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Letture amene per il weekend

Inviato da Marco in : Intenzioni educative, Politiche della ricerca, Scienza e dintorni , trackback

In questi giorni di agitazioni, manifestazioni, occupazioni, infiltrazioni (e a tratti pure equazioni), ecco qualche lettura amena – e magari pure un dito provocatoria, se non alternativa – per il week-end, a proposito di cervelli in fuga, precari, università, ricerca, scuola e robetta simile. Poi ne parliano, neh?

Buon weekend, fate i bravi. Occupate, discutete, calcolate. E, dopo una certa ora, bevete la giusta quantità di malto fermentato alla gradazione che preferite, e pensate ad altro.

(Scritto il 24 ottobre 2008)

Commenti»

1. Paolo Ferrandi - 24 ottobre 2008

Il link all’articolo di Maltese non funziona :(
Ecco quello giusto:
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-3/scuola-2009-3/scuola-2009-3.html

2. Marco - 24 ottobre 2008

Corretto, grazie (è arrivata l’ora del malto fermentato, è chiaro)

3. gg - 26 ottobre 2008

Lieto che hai segnalato Giulio Palermo. Concordo che il tono e’ un po’ indigesto, ma serve una voce del genere. Quando sento che a manifestare ci va chi “Finora ho campato con marchette all’unversita’” a me viene dal profondo del cuore: “E chi * te l’ha fatto fare?”

4. Melanippe - 27 ottobre 2008

Marco, sono OT ma non saprei a chi chiedere: hai visto questo?
http://www.nature.com/nature/journal/v455/n7216/full/nature07378.html
dimmi che è una bufala O_O sembra TALMENTE incredibile…

5. Marco - 27 ottobre 2008

Ciao Melanippe,
si, ne avevo letto grazie a Gravità Zero. Cos’è che ti disturba? La triboluminescenza e` un fenomeno noto da tempo (mai provato a spaccare una zolletta di zucchero al buio con un paio di tenaglie?). Sono forse i raggi X? Per fortuna, se ti leggi l’articolo, scoprirai che sono prodotti solo nel vuoto. Dunque, a meno che tu non preveda di srotolare scotch nello spazio, dovresti essere al sicuro :-)

6. Max - 27 ottobre 2008

Un po’ come la sonoluminescenza, che arriva ad emettere lampi di raggi gamma, ma per tempi talmente brevi e con potenze cosi’ ridotte da non essere (per ora) sfruttabile ne’ assolutamente pericolosa.
Tra l’ altro si tratta di esperimenti fattibili anche in casa, con un po’ di impegno…. e’ un fenomeno abbastanza interessante e non ancora del tutto spiegato.

Max

7. claudio b. - 28 ottobre 2008

aaargh, Marco, ho seguito i links, ma arrivato a Maltese mi è venuto il prurito… Sorry, è più forte di me… (detto da un EX-fan di Repubblica…)

8. delo - 28 ottobre 2008

Ho visto questo articolo sul corriere, cosa dite?

http://www.corriere.it/editoriali/08_ottobre_28/La_fabbrica_dei_docenti_e055a842-a4b5-11dd-bdb4-00144f02aabc.shtml

in particolare questa frase:
“L’unica certezza è che nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per 2.000 posti di ricercatore e 4.000 posti di professore ordinario e associato, ai quali seguiranno, entro breve, altri 1.000 posti di ricercatore. In tutto 7.000 posti, più del dieci per cento dei docenti oggi di ruolo.”

9. Giulio Palermo - 31 ottobre 2008

Ciao ragazzi, fa piacere vedere che lo stesso pezzo per il quale sono stato “acusato” di vetero marxismo, suscita in voi la critica di “anarco-insurrezionalismo”. Con qualche contraddizione, sottoscrivo entrambe le concezioni.
Il dato positivo è che, a differenza di altri critici che mi hanno impallinato senza nemmeno provare a rispondere alle mie critiche, dandomi pure del barone, almeno voi provate ad andare alla sostanza delle cose, senza fermarvi alle etichette.
Un saluto anarco-insurrezionalista, ma soprattutto antibaronale
Giulio Palermo

10. Marco - 31 ottobre 2008

Ciao Giulio,

benvenuto. “Anarco-insurrezionalista” è ovviamente ironico, lungi da me volerti mettere un’etichetta. Volendo essere vagamente più serio, avrei probabilmente dovuto dire “ferocemtne militante”.

Ricordo di aver letto il tuo pezzo a suo tempo direttamente sul manifesto: ne condivido fondamentalmente le linee di fondo: è profondamente ipocrita dirsi contro il “precariato” e il sistema di cooptazione baronale, per poi passare il proprio tempo a pietire posizioni ed attendere il proprio treno facendo gli schiavi al mentore di turno, per poi tacere con le mani in tasca nel momento in cui si è stati assorbiti dal sistema, pronti a replicarne le dinamiche. Che è la ragione per cui mi innervosisco vedendo che molti dei colleghi con cui si protestava contro la Moratti qualche anno fa, ora vincitori di concorso se ne stanno silenti nei loro uffici nuovi di zecca di ricercatori confermati. O da anni mi incazzo con i dottorandi e gli assegnisti di ricerca che passano il 90% del loro tempo a fare didattica al posto dei loro professori, trascurando definitamente la ricerca, solo perché immaginano che sottomettersi (e non sbattersi e brillare per meriti scientifici) sia il modo per avanzare nell’accademia.

11. Max - 31 ottobre 2008

@Marco : “solo perché immaginano che sottomettersi (e non sbattersi e brillare per meriti scientifici) sia il modo per avanzare nell’accademia.”

Il brutto e’ che, almeno in Italia, probabilmente hanno ragione loro.. :-(