Famiglia, Scienza e dintorni 18 commentiDove nella fattispecie lo scienziato sarebbe il sottoscritto, e la mia signora quella che lo ha sposato, e che ne scrive oggi su La Stampa, o meglio su Torino Sette, l’inserto della capitale sabauda che non sta mai ferma. Uno stralcio al volo, il resto qui:
Sposando uno scienziato ho sposato, mi verrebbe da dire, un metodo. Un approccio rigoroso, ragionato e lucido ai problemi e, soprattutto, alle paure (in genere le mie). Un antidoto alle credenze, alle ingenuità, alle semplificazioni o, detto altrimenti, un costante incoraggiamento al dubbio, alla verifica, alla riproducibilità.
È perché ho sposato uno scienziato – nel dettaglio, un fisico sperimentale – che nessuno in casa ha paura del forno a microonde, tutti (se si esclude la suocera) ci teniamo galileianamente alla larga dall’omeopatia, e persino io che sono un’impenitente umanista, ho riscoperto il valore liberatorio delle misure. Perché lo scienziato, si sa, misura tutto.
Che cosa potrei aggiungere di più a un quadro così esageratamente lusinghiero?
Ragazzi, che week-end! 26 ottobre 2009
Inviato da Marco in : Famiglia, Fisica, LHC, Militanza 11 commentiBersani è il nuovo segretario del PD, Ignazio Marino non se l’è cavata mica male, la mia cuginetta Chiara è convolata a giuste nozze ed io ho pianto come un vitello, e zitti zitti un gruppetto di protoni prima e di ioni poi si sono fatti un giretto quasi completo di LHC. Ragazzi, che week-end!

Importare passeggini dalla Francia? 29 marzo 2007
Inviato da Marco in : Famiglia, Militanza, Scoutismo 7 commentiIn Italia quando un movimento di sinistra vuole fare un po’ di pressione di piazza organizza un corteo. Se invece il movimento è più conservatore e l’organizzazione viene da destra, di solito ci si trova un filoanglofono qualcosa-day. Che poi è proprio uguale a un corteo, solo con cartelli e slogan più tristi, e di solito meno gente.
L’ultima vaccata di cui ho sentito è il family day che dovrebbe tenersi all’inizio di maggio. Apparentemente un’occasione per gli amanti della famiglia di mostrare il loro attaccamento, nella pratica si tratta di una manifestazione fortemente perorata dalla gerarchia della Chiesa Cattolica italiana per ribadire la sua contrarietà a ogni tipo di regolamentazione delle coppie di fatto, e sbandierare, manco ce ne fosse il bisogno, la sua dichiarata omofobia.
Scopro con una certo rammarico che il lavoro di normalizzazione di Ruini sulle associazioni di matrice cattolica in Italia sta dando i suoi frutti. Pure i vertici scout dell’Agesci, nel passato se non progressisti almeno più cauti nel fiancheggiare ciecamente ogni diktat della CEI, non hanno esitato a firmare il manifesto “Più famiglia” (ma chi cura le relazioni pubbliche di questa gente? Il nipote di Bombolo? Allora perché non chiamarlo “Più moglie per tutti”?) e ad aderire all’iniziativa. Bene, bravi. Che non ci siano dubbi da che parte state andando e chi tira i vostri fili, mi raccomando. Da parte mia, mi sdegno schifato (ma non cado dalle nuvole, la linea era già piuttosto chiara dal referendum sulla fecondazione assistita).
E mi chiedo: ma tutta sta gente a cui sta così a cuore “la famiglia”, qualcuno l’ha mai vista scendere in piazza con la stessa veemenza, chessò, contro la precarizzazione del lavoro? Non è che assecondando una società che sposta il limite dell’età di ingresso nella vita adulta sempre più avanti si faciliti la vita ai giovani che una famiglia la vorrebbero pure. Oppure a favore di politiche che aiutino le famiglie con figli? Ho scoperto di recente (se volete in numeri, leggetevi i passeggini di Parigi…) che in Italia avere più di due figli è fiscalmente sconveniente. Ma come? Non dovrebbero esserci delle agevolazioni? Nessun porporato che tuoni?
Ho scoperto dalle chiacchiere al caffé al CERN che molti miei colleghi francesi hanno un sacco di figli. Tre è la norma, molti ne hanno 4 e anche 5. E non sono membri dell’Opus Dei, anzi, spesso sono esemplari dello scienziato agnostico medio. Come si spiega? Perché dalla Francia importiamo sono camembert (e energia nucleare, ma senza dirlo agli ecologisti della domenica)? Il mio summer student danese dell’anno scorso aveva 25 anni, stava scrivendo la tesi di laurea, si preparava a fare prima il servizio militare e poi il dottorato, e aspettava un bambino. Già, perché le politiche sociali della Danimarca in fatto di famiglia sono tali che nessuno si preoccupa a metterne su una mentre ancora studia. Provate a suggerirlo a un universitario italiano. Pure a uno di Comunione e Liberazione, se avete i coraggio di avvicinarvi. E vedrete. Ipocriti.
Considero valore 3 luglio 2006
Inviato da Marco in : Famiglia, Vita di frontiera 3 commentiConsidero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un Creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
(Erri De Luca, Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi 2002)

3 luglio 2004, San Tommaso apostolo, Irene e Marco sposi
