Un bassotto anti-soppressa!

Chicago 2006-6-7 (16)Siccome di recente si parlava di blog scientifici e della loro evoluzione, Marco del Tamburo Riparato è andato a scavare nei meandri degli archivi per vedere da dove avessero cominciato 30 blog scientifici di vario argomento e successo. Nella lista c'è anche Borborigmi, solo che Marco, probabilmente tratto in inganno dai risultati della ricerca o annebbiato dai fumi del Pastis, ha sbagliato il post con cui Borborigmi è nato. Invece delle avventure parigine alla fine di giugno 2006, Borborigmi muove i suoi primi passi con il racconto a puntate della partecipazione a una conferenza a Chicago all'inizio dello stesso mese. Racconto che, a volte, prende dei toni di cui non se se andare propriamente fiero:

Mi si avvicina una poliziotta bionda. O meglio, una bionda poliziotta. O ancora meglio, una gnoccolona bionda fasciata da una divisa da poliziotta cucita in una qualche tipo di elasto-stoffa che la segna in modo inequivocabile. Mentre raccolgo la mascella mi accorgo che alla bionda è attaccato un guinzaglio, e al guinzaglio un bassotto. Un bassotto antidroga? Anche il bassotto ha una divisa della stessa elasto-stoffa, credo, che dice: "Protecting American Agriculture". È un bassotto anti-soppressa! E infatti mi snobba veloce (e così la polibionda) per lanciarsi sicuro verso i due giapponesi di fianco a me. Esco dall'aeroporto immaginando la vergogna di 30 scatole di involtini primavera scongelati nella valigia.

(continua in Benvenuti all'immigrazione, scritto il 5 giugno 2006. Gli altri articoli su quella conferenza sono Colazione a Chicago, Almeno il mio hotel c'era, Blue Line, Greetings from Chicago e Libertà è scegliere la propria salsa)

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6 Commenti

  1. Pubblicato il 30 luglio 2013 alle 16:46 | Permalink

    Ahemmm...
    Questa volta non c'entro! Ha fatto tutto il giovane Marco, quello che se continua così non so proprio dove andremo a finire. Avevo notato anch'io l'imprecisione ma si sa: anche i grandi sbagliano (le maree di Galileo, p.es.).

  2. peppe
    Pubblicato il 30 luglio 2013 alle 16:51 | Permalink

    gnoccolona bionda? Guardi, sono esterrefatto 😛

  3. Pubblicato il 30 luglio 2013 alle 16:51 | Permalink

    @Juhan: sorry, m'è rimasto un Juhan attaccato nel testo. Non so perché, ma continuo a associare il Tamburo esclusivamente a te e Bruna. Poi mi son accorto dell'errore, ma non ho corretto dappertutto..

  4. Pubblicato il 30 luglio 2013 alle 16:52 | Permalink

    @Peppe: ero giovane, scrivevo senza pensare 🙂

  5. Pubblicato il 30 luglio 2013 alle 17:47 | Permalink

    Annebbiato! Sicuramente annebbiato, ma non dai fumi del Pastis bensì dalla bionda poliziotta gnoccolona. Corretto l'errore. Grasssie.

    Riflettevo invece su quanto io abbia dovuto ricercare e poi appuntare sul Tamburo per poter esprime (tra gli altri) alcune considerazioni che invece qui si sono palesate in modo semplice e naturale. Prendiamo solo il commento di Peppe e la tua risposta; questo è il blogging che attraversa il tempo: uno che ti conosce da anni e che rimane esterrefatto nel leggere il tuo primo post e tu che gli rispondi che eri giovane e che scrivevi senza pensare.
    Il blogging ti cambia (nel bene o nel male non importa), non tanto perché è naturale cambiare col tempo, quanto perché nel bloggare (bloggare seriamente) è implicita una trasformazione dovuta a quello che si legge, che si scrive, alle interazioni con gli altri... ecc.
    Si, lo so, è quello che normalmente succede nella vita reale, ma il blog ha la particolare prerogativa di diventare "testimone" di questi cambiamenti.
    Non so se riesco a spiegarmi, ma si, insomma... io la vedo una bella cosa, un po' come la sensazione che si prova nel guardare delle vecchie fotografie.

  6. giuliano
    Pubblicato il 1 giugno 2015 alle 21:03 | Permalink

    Gnoccolona bionda? Mi hai ricordato che la prima volta che andai in USA, passeggiando in strada, quando incontravo una poliziotta dicevo sottovoce ma non troppo: "Ciao bella gnocca". In Italia non si potrebbe 🙁 Un giorno poi andai in un negozio a prendere dei francobolli per l'Italia. Chiesi in inglese bolli per l'Italia. Stavo per pronunciare la solita frase anche alla bella commessa quando lei mi rispose subito in italiano. Disse che era di Vicenza, ecc.... Uffa, mi sono bloccato in tempo 🙂

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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