Ritorno nello spazio

hugo_smNebulacolor-300x258Poco meno di quattro anni fa, mi ero prefisso un progetto di lettura a dir poco ambizioso. Da bravo appassionato di fantascienza, volevo leggere tutto quei romanzi che, tra quelli che ancora non avevo letto, avessero vinto tanto il premio Hugo che il premio Nebula. A quell'epoca, della lista completa me ne mancavano dodici: oggi mi chiedo come potessi pensare di farcela in meno di otto mesi, considerando il lavoro (il bosone di Higgs era ancora da scoprire!) e tutto il resto (letture comprese: è proprio in quel periodo che sono caduto nella trappola vischiosa di A Song of Ice and Fire, i cui cinque tomi da allora ho letto tutti).

Il tempo passa veloce. Nel tempo che mi serviva per digerire tre dei dodici romanzi mancanti (The Windup Girl, Ringworld e Le fontane del paradiso), ne uscivano altrettanti che vincevano entrambi i premi:

Qualcuno li ha letti? Come sono? Vedo che almeno uno tecnicamente è fantasy, mentre Blackout/All clear sono in realtà due romanzi in uno.

Nonostante tutto sono una persona cocciuta, e ho recentemente ho rimesso mano alla pila. Sono quasi alla fine di Startide Rising di David Brin, del quale vi regalerò una micro-recensione appena arrivo al fondo. Che cosa attacco dopo? Un concatenamento Forever War e Forever Peace? Gateway? Si accettano suggerimenti.

Ho notato anche che, negli articoli delle mie lettura di qualche anno fa, usavo sistematicamente Anobii come link verso i vari libri. A qualche anno di distanza, sebben sia ancora iscritto e registri ancora le mie letture, non uso quasi più Anobii, che, nonostante l'acquisto da parte di Mondadori, è decaduto a poco più di un villaggio abbandonato, con un'infrastruttura ormai ben poco utilizzabile. Qualcuno lì fuori lo frequenta ancora seriamente? Quanti sono migrati a Goodreads, o semplicemente hanno lasciato perdere?

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17 Commenti

  1. .mau.
    Pubblicato il 16 febbraio 2015 alle 16:09 | Permalink

    io sono sia su Anobii che su goodreads 🙂

  2. Pubblicato il 16 febbraio 2015 alle 16:18 | Permalink

    Lo so, lo so. E come li usi? Io per esempio ho smesso di pubblicare recensioni su Anobii da anni, e Goodreads non l'ho mai veramente usato (più per pigrizia che altro, visto che ormai leggo praticamente solo più in inglese)

  3. .mau.
    Pubblicato il 16 febbraio 2015 alle 16:30 | Permalink

    le recensioni le posto sempre in coppia come le ciliegie (anzi, in genere anche su Amazon e a volte su ibs). Per il resto, goodreads lo uso principalmente come base dati dei miei libri, con backup ogni tanto 🙂 e senza nessun'altra interazione: su Anobii ogni tanto chiacchiero tra le macerie dei gruppi esistenti.
    (so che a Mondadori stanno preparando anobiireloaded, solo che lo stanno facendo così bene che la scorsa settimana ho scoperto per caso che nessuno vedeva i commenti fatti sulle proprie recensioni perché finivano lì e non sul sito...)

  4. Federico
    Pubblicato il 16 febbraio 2015 alle 22:21 | Permalink

    Gateway è splendido e si legge anche agilmente. Poi è anche abbastanza hard (ovvero tecnologico) come tema.

  5. Pubblicato il 17 febbraio 2015 alle 09:28 | Permalink

    Guerra Eterna di Haldeman è uno dei miei preferiti, te lo consiglio. I seguiti, ecco, meh.

    (Io registro ancora tutte le letture su anobii, mentre goodreads l'ho lasciato perdere)

  6. Pubblicato il 17 febbraio 2015 alle 11:21 | Permalink

    Io ho ricominciato a usare Anobii, nonostante il sistema non sia proprio eccellente (meglio di qualche anno fa in ogni caso, alla soglia dell'acquisizione di Mondadori). Goodreads è una piattaforma fantastica (però è di Amazon, che per me è peggio di Mondadori). Il problema di Goodreads è che a me piace leggere e commentare le recensioni, e la comunità "in italiano" di GR era (è?) molto scarsa, per cui mi divertivo di meno. Come sistema di catalogazione è sicuramente meglio GR. Se leggi solo in inglese, non ci sono dubbi, usa GR!

  7. nicola
    Pubblicato il 17 febbraio 2015 alle 12:13 | Permalink

    grazie a quel tuo vecchio post mi sono letto pure io qualcosa.. ho finito da poco The Windup Girl, che e' stato tradotto nel frattempo in italiano come La ragazza meccanica. Davvero una lettura interessante dall'ambientazione unica, con molti spunti di riflessione riguardo l'attuale situazione nel mondo! Ho trovato alcuni tratti poco scorrevoli ma alla fine sono molto contento di averlo letto.. per cui beh, grazie 🙂

  8. Enrico
    Pubblicato il 17 febbraio 2015 alle 12:19 | Permalink

    Io ho appena finito di leggere "L'uomo di marte" di Andy Weir. Un libro di fanta-scienza tout court, un libro che mi ha ricordato il Verne che leggevo da ragazzino (non tanto per lo stile, quanto per aver collocato una avventura in un probabile futuro prossimo). Piaciuto 😉
    Se posso fare una domanda: li leggi tutti in inglese? Anche "A Song of Ice and Fire"? Ho letto che la traduzione italiana della saga di Martin non è delle migliori e vorrei tentare di leggerla in inglese, ma non vorrei imbattermi in un linguaggio troppo ostico... Che opinione ti sei fatto a riguardo? Grazie e complimenti per il blog, oltre per che per tutte le tua altre attività!

  9. Pubblicato il 17 febbraio 2015 alle 12:36 | Permalink

    Ah, The Martian, l'ho letto l'anno scorso dopo essere incappato nell'hype della della sua storia di pubblicazione (per i curiosi: Weir l'ha prima pubblicato a puntate sul suo blog, poi in self-publishing su Amazon a meno di 1 dollaro, poi ha avuto un ottimo bookdeal, e infine oggi si parla di un'opzione per un film). Mi è piaciuto (poteva non piacere a un fisico?), anche se ho trovato il finale troppo brusco.

    Per la domanda: si, ormai tutto quello che è stato originariamente scritto in inglese lo leggo in inglese, per cui anche tutta la saga di ASOIAF. Per quello che mi riguarda (ma il mio inglese è cresciuto non poco negli anni) l'ho trovato molto godibile in originale, specie pr l'uso di certi termini e modi di dire "antiquati" per dare un tono "medioevale" al parlato. Il che, forse, potrebbe rappresentare una difficoltà per qualcuno, mi rendo conto.

  10. Gigi
    Pubblicato il 18 febbraio 2015 alle 16:57 | Permalink

    Marco, metti subito una e nell'ultima parola dell'ottava riga! 🙂

  11. GIGI
    Pubblicato il 18 febbraio 2015 alle 16:58 | Permalink

    Vedi come si sbaglia facile: non è una e che manca, ma un gi!

  12. Pubblicato il 18 febbraio 2015 alle 18:26 | Permalink

    Quale parola, quale riga? Mi sono perso...

  13. GIGI
    Pubblicato il 19 febbraio 2015 alle 17:19 | Permalink

    Oilà! Mi sono perso anch'io. C'era un tuo commento che non vedo più o è l'inizio di demenza senile?

  14. jegger
    Pubblicato il 24 febbraio 2015 alle 13:05 | Permalink

    Pure io uso Anobii e sinceramente non mi trovo così male.
    C'è da dire che lo uso il minimo indispensabile per tener traccia delle mie letture, leggere qualche recensione e gruppo di interesse.

  15. Daniele Serafini
    Pubblicato il 24 febbraio 2015 alle 15:55 | Permalink

    Hihi, Marco, due commenti fa hai scritto, testualmente: " l'ho trovato molto godibile in orinale"... ps grazie per tutti gli spunti di letteratura fantascientifica! Non è che hai per caso suggerimenti sul genere cinematografico? Ho trovato le tue opinioni su Interstellar molto condivisibili, per cui magari come gusti andiamo d'accordo... un abbraccio

  16. Pubblicato il 24 febbraio 2015 alle 17:22 | Permalink

    Ah, ecco a cosa si riferiva Gigi! Corretto (anche se con ASOIAF poteva starci bene, no?). Per i suggerimenti cinematografici ci penso un po', ok?

  17. Florian
    Pubblicato il 26 febbraio 2015 alle 12:39 | Permalink

    Ciao Marco! Mi sento di incoraggiarti a proseguire nella lettura del ciclo di Ender. Scoprirai che a partire dal secondo libro la narrazione assume un tono completamente*diverso! Considero in particolare Speaker for the Dead un capolavoro assoluto che travalica i generi, come solo la migliore fantascienza sa fare.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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