Un sacco di cose tutte nello stesso tempo

Qui stanno succedendo un sacco di cose tutte nello stesso tempo, che starci dietro e raccontarle tutte diventa veramente difficile. È uscito Particelle Familiari, e di questo ve ne siete di certo accorti. Sono anche uscite le prime recensione, tutte parecchio lusinghiere: le sto collezionando sulla pagina dedicata, trovate i link da quelle bande là. Nello stesso tempo, sto anche organizzando il tour delle presentazioni: a parte una puntata ad agosto a La Thuile (perché conto di essere già da quelle parti), partiranno tutte da settembre. Le date già confermate sono tutte qui, tempi e luoghi precisi seguiranno. Ci sono parecchie altre date ancora un po' per aria, ve le annuncio appena diventano definitive. Il bello di questa organizzazione è che mi tocca ripassare la geografia dell'Italia (dove diavolo è già Lucca? E Mantova? Come si arriva a Ferrara?). Siccome non credo riuscirò a piazzare nessuna presentazione nel mese di luglio prima di partire in vacanza, pensavo di organizzare invece una presentazione "virtuale" sullo stille delle domande-e-risposte che avevamo fatto l'anno scorso. Che ne dite? Devo solo trovare l'interlocutore giusto, non posso certo fare un monologo. Qualche idea ce l'ho, vedremo dove porta.

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Nel frattempo, mi sono anche lasciato convincere a insegnare di nuovo un po' (a fine luglio tengo un paio di lezioni sulla fisica di LHC alla scuola GRASPA di Annecy), e a partecipare a un paio di iniziative legate alla comunicazione della scienza. A settembre sarò a La Morra, in Piemonte (un posto dove si mangia e soprattutto si beve molto bene) per la scuola per dottorandi SCS (Scienza, Cultura, Società) a dialogare della mia esperienza di "ricercatore visibile", e probabilmente farò il bis con una partecipazione simile a Torino nel mese di Novembre (sempre che non sia troppo in conflitto il workshop Physique ATLAS France, del cui comitato organizzatore faccio parte per la sessione sul bosone di Higgs: non mi faccio mancare nulla!).

Fumettisti al CERN

Fumettisti al CERN! (io sono quello con il casco bianco e le occhiaie)

La settimana scorsa, invece, ho accompagnato in giro per il CERN un manipolo di autori di fumetti italiani capitanati da Andrea Plazzi. per un resoconto dettagliato, vi lascio leggere la cronaca di Mabel Morri. In sostanza, l'idea è quella di produrre un fumetto "scientifico" sullo stile di quello già fatto l'anno passato con l'iniziativa Comics&Science, questa volta in qualche modo ambientato al CERN, e legato alla ricerca che facciamo da queste parti. Andate a vedere chi sono i visitatori, per provare a immaginare di che tipo di opera potrebbe venire fuori. Ecco i nomi, buona ricerca: oltre ai già citati Andrea Plazzi e Mabel Morri, c'erano Mattia Di Bernardo, Giovanni Eccher (che ha scattato la foto lì sopra, nella caverna di ATLAS), Francesco Cattani, Francesco Artibani, Antonio Serra, Giacomo Gambineri e Andrea Paggiaro, più noto con il nome di Tuono Pettinato. Il risultato di questa bizzarra operazione dovrebbe essere pronto per Lucca Comics & Games 2014, a fine ottobre. Se tutto va bene, mi troverete anche da quelle parti, anche a presentare il mio libro, ma non solo. Ah, alla visita ha partecipato anche Amedeo Balbi, che ho finalmente incontrato di persona.

Tuono pettinato al CERN

Naturalmente tutte queste amene attività si svolgono principalmente di notte, perché di giorno c'è  da lavorare alla fisica, quella vera, come al solito (oppure magari avvengono di giorno, e allora si lavora di notte: il numero di ore di sonno totale non cambia). Da qualche settimana ATLAS ha un pezzo nuovo di rivelatore installato, pronto per funzionare per la presa data del 2015. Presa dati che va preparata, e vi lascio immaginare come siano forsennate le operazioni. LHC è quasi pronto, riparato e migliorato per poter finalmente funzionare all'energia per cui era stato progettato, o quasi. E, come se preparare la nuova presa dati non fosse abbastanza, stiamo anche cercando di finire le misure con i dati presi nel 2011 e 2012. Abbiamo appena pubblicato la misura precisissima della massa del bosone di Higgs (alla quale ho contribuito non poco), quella delle sue proprietà seguirà a ruota nelle prossime settimane. Di tutte queste cose spero di trovare il tempo di parlarvi con qualche articoletto dedicato, forse prima delle vacanze, forse dopo. Come direbbe Andrea Plazzi alla fine di un suo articolo, fletto i muscoli e sono nel vuoto!

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17 Commenti

  1. Pubblicato il 9 luglio 2014 alle 16:14 | Permalink

    MI sembra che adesso lo chiamate "il bosone di Higgs" senza più "o una particella che gli assomiglia molto" o è solo per non far troppo lunga la comunicazione?

  2. Pubblicato il 9 luglio 2014 alle 16:21 | Permalink

    No, è proprio una dizione ufficiale, che deriva da quello che ne sappiamo. La cosa risale già all'anno scorso:
    http://www.borborigmi.org/2013/03/14/aspen-2013-giorno-4-i-fotoni-di-cms-il-bosone-e-un-bosone-di-higgs/

  3. Marco
    Pubblicato il 11 luglio 2014 alle 00:07 | Permalink

    Bellissima l'idea della presentazione virtuale. Attendiamo ansiosi 🙂
    Buon week end

  4. Matteo Pascal
    Pubblicato il 12 luglio 2014 alle 19:18 | Permalink

    Caro Marco, ho appena finito di leggere il tuo libro. Alcune cose mi sono piaciute, altre meno, devo rielaborare il tutto nei prossimi giorni (esatto, devo analizzare i dati dell'esperimento "lettura") e lasciarti un commento più completo. Dimmi sono se questo è il post(o) giusto per farlo. Intanto però volevo farti notare che scrivere un libro come questo rinunciando in toto a tabelle e illustrazioni è stato un bell'azzardo... secondo me non del tutto riuscito (ma il blog va in direzione opposta, in questo senso, e questo mi fa pensare che non sia stata una tua scelta).

  5. Pubblicato il 13 luglio 2014 alle 20:07 | Permalink

    Ciao Matteo,

    Lascia pure le i tuoi commenti e le tue impressioni dove preferisci, qui o altrove fa lo stesso (alla peggio, se sborsano troppo, le sposto).

    Sulla costruzione del libro: decidere di usare esclusivamente una forma narrativa è stata una scelta precisa, condivisa con l'editore ma di cui mi assumo completamente la responsabilità. Lavorando al progetto, il mio editor ed io siamo giunti alla conclusione di voler fare un libro veramente per tutti (e, magari puoi immaginartelo, tabelle, formule e illustrazione più o meno tecniche per molti digiuni della materia sono uno spauracchio tremendo!): un testo che comunicasse la scienza con il racconto delle cose. Che poi il risultato sia riuscito, ovviamente è un altro paio di maniche. Detto questo, sappi che in una prima versione del libro era prevista un'appendice proprio con formule e tabelle "per approfondire", che abbiamo deciso di lasciare fuori e non sviluppare (ma che, chissà, potrebbe trovare una sua vita autonoma se trovassi il tempo per mettermici). Ci sarebbe stato un apparato iconografico? Forse si, ma sarebbe stato un libro diverso.

  6. Pubblicato il 14 luglio 2014 alle 08:46 | Permalink

    Comunicare la scienza con il racconto delle cose è una scelta d'importanza strategica, per chi può considerarsi anagraficamente dotato di senno di/del poi.

    Se certi/e signori/e delle lettere [del mio passato professionale] avessero comunicato l'informatica con lo stesso approccio ..... oggi il mondo accademico non dovrebbe arrampicarsi sugli specchi per dare un senso culturalmente operativo all'espressione democrazia dal basso.

    Ho iniziato a leggere Particelle familiari ... per coglierne anche un'eventuale utilità argomentativa, che permetta di contribuire ad avviare una politica d'uso della Rete.

    Chi fosse incuriosito, o volesse capire meglio cosa intendo, può trovare un mio abbozzo/stub di commento alla recensione fatta da Lucia Orlando.

  7. Matteo Pascal
    Pubblicato il 14 luglio 2014 alle 21:19 | Permalink

    Penso di essere stato fraintesto, non parlavo assolutamente di formule matematiche, nè tanto meno di tabelle o grafici che possano spaventare i profani... e in questo senso approvo in pieno la scelta di non averle raccolte nemmeno in un'appendice... per tabelle e illustrazioni intendevo banalmente cose di questo tipo, e le pesco proprio dalle passeggiate con Oliver perchè mi sembrano le più adatte:
    Oliver e Higgs
    Oliver al lago
    Oliver tra le fenditure

    In particolare mi è sembrato strano leggere la carrellata delle particelle del modello standard senza avere a disposizione nemmeno un'immagine a cui fare riferimento con presentate tutte le particelle, ovvero la tabella del primo link... mi ha lasciato una sensazione di confusione addosso, nonostante le particelle le conoscessi già! Però capisco l'esperimento di provare una divulgazione scientifica alternativa, più vicina ai narratori italiani (mi è venuto in mente Il castello dei destini incrociati, durante la lettura) che non allo stile post Scientific American...

    Detto questo, aggiungo anche la cosa che mi è piaciuta di più del tuo libro. L'entusiasmo che permea ogni pagina. Un entusiasmo rivolto al presente e al futuro della fisica, un entusiasmo con i piedi ben piantati per terra, ma consapevole dei grandi risultati che possiamo realizzare in futuro. Può sembrare una banalità, ma non è una cosa che trovo spesso nei fisici che fanno divulgazione scientifica... anche nei libri più belli, a volte manca l'entusiasmo (che groppo al cuore che mi hanno fatto venire certe pagine di Smolin), a volte ci si fa prendere troppo da teorie non dimostrabili, a volte ancora si mostra sì entusiasmo, ma solo per l'età dell'oro della fisica, come se ormai noi vivessimo in un medio evo della fisica in cui si aspetta un nuovo Albert Einstein, ma senza troppe speranze... non c'è niente di tutto questo nel tuo libro, e devo dire che l'ho apprezzato molto. Insieme a tutta una serie di altre cose, ma il mio spazio qui per oggi è terminato. 😉

  8. Pubblicato il 15 luglio 2014 alle 09:20 | Permalink

    Matteo, l'idea del capitolo sulle particelle e il LEGO era proprio quella di creare confusione nel lettore, perché, come avrai capito leggendo il racconto di come si sia fatto ordine tra le particelle arrivando a formulare il modello standard, conduzione è quello che i fisici hanno provato per anni mentre le varie particelle saltavano fuori negli esperimenti, senza una struttura e una periodicità apparente. In questo senso, il tuo feedback mi rincuora, lo scopo è raggiunto 🙂

    Però sono d'accordo, alla fine del capitolo un disegno dello schema finale, ordinato e compreso, di tutti i mattoncini ci sarebbe stato. Per questo da un po' di tempo penso di aprire una pagina "di supporto" al libro proprio qui sul blog, con immagini (principalmente foto di LEGO 🙂 ) a supporto in particolare del capitolo 3. L'idea poi sarebbe quella di coinvolgere i lettori con le loro foto, chissà se arriverò mai a realizzare il progetto? 🙂

  9. claudio
    Pubblicato il 16 luglio 2014 alle 08:59 | Permalink

    Ciao Marco, non sai dov'e' Lucca!!?? male 😀 io sono di Lucca, ho visto che non e' ancora fissata una data non so se hai un contatto o meno io ho conoscenze presso la libreria Ubik se posso esserti d'aiuto non c'e problema. Ti posso dire che e' una bella citta' ed e' sede del Lucca Comics and Games evento che porta migliaia di persone ho letto che quest'anno sara' coinvolto anche il CERN, l'anno scorso era presente Cédric Villani. Ah sono riuscito a fissare una visita al CERN con guida in italiano 🙂 🙂

  10. Pubblicato il 16 luglio 2014 alle 09:24 | Permalink

    Beh, se le cose vanno in porto presenterò il libro proprio alla libreria Ubik con la quale sono già in contatto, e proprio durante il weekend di Lucca Comics (il fine settimana dei Morti, tra fine ottobre e inizio novembre), dove sarò proprio per il progetto dei fumetti scientifici al CERN 🙂

  11. claudio
    Pubblicato il 16 luglio 2014 alle 10:49 | Permalink

    Perfetto:-D si la data e' proprio quella, non avevo dubbi che ci fosse qualcosa sotto 😉 allora aspetto aggiornamenti piu' avanti, io sicuramente saro' presente e se mai avrai un po' di tempo posso portarti a mangiare qualcosa di tipico e farti da cicerone 🙂 (mi sentiro' privilegiato in quanto tuo lettore da quasi un lustro 😉
    PS: l'anno scorso tutta matematica, meglio la fisica 😉 (meglio ancora la chimica visto che sono chimico ma dubito che ci sara' mai)

  12. GIGi
    Pubblicato il 18 luglio 2014 alle 11:24 | Permalink

    Bologna?

  13. Pubblicato il 18 luglio 2014 alle 16:38 | Permalink

    Niente di previsto per adesso da quelle parti, ma l'autunno è lungo, e molte librerie fanno la programmazione a settembre. Se passo, lo faccio sapere!

  14. Pubblicato il 20 luglio 2014 alle 17:11 | Permalink

    Ciao Marco,
    ho letto che sarai a La Morra, ma ho visto che l'evento SCS ha chiuso le iscrizioni (d'altronde solo 40 posti). In ogni caso se serve un consiglio per qualche Trattoria/Ristorante.... Non si può solo vivere di fisica 😉

  15. Pubblicato il 20 luglio 2014 alle 20:18 | Permalink

    Eh eh, grazie per la proposta. Non so ancora quanto tempo starò a La Morra, spero almeno una sera. Ma ovviamente, da bravo torinese, non è certo la prima volta che ci vado 🙂

  16. Angelo
    Pubblicato il 23 luglio 2014 alle 16:28 | Permalink

    Sicuramente già lo sai, ma ti segnalo ugualmente questo articolo sul IlPost.it:

    http://www.ilpost.it/2014/07/23/particelle-delmastro/

    Non vedo l'ora di leggere il tuo libro.

  17. Pubblicato il 23 luglio 2014 alle 17:11 | Permalink

    Grazie Angelo, aggiungo alla pagina delle recensioni!

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  • Chi sono

    Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.