Precari dentro

Ok, riprendiamo da dove eravamo rimasti stamattina. Ieri la Camera dei Deputati ha dato il via libera all'emendamento "ammazza-precari" (art. 37 bis del DDL 1441) voluto dal Ministro Brunetta. Che questo significhi che un sacco di ricercatori precari perderanno il posto ve l'ho già detto. Siccome però a me piacciono i numeri, adesso ne metto lì qualcuno, che le cifre dovrebbero aiutarne a capire l'entità dello sfascio.

L'emendamento in questione farà si che il primo Luglio del 2009 perderanno il posto di lavoro 60.000 ricercatori precari. 60000 ricercatori precari sono tanti? Si. La realtà che tanto sconcerta il Ministro caffè che negli Enti di Ricerca il 35% dei lavoratori ha un contratto a termine. Che è esattamente il concetto di realtà malsana a cui accennavo stamattina. Per esempio, per restare nel mondo della fisica delle particelle, all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare una persona su 3 è un precario! Non rinnovare il contratto a questa persone significa rinunciare a professionalità e competenze costruite nell'arco di anni (il ricercatore precario italiano ha in media 35 anni, e di solito ha finito il dottorato prima dei 30), con uno spreco di risorse umane e di conoscenze scientifiche elevatissimo. Molte attività di ricerca non potranno proseguire senza il contributo dei lavoratori precari. Per chiarirci, non stiamo parlando di pivelli che hanno un contratto temporaneo perché sono "in prova": sempre per restare nell'ambito che conosco, si tratta spesso di persone che coprono ruoli di responsabilità e coordinamento nelle collaborazioni di LHC, nonostante a casa loro siano precari.

Al danno si aggiunge la beffa: questi ricercatori non solo non avranno il rinnovo del contratto dal 1 luglio 2009, ma non potranno nemmeno concorrere per avere un posto a tempo indeterminato. Infatti al decreto "ammazza-precari" vanno aggiunti:

  • i tagli al Fondo di Funzionamento Ordinario
  • la riduzione almeno del 10% della pianta organica (DDL 112 Giugno 2008, convertito in Legge 133/08 il 6 Agosto 2008)
  • il blocco del turn-over (1 assunzione ogni 5 pensionamenti, dopo aver ridotto la pianta organica!).

di cui abbiamo già parlato. Tutto questo dopo 6 anni di sostanziale blocco delle assunzioni!

E' facile predirre quali saranno le conseguenze di questa politica: la dispersione delle competenze acquisite, il progressivo invecchiamento degli Enti di Ricerca, l'impossibilità di mantenere i livelli di competitività ed innovazione riconosciuti alla ricerca italiana in campo internazionale. Per non parlare (scusate la notarella personale) l'impossibilità di rientro per tutti i ricercatori che hanno varcato la frontiera.

Update: se vi sentite in vena di fare un po' di propaganda, ecco un volantino preparato da alcuni ricercatori (precari, guarda un po') di Torino. Diffondete, gente, diffondete.

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16 Commenti

  1. claudio b.
    Pubblicato il 16 ottobre 2008 alle 14:21 | Permalink

    Marco, temo proprio che attualmente (oso sperare solo temporaneamente, finché non si riassesta il terremoto finanziario) la Ricerca NON interessi il Governo italiano.
    La cosa mi pare coerente con la carenza di innovazione che ci affligge in tutti i campi: il "miracolo" tutto italiano della piccola-media impresa ha mostrato le corde già da parecchi anni e non è stato sostituito da alcuna alternativa plausibile. La "delocalizzazione" letta in salsa italiana è, in tutti gli ambiti che vanno dal manifatturiero all'industria pesante alla ricerca di base, un appiattimento verso il basso della qualità dell'innovazione nazionale.
    Abbiamo abdicato, in altri termini.
    L'Azienda per cui lavoro esiste ancora perché ha avuto la fortuna di passare di mano fino a diventare parte di un Gruppo austriaco vice-leader del suo mercato. La cosa ironica è che fino agli anni '70 - inizio '80 era l'Italia che dettava legge nel campo, sia teorico che costruttivo...
    A proposito di INFN, a PD perlomeno una buona parte dei ricercatori sono "a progetto" perché Liberi Professionisti con un'Attività in proprio, che prestano servizio di "consulenza" a progetto (per l'appunto); più di qualcuno per non dire parecchi non hanno l'INFN come unica attività... E altrove, come stanno le cose (immagino che un'erba non faccia un fascio...)?
    Grazie, saluti.

  2. giacomo
    Pubblicato il 16 ottobre 2008 alle 16:49 | Permalink

    Sono anni che la situazione italiana per il mondo della ricerca è tragica e non fa che peggiorare, volevo però sapere che cosa intende Brunetta con «Il senatore Ignazio Marino e il vice ministro ombra Cesare Damiano continuano a dare numeri a casaccio. I dipendenti del settore della ricerca che, secondo la normativa vigente, possiedono i requisiti per un’eventuale stabilizzazione sono infatti 1.886 e non invece 60.000. Senza offesa, ma preferisco credere alle cifre fornitemi nei giorni scorsi dai presidenti di tutti gli Enti di ricerca piuttosto che alle loro non meglio precisate "stime attendibili"."
    Citazione tratta da http://www.funzionepubblica.it/ministro/salastampa/notizie/3465.htm

  3. Chiara
    Pubblicato il 16 ottobre 2008 alle 17:24 | Permalink

    In compenso, pero', i soldi per salvare le banche ci sono...e guardate un poco da dove provengono (evidenziato in giallo sul DL 155 del 9 ottobre!):
    http://www.pd.infn.it/RSU/2008_10_09_DM%20155_Salva_banche.pdf

  4. Chiara
    Pubblicato il 16 ottobre 2008 alle 20:49 | Permalink

    In breve (o quasi) sui numeri...
    Le cifre fornite dal ministro (http://www.buconero.eu/wp-content/uploads/2008/10/repubblica_1210081.pdf) NON comprendono assegnisti e co.co.co. che possono non essere considerati "stabilizzabili" ma sono a tutti gli effetti precari!
    Due esempi:
    INFN 340 contratti a tempo determinato + oltre 300 assegnisti&C.
    ISPRA 325 contratti a tempo determinato + 353 assegnisti e co.co.co.
    Infine tra gli "stabilizzabili" indicati da Brunetta ci sono MOLTE persone che hanno vinto un concorso nazionale da mesi ed aspettano solo l'autorizzazione del ministero per essere assunti a tempo indetrminato.
    Per cui le cifre sono molto diverse a seconda dei soggetti ai quali si riferiscono! Nascosti dietro ai numeri che si sentono in questi giorni c'e' un grosso problema, che si tratti di 5000 o di 50000 persone!

  5. littlegauss
    Pubblicato il 16 ottobre 2008 alle 22:14 | Permalink

    l'ho sempre detto io, questa è colpa della democrazia.

  6. claudio b.
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 09:23 | Permalink

    @Chiara:
    "i soldi per salvare le banche ci sono"
    Beh, sì, ma in questo momento l'unico modo per tenere in piedi decine di migliaia di Imprese (che producono sul serio, non muovono aria fritta) è tenere in piedi il sistema creditizio. Niente credito = imprese ferme = catastrofe finale. In quel caso parlare di precari diventerebbe sterile come una sala operatoria.
    Capirai che riformare gli assetti delle Imprese stesse in modo tale da non renderle così tanto dipendenti dal credito non è un'operazione che si esegue in un anno, nemmeno in due, forse in cinque - dieci, dipende tra l'altro dalla durata delle immobilizzazioni che le imprese hanno.
    Tuttavia, concordo che i mezzi per far spuntar fuori le liquidità necessarie dai veri responsabili di questo disastro si potrebbero trovare... e coprirebbero dieci venti cento manovre "alla Brunetta"...

  7. Max
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 10:57 | Permalink

    @Claudio : mah, mah.... e se invece di tener impiedi un sistema creditizio infame si usassero i soldini per finanziare le imprese (non all' Italiana, ma con un po' di buon senso) ????
    Se si tratta di riempire buchi, meglio riempire quelli che producono piuttosto che quelli che li hanno creati, no ?
    Mettiamo, ad esempio, un bell' incentivo fiscale, se un' impresa fattura 100 io stato per un paio d' anni ti regalo 20. Credo che alla fine costerebbe assai meno che rimpinguare i vari Profumo della situazione e sortirebbe effetti molto piu' benefici....

    Max

  8. Godel
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 10:57 | Permalink

    Ma veramente la gente non sa di che parla! Tutti questi liberisti, SB in primis, che quando c'e` da pagare le tasse "lo Stato ladro" quando c'e` da pararsi il culo allora "lo Stato DEVE intervenire". E` comodo fare i liberisti coi soldi pubblici!! Ma ca**o!
    Cerchiamo di capire... Lo Stato ha mille miliardi di debiti con le banche e a mala pena paga gli interessi. Adesso le banche vanno giu` perche' han fatto le furbe forzando le regole sempre un po' di piu`. Quindi lo Stato da i soldi alle banche che pero` sarebbero gia` delle banche? Dove mi***ia sono i soldi veri?
    E per sostenere questa FOLLIA (perche' di questo si parla) si disintegra la ricerca, l'unico bene che puo` permettere di rilanciarci? Ma non ci vuole un genio per capire che un paese SENZA risorse naturali non puo` fare altro che essere un passo avanti agli altri in termini di tecnologia? E come e` possibile questo? Con la ricerca!
    Spero sinceramente che si vadi tutti a gambe all'aria! L'essere umano e` un animale estremamente stupido, e solo quando tocca il fondo capisce che si deve cambiare. Oppure si estingue.

  9. Max
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 11:36 | Permalink

    @Godel : semplice. I soldi NON ci sono, e NON ci sono mai stati.
    Quel che gira da decenni sono i debiti.
    Ma anche se fossero soldi, sarebbero fogli di carta, essendo svincolati da qualsiasi bene reale, a differenza di quando erano agganciati alle riserve auree degli stati.
    L' economia occidentale da anni si basa sul debito, che viene fatto girare come se fosse una cosa palpabile; Finche' non si ferma, tutto va piu' o meno bene, ma al primo intoppo crolla tutto.
    I debiti che lo stato ha con le banche sono stati foraggiati dai soldi che NOI abbiamo dato alle banche. Le banche non hanno una lira di soldi loro, o comunque una miseria rispetto a quelli che fanno girare.

    Max

  10. Consuelo
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 13:51 | Permalink

    Terzo teorema di Frost “…ti vidi salire. C’incontrammo. Ma tutto quel che facemmo quel giorno fu confondere grandi e piccole orme sulla polvere estiva, come a figurare il nostro essere meno di due ma sempre più che uno…”

    Numbers never lie solo per i fisici e gli ingegneri non per la finanza creativa:

    Teoria dell’Ing. Direct: i conti tornano solo agli ingegneri.
    Un illustrissimo pool di Ing. di una notissima facoltà universitaria dell’Italia centrale riceve commessa faronica per la progettazione e la direzione dei lavori di una strada di scorrimento veloce che unisce alcune province di un’amena regione middle Italy. La suddetta strada viene costruita dopo che il Tar si è pronunciato almeno dieci volte sulla concessione dell’appalto, aggiudicato a una ditta fallenda che nelle more subappalta i lavori e usa per i terrapieni materiali di scavo di risulta che vengono da cantieri di altra ditta controllata ( quindi che andrebbero smaltiti)e che vengono invece fatturati come se fossero materiale buono, ma, guarda caso, provocano frane e cedimenti a ripetizione del fondo stradale. Gli unici a cui tornano i conti sono quelli che hanno incassato su conto corrente.

    Teoria della flatulenza fisicamente molesta: i conti non tornano ai fisici
    Un illustrissimo pool di fisici delle migliori università del mondo crea un’enclave in un ameno paese montuoso non belligerante dove si allevano mucche e si produce cioccolato. Scavano come brave talpine le loro gallerie sotterrane e, presi dalla sindrome del criceto che pedala e pedala sulla sua ruotina per restare sempre nel medesimo identico posto, fanno girare all’infinito pacchettini di protoni alla ricerca di una pallottolina che loro chiamano dio ( valla a spiegare a Michelangelo la teoria degli archetipi di Jung). A un certo punto gli scappa una bolla di elio perché essendo talpine miopi avevano letto male i dati degli elettricisti così ripartono da bravi castori a ricostruire l’argine lungo il fiume. I conti non tornano ai fisici per colpa dell’elettricista.

    Teoria dell’ uomo nero cattivo che amministra i fondi : in conti non tornano per i primi ministri distratti
    Un illustrissimo primo ministro di un grande stato creatosi con riunificazione dopo abbattimento di grossa quantità di mattoni cementati con malta, annuncia lunedì che entro sabato avrebbe nominato un pool di grandi saggi per proporre un serio piano di salvataggio delle banche e dell’economia che ha i fondamentali in recessione da almeno tre trimestri consecutivi. Quel povero ingenuo primo ministro, così populista da travestirsi da casalinga di Voghera sovrappeso, annuncia a tamburo battente che l' ex presidente della Bun+++bank,avrebbe guidato un gruppo di esperti per elaborare proposte di riforma del sistema finanziario. Peccato che quel primo ministro distrattone non si sia accorto che il tizio fa parte del consiglio di sorveglianza di una enorme banca appena salvata dal tracollo dallo Stato e che inoltre il manager è stato per anni nel consiglio di amministrazione della controllata irlandese che ha gettato la grande banca oggetto di intervento statale sull' orlo del fallimento. La colpa è tutta dell’uomo nero cattivo che ovviamente ora non farà più parte del consiglio di saggi.

    Teoria del grande (!?!) statista italiano o dello sciovinismo italico rovesciato: i conti forse tornano ma da bravi italiani amiamo troppo pestarci i coglioni.
    Un illustrissimo presidente del consiglio e il suo ministro delle finanze (che –puntualizziamo- è laureato in giurisprudenza e non in economia e commercio) avevano teorizzato già da almeno da un mese la soluzione che un altro primo ministro di un’isola vicina a un continente sta sbandierando come la soluzione salvavita salvamercati ma che lui può vendere perché a parole si chiama laburista, mentre questi son trattati dal principale giornale finanziario del paese come due avanzi di balera. Il ministro con forti difetti d pronuncia inoltre ha sviluppato una interessantissima teoria sulla banca centrale come camera di compensazione che con ogni evidenza sarà adottato dal prossimo G8 magari spacciandolo per farina del sacco di qualche liblab populista bassotto marito seriale di signore più alte di lui. Il ministro viene sbeffeggiato dai mercati finanziari internazionali perché ha definito gli hedge fund una porcheria, sorry “una povchevia”. Il presidente del consiglio nonostante abbia interessi fortissimi personali non s’è ma sognato di allentare i penetranti controlli della banca centrale sul nostro capitalismo all’amatriciana contribuendo a farne un capitalismo ancorato all’impresa e vivaddio in qualche misura rendendolo più impermeabile alle crisi da finanza creativa. Però in effetti porta una parrucca di capelli di bambola e ha il sorriso perenne con la smorfia del joker e soprattutto un’ addetta/o stampa che si accoppia nottetempo, just like an hamburger, con Travaglio e Di Pietro, per cui agli italiani che pensano, e non fanno, sta antipatico.

  11. claudio b.
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 14:32 | Permalink

    @Consuelo:
    se questo blog avesse un "rating" dei posts, ti assegnerei un bel "Five Stars" !!!!
    Stupendo, tragicamente stupendo.

    Italiani!!!! sveglia!!!! molte, moltissime cose, le sappiamo fare meglio degli altri!!! - no, non "quella cosa"... 😉
    E questo vale anche nella meccanica, nonostante (o grazie?) alla Teoria dell'Ing.Direct. Per orgoglio nazionale oltre che personale posso dire che la nostra italianissima filiale ha "rimesso in riga" più di qualche volta i colleghi al di là delle Alpi (in qualsiasi direzione...) che ovviamente continuano a guardarci da sopra-in-giù...

  12. Max
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 15:17 | Permalink

    L' avvocato e il contadino.
    Un contadino va dall' avvocato per risolvere un problema con un suo vicino. L' avvocato prende la pratica, inizia a leggere e intanto commenta....
    "Ah, si, qui li inchiappettiamo !"
    pagina successiva :
    "Ah, no, qui lo prendi in quel posto......"
    pagina dopo :
    "Ah, bene, bene, qui li inchiappettiamo noi !"
    Altra pagina :
    "Tsk, tsk... con questa lo prendi in quel posto...."
    dopo 10 minuti, il contadino perplesso interrompe l' avvocato :
    "Avvocato, ma com'e' che quando c'e' da inchiappettare lo facciamo insieme e quando c'e' da prenderlo in quel posto ci sono solo io ?"

    Ecco, in questi giorni mi sento come il contadino in questione....

    Tornando all' economia, come diceva un saggio, i "problemi" sono complicati solo da chi vuol farli apparire complicati per poi uscirsene con "brillanti" soluzioni.
    Vedi "brillante" soluzione Alitalia. Si prende la parte marcia, la si scarica in coppa a Pasquale, e si vende la parte buona.

    Ciao

    Max

  13. claudio b.
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 16:37 | Permalink

    "Si prende la parte marcia, la si scarica in coppa a Pasquale, e si vende la parte buona"
    ... non si potrebbe proprio fare più semplice!!!

    A parte gli scherzi, e nonostante io stesso sia stato nel passato un fervente detrattore del Signov Tvemonti, devo dire che mi sono ricreduto non poco e devo ammettere che parecchie cosucce che lo stesso disse e scrisse già uno-due anni fa hanno il pregevole sapore delle cose sensate... Non per niente, come dice Consuelo, ora parecchi altri tenteranno - e riusciranno - di accaparrarsene il copyright (però stavolta "carta canta": ci sono i libri...).

  14. Max
    Pubblicato il 17 ottobre 2008 alle 19:25 | Permalink

    @Claudio : guaVda che il signoV TVemonti non e' che estVagga dal cappello tanta faVina del suo sacco.... Esempio banale : la famigeVata legge TVemonti, quella che consentiva di scaVicaVe dalle tasse gli immobili uso pVoduttivo. EVa gia' stata utilizzata in GeVmania una decina d' anni pVima (ah, la novita' !), con lo stesso Visultato nostVo : per un anno (casualmente l' ultimo del goveVno....) la gente ha costVuito capannoni come foVsennati, facendo incameVave allo stato (alias al goveVno uscente) una barVca di sghei. L' anno dopo (ovviamente goveVno entVante....) il meVcato eVa satuVo di immobili, nessuno costVuiva piu' nulla e una motta ti impVese hanno chiuso baVacca e buVattini causa debiti e immobili invenduti. Io stesso ho un bel capannone sul gVoppone.... ti seVve per caso ? 🙂

    Max

  15. Pubblicato il 18 ottobre 2008 alle 15:17 | Permalink

    tutto ruota attorno ai concorsi http://concorsibanditi.wordpress.com

  16. Pubblicato il 19 ottobre 2008 alle 17:12 | Permalink

    Grazie mille per il post Marco.
    Io sono uno studente emigrato all'estero... per me è molto difficile seguire queste vicende non trovandomi in Italia.

    In bocca al lupo a voi e soprattutto fatevi valere 🙂

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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