Cartelloni, mesoni e barioni

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C'è stato un periodo della mia vita nel quale i pomeriggi del sabato erano dedicati a fare cartelloni. Ieri pomeriggio, a distanza di anni, mi sono ritrovato con un pennarello nero in mano e un rotolo di carta, nuovamente  a scrivere a caratteri cubitali preparando un'attività. Niente che riguardasse direttamente lo scoutismo, ma è chiaro che anni di allenamento a preparare attività in formati adatti a bambini e ragazzi non si dimenticano facilmente. Giulia ha voluto aiutare, la parte di colorazione dei cartelloni è subito diventata di sua responsabilità.

Il punto è che mercoledì pomeriggio vado a trovare la classe della scuola di italiano di Giulia, e a fare un'attività "sulle particelle elementari". L'idea (ambiziosa) è quella di giocare col modello a quark, e di costruire mesoni e barioni con i mattoncini di LEGO. I fanciulli hanno in media 7 anni, ma, da quello che ho potuto vedere ieri pomeriggio con la mia cavia personale, le idee di simmetria e di costruzione per analogia e sostituzione sono concetti che afferrano già molto velocemente. Vi farò sapere come è andata.

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6 Commenti

  1. luca
    Pubblicato il 15 marzo 2015 alle 12:49 | Permalink

    Bello!....mi piace tanto...tienici aggiornati

  2. mizar
    Pubblicato il 15 marzo 2015 alle 16:05 | Permalink

    Bello!!! poi metti le foto dei cartolloni fatti a scuola che ce li guardiamo!
    io invece nel fine settimana stavo cercando di spiegare a un gruppetto di "puffi studiosi" di seconda elementare che le stele brillano di luce propria, mentre ci sono satelliti come la Luna che si limitano a riflettere la luce.
    beh un peffetto mi ha chiesto se la Luna fosse di pietra o era fatta anche di specchi....quando ho detto che gli specchi in teoria non dovrebbero esserci (non avendo controllato personalmente potrei avere anche io dei dubbi in proposito) il caro bimbo mi dice "se accendo la pila e la punto su un sasso non si illumina come la Luna, come mai?"....ok niente panico.... mi sono salvata offrendo subito la merenda...ma qualcuno puo' dirmi come spiegare al piccolo Sherlok Holms come fa la Luna a riflettere la luce con un esperimento pratico e facile da capire e realizzare??? ho finito la Nutella a casa e non posso piu' giocarmi la carta della merenda!!! panicooooooooo

  3. Cristiana
    Pubblicato il 15 marzo 2015 alle 16:21 | Permalink

    Ottimo!!!sono proprio curiosa di conoscere l'esito di questo incontro. L'unica cosa certa è che ti divertirai un mondo e imparerai molto sui meccanismi mentali dei coetanei di Tus figlia. Facci sapere!!

  4. Pubblicato il 16 marzo 2015 alle 09:29 | Permalink

    @Mizar: non capisco il problema: per "riflettere" la luce non è mica necessario essere uno specchio, no? Se fosse così, non vedresti altro che gli specchi, mentre tutti gli altri oggetti ti apparirebbero neri. Vedi le montagne di giorno? Si, perché la roccia riflette la luce del sole. Ecco, idem per la luna (che sembra molto chiara per contrasto col cielo nero, tutto qui).

  5. Pubblicato il 17 marzo 2015 alle 07:50 | Permalink

    Come fa la Luna a riflettere come un sasso?
    La cosa migliore che posso consigliare è leggere il Dialogo sopra i massimi sistemi, e guardare cosa fa Salviati per spiegare la cosa a Simplicio. Ma Galileo scrive nell'italiano del 1600, e per quanto un ottimo scrittore è faticoso, per cui riassumo.
    La Luna la vediamoo di notte, di solito. Proviamo a vederla di giorno (succede spesso), e confrontiamo la luce che riflette con quella di un sasso illuminato.
    Ma anche prendiamo un sasso tondo, un pallone, e illuminuamolo con una bella rorcia al buio, di notte, all'aperto (o con dietro una finestra aperta).
    Illuminiamolo di lato, per far vedere le fasi.

    E poi proviamo ad illuminare uno specchio. Nello specchio vediamo solo un punto illuminato, e lo specchio è nero se la luce gli arriva di lato. Ma la luna è sferica. Proviamo anche con una palla riflettente sferica (una sfera di acciaio, se la troviamo, o uno specchio di quelli "grandangolari" da incrocio), e ilpunto illuminato sarà ancora più piccolo.

  6. Pubblicato il 17 marzo 2015 alle 08:43 | Permalink

    Grazie Gianni! (in questi giorni sul blog stanno ricomparendo personaggi che mi sembra di essere su una BBS alle fine degli anni 90...)

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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