Benvenuti all'immigrazione

Cominciano a ripetertelo sull'aereo.

Se il tagliando verde per l'immigrazione non è ben compilato gli USA "rifiuteranno sistematicamente" l'ingresso nel paese. Era il "sistematicamente" che mi spaventava: mi immaginavo a compilare e ricompilare il modulo, rifacendo ogni volta la fila, per poi essere rimandato in fondo per un errore stupido. Invece è andata benone, rapido e indolore. In compenso però mi hanno schedato.

È una nuova disposizione del dipartimento della Homeland Security: all'ingresso negli USA ti prendono sistematicamente (eh già!) l'impronta dell'indice sinistro, l'impronta dell'indice destro, e una foto. Allora, per carità, sono paranoici ed è meglio non contraddirli, però bisogna pur dire che: 1) è piuttosto umiliante; 2) chiunque dopo 11 ore di volo intercontinentale e un paio di ore di coda in piedi a CDG non ha l'aria proprio fresca, per cui immagino che la collezione delle foto degli immigrati farebbe gola a Lombroso.

Una curiosità: all'uscita dal paese la procedura si ripete, solo devi fare tutto da solo in una specie di bankomat dell'impronta digitale e della foto segnaletica. Mi domando che cosa facciano con i dati. Il mio emisfero sinistro dice che li usano per controllare scambi di identità, quello destro immagina un computer che sottragga la seconda foto dalla prima, trattenendo sulla carta solo l'immagine della stanchezza, barbe lunghe e occhiaie sul nulla. La fatica rimane in America, mentre tu torni a casa rigenerato dal tuo soggiorno nella terra della speranza e dei sogni. Uno slogan lungo i corridoi dell'immigrazione spiega gentile: "mantenere un paese aperto senza comprometterne la sicurezza". Che gentili.

Il bagaglio è stato sputato sulla cinghia con una rapidità inimmaginata. mentre attendo ho due visioni unite da un guinzaglio. Mi si avvicina una poliziotta bionda. O meglio, una bionda poliziotta. O ancora meglio, una gnoccolona bionda fasciata da una divisa da poliziotta cucita in una qualche tipo di elasto-stoffa che la segna in modo inequivocabile. Mentre raccolgo la mascella mi accorgo che alla bionda è attaccato un guinzaglio, e al guinzaglio un bassotto. Un bassotto antidroga? Anche il bassotto ha una divisa della stessa elasto-stoffa, credo, che dice: "Protecting American Agriculture". E' un bassotto anti-soppressa! E infatti mi snobba veloce (e così la polibionda) per lanciarsi sicuro verso i due giapponesi di fianco a me. Esco dall'aeroporto immaginando la vergogna di 30 scatole di involtini primavera scongelati nella valigia.

Sono in America.

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3 Trackback

  • Di 5 anni | Borborigmi di un fisico renitente il 16 novembre 2011 alle 12:38

    [...] LHCb vede i primi indizi di nuova fisica a LHC?5 anni16 novembre 2011Ho realizzato solo oggi che il primo articolo di questo blog è datato 5 giugno 2006. Il che vuol dire due cose: che questo blog ha ormai più di cinque anni, e [...]

  • [...] con cui Borborigmi è nato. Invece delle avventure parigine alla fine di giugno 2006, Borborigmi muove i suoi primi passi con il racconto a puntate della partecipazione a una conferenza a Chicago all'inizio dello stesso [...]

  • Di Sometimes I wonder | il 23 agosto 2016 alle 16:26

    […] its humble beginnings. Not that I really considered that at the time, I was really just writing some sort of diary for family and friends. But then came the LHC startup, and the superluminal neutrinos, and the Higgs discovery, and... I […]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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