Domani sarà un grande giorno (per LHC)

La sera prima ci si prepara

Se tutto va dritto (e visto lo stato delle cose, non vedo perché non dovrebbe) domani mattina LHC inizierà a produrre collisioni a 13 TeV buone per farci della fisica. Il che significa, dopo alcuni giorni di prova e di fasci "quieti" senza troppa sovrapposizione di eventi, che la luminosità prodotta dall'acceleratore aumenterà, con l'aggiunta graduale di nuovi pacchetti di protoni, e l'aumento del numero di protoni per pacchetto. Restate sintonizzati.

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7 Commenti

  1. dario
    Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 11:35 | Permalink

    mi scuso per l'ignoranza, così, da appassionato assolutamente inesperto, ma tutta l'energia che si produce in LHC, oltre che per la fisica, si potrebbe in qualche modo utilizzare per scopi civili ?

    Sfruttando magari la tecnololgia che si usa per i caricatori wifi dei cellulari...
    ( immagino già le battute, ma vi prego risparmiatemele.. 🙂 🙂 hai il cellulare scarico ? vai al cern di ginevra ...)

    inoltre se E=mc^2...ad alte energie, grandi masse ??

    un caro saluto a tutti...

  2. Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 13:04 | Permalink

    Ciao Dario,

    La tua domanda ha due risposte:

    1) LHC non produce energia dal nulla: serve energia per accelerare i fasci, energia che viene dalla rete elettrica. Ergo, anche se potessi "recuperare" l'energia che spendi per accelerare e collidere i fasci, non potresti mai averne di pià di quanta ne hai messa in partenza. Per non parlare di inefficienze...

    2) Detto questo, dovremmo chiarirci su quanto sia "grande" l'energia messa in campo nelle collisioni di LHC: è moltissima se consideri i fenomeni microscopici, meno importante se compari con il mondo macroscopico. Avevo scritto qualcosa a proposito qualche tempo fa:

    http://www.borborigmi.org/2010/07/13/lhc-qa-3-quanta-energia-e-immagazzinata-nei-fasci-di-lhc-e-tanta-o-poca/

  3. yopenzo
    Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 18:28 | Permalink

    LHC è stato concepito per lavorare a 14 TeV. Perché dopo la ri-partenza si arriva "solo" a 13? È previsto di arrivare a 14, o 13 è un compromesso definitivo tra rischi (di guasti e rotture della macchina) e risultati? se quel TeV mancante (- 7.14%, mica bruscolini) non potrà essere raggiunto, cosa ci perdiamo, in teoria?
    Grazie.
    Saluti
    y

  4. My_May
    Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 21:05 | Permalink

    ahh io sono sempre sintonizzato!!!

    Faccio solo una piccolissima riflessione a voce bassa. Io mi aspetto che per una volta, almeno una volta, si trovi qualcosa che non sia mai stata teorizzata prima. Non per altro perché dovrebbe essere la cosa più probabile. Non vorrei che per cercare conferme di varie teorie sparse poi la natura ce la faccia sotto il naso:)

    comunque in bocca al lupo e buon lavoro

  5. Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 21:28 | Permalink

    @yopenzo: più che di una questione di sicurezza si è trattato di una questione pratica: per poter sopportare più corrente (necessaria a salire in energia) i magneti devono allenarsi a "quenciare" (perdere la superconduttività) un numero di volte che cresce in modo esponenziale con l'energia del fascio. 6.5 TeV invece che 7 TeV è un compromesso che ha permesso di partire in sicurezza e prima della fine del secolo.

    Che differenza fa? Un po', ma non troppa: il salto è tra 8 TeV e 13 TeV è veramente grande, e comparabile con quello a 14 TeV. Alla prima occasione spiego meglio! 🙂

  6. Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 21:33 | Permalink

    @My_May: da buon sperimentale, non potrei essere più d'accordo!

  7. yopenzo
    Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 22:15 | Permalink

    allora resto sintonizzato anche io... perlomeno sino a quando il buco nero dei 14 TeV non ci frantumerà tutti!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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