Il valore pratico della scienza

Stamattina sono stato ospite a Millevoci, una trasmissione della Radio Svizzera Italiana condotta da Nicola Colotti. Si è parlato di utilità pratica della scienza, e di che senso possa avere volerne a tutti i costi cercare una, specie per decidere se una certa ricerca abbia valore e debba essere perseguita. Insieme al conduttore e al sottoscritto c'erano Nicolas Cretton, docente di fisica al Liceo e membro del comitato di divulgazione di ESO, e Piero Martinoli, anche lui fisico, ed ex-rettore dell’USI.

Come la penso a proposito l'ho già abbondantemente scritto in passato, ma una ripassata non fa male. In particolare, penso che sia importante smettere di dipingere il "grande pubblico" come un gregge di pecoroni, per cui solo un ritorno pratico immediato, chiaro e definito in partenza, garantirebbe il valore di un investimento nella ricerca. Credo che in generale le persone siamo molto meno grette di così, e capiscano il valore della costruzione della conoscenza in sé molto più di quanto non si creda. Se vi interessa, la trasmissione si può riascoltare qui.

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4 Commenti

  1. Nicola Colotti
    Pubblicato il 8 giugno 2017 alle 19:18 | Permalink

    Caro Marco innanzitutto grazie per aver risposto con grande chiarezza anche alle mie domande "scomode" che forse potevano dare l'impressione di andare nella direzione della semplificazione da cosiddetta massa di pecoroni. Ammetto di aver messo sul tavolo delle provocazioni che potevano andare in questa direzione. Spero però che siamo riusciti a decostruire alcuni luoghi comuni per costruire una visione più ampia e stimolante del ruolo della scienza ai giorni nostri. Se così non fosse mi dispiacerebbe perché vorrebbe dire che mi sono fermato a una semplificazione superficiale. La dinamica della diretta radiofonica porta spesso a semplificazioni che su un tema come questo possono rivelarsi una trappola. Se ci sono cascato non esitare a farmelo notare. Se invece abbiamo fatto un passo avanti nella divulgazione al grande pubblico, sarò il primo ad esserne felice. Grazie ancora per la tua disponibilità! Nicola

  2. Nicolas Cretton
    Pubblicato il 8 giugno 2017 alle 20:01 | Permalink

    Caro Marco,

    la premessa che non abbiamo fatto oggi in diretta è la seguente: quasi ogni volta che, alla radio, parliamo di ricerca scientifica con Nicola, qualcuno chiama per chiedere a cosa serve spendere tutti questi soldi... Non significa che tutti la pensano così e che nessun apprezza la scienza per quella che è, però abbiamo pensato di dovere spiegare che, anche al livello puramente economico, la critica dello spreco di soldi non tiene. Grazie per essere stato con noi oggi.

    Nicolas

  3. Pubblicato il 9 giugno 2017 alle 07:40 | Permalink

    Caro Nicola, grazie a te per l'invito! Le domande scomode sono sempre una buona scusa per provare smontare le visioni preconcette: "challenge the premise" mi sembra sempre un buon principio giornalistico! A me sembra che la trasmissione sia venuta bene: equilibrata e sufficientemente provocatoria, con una buona quantità di contenuti anche non banali. Ancora grazie!

  4. Alberto Ferrero
    Pubblicato il 9 giugno 2017 alle 08:27 | Permalink

    Il "grande pubblico" è certamente interessato (e anche molto). Un po' meno i politici - che sono poi quelli che devono allargare i cordoni della borsa. E coloro con cui in genere questi ultimi di solito si rapportano volentieri: banchieri e imprenditori, per non farla lunga. E' quel modo di pensare che va per la maggiore di questi tempi, quel liberismo del "ritorno immediato dell'investimento". E la ricerca ha invece tempi di ritorno (chiamiamoli così) MOLTO lunghi!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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