Lo stile non si compra, nemmeno se hai inventato il meccanismo di Higgs

Qualche settimana fa sono stati pubblicati gli articoli di ATLAS e CMS  che annunciano, in maniera ufficiale e definitiva, la scoperta di quella nuova particella che assomiglia al bosone di Higgs. Annuncio "ufficiale e definitivo" nel senso della scienza: non tanto con una conferenza stampa o un seminario pubblico, ma con un testo completo dei dettagli tecnici necessari agli addetti ai lavori per digerire il risultato. E un testo che, pur nella sua complessità, è passato al vaglio della peer-review di un giornale, in questo caso Physics Letters B.

Elsevier, l'editore di Physics Letters B, ha colto l'occasione per farsi un po' di pubblicità, e probabilmente ramazzare anche qualche soldino. Ha infatti preparato un librettino che raccoglie i soli due articoli, da comprare in alternativa al numero normale della rivista, che naturalmente contiene anche altre pubblicazioni. Siccome però il CERN pretende che tutti i risultati di LHC siano pubblicati da riviste che garantiscono l'Open Access ai loro contributi, la versione elettronica del librettino è disponibile come download. Se non volete spedire 10 euretti per la versione stampata e rilegata, potere sempre scaricarla e fare da soli.

La cosa interessante del librettino commemorativo non sono tanto gli articoli (quelli erano comunque disponibili altrove già da tempo), quanto il materiale aggiuntivo che Elsevier ha ben pensato di aggiungere per rendere più appetibile questa operazione di marketing della scienza. In particolare ci sono, a mo' di prefazione, tre lettere dei fisici teorici che stanno dietro all'invenzione del meccanismo di Higgs. Sono di tenore piuttosto diverso, e persino istruttive sui rispettivi stili.

Francois Englert, padre dell'idea insieme al defunto Robert Brout, per esempio, coglie l'occasione per ristabilire la cronologia dell'invenzione. Certo, cita tutti gli attori del caso, incluso Weinberg che nel 1967 incluse il meccanismo con successo all'interno della teoria elettrodebole (e per questo vinse il Nobel nel 1979). Ma il sospetto che il suo scopo sia solo quello di ribadire una sua primogenitura sull'idea rispetto a Higgs è però forte. Vi lascio giudicare:

Kibble, Hagen e Guralnik sono più umili, e giustamente - perlomeno dal mio personale punto di vista - riconoscono il trionfo della fisica sperimentale in questo risultato storico:

Secondo me, alla fine Higgs è comunque quello che ci fa la figura migliore: un semplice messaggio scritto a mano, niente riferimenti personali, e solo congratulazioni agli esperimenti e a LHC. Nonostante tutti, al di fuori dei circoli accademici, associno al bosone quasi esclusivamente lui, il buon Peter resta sempre schivo, e non va a cercare la gloria. Per essere qualcuno che passerà alla storia per aver dato il nome a una particella, non è proprio poco.

 

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31 Commenti

  1. Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 15:21 | Permalink

    Per dieci euri, io il booklet con i due articoli quasi quasi me lo prendo: sono un sostenitore di ebook, però qui la carta stampata ha qualcosa in più...

  2. Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 15:23 | Permalink

    Beh, io l'ho comprato, ma non faccio molto testo: sono uno degli autori :-)

  3. Claudio
    Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 15:45 | Permalink

    Ciao Marco. Questo significa che ogni dubbio è ormai risolto? Le questioni della massa e dello spin del nuovo Bosone sono chiarite? Leggendo gli articoli magari si capisce ma mi fido più di te che della mia comprensione del testo scientifico. :)

  4. Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 15:51 | Permalink

    @Claudio: no, o meglio, no in questi articoli, che contengono una versione raffinata ma non diversa da quanto è stato mostrato il 4 luglio. I titoli degli articoli sono significativi, per esempio ATLAS: "Observation of a new particle in the search for the Standard Model Higgs boson with the ATLAS detector at the LHC ".

  5. Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 16:07 | Permalink

    Ciao Marco. Quando gli articoli sono firmati da una collaborazione come CMS o ATLAS, chi decide a chi sottoporre? La domanda è generica, ma si può specializzare al caso del boicottaggio a Elsevier di qualche mese fa - in quel caso chi avrebbe deciso la scelta politica di pubblicare o meno su un journal della Elsevier? Grazie per la risposta ;)

  6. Antonio
    Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 16:55 | Permalink

    Che stile il signor Higgs...altrochè!

  7. Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 16:56 | Permalink

    @Stefano: ti rispondo per ATLAS, per CMS la situazione è probabilmente simile ma non posso giurarci. ATLAS ha un comitato (di cui ho anche fatto parte) che decide in modo più o meno saggio a quale rivista inviare un certo articolo. La scelta viene fatta in base a criteri più o meno standard: impact factor, velocità di risposta, un certo equilibrio tra le riviste in particolari europee e americane, l'imprescindibile OpenAccess, la lunghezza dell'articolo e la pertinenza con lo stile del giornale. Nel caso di pubblicazioni congiunte ATLAS-CMS come questa la decisione di prende insieme, e con la benedizione del CERN. Alla fine, se guardi la distribuzione, le pubblicazioni sono distribuite in modo piuttosto uniforme tra le principali riviste del settore.

  8. Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 16:59 | Permalink

    il buon Peter resta sempre schivo, e non va a cercare la gloria mi ricorda:
    "[...] in questo modo, tanto meno egli ricercava la gloria, tanto più quella lo inseguiva [...]" ("ita, quo minus petebat gloriam, eo magis illum sequebatur"), che Sallustio (De Catilanae coniuratione, LIV) tributa a Catone...

  9. Fabiano
    Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 21:37 | Permalink

    La modestia è un valore aggiunto al merito. :-)

    Simpatico Englert, lui il Bosone di Higgs lo chiama "lo Scalare". :-)

  10. cla
    Pubblicato il 15 ottobre 2012 alle 22:41 | Permalink

    La review è stata velocissima!!

  11. Claudio
    Pubblicato il 16 ottobre 2012 alle 06:38 | Permalink

    Caro Marco, grazie per il bell'articolo. C'e' tuttavia un errore che vorrei segnalare: si tratta del prof. Tom Kibble, non Kimble ;)

  12. Pubblicato il 16 ottobre 2012 alle 08:06 | Permalink

    Corretto, grazie

  13. Mauro
    Pubblicato il 16 ottobre 2012 alle 15:06 | Permalink

    Credo ci sia un errore di digitazione: Weinberg ha incluso il meccanismo di Higgs nella teoria elettrodebole nel 1967 e non nel 1976, come riportato anche nel testo di Englert.

  14. Pubblicato il 16 ottobre 2012 alle 15:17 | Permalink

    Auch, corretto.

  15. GIGI
    Pubblicato il 20 ottobre 2012 alle 13:03 | Permalink

    Higgs si comporta da gentleman, ma è facile mostrare nonchalance, quando anche i sassi conoscono il tuo nome, mentre tutti -tranne gli addetti ai lavori- ignorano perfino l'esistenza dei tuoi colleghi.
    P.S. notata la padronanza delle lingue? :)

  16. Pubblicato il 21 ottobre 2012 alle 11:35 | Permalink

    Scaricato subito ma, effettivamente, vale la pena comprar il libriccino (pur dando i dinari a Elsevier).

    Mi unisco a Gigi: ad Englert brucia (e forse anche a Brout bruciava): è comprensibile. Non per ricerca di gloria mondana, ma almeno di quella riconoscenza del pubblico: così generoso con le star, così avaro con gli altri.

  17. bruna vergani
    Pubblicato il 23 ottobre 2012 alle 16:00 | Permalink

    Ho una preparazione semi-classica (mi sono fermata al liceo). Per me la scienza era qualcosa come la luna. Sapevo che c'era ed era importante, ma non coincideva MAI con la mia vita. I miei interessi agivano sempre nei soliti campi:molta lettura, mostre, un po' di architettura, chiacchiere con gli amici, politica (non attiva), ecc...
    Quando i giornali hanno riportato del grande esperimento di Ginevra, pur cercando la notizia su più di un giornale, non riuscivo a capire cosa fosse successo. Così (sono curiosa come una scimmia) su Fb ho chiesto se qualcuno poteva mettermi in contatto con un italiano che potesse spiegarmi bene. E così l'astro fisica entrò nei miei interessi... A un certo punto mi sembrava di non capire una cosa elementare, allora ho scritto a Margherita Hac che mi ha chiarito in due parole il mio dubbi0 e così ho incominciato a capire come e perchè la scienza potesse essere tanto attrattiva per molte persone. E ho capito anche che devo dire, quando mi presento, che il termine capire non riguarda la teoria della relatività (brrrrrr ) bensì solo il discutere che le gira attorno....
    Ho circa 8o anni. Due figli, 4 nipoti. Una Yaris che non tocca i 1000 di cilindrata. Ho lavorato per oltre 50 anni nella comunicazione pubblicitaria e dirigevo un Reparto di 30 persone, nei momenti buoni, quando il mercato tirava. Adesso non faccio niente di specifico ma le giornate volano... Ciao, bruna vergani.
    PS-ahimè, non so l'inglese. (come faccio a leggere gli arretrati?)

  18. GiovanniR
    Pubblicato il 23 ottobre 2012 alle 20:20 | Permalink

    Caro Marco in un giorno mi sei comparso su due riviste. Su Simmetrie e su un articolo che parlava di blog scientifici ma che non ricordo il nome. Su Simmetrie ho letto il numero di accesso giornaliero al blog, un numero notevolo. Bravo e continua così. Ultimamente un pò impegnato?

  19. Pubblicato il 24 ottobre 2012 alle 15:52 | Permalink

    @Bruna: benvenuta! Come si leggono gli arretrati? In fondo a ogni pagina puoi accedere agli articoli precedenti, mentre nella colonna di destra gli articoli sono divisi per categoria, parola chiave o data di pubblicazione. Accedi a tutto con un click, oppure puoi cercare nella mascherina in alto a destra.

  20. Pubblicato il 24 ottobre 2012 alle 15:53 | Permalink

    @GiovanniR: immagino che Simmetrie sia "Asimmetrie" :-) (si, è un periodo... denso!)

  21. GiovanniR
    Pubblicato il 24 ottobre 2012 alle 16:10 | Permalink

    Si Asimmetrie la rivista dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che consiglio, ai frequentatori del blog, di leggere ( è gratis :-) ) .
    Ti astieni dal dare una tua valutazione sulla sentenza riguardante i fatti del terremoto aquilano?

  22. Pubblicato il 24 ottobre 2012 alle 16:14 | Permalink

    Il numero cartaceo è in effetti bellino (ma semestrale?!?), peccato che il sito sia giù (lo linko quando ritorna in vita)

  23. Xisy
    Pubblicato il 30 ottobre 2012 alle 10:18 | Permalink

    Ciao Marco, mi aspettavo che l'articolo finisse sottomesso a una qualche rivista di massimo prestigio (che so, Nature, Science, o al limite PRL)... non che PLB sia una rivista mediocre, intendiamoci, ma questa scelta ha proprio l'aria di essere una marchetta a Elsevier. Proprio nel periodo in cui la comunità scientifica ha iniziato una campagna di boicottaggio, come mai i maggiori esperimenti Cern si muovono nella direzione opposta?

  24. Pubblicato il 30 ottobre 2012 alle 10:57 | Permalink

    Guarda, abbiamo sottomesso un articolo dedicato anche a Science, è ancora sotto review. Tieni conto che si tratta però di un genere molto diverso, più generalista per Science (e Nature), più tecnico nel caso delle altre riviste. PRL avrebbe potuto essere un'opzione (ma il numero di pagine è molto limitato, di solito non più di 4), ma è stata preferita una rivista europea per un risultato simile (ed è stata certamente una scelta politica, ma non una marchetta a Elsevier, su questo stai sicuro).

    Sul boicottaggio a Elsevier potremmo discutere molto. Mi limiterò a osservare che il CERN spinge molto per l'Open Access, ed è riuscito a imporlo a Elsevier. È un successo? Penso di si. Basta? Probabilmente no.

  25. Xisy
    Pubblicato il 30 ottobre 2012 alle 15:28 | Permalink

    Ciao Marco, grazie. Anche io non propendo realmente per la teoria della 'marchetta'... dico solo che, dall'esterno, può risultare percepita come tale. Ho letto di questo accordo Cern-Elsevier sull'open access e personalmete molti dubbi a riguardo, ma siamo off topic. L'argomento comunque è molto interessante (naturalmente non riguarda solo il Cern e solo Elsevier), spero che magari ci tornerai in qualche post :-)

  26. Anonimo
    Pubblicato il 10 novembre 2012 alle 17:18 | Permalink

    Piccolo typo: [...] in questo calo Physics Letters B.

  27. My_May
    Pubblicato il 10 novembre 2012 alle 19:10 | Permalink

    Non so se sia questo il luogo e il tema più adatto, però essendo un blog di un fisico frequentato da persone che girano attorno (anche se solo per curiosità) a questioni scientifiche, penso di riuscire a ricavare qualche piccola informazione sulle "riviste" scientifiche. Vent'anni fa leggevo focus. Mi capitò per caso un venditore per strada che mi illustrò la rivista ed essendo un tipo curioso accettai la proposta di continuare a leggerlo. Poi seppi che gli articoli di questa rivista non sempre avevano contenuti "scientifici" e lo abbandonai. Da qualche anno leggo Le scienze e mi sono trovato "abbastanza" bene (comunque preferisco il libro anche se divulgativo, ed ora una ricerca su internet). Da qualche mese ho saputo che la "famosa" rivista BBC Scienze la fanno anche in lingua italiana. Ho incominciato a comprarla e a sfogliarla. Ho però avuto una brutta impressione su questa rivista (non so se è esattamente quella inglese scritta in italiano). Ci sono pochi articoli interessanti ed elaborati e molti articoletti di fatti certamente "curiosi" ma di poche poche righe. Ho avuto cioè l'impressione di ritornare indietro al giornale focus. Mi aspettavo (per una rivista prestigiosa) qualcosa di davvero interessante. Ed invece è stata una gran delusione. Mi sto quindi domandando se il BBC Science in lingua italiana sia proprio la stessa rivista prestigiosa di cui si parla o se ne è solo una "brutta copia". Bha...
    scusate l'eventuale OT

  28. Pubblicato il 12 novembre 2012 alle 08:32 | Permalink

    @Anonimo: corretto, grazie!

  29. Fabiano
    Pubblicato il 12 novembre 2012 alle 19:00 | Permalink

    @My_May: io ho un abbonamento perenne a Le Scienze. Non ho notizie della rivista di cui parli, quindi non so. :-)

  30. My_May
    Pubblicato il 12 novembre 2012 alle 19:21 | Permalink

    @Fabiano
    Il problema è che sento parlare sempre della rivista Science insieme a Nature come una delle riviste più prestigiose al mondo, dove scrivono illustri scienziati e pensavo che la versione italiana fosse la stessa. Mi devo ricredere. Credo sia la versione italiana di quella inglese che fa: BBC Focus Science. Non è la stessa rivista Focus che gira in Italia da tempo, ma sicuramente non è quella che pensavo che fosse. Peccato. Però l'ho capito leggendolo... devo essere diventato abbastanza esigente nella lettura.

  31. Eleonora Presani
    Pubblicato il 25 novembre 2012 alle 17:53 | Permalink

    Ciao a tutti,
    sono la publisher di high energy physics di Elsevier (nonché fisica delle particelle io stessa), mi fa piacere che l'idea del libriccino sia piaciuta. Ci ho messo un po' per raccogliere le testimonianze di tutti gli scopritori storici, ma credo ne sia valsa la pena. Per la cronaca, i 10 euro per la versione stampata coprono il costo della stampa, non ci facciamo soldi in questo caso. È solo un libretto celebrativo.

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