A quando il Nobel per il bosone di Higgs?

Ieri, come ogni anno in questo periodo, sono stati annunciati i vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2012. Quest'anno il premio è andato a Serge Haroche (Francia) e David J. Wineland (Stati Uniti) per i loro studi sull’interazione tra luce e materia. Se volete un riassunto breve, comprensibile e dignitosamente corretto del perché abbiano vinto il premio, leggete questo buon pezzo del Post. Io volevo invece parlarvi di un'altra cosa, più vicina agli argomenti di cui chiacchiero di solito.

Da più parti in giro per la rete ho sentito molti scommettere su un Nobel legato alla scoperta del bosone di Higgs, o meglio, di una nuova particella che sembra gli assomigli molto. Lasciatemelo dire chiaramente: non c'era in realtà nessuna possibilità che il Nobel venisse assegnato per questa scoperta, soprattutto quest'anno, per ragioni di carattere scientifico e legate alle modalità con cui viene assegnato il premio. Mi spiego.

Ancora non sappiamo se si tratti proprio del del bosone di Higgs. Come ho scritto e riscritto, questa nuova particella la cui scoperta abbiamo annunciato a luglio assomiglia molto al bosone di Higgs previsto dal Modello Standard, ma, fino a quando non ne avremo misurato con precisione le proprietà, non potremo esserne certi. Questo significa arrivare a conoscere i suoi accoppiamenti con le diverse particelle (per ora, la bestia sembra decadere in altri bosoni, fotoni, Z, e W, ma nessuno ha ancora osservato un decadimento in fermioni, per esempio tau o quark b, per citare quelli che per primi sarebbero visibili), e misurarne lo spin e la parità (sappiamo che deve avere spin 0 o 2, ma ancora non riusciamo a pronunciarci su quale dei due scenari sia quello reale). Per queste misure ci vorrà tempo, nella migliore delle ipotesi l'uso di tutti i dati presi nel 2012, e poi ancora. Se tutto dovesse andare bene, una conferma sperimentale sarà disponibile nel 2013. Quindi, al limite, per il Nobel se ne riparla l'anno prossimo

Il Premio Nobel viene assegnato a tre persone al massimo. E, come dovreste ormai sapere bene, gli autori del meccanismo che i più chiamano "di Higgs" sono più di tre. A chi darlo dunque? L'Accademia potrebbe essere imbarazzata nel dover fare una scelta, e rimandare. Basta solo che non scelgano di aspettare che sia madre Natura a sfoltire il gruppo, visto che quei fisici teorici non sono più dei giovincelli.

Il Premio Nobel non viene assegnato alle istituzioni e ai gruppi. L'altra proposta che ho sentito in giro è: il Nobel dovrebbero darlo a ATLAS e CMS per la scoperta. Potrei certamente dirmi d'accordo 🙂 ma purtroppo, secondo le regole attuali, le cose non sono possibili: il Premio Nobel (quello della Pace escuso) viene assegnato soltanto a individui. A questo proposito, ieri è uscita su Scientific American una bella riflessione, che vi invito a leggere per intero:

Il comitato dei Nobel insiste in un errore di categorizzazione: continua a assegnare il premio a pochi individui, quando in realtà la natura dell'impresa scientifica è cambiata. La maggior parte del lavoro di maggior impatto viene oggi fatto da gruppi. Mentre un secolo fa un impiegato di un ufficio brevetti riusciva a formulare la teoria della relatività nel suo tempo libero, scoprire il bosone di Higgs ha richiesto decine d'anni di pianificazione e lo sforzo di 6000 ricercatori. Nessun individuo, e nemmeno un terzetto, può legittimamente pretendere tutto il credito per sé.

In questo senso, il Nobel è veramente un "affascinante anacronismo", perlomeno per la fisica (e mica solo quella delle particelle). Se non verranno cambiate le regole, dubito che qualche fisico delle particelle sperimentale lo prenderà mai più.

Non potremmo darlo dunque a qualche personalità di spicco degli esperimenti? Per esempio gli spokesperson, come fu fatto nel 1984 con Rubbia e Van Der Meer per la scoperta del W e dello Z? Non penso proprio si possa fare in questo caso. Se leggete bene la motivazione del Nobel del 1984, vedrete che non è stato (ufficialmente) assegnato per la scoperta, ma per:

il loro contributo decisivo al grande progetto (l'acceleratore SppS, n.d.r), che ha portato alla scoperta delle particelle W e Z (...)

In quel caso, in effetti, i due furono personalmente motori portanti della costruzione dell'acceleratore grazie alla quale le collaborazioni UA1 e UA2 videro le nuove particelle. Per LHC, a meno di dare il Nobel a un macchinista di LHC, non si può dire la stessa cosa di nessuno dei fisici di ATLAS e CMS. Né, vista la taglia delle collaborazioni e la complessità delle analisi, si può individuare un singolo che porti sulle spalle tutta la responsabilità della scoperta.

Resterebbe l'opzione dei Premio Nobel della Pace al CERN: quello sì che si può dare a istituzioni e organizzazioni. Il CERN è un'impresa sovranazionale nata ben prima che chiunque altro sognasse  fosse pronto a mettere in piedi l'Unione Europea e anche solo la CEE: era il 1954, a dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il fatto che gli scienziati di paesi che fino a qualche anno prima si erano scannati abbiamo deciso di mettersi insieme per un'operazione simile, mi è sempre sembrata straordinario. Chi meglio del CERN ha stimolato il dialogo pacifico e collaborativo tra i paesi e le persone, oltre le frontiere e le lingue?

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40 Commenti

  1. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 12:05 | Permalink

    Ipotesi affascinante, che permetterebbe al Nobel di continuare ad essere abbastanza anacronistico, ma d'altra parte sarebbe anche uno dei premi per la Pace più significativi mai assegnati.

  2. gtenagli
    Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 12:05 | Permalink

    Whoops ti e` scappata una 'm' invece che una 'n'!

    "Se volete un riassunto breve, comprensibile e dignitosamente corretto del perché abbiaMo vinto il premio"

    Ottimo riassunto della situazione, interessante la cosa del premio per la pace al CERN..

  3. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 12:27 | Permalink

    @Gtenagli: sarà stato un lapsus? 🙂 (Corretto!)

  4. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 12:53 | Permalink

    Non sono d'accordo con il fatto che il CERN sia nato quando non si parlava di Europa. Quella era un'idea già ben piantata nella testa di molti politici illuminati, basta vedere la dichiarazione di Schuman nel 50 (http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Schuman) e la nascita della comunità europea dell'acciacio e del carbone l'anno seguente. Ben prima della nascita del CERN quindi.

  5. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:06 | Permalink

    Da quello che scrivi, assenza di decadimenti in tau-tau e b-b, sembrerebbe un bosone di Higgs "fermiofobico" che è un termine tecnico che ha prodotto parecchia letteratura. Se questo sarà confermato (supponendo che la tua affermazione si riferisca soltanto ai vecchi dati), temo che Higgs & Co. difficilmente incontreranno re Gustavo...

  6. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:17 | Permalink

    Belle riflessioni.
    Occhio che il link al Scientific American è rotto - mancano i due punti dopo http 😉

  7. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:20 | Permalink

    @MarcoFrasca: occhio che però io ho parlato di "osservazione": nessuno dei due esperimenti ha ancora la sensibilità per vedere un decadimento in tau-tau o b-bbar sopra i fondi con i dati attuali. Non vuol dire che questi decadimenti non ci siano, semplicemente che, se vanno al ritmo previsto dal MS, non possiamo ancora vederli. Puoi dedurre che non vanno a ritmi superiori, mentre se, quando avremo la sensibilità, non li vedremo, potrai solo dire che sono soppressi, ma non necessariamente assenti.

    Quanto al "fermiofobico": in senso tecnico, le versioni comuni sono state già escluse, perché il branching ratio in difotoni non è alto abbastanza da confermare quell'ipotesi, perlomeno nell'incarnazione tipica che si prende in considerazione.

  8. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:23 | Permalink

    @Federico: hai ragione (come ho fatto a scordare Schuman? E non scherzo, a suo tempo era una figura che affascinava non poco). Ho cambiato un po' il testo...

  9. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:24 | Permalink

    Bellissima idea il Nobel per la pace al CERN!

    Saluti,

    Mauro.

  10. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:25 | Permalink

    @FraEnrico: aggiustato, grazie.

  11. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:26 | Permalink

    Chiarissimo. L'incarnazione più recente di fermiofobico è quella di Gabrielli & al. che per compensare usano la supersimmetria: http://arxiv.org/abs/1204.0080 apparso recentemente su PRD.

  12. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 14:49 | Permalink

    @MarcoFrasca: per la cronaca. ecco il paper di ATLAS: http://arxiv.org/abs/1205.0701

  13. GM
    Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 15:10 | Permalink

    "NOBEL PER LA PACE..." Gia` che ci siamo, perche` non dichiarare il CERN (o piu` direttamente l'Higgs) "patrimonio mondiale dell'Unesco"? Potremmo chiedere al "coreografo on site" di preparare un bello spettacolino per la cerimonia...

  14. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 15:22 | Permalink

    Direi che sono d'accordo con le conclusioni di ATLAS (dati del 2011 e quindi l'articolo sembrerebbe meno aggiornato di quello che ti ho dato, apparso il 12 settembre su PRD) se ci mettiamo in conto che non c'è traccia di supersimmetria, neanche con i nuovi dati del 2012. Le due cose combinate escludono un modello con gli accoppiamenti fermionici a zero.

  15. Claudio
    Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 15:31 | Permalink

    Ti risulta che il CERN sia mai stato tra le organizzazioni candidate al Nobel per la pace?

  16. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 15:32 | Permalink

    Non che io sappia.

  17. Nes
    Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 17:49 | Permalink

    Il "Nobel al bosone" era escluso da Reuters, da diversi siti/blog scientifici, in pratica da tutte le fonti (secondo me) almeno minimamente attendibili sull'argomento che si potevano consultare online fino alla mattina della premiazione. Poi si va su repubblica.it, e c'è Cattaneo, direttore di Le Scienze, che dice "Tutti o quasi tutti si aspettavano il premio Nobel per la fisica a Peter Higgs, superato da due outsiders". Il tutto affiancato all'articolo di Elena Dusi, con cui la giornalista di repubblica.it spiega il perchè dell'assegnazione usando metafore circensi e insinuando, in chiusura, che il Nobel non sia stato assegnato al "favorito" Higgs perchè al Comitato non piace assecondare i pronostici. Sul Fatto Quotidiano, si legge che i due scienziati sono stati premiati " per le loro ricerche sull’interazione tra fisica e materia", e che in seguito a queste ricerche "[...] Altre applicazioni importanti sono in arrivo, come la realizzazione dei computer quantistici, ossia di computer molto più potenti ed efficienti di quelli attuali". La mia domanda è: ma in queste occasioni i giornalisti non possono fare una telefonata a qualcuno che ha un blog scientifico e farsi dare un paio di dritte su come "dire qualcosa di sensato" nel proprio articolo? Se io - che non sono una giornalista - ho capito più o meno dove andarmi a cercare le notizie di divulgazione scientifica su internet, possibile che una redazione giornalistica non si sappia orientare? Chiedo a te se esiste un motivo "pratico" per questa incomunicabilità tra "chi ne sa qualcosa" e "chi può scrivere su un giornale famoso" perchè io ormai inizio a pensare che la questione non sia "non saper fare", ma "non voler fare", e che anche testate giornalistiche mainstream con una certa "apertura" abbiano proprio indicazione di banalizzare, distorcere, inventare di sana pianta quando si tratta di notizie scientifiche, barricandosi dietro il "sono cose difficili da spiegare". Si, lo sono, ma non è più così difficile trovare chi te le spieghi meglio di una che intitola un articolo "Quando sbagliano i ricercatori" - accostando nel sottotitolo le scoperte "corrette" da altre scoperte successive alle truffe - oppure "Così gli scienziati truccano le ricerche", un articolo in cui si "svela" che lo 0,01% delle pubblicazioni sono basate su frodi. Ha ancora senso scrivere per a queste redazioni per lamentare la scarsa qualità dei loro articoli, o si dovrebbe solo smettere di leggerli?

  18. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 17:50 | Permalink

    Il Nobel per la pace al CERN mi fa sorridere e mi farebbe piacere. Le motivazioni sono analoghe a quelle avanzate recentemente per la candidatura di Internet, ma in questo caso sarebbero meno utopistiche e ideologiche. È bello pensare che un centro scientifico lavori per la pace: nel corridoio della biblioteca al CERN era appesa una vecchia storia di Topolino, in cui Topolino va a visitare il professor Enigm proprio al CERN. Il professore guida Topolino e Pippo attraverso gli acceleratori, e i suoi amici gli chiedono quali sono gli scopi degli esperimenti. Al che il professore risponde candidamente: "La pace!" 🙂

  19. Asmaro
    Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 17:55 | Permalink

    Il Nobel per la pace al CERN mi pare un pò eccessivo........metti caso che per colpa del bosone di Higgs scoppi una guerra fra universi.................:)

  20. Michela
    Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 18:13 | Permalink

    Buon pomeriggio, a Marco, a tutti
    sto seguendo il blog da qualche settimana, o giorno... ero più o meno una di quelle che "il bosone di Higgs" non lo vendo.... vendo solo frutta buona.... e
    sono molto colpita di come riesci a parlare di concetti così complessi.
    Dovresti promuoverti come fonte di riferimento per il giornalismo scientifico, sezione fisica (mica tutti i giornalisti che scrivono di fisica lavorano al CERN) e intanto giro il link a qualcuno del master (interfacoltà) comunicazione delle scienze organizzato dall'università di padova.
    Essendo laureata in materie umanistiche mi considero un un ottimo test per la tua comunicazione tecnico-scientifica, della serie "se lo capisce lei..." "...la mia comunicazione ha avuto veramente successo".
    Ho una curiosità: hai mai fatto delle riflessioni sul tuo target di pubblico?
    Grazie, buona serata

  21. Fabiano
    Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 18:42 | Permalink

    @Nes: condivido le tue considerazioni e mi chiedo: siamo sicuri che tutto quello che dici (banalizzare, distorcere, inventare di sana pianta, ma non per "indicazione di", piuttosto, secondo me, solo per sembrare bravi e con la vista lunga), siamo sicuri che accada solo con le notizie di carattere scientifico? Ho paura di no 🙁

  22. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 21:51 | Permalink

    @Nes: eh, sfondi una porta aperta! Come se non bastasse, conosco le due persone che citi, e loro conoscono me (e altri che fanno il mio mestiere), per cui in effetti non ci sono molte scuse per il non aver cercato di approfondire un minimo prima di scrivere a caso. Perché? Me lo chiedo da tempo, e non solo il solo. Temo che ci sian una combinazione di fattori: i giornalisti "scientifici" spesso non sono formati come tale, ma promossi sul campo, e anche quando hanno preparazione specifica raramente coprono tutte le discipline; i giornali devono vendere, per cui va meglio un titolo a effetto ma palesemente infondato che un articolo accurato, che in più costa più tempo e fatica; infine, sono convinto che i giornalisti scientifici non amino molto gli scienziati comunicatori, perché si sentono defraudati di un dominio che credono esclusivo, e la cosa ovviamente non può essere reciproca, ergo se ne tengono alla larga. Insomma, lo scienziato va bene da intervistare, un po' come una bestia allo zoo, non per verificare di non aver scritto scemenze.

  23. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 21:55 | Permalink

    @Michela: ciao, e benvenuta. Guarda, non credo sia necessario promuovermi più di tanto: i giornalisti si passano i contatti, e il mio è ormai piuttosto diffuso per gli argomenti di fisica delle alte energie. Insomma, di solito sono gentile, rispondo al telefono, non parlo male nemmeno in diretta, e se posso aiuto. Finisce che qualcuno mi chiama, persino spesso 🙂

    Quanto al target, è una riflessione ce faccio da tempo, e specie adesso che sto scrivendo un libro che sarà deliberatamente "semplice". Ho una moglie umanista, e questo obiettivamente aiuta! Certo, a volte finisce che mescolo i registri, ma questo è spesso figlio de fatto che queste pagine hanno un pubblico variegato, e che i livelli e le richieste sono molteplici.

  24. Pubblicato il 10 ottobre 2012 alle 22:59 | Permalink

    Comunque, oggi pomeriggio Silvia Bencivelli ha intervistato Fernando Ferroni a Frascati, agli Incontri di Fisica (un corso di aggiornamento per insegnanti delle superiori che si tiene annualmente, ormai da una decina d'anni). L'intervista si è aperta citando questo post, e si è chiusa sul Nobel per la pace al CERN. Per chi ti segue, son soddisfazioni 🙂

  25. Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 09:26 | Permalink

    @Asmaro: infatti il professor Enigm proseguiva dicendo: "guai se le scoperte atomiche venissero usate a fini malvagi e distruttivi" 🙂

    Per completezza: la storia è apparsa sul numero del 10 novembre 1985, ed è sceneggiata da Alessandro Bencivenni.

  26. Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 10:38 | Permalink

    Mah, l'unico Nobel che andrebbe abolito è quello per la Pace, secondo me (pure quello per l'economia, ora che ci penso).

  27. Asmaro
    Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 11:21 | Permalink

    Personalmente credo che il premio Nobel per la pace sia fra le cose piu ipocrite al mondo, che io sappia nessuno predica la guerra però ogni giorno ne fanno una, per non parlare di nuove armi sempre piu distruttive o dei soprusi nei confronti dei popoli di tutto il mondo noi compresi, se fossi io il vincitore di un premio come il nobel per la pace lo rifiuterei....odio l'ipocrisia.
    Molto meglio quello per la fisica o la medicina, le persone che ricevono simili riconoscimenti hanno tutte le ragioni per essere orgogliosi della loro vita e dei loro sacrifici.

  28. Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 14:47 | Permalink

    @Francesca: Ganzo! E cosa ha detto Ferroni?

  29. Claudio
    Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 17:10 | Permalink

    Che il premio Nobel per la Pace possa venire abolito mi pare impossibile, fa parte del testamento di A. Nobel e vale quanto gli altri.
    A me sembra che premiare chi lavora per promuovere la pace e la collaborazione fra i popoli sia giusto, anzi ha un valore ancora più nobile (poi si può discutere se in passato certe scelte potevano essere evitate, ma questo vale anche per gli altri premi). Piuttosto fa riflettere il fatto che in oltre un secolo il Nobel della pace sia stato assegnato una sola volta ad un italiano e nel lontano 1907, mentre ne abbiamo vinti 6 in letteratura, 5 per fisica e per medicina, 1 chimica nel 1963 e 1 in economia nel 1985.

  30. Xisy
    Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 21:56 | Permalink

    Davvero bel post. Il nobel per la pace al Cern sarebbe un'ottima idea, secondo me. Sul nobel per l'Higgs agli spokesperson di turno, uhm, sono d'accordo. Quanto teorici, invece... P. Higgs ha 83 anni e sarebbe davvero un dispiacere se.. insomma... spero che tenga duro un altro anno.

  31. Xisy
    Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 22:11 | Permalink

    Io comunque non sarei d'accordo a modificare le regole del premio solo per poter dare il Nobel a collaborazioni. Il premio è stato pensato così e così è giusto che rimanga. Inoltre in queste collaborazioni, per quanto grandi, vorrei proprio vedere quanti sono i membri che contribuiscono attivamente (azzardo: molto meno del 50%) per cui non sarebbe molto giusto assegnare il premio a migliaia di individui che si trovavano al posto giusto e al momento giusto. Meglio allora che non lo vinca nessuno, non è mica un gran danno tutto sommato. Infine, nemmeno credo che sia finita l'era dei premi Nobel ai fisici sperimentali (Marco dai... qui esageri!!:): non sarà il caso di ATLAS, ma in tante altre collaborazioni di esperimenti di fisica, anche numerose, è ancora possibile identificare personalità carismatiche e attive a cui attribuire le responsabilità per le varie scoperte..

  32. Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 22:22 | Permalink

    Marco, per riassumere tutto quello che ha detto servirebbero tre pagine 🙂 Sui Nobel, comunque era in linea con quello che dicevi: troppo presto per Higgs (e poi c'è il problema del quarto...) e per la pace al Cern non sarebbe male. Poi, ha spaziato dalla November Revolution alle bolle di sapone al vuoto dello SM.

  33. Alberto
    Pubblicato il 11 ottobre 2012 alle 23:52 | Permalink

    Cerco di riassumere un po’ tutte le diatribe sul migliori criterio di attribuzione del premio con un paragone piuttosto facile. Indulgano un poco con me coloro che (giustamente) accostano il calcio ad una espressione di bassa cultura: questo schema di ragionamento viene però tirato spesso fuori (con successo) in discorsi di management, coaching e motivazione.

    Domanda:

    Nel gioco del calcio, quando una squadra segna un goal, a quale giocatore va il merito più grande?

    Soluzioni possibili:

    1) al centroavanti che ha segnato, questa è la risposta più amata dai tifosi o comunque da coloro che amano mantenere "il mito dell'eroe" e quindi dai fautori del Nobel individuale, sicuramente individuato tra i fisici teorici. Anche se è un modo di ragionare un po’ desueto, la nostra cultura include ancora il concetto di superiorità tra individui, quindi rimane una scelta facilmente condivisa;

    2) a quello che ha fatto il passaggio decisivo, che tradotto diventa "colui che ha creato le condizioni", in questo caso si tratterrebbe di un Nobel tipo quello motivato a Carlo Rubbia. Purtroppo questo genere di meriti vengono facilmente sminuiti in quanto la nostra consapevolezza della realtà è così bassa da percepire più facilmente solo la causa immediatamente prima di un effetto;

    3) è merito di tutta la squadra, che attraversando una fase di forma fisica e motivazione è nelle condizioni migliori di ottenere il risultato. Questa sembrerebbe la risposta più politically correct ma alla fine si cerca sempre di restringere arrivando alla rosa dei migliori, considerando tre o quattro soggetti su undici giocatori; per analogia mi chiedo a quanti (o come) si restringerebbe il cerchio in collaborazioni grandi come ATLAS/CMS e quanto questo criterio continuerebbe a definirsi "politically correct";

    4) l'allenatore è il responsabile più diretto del lavoro che porta al risultato, oltre ad essere quello più riconoscibile, dato che parla abbronzato e sorridente alla conferenze stampa, nascondendo la fatica e il sudore del duro lavoro di tutti gli altri. Per questo l'allenatore non è mai il preferito dalla platea e nemmeno guadagna le cifre percepite dai giocatori. Mi sembra avvenire lo stesso con gli spokesmen, soprattutto quando non c'è qualcuno da premiare ma qualcuno da biasimare, Opera docet.

    Per completezza riporto anche le soluzioni che non vengono mai scelte:

    1) il portiere non ha mai meriti se la squadra vince, mentre se ha giocato bene tutta la partita ma prende un goal alla fine viene maledetto da tutti, per analogia direi che qui si sta parlando dei macchinisti di LHC, i quali tuttavia non possono essere testè esclusi da una logica di merito, soprattutto dopo gli eccellenti risultati ottenuti dalla pesante "elaborazione della macchina" ottenuta incrementando la luminosità nel 2012, elemento necessario a produrre una sufficiente quantità di eventi per generare un five sigma in a timely manner;

    2) il difensore che segna è quasi un insulto per i costosi attaccanti della squadra, intestatari di ricche sponsorizzazioni, per analogia direi i fisici sperimentali, i quali "si limitano a trovare riscontro all'alacre lavoro dai teorici";

    3) gli arbitri non hanno mai meriti nel regolare lo svolgimento delle competizioni; nel paragone qui mettei il CERN, l'INFN e tutti coloro che in Italia hanno fatto il possibile per rendere il nostro paese uno dei principali attori delle ultime scoperte

    Risposta finale

    Non c'è una risposta unica che soddisfi tutti i criteri di correttezza e che sia realisticamente praticabile: in conclusione - non importa il criterio usato - un premio è sempre e solo una misurazione e come tale è sempre affetta da un errore sistematico. L'unico modo per evitarlo è essere capaci di darsi un premio da soli, cioè capire di non aver bisogno di un Nobel per rendersi conto di aver davvero fatto un lavoro eccezionale.

    @ Xisy: se ancora non hai accettato che in un gruppo ci sia la più ampia (e a volte la più immeritevole) disomogenità di impegno per ottenere "il risultato comune", sei ovviamente un idealista e sicuramente uno dei membri migliori del tuo team ma ti sarai già reso conto che non siamo tutti uguali; per questo il tuo impegno vale ancora di più!

  34. Claudio
    Pubblicato il 12 ottobre 2012 alle 11:51 | Permalink

    Ciao Marco, hai tirato in ballo il premio Nobel per la pace con un paragone tra CERN e comunità europea. Indovina chi l'ha appena vinto?? L'Unione Europea naturalmente. 🙂

  35. Pubblicato il 12 ottobre 2012 alle 12:00 | Permalink

    Nemo profeta in patria 🙂

  36. Asmaro
    Pubblicato il 12 ottobre 2012 alle 13:35 | Permalink

    Io farei ritirare il Nobel al bimbo che le "forze dell'ordine" hanno strappato alla madre, è il massimo esempio di rispetto dei diritti dell'uomo e di come fanno rispettare le regole della democrazia. Confermata in pieno l'ipocrisia che sta dietro a questo tipo di riconoscimenti, come ho detto sopra.

  37. matteo ciucci
    Pubblicato il 23 ottobre 2012 alle 10:55 | Permalink

    Ehi ragazzi, da ex-fisico teorico travolto dalla crisi economica e finito a occuparmi di statistiche al Parlamento Europeo, io, il premio Nobel della pace, l'avrei vinto! I miei complimenti per il blog, davvero chiaro.

  38. DOS
    Pubblicato il 17 novembre 2012 alle 10:11 | Permalink

    "Mentre un secolo fa un impiegato di un ufficio brevetti riusciva a formulare la teoria della relatività nel suo tempo libero, scoprire il bosone di Higgs ha richiesto decine d'anni di pianificazione e lo sforzo di 6000 ricercatori."

    Neppure Einstein ha formulato la relatività ristretta da solo : le trasformazioni di Lorentz , gli esperimenti di Michelson e Morley, le equazioni di Maxwell , senza di queste non avrebbe mai potuto mettere assieme i pezzi di un puzzle che stava già emergendo da decenni .
    Infatti non ha vinto il Nobel per la relatività ristretta .

  39. Fabiano
    Pubblicato il 17 novembre 2012 alle 11:07 | Permalink

    @DOS: secondo il tuo ragionamento ai 6000 ricercatori andrebbero aggiunti tanti altri scienziati che nell'ultimo secolo hanno contribuito a far progredire la fisica delle particelle. 🙂

    In realtà l'articolo fa riferimento al singolo passo in avanti. Einstein, pur sostenuto dal fantastico edificio della fisica costruito da nomi illustri, ha fatto quel passo in avanti sostanzialmente da solo. Il premio viene concesso al singolo (o al gruppo, come auspicato) che fa quel singolo passo in avanti, ma è implicito che chi lo ottiene debba ringraziare tutti, da Aristotele in avanti.

    Non mi risulta che un Premio Nobel specifico per la relatività sia stato negato ad Einstein per i motivi che fai pensare. E comunque un Nobel lo vinto, "per i contributi alla fisica teorica, in particolare per la scoperta della legge dell'effetto fotoelettrico".

    P.S.: Simpatico il tuo nick. 🙂

  40. DOS
    Pubblicato il 17 novembre 2012 alle 13:21 | Permalink

    @Fabiano , forse stiamo andando un po' OT ma che la Realtività SPECIALE sia opera di diversi scienziati non è opinione solo mia perché la sento ripetere anche in conferenze e pure Feynman nelle Lectures riporta questa opinione .
    La relatività ristretta è già contenuta nelle equazioni di Maxwell ma questo veniva interpretato come un errore delle equazioni stesse , serviva un cambiamento nel modo di pensare e interpretare e l'opera di Einstein è fondamentale proprio per questo .
    Io lo considero un grande filosofo oltre che un fisico e personalmente se avessi dovuto dargli un Nobel per il suo contributo originale alla scienza lo avrei dato per il Principio di Equivalenza e per la Relatività Generale , ma è un'opinione mia .

    Riguardo ai Nobel penso che il problema principale sia nelle aspettazioni che il resto del mondo si fa su questo premio ( che è espressione dell'accademia svedese delle scienze , ricordiamolo sempre : non è una decisione che coinvolge la comunità internazionale ) , andrebbero accettati nello spirito voluto dal loro fondatore : un premio in denaro che assicurava stabilità economica a scienziati che dimostrano di eccellere a livello mondiale nelle loro ricerca . Nel mondo moderno andrebbero quindi riconosciuti solo a scienziati del terzo mondo sprovvisti di fondi di ricerca elargiti dallo Stato , fra i quali pure gli scienziati italiani .
    saluti

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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