E comunque, dovremmo chiamarlo bosone di Englert-Brout-Higgs-Guralnik-Hagen-Kibble

Un paio di anni fa sono andato a una conferenza per tenere una presentazione sullo stato della preparazione alla ricerca del bosone di Higgs a LHC da parte di ATLAS e CMS. Grazie al cielo mi sono reso conto la settimana prima che tra i partecipanti illustri c'era anche Francois Englert, un fisico teorico belga autore insieme al collega Robert Brout di un articolo che proponeva, qualche giorno prima della pubblicazione di quello ben più famoso di Peter Higgs, un meccanismo che poteva spiegare la rottura della simmetria elettrodebole nel Modello Standard in modo analogo al meccanismo proposto da Higgs. D'accordo, l'articolo di Higgs è probabilmente più completo e lungimirante, ma soprattutto in ambito francofono molti preferiscono parlare di meccanismo di BEH. Dico dunque "grazie al cielo" perché mi sono evitato un discreta gaffe di fronte a Englert, preparando all'ultimo queste due trasparenze che ho commentato dicendo qualcosa del tipo: "mi perdonerete se nel resto della presentazione per amore di brevità chiamerò questa particella il bosone di Higgs e non di Brout-Englert-Higgs" 🙂

L'articolo originale di Higgs è dell'Ottobre del 1964, mentre quello di Englert e Brout dell'Agosto dello stesso anno. Quello che invece ho scoperto solo qualche tempo dopo è che altri tre fisici teorici, Gerry Guralnik, C. R. Hagen, Tom Kibble, sempre a poca distanza (nel novembre del 1964!) avevano pubblicato anch'essi un lavoro simile! La forza di un nome semplice (il "bosone di Higgs") può facilmente oscurare la realtà storica di come si è costruito un pezzo di conoscenza. Certo, aver contribuito alla scoperto di un meccanismo così fondamentale in tanti può rappresentare un problema: siccome non è possibile assegnare il Premio Nobel a più di tre persone, se dovesse venire scoperto il bosone di Higgs come si comporterebbero laggiù in Svezia?

Per sicurezza, nel 2004 Brout, Englert e Higgs hanno ricevuto ex-equo il Premio Wolf:

For pioneering work that has led to the insight of mass generation, whenever a local gauge symmetry is realized asymmetrically in the world of sub-atomic particles.

Nel 2010 poi tutti e 6 in nostri sono stati premiati con il Premio Sakurai:

For elucidation of the properties of spontaneous symmetry breaking in four-dimensional relativistic gauge theory and of the mechanism for the consistent generation of vector boson masses.

La cosa che ho trovato bizzarra di quest'ultima premiazione non è tanto che l'onorificenza sia stata assegnata a prescindere dalla scoperta sperimentale del bosone in questione (l'importanza teorica del meccanismo detto "di Higgs" va ben al di là del bosone che potrebbe fare parte dello zoo delle particelle conosciute), quanto che nella foto che ritrae i premiati manchi proprio Peter Higgs. Chissà dov'era...

(Photo credits: Wikipedia)

In ogni caso, è stato un bene che questi premi siano stato assegnato negli anni recenti: i tempi della fisica sperimentale sono spesso molto più lunghi di quelli della fisica teorica, e anche, purtroppo, della vita umana. Robert Brout è mancato qualche giorno fa a 83 anni, prima di poter sapere se il meccanismo che porta il suo nome sia in effetti il modo che la natura ha scelto per differenziare l'interazione elettromagnetica da quella debole, e per dare massa alle particelle elementari.

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10 Commenti

  1. Agostino F.
    Pubblicato il 10 maggio 2011 alle 15:48 | Permalink

    Ciao ti segnalo 2 refusi nella prima riga

  2. Pubblicato il 10 maggio 2011 alle 15:52 | Permalink

    Grassie, corretti 🙂

  3. Mario
    Pubblicato il 10 maggio 2011 alle 16:57 | Permalink

    Buona post.

    Guranik, Hagen, e Kibble avevano chiaramente la più completa della Physical Review subissions tre lettere nel 1964. Aveva il bosone (t eqution fondo di pagina 586), nessun errore con i poli, come Brout e Englert, e dimostrato come il teorema Gldstone viene evitata Gli altri, in partcular Higgs, ma solo suggerito che potrebbe essere evitato. Pochissime persone di leggere queste carte più gente così poco commenton i dati tecnici della carta

  4. delo
    Pubblicato il 10 maggio 2011 alle 22:13 | Permalink

    ho il vago ricordo del fatto che il paper di Peter Higgs evidenziasse anche l'ipotesi che, siccome c'e' un campo, dovrebbe esistere la corrispondente particella e che dovrebbe essere vista dagli esperimenti. Mentre Englert-Brout non avevano dato esplicitamente questa ipotesi.

    delo

  5. Mario
    Pubblicato il 11 maggio 2011 alle 03:46 | Permalink

    A destra, GHK mostra l'equazione per il campo e bosone ed esplicitamente come il teorema di Goldstone non riesce - non che "potrebbe" fallire come afferma Higgs.

  6. lallo
    Pubblicato il 13 maggio 2011 alle 08:21 | Permalink

    Nella foto Higgs c'è ma, come il suo Bosone, è del tutto trasparente. 🙂

  7. Cosimo
    Pubblicato il 17 maggio 2011 alle 23:08 | Permalink

    ma dove? sulla lavagna c'è solo scritta la lagrangiana con le difinzioni di D, F e V..
    comunque queste teorie sono state utili a prescindere dalla particella per esempio nella superfluidità e le transizioni di fase..
    in ogni caso vedete di muovervi lì al cern che non se ne può più di aspettare!
    (si scherza eh)

  8. delo
    Pubblicato il 20 maggio 2011 alle 21:05 | Permalink


    siccome non è possibile assegnare il Premio Nobel a più di tre persone, se dovesse venire scoperto il bosone di Higgs come si comporterebbero laggiù in Svezia?

    Considerando che il nobel per la rottura spontanea di simmetria lo hanno dato nel 2008 a Nambu "dovranno" essere molto cauti.
    Ma lo stesso nobel 2008 ci ricorda drammaticamente come a Stoccolma riescano sempre a mettere insieme i premi a loro piacimento.

  9. Lorenzo
    Pubblicato il 1 giugno 2011 alle 07:58 | Permalink

    Pare che il Bosone l'abbiano trovato a Pavia, è sicuro al 51,20%!

  10. Manu
    Pubblicato il 15 novembre 2012 alle 12:22 | Permalink

    Per sorriderci: What gives us mass?

6 Trackback

  • Di Tutti i padri del bosone di Higgs | Quantum Beat il 20 dicembre 2011 alle 09:36

    [...] dette su chi se lo sarebbe mangiato (ditelo voi, se vi pare). P.S. Ne ha parlato pure Marco qua. Álvarez-Gaumé, L., & Ellis, J. (2011). Eyes on a prize particle Nature Physics, 7 (1), 2-3 [...]

  • Di Tutti i padri del bosone di Higgs | Quantum Beat il 20 dicembre 2011 alle 10:06

    [...] Ci pensarono nel 1964 François Englert e Robert Brout (l’unico che non c’è più, scomparso il 3 maggio di quest’anno) da una parte, Richard Hagen, Tom Kibble e Gerald Guralnik da un’altra e Peter Higgs per i fatti suoi, ma tutti insieme vincitori del premio J. J. Sakurai per la fisica teorica delle particelle nel 2010, trovando il modo di dare in pasto il bosone di Goldstone ad un altro campo, l’analogo del fotone che così, satollo e interagendo col campo condensato (la besciamella), guadagnava la massa che in elettrodinamica gli era negata. Un’intuizione geniale che venne utilizzata da Abdus Salam e Steven Weinberg (premi Nobel per la fisica nel 1979) in una teoria unificata delle interazioni elettromagnetiche e deboli. Fu Higgs, il più convinto della compagnia, che si guadagnò l’onore di dare il suo nome al campo origine di tutta la vicenda e alla sua manifestazione materiale, il famigerato bosone di Higgs, appunto. Bel nome, nulla da dire, io però penso sempre a come sarebbe stato divertente fare i conti con un Kibble field e a quante ne avrebbero dette su chi se lo sarebbe mangiato (ditelo voi, se vi pare). P.S. Ne ha parlato pure Marco qua. [...]

  • Di Higgsteria | Borborigmi di un fisico renitente il 8 marzo 2012 alle 22:44

    [...] conferenza: noterete che il nome "Higgs" non è mai usato: È certo l'effetto della presenza del prof. Englert, che ha aperto la sessione di oggi! Email Questo articolo è stato pubblicato in Fisica e ha le [...]

  • [...]  comunque, eventualmente, ricordiamoci anche di Englert, Brout, Guralnik, Hagen e Kibble) CondividiLike this:Mi piaceBe the first to like this. Categorie: fisica, Uncategorized [...]

  • [...] Premio Nobel viene assegnato a tre persone al massimo. E, come dovreste ormai sapere bene, gli autori del meccanismo che i più chiamano "di Higgs" sono più di tre. A chi darlo dunque? [...]

  • [...] operazione di marketing della scienza. In particolare ci sono, a mo' di prefazione, tre lettere dei fisici teorici che stanno dietro all'invenzione del meccanismo di Higgs. Sono di tenore piuttosto diverso, e persino istruttive sui rispettivi [...]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

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