Lo tsunami dell’università italiana 30 ottobre 2007
Inviato da Marco in : Politiche della ricerca, Scienza e dintorni 7 commentiTramite l’Oca Sapiens mi sono imbattuto nel blog di Stefano Zapperi, che insieme a Francesco Sylos Labini ha messo insieme un bello studio sulla composizione demografica dei docenti universitari italiani, i meccanismi di reclutamento e le loro conseguenze:
La struttura demografica dei docenti universitari italiani rivela molte delle patologie da cui è affetta la nostra università: i docenti italiani sono di gran lunga più vecchi di quelli degli altri paesi ed i giovano trovano enormi difficoltà ad inserirsi, con la precarizzazione del lavoro che ne consegue. Il fenomeno più inquietante è però dovuto alle assunzioni ope legis avvenute in passato che hanno creato uno tsunami demografico i cui effetti, se non si interviene prontamente, saranno devastanti anche nei prossimi anni.
Le cose che scrivono sono illuminanti sullo stato dell’università italiana, le proposte che fanno ragionevoli: lettura consigliata a chiunque sia del mestiere, o sia sensibile alla questione della ricerca in Italia. Lo tsunami dell’università italiana è ben visualizzato dall’impressionante grafico della distribuzione dell’età dei docenti universitari, e della sua evoluzione nel tempo tra il 1999 e il 2004. Eccolo qui:

Ultime notizie da LHC 29 ottobre 2007
Inviato da Marco in : Fisica 1 commento finoraDi recente qualcuno passando da queste parti chiedeva notizie di LHC. Quelle più recenti che ho risalgono alla presentazione di Mike Lamont a Technical Managment Board di ATLAS di giovedì scorso. Cercando di riassumere, ecco come si presenta la situazione.
L’installazione di LHC è conclusa, l’ultimo magnete è sceso sottoterra ed è stato collegato: l’anello è chiuso. Cosa manca da fare? Presto detto: raffreddare i differenti settori (i magneti di LHC lavorano alla temperatura dell’elio liquido, ovvero circa -270°C), collegare i settori tra di loro e fare il vuoto dappertutto, verificare che non ci siano perdite. Poi, ovviamente, accedere la macchina e provare a fare circolare un po’ di particelle.
Ovviamente si tratta di operazioni complicate: il sistema di raffreddamento dell’elio potrebbe dare dei problemi, potrebbero esserci delle perdite da qualche parte (e allora addio vuoto), qualche magnete potrebbe fare i capricci. Questo è la versione aggiornata del programma di lavoro di LHC, per darvi un’idea di quando e cosa verrà fatto nei vari settori nei prossimi mesi:
Anche senza discutere ogni dettaglio di questo schema, ci sono due messaggi chiari che saltano all’occhio. Uno: ci sono un sacco di cose da fare in molti posti diversi, e, per farcela il più in fretta possibile, il lavoro è stato pesantemente “parallelizzato”. Molte delle operazioni avverranno in contemporanea o quasi nei diversi settori: una buona strategia per risparmiare tempo, ma che ovviamente rende la gestione del tutto più complicata (la forza lavoro rimane la stessa) e prona a errori. Due: ogni operazione è prevista svolgersi e concludersi con successo una sola volta: non ci sono spazi bianchi (ovvero tempo libero) per ripeterla in caso di problemi o fallimento. Riprendento le stesse parole di Mike:
No provision in success-oriented schedule for major mishaps, e.g. additional warm-up/cool-down of sector
Ovvero, ce la facciamo in tempo se tutto va dritto senza errori, problemi imprevisti o la minima necessità di ripetere un’operazione più di una volta. Il che viste le premesse sulla parallelizzazione del lavoro, potrebbe non essere banale.
Che cosa poi potremo farci con questo fascio “di prova” a 7 TeV nell’estate 2008 se tutti in effetti andasse liscio è un’altra storia (e un’altro post, forse).
Se potessi avere 1000 euro al mese 25 ottobre 2007
Inviato da Marco in : Militanza, Politiche della ricerca, Scienza e dintorni aggiungi un commentoTorno rapidamente sulla questione delle riforme del dottorato di ricerca a cui accennavo recentemente. Apparentemente il ministro Mussi si è pubblicamente impegnato ad aumentare le borse di dottorato, e a risolvere il problema del dottorato senza borsa. C’è in giro per la rete persino un’interessante testimonianza sonora, raccolta da quelli dell’Adi in occasione del discorso del Ministro al CNSU nel giugno scorso:
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Allora, chiaramente non tutto dipende da Mussi (e lui stesso alla fine mette le mani avanti), ma farsi sentire proprio quando si parla di soldi (leggi: prima della prossima legge finanziaria) è certamente una buona idea. Sempre dal sito dell’Adi, una possibilità è aderire alla loro campagna delle cartoline (indovinate quella che ho mandato io
).
Semplice è meglio che complesso, complesso è meglio che complicato 25 ottobre 2007
Inviato da Marco in : Geek attitude, Scienza e dintorni, Zen da taschino 2 commenti>>> import this
The Zen of Python, by Tim Peters
Beautiful is better than ugly.
Explicit is better than implicit.
Simple is better than complex.
Complex is better than complicated.
Flat is better than nested.
Sparse is better than dense.
Readability counts.
Special cases aren’t special enough to break the rules.
Although practicality beats purity.
Errors should never pass silently.
Unless explicitly silenced.
In the face of ambiguity, refuse the temptation to guess.
There should be one– and preferably only one –obvious way to do it.
Although that way may not be obvious at first unless you’re Dutch.
Now is better than never.
Although never is often better than *right* now.
If the implementation is hard to explain, it’s a bad idea.
If the implementation is easy to explain, it may be a good idea.
Namespaces are one honking great idea — let’s do more of those!
P.S. Sono reduce da un’affascinante tre-giorni di Python al CERN. Tutto qui. C’è molto da imparare, ma imparare questa roba è piuttosto piacevole. Eh già.
Mia sola alleata è la Forza… 24 ottobre 2007
Inviato da Marco in : Geek attitude 2 commenti… e potente alleata essa è!

Un solo foglio quadrata verde 20 cm x 20 cm, le istruzioni, e la pazienza di un Jedi
La rivincita delle pecore ariane 22 ottobre 2007
Inviato da Marco in : Militanza, Vita di frontiera 1 commento finora
Premessa: in Svizzera votano più o meno ogni due settimane. Il referendum è lo strumento di partecipazione politica preferito, tutti sono chiamati a esprimersi su tutto, dalle cose serie (chessò, la legge sul diritto d’asilo) a quelle meno serie (inserire lista a scelta su possibili leggi bizzarre riguardanti mucche, cioccolato orologi a cucù: votano anche queste). Tutto questo per dire che è facile perdere interesse in fretta per la politica Svizzera. Però è altrettanto facile risvegliarsi di colpo quando, per esempio andando al lavoro, ci si ritrova davanti al naso una pletora di manifesti elettorali come questo qui di fianco.
Le pecore ariane che cacciano il montone di colore sono la cifra della campagna elettorale dell’UDC svizzero, l’Unione (per nulla) Democratica (più di estrema destra che) di Centro. A nulla sono servite iniziative trasversali come quella dei montoni di guardia per riportare i toni della campagna a un livello civile. E, giusto perché non vi facciate illusioni,
sappiate la Svizzera ha votato proprio questo weekend, e l’UDC (diciamolo di nuovo, per chiarezza: un partito xenofobo e populista di estrema destra) ha decisamente vinto, conquistando una larga maggioranza al parlamento cantonale. Magari la notizia vi era sfuggita: se per caso aveste dei dubbi sulla direzione politica presa da mezza Europa. ecco l’ennesima conferma.
P.S. D’altronde, che cosa avremmo dovuto aspettarci da uno stato che ha riconosciuto il diritto di voto alle donne nel 1971?
Riassunto delle puntate precedenti 20 ottobre 2007
Inviato da Marco in : Vita di frontiera aggiungi un commentoSettembre e ottobre sono stato mesi pieni, sufficientemente impegnati da spiegare l’assenza di contributi su queste pagine. Un periodo, uh, direi – mmmh… – di apnea esistenzial-lavorativa? (chissà come mai, ho l’impressione che sarà sempre di più di così…). In ogni caso, è vero, parecchie delle cose successe avrebbero meritato due parole, un commento, una discussione. E pazienza se non ce l’ho fatta, trattenere il respiro continuando a correre è di per sé un’attività degna di menzione olimpica.
Comunque, giusto per dare un’idea, nell’ultimo mese si sono incrociati sulla mia agenda il matrimonio di mia sorella Sonia, un paio di ATLAS-vattelapesca-week qui al CERN, un workshop ad Annecy di cui ero organizzatore, la partenza del mio summer student che doveva finire il suo lavoro. Nel tempo libero
Irene ed io siamo riusciti a far entrare la ricerca di un appartamento dove andare a vivere l’anno prossimo (trovato), quella di un asilo-nido-creche-nunù per la pupa che verrà (trovata, ma qui il merito è esclusivamente di Irene), e quella di una seconda automobilina per Irene (ricerca ancora in corso).
E poi: ho votato per primarie del Partito Democratico a Ginevra (indignandomi per le liste bloccate, rallegrandomi per la vittoria la nostra candidata di bandiera, Barbara Revelli); contattato un paio di consolati per capire come debba essere registrata una pupa figlia di italiani che vivono in Francia appena al di là del confine e dunque pensano di partorire in Svizzera; imparato a fare i muffin al cioccolato la mattina presto per sfogare l’insonnia da stress (per la gran gioia di Irene); finito il fasciatoio fa-da-te da piazzare sopra la lavatrice, e la metà dei libri che giacevano sul mio comodino; cominciato altrettanti altri libri.
Ah, e nel frattempo ho anche lavorato (i meeting e la loro preparazione non contano come lavoro, così come scriverne le minute o mettere insieme delle presentazioni. Checché si dica in giro. Per fortuna. Purtroppo).

