Sei premi nobel nello stesso castello

La settimana scorsa era una una conferenza per presentare un review delle ricerche del bosone di Higgs a LHC. La conferenza in questione si teneva nel castello di Blois, sulla Loira: vi lascio immaginare il lusso e lo spatusso, vi basti sapere che per il banchetto finale ho persino messo la cravatta (roba rara, per un fisico che normalmente gira in sandali e bermuda)!

Tra le tante cose interessanti della conferenza, è stato interessante contare il numero di Premi Nobel per la fisica presenti: ben sei! Per evitare brutte figure, prima di partire ho fatto i compiti e mi sono andato a rivedere perché questi simpatici signori sono stati spediti a Stoccolma. Ecco chi c'era:

  • James Cronin, Premio Nobel nel 1976 per la "la scoperta di violazioni dei principi fondamentali di simmetria e il decadimento dei mesoni K-neutro" (la simmetria CP);
  • Jack Steinberger, Premio Nobel nel 1988 per "il metodo del fascio di neutrini e la dimostrazione della struttora di doppietto dei leptoni con la scoperta del neutrino del muone";
  • Joseph Taylor, Premio Nobel nel 1993 per "la scoperta di un nuovo tipo di pulsar, una scoperta che ha aperto nuove possibilità per lo studio della gravitazione";
  • Martin Perl, Premio Nobel nel 1995 per "la scoperta del leptone tau";
  • Riccardo Giacconi, Premio Nobel nel 2002, per "i contributi pionieristici all'astrofisica, che hanno portato alla scoperta delle sorgenti cosmiche di raggi X"
  • George Smoot, Premio Nobel nel 2006 per "la scoperta delle anisotropie del corpo nero presenti nella radiazione cosmica di fondo";

A complemento di questo bel corredo di testoline, alla conferenza c'era anche un potenziale Premio Nobel, Francois Englert, che potrebbe condividere il premio con Robert Brout e Peter Higgs nel caso il bosone di Higgs venisse scoperto. Poveretto: dev'essere una vita durissima sentire chiamare la particella della cui invenzione sei responsabile sempre e soltanto con il nome del tuo concorrente!

Ho avuto modo di pranzare allo stesso tavolo di Steinberger (cosa peraltro non ultrarara: Steinberger è un gioviale pensionato del CERN, e lo vediamo arrivare da queste parti in bicicletta un giorno su due) e Englert:  dopo un vago imbarazzo iniziale (immaginate domande del tipo: "su che libri avete studiato la meccanica quantistica? Perché ai miei tempi non ce n'erano, li stavamo scrivendo". oppure "Ma tu la capisci veramente l'astrofisica? Perché io fatico un po'...") si sono dimostrati entrambi gioviali, curiosi, gentili. Non è un caratteristica tipica di tutti Premi Nobel (un nome a caso: Carlo Rubbia), ma sicuramente dei sei che ho incrociato la settimana scorsa. Ho avuto l'impressione che fossero tutti talmente al di sopra delle beghe accademiche da potersi permettere (ancora, di nuovo) una genuina curiosità. Le domande di Cronin durante la mia sessione ne sono state un buon esempio.

Un paio di considerazioni al volo. Le presentazioni dei Premi Nobel alla conferenza sono state tutte molto interessanti, e proprio ben preparate (veramente eccellenti Smooth e Taylor: gli astrofisici ci sanno fare, a quanto pare): poche trasparenze, quasi niente testo sulle slide, una certa attenzione alla retorica del discorso e alla logica della struttura del contenuto. Ci sarebbe molto da imparare: alla conferenza ho anche visto presentazioni mal preparate, con speaker fuori tempo massimo, slide penose e troppo cariche, gente che leggeva il testo delle trasparenze e altri simili insulti all'intelligenza (scriverò una serie di articoli su questo tema, prima o poi). E poi: questi benedetti Premi Nobel sono quasi tutti americani, o naturalizzati tali. Che ci piaccia o meno, sembra proprio che gli Stati Uniti continuino ad avere un certo vantaggio nella ricerca scientifica (anche di questo sarebbe interessante parlare).

Mercoledì sera si festeggiava il compleanno di Martin Perl. Trovarsi a canticchiare "Happy birthday... dear-Professor-Perl..." aveva un che di surreale, oserei dire.

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13 Commenti

  1. Pubblicato il 30 giugno 2009 alle 12:27 | Permalink

    Che invidia...
    Leggere le motivazioni dei Nobel, per un profano come me dice poco (i mesoni K-neutro fanno un po' Neutro Roberts [Marco, mi picchio da solo non disturbarti]), ma immagino che anche solo per capire quello che scrive un premio Nobel in un suo articolo ci voglia qualche decennio di studi...

  2. Pubblicato il 30 giugno 2009 alle 16:10 | Permalink

    TEngo a sottolineare inoltre che george Smoot compare in un epsiodio di the Big Bang Theory 🙂
    Scherzi a parte, mi fa piacere leggere di queste cose, specie ora che si avvicina per me (spero) il momento di buttarmici dentro e farne parte...

  3. delo
    Pubblicato il 30 giugno 2009 alle 18:36 | Permalink

    un piccola nota al perche' i premi nobel sono americani/naturalizzati tali; e' vero che gli States sembrano un passo avanti (nonostante tante scoperte legate al CERN) ma c'e' da considerare una cosa:
    chi e' stato eletto Nobel ha il diritto di votare per i successivi premi; questo sembra trascurabile ma quando "in un corridoio di una universita' ci sono gli uffici di 3 premi nobel" inizia un processo a cascata 🙂

    delo

  4. Xisy
    Pubblicato il 30 giugno 2009 alle 21:40 | Permalink

    Steinberg una volta l'ho visto seduto alla mensa del Cern

  5. delo
    Pubblicato il 30 giugno 2009 alle 22:58 | Permalink

    Xisy, io piu' di una volta credo.
    e una di queste, quando il mio supervisor aveva portato in gita al cern gli studenti, commentava il fascino che la fisica delle particelle ha sulle donne italiane visto che nel gruppo l'80% erano ragazze 🙂

  6. Xisy
    Pubblicato il 1 luglio 2009 alle 01:33 | Permalink

    @delo, sei in qualche esperimento cern?

  7. Xisy
    Pubblicato il 1 luglio 2009 alle 02:20 | Permalink

    @marco: sììì scrivi un post sul tema delle presentazioni.. è un tema che mi interessa (e mi fa arrabbiare)

  8. GM
    Pubblicato il 1 luglio 2009 alle 08:33 | Permalink

    Non e` "Stainberg", ne` "Steinberg", ma "Steinberger"

  9. Pubblicato il 1 luglio 2009 alle 10:58 | Permalink

    Gasp, sono riuscito a sbagliarlo ben tre volte! Corretto, grazie (e umili scuse a Steinberger).

  10. delo
    Pubblicato il 1 luglio 2009 alle 14:35 | Permalink

    @Xisy si' LHCb

  11. Stef
    Pubblicato il 2 luglio 2009 alle 09:29 | Permalink

    Non ho ben capito: ci si lamenta che ci sono pochi nobel in Italia e poi ci si lamenta di Rubbia....boh

  12. Pubblicato il 2 luglio 2009 alle 10:20 | Permalink

    Stef, leggi bene: non mi lamento dello scarso numero di Nobel italiani, mi limito a constatare una palese supremazia statunitense (di cittadinanza o d'adozione). Di Rubbia mi limito a dire che non gli si addicono gli aggettivi "gioviale" e "gentile". Hai presente di chi sto parlando? 🙂

  13. Valter
    Pubblicato il 5 luglio 2009 alle 11:10 | Permalink

    Non so perché o forse si, ma trovo simpatico che gli astrofisici si muovano bene nel dedalo delle conoscenze scientifiche circa la MQ.

2 Trackback

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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