Mettersi a dieta

Il web 2.0 spinge alla bulimia.

È un fatto: l'iscrizione a qualunque servizio online è gratuita, dunque perché farsi mancare persino quell'oscuro nuovo social network? E così nei mesi, negli anni si collezionano login a siti e servizi che non si usano praticamente mai, si aggiungono feed RSS su feed RSS, con la scusa che tanto si può passare sopra a quello che non interessa. Io sono onnivoro, goloso e curioso, e in questo meccanismo casco con regolarità, salvo poi accorgermi che nella ridondanza non ci sto bene, non seguo, non partecipo, non leggo. O semplicemente il disordine di quegli account abbandonati mi da fastidio, mi provoca ansia. Ho deciso dunque di mettermi a dieta.

Ho aperto il mio feed reader (da tempo uso Google Reader) e ho passato tutti i feed dei blog a disposizione. Ho deciso che insindacabilmente un blog che non avesse almeno un post con una stellina nella prima paginata sarebbe stato eliminato. Uso le stelline per segnarmi i post interessanti (o controversi, o degni di essere ritrovati), mi è sembrato un buon criterio. E ho usato il monitor grande, con il browser a tutto schermo, così la pagina teneva un bel po' di articoli. Risultato: ne sono partiti veramente a decine, residui di altri momenti e altri interessi, foghe di un minuto e speranze di progetti mai realizzati. Dopo ci si sente meglio, leggeri. Da rifare periodicamente, e magari finirà che leggerò di più e meglio i blog rimasti. Non che siamo comunque pochi.

Una delle riduzioni più cospicue è stata tra le "People You Follow", i feed degli Shared Items di amici, conoscenti o semplici contatti. Cosa che mi ha fatto ripensare anche alla mia personale politica di condivisione. È diventato troppo facile cliccare su "Tweet this!" o "Share on Facebook", e inondare amici e conoscenti delle nostre scoperte furbette e intelligenti. Vale la pena? Veramente per tutto? Da questo punto di vista, per quello che mi riguarda in particolare Facebook è ormai inutilizzabile, il rapporto segnale/rumore (anche dopo aver soppresso le notifiche dei giochini e gli amici più rumorosi) rimane troppo svantaggioso. Twitter è un po' meglio, FriendFeed ancora di più, ma temo che sia la taglia della rete di contatti (ancora piccola e selezionata) a giocare a favore. La cosa che mi inquieta di più è che su Twitter e FriendFeed non ho praticamente nessuna connessione con amici "veri" (nel senso di persone che conosco di persona nella vita, con cui condivido altro oltre alla presenza in rete). Il che da una parte suggerisce scenari apocalittici sui miei "veri" amici su Facebook (e vale probabilmente qualcosa di simile al grafico qui sotto!), dall'altra mi spinge a ponderare meglio il valore delle piccole comunità online, che per scopi e argomenti ben specifici sembrano essere più accoglienti ed efficienti di quelle che frequentiamo a causa del posto in cui viviamo, lavoriamo, studiamo. Come direbbe qualcuno, è la coda lunga, baby!

Nella furia iconoclasta poi ho cancellato più di venticinque account di servizi vari, a partire da LinkedIn sul quale non avevo comunque mai terminato il mio curriculum, e che ha un'utilità a trovare lavoro nella fisica delle particelle pari a portare una cravatta. In più le mie connessioni "lavorative" erano principalmente "amicali": transfughi da Facebook che mi hanno ritrovato li, mica vere connessioni professionali. Magari funziona per altri, non dico mica di no, epperò...

Sono rimasti i social network principali, Twitter, FriendFeed che citavo prima, Facebook, ma sto meditando fortemente il senso della mia presenza almeno su quest'ultimo. Un po' per il pessimo rapporto segnale/rumore di cui prima, un po' perché la maggior parte di quello che posto su Facebook viene automaticamente da Twitter o Google Reader o Anobii, mica ho tempo di ripostare a mano. D'accordo, c'è una parte di pubblico e di "amicizie" che frequenta solo Facebook, vale probabilmente la pena tenerci un piede dentro, però probabilmente non di andare a cercarci qualcosa in modo deliberato. Mi sembra che Facebook assolva il suo ruolo primigenio di mettere in contatto le persone una frazione minima delle volte, nelle altre soltanto a soddisfare un desiderio di diversione che spesso sfocia nel voyerismo. Di nuovo, magari funziona meglio per altri, non dico mica di no, epperò...

Ah, dimenticavo, GooglePlus. Mi hanno invitato, ci sarei andato (maledetta curiosità!), ma apparentemente il treno è pieno e tocca pazientare. Probabilmente è un bene, forse il mio dietologo ha parlato con Brin e Page. Chissà che stando a dieta non riesca a scrivere di più, fossero anche delle righe sconnesse come queste, invece di far finta di leggere quello che altri mi suggeriscono di andare a vedere, per poi dire "Mi piace" senza fare nemmeno uno straccio di tentativo di partecipare alla conversazione. Non parliamo poi di produrre qualcosa di originale.

Aggiornamento: Google+ mi ha aperto le porte stasera. Ci ho giocato 45 secondi e mi sono già annoiato. Chiariamoci, a naso l'interfaccia mi sembra molto migliore che quella di Facebook, è solo che non sono proprio motivato per niente!

Aggiornamento 2 [11/7/2011]: il fatto che abbia avuto accesso a Google+ non significa che vi inviterò per soddisfare la vostra irrefrenabile necessità di essere membri di un nuovo social network. Come scrivevo due righe qui sopra, per ora non ho nessuna intenzione di utilizzarlo. Ergo, please, smettetela di chiedermelo, anche perché sembra che non abbiate letto quello che sta scritto lì sopra.

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12 Commenti

  1. Gigio
    Pubblicato il 8 luglio 2011 alle 19:25 | Permalink

    Guarda, giusto per tentarti un po', oggi Google+ mi ha fatto entrare dopo una settimana di tentativi infruttuosi. 😀

  2. Stefano
    Pubblicato il 8 luglio 2011 alle 20:03 | Permalink

    Si anch'io sapevo che dovrebbero aver riaperto le iscrizioni (sempre su invito).

    Nel caso non riuscissi a recuperare il vecchio invito se vuoi posso provare a farlo io, anche se sinceramente mi è veramente poco chiaro come funzioni questa faccenda degli inviti.

    Ok, ho ripetuto 250 volte la parola invito, ma stasera scarseggio proprio di parole! 🙂

  3. Pubblicato il 8 luglio 2011 alle 20:15 | Permalink

    io sono entrata ieri..sul + al primo colpo......botta di fortuna.

  4. Pubblicato il 8 luglio 2011 alle 20:43 | Permalink

    Google+ mi ha aperto le porte stasera. Ci ho giocato 45 secondi e mi sono già annoiato. Chiariamoci, a naso l'interfaccia mi sembra molto migliore che quella di Facebook, è solo che non sono proprio motivato per niente! Vedremo.

  5. Pubblicato il 9 luglio 2011 alle 10:57 | Permalink

    Non sono iscritto a nessun social network mentre sono iscritto a 9 rss feed (tra cui il tuo 🙂 ): solo quelli che leggo veramente con interesse, gli altri li ho eliminati. I social network divorano veramente il nostro tempo, vale la pena continuare ad usarli?

  6. Pubblicato il 9 luglio 2011 alle 11:16 | Permalink

    @Carlo: dopo la prima cura dimagrante, io sono rimasto con 285 feed. Capisci perché parlo di bulimia? Sui social network concordo, ci sono applicazioni interessanti, ma nella maggior parte delle occasioni sono solo occasioni per procrastinare, o per farsi belli.

  7. Fabiano
    Pubblicato il 9 luglio 2011 alle 15:57 | Permalink

    Io seguo 22 feed RSS, tutti abbastanza tranquilli (come frequenza di aggionamento) a parte Lubos Motl che è devastante, ma siamo sicuri che scriva tutto da solo?

  8. Pubblicato il 9 luglio 2011 alle 17:40 | Permalink

    Uao! mi piace a schermo largo, eccome!
    I fumetti sono incredibili poi... alla fine sono stati messi. Bene! 🙂
    ah ah! Mi piace anche l'immagine: "People who find you on Facebook".... terribile, ma vero.
    285 feed!? Ocio! Notevole... ma non sono un po' tantini?
    Salutoni!

  9. Pubblicato il 10 luglio 2011 alle 20:47 | Permalink

    @Fabiano: tengo Motl giusto per vedere in quale direzione vaneggia, ma da tempo non lo leggo più veramente. Non mi stava simpatico quando si occupava di fisica più o meno per davvero, figurati adesso 🙂

  10. Marco
    Pubblicato il 11 luglio 2011 alle 12:52 | Permalink

    Circa facebook, io sono dell'idea che per mantenere contatti con le persone cui veramente tieni è perfettamente inutile. Inoltre, pur se le perdi di vista, se il buon rapporto è ricambiato troverai comunque il modo di rintracciarle.
    Per queste ragioni facebook è entrato e uscito dalla mia porta non appena ho percepito il trash-potenziale di giochini e compagnia cantante.

    Spezzo una lancia invece per twitter, che da il meglio di se secondo me per avere informazioni veloci o piccoli report degli eventi quotidiani più salienti.

  11. Pubblicato il 11 luglio 2011 alle 14:29 | Permalink

    @Marco: sono d'accordo. Se finisci sul mio profilo Facebook, vedrai che di fatto è solo una replica di quello che posto su Twitter, per il quale condivido un blando ottimismo. Mantengo un profilo su FB perché paradossalmente è li che si trova (ancora) la maggior parte del popolo, e torna utile riuscire a raggiungere anche (soprattutto) loro. Ci sarebbe FriendFeed, che permette una libertà maggiore di Twitter senza le cagate di FB, ma per quello che mi riguarda mi sembra resti ancora troppo di nicchia.

  12. Antonio
    Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 10:13 | Permalink

    Anche io lo trovo estremamente rumoroso, ma tuttosommato è un buon modo per rimanere in contatto con amici lontani. il segreto di facebook è di scremare e di molto le amicizie e filtrare tutte le porcate che girano (amici rumorosi, giochi, e cose del genere).
    LinkedIn invece lo trovo molto utile (tramite linkedIn ho avuto 3 proposte di lavoro)
    Twitter non lo uso sebbene abbia un account aperto (ho perfino dimenticato la password). Google+ per il momento lascio perdere.
    approvo comunque la strategia dimagrante.

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  • [...] stati momenti in cui il progetto ha iniziato a non convincermi più di tanto.Come per altre cose, il digiuno spesso fa bene, e guardare le cose da fuori permette un lucidità che dall'interno spesso manca. Così negli [...]

  • Di Curricula | Borborigmi di un fisico renitente il 13 febbraio 2013 alle 23:11

    [...] ma che non so quanto sia stata consultata dai miei potenziali datori di lavoro durante la ricerca. Come dicevo qualche tempo fa, ho invece abbandonato LinkedIn. Non sono mai riuscito a trovare il tempo di finire e ripulire il [...]

  • […] di utilizzo. Ci importavo i tweet e il feed RSS di Borborigmi, e poco più. Quando ho decido di mettermi a dieta da social ho persino chiuso l'account, anche se l'ho poi riaperto qualche mese dopo per una ragione […]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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