Sessant'anni di CERN

Il 2014 è l'anno delle cifre tonde, come scriveva Irene qualche tempo fa. Festeggiamo dieci anni di matrimonio, Irene compie quarant'anni, suo papà ne farà ottanta, entrambi i miei genitori settanta. La vita scorre in fretta, nel bene e nel male, e non vale la pena di restare ad aspettare al bordo del fiume.

CERN60Anche per il CERN il 2014 ha un significato particolare. Il 29 settembre di quest'anno saranno esattamente sessant'anni dalla fondazione del laboratorio. Nel corso dell'anno saranno molti gli eventi: tenete d'occhio questa pagina, qualcosa a potrebbe succedere anche non troppo lontano da casa vostra. Il programma è in continua evoluzione, ed è presto per dire che cosa succederà esattamente a fine settembre da queste parti. Una delle cose certe sarà una nuova edizione di TEDxCERN, prevista per il 24 settembre. Per il resto, vi terrò informati, promesso

L'altra data importante sarà il 1 luglio. È stato proprio il 1 luglio del 1953 che a Parigi fu firmato l'accordo tra i primi 12 stati fondatori del CERN. Nella sede dell'UNESCO di Parigi, nasceva allora  una collaborazione, globale, coraggiosa e anticipatrice dei tempi. Nel dibattito che precedette la storica firma, qualcuno aveva proposto che il laboratorio ospitasse tanto un acceleratore che un reattore nucleare. Appena qualche anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, potete immaginare come una simile decisione sarebbe stata accolta! L'idea del reattore nucleare sparì dal tavolo quando a prendere in mano la discussione fu Isidor Rabi (probabilmente dietro a una discreta pressione degli Stati Uniti, i quali non amavano molto l'idea che si rilanciasse lo sviluppo di tecnologia nucleare in Europa). Rabi, durante la conferenza annuale del'UNESCO a Firenze nel 1950, fece passare una risoluzione a favore di una laboratorio europeo di fisica nucleare, lasciando però cadere deliberatamente ogni menzione a un reattore nucleare. Nello stendere lo statuto del laboratorio, i padri fondatori fecero poi molta attenzione a sottolineare che nessuna delle ricerche condotte al CERN sarebbe potuta essere motivata da scopi militari, e che ogni risultato sarebbe stato liberamente accessibile a tutti. Dopo parecchio va-e-vieni, il 14 febbraio del 1952 10 stati europei firmavano il primo accordo. Il giorno dopo, la notizia dell'accordo fu inviata per telegramma a Rabi, per metterlo al corrente della "nascita del progetto che aveva concepito a Firenze". Tra la firma della convezione vera e propria, avvenuta il 1 luglio del 1953, e l'istituzione ufficiale dell'organizzazione, sarebbe passato ancora un anno.

Rabi-telegram


FameLabTra i primi eventi da segnalare in questo anno di festeggiamenti, c'è FameLab.
Si tratta di un concorso dove giovani ricercatori si lanciano in una presentazione sul soggetto della loro ricerca lunga tre minuti, corretta scientificamente ma comprensibile da tutti. Il concetto di "
giovane ricercatore" è apparentemente molto relativo: mi sono informato, e ho scoperto che le edizioni italiane e francesi di FameLab considerano "giovani" ricercatori fino a 40, mentre quella svizzera mette la barra a 35. Io mi sono offerto volontario per aiutare a gestire la selezione svizzera che avrà luogo il 27 di questo mese proprio al CERN. Mi dicono che dovrò fare il coach per i partecipanti, e dare loro una mano a ripulire le presentazioni nelle prove prima dello show. L'idea sembra divertente!

Quasi dimenticavo. Qualche tempo fa mi hanno intervistato per un articolo su La Regione Ticino proprio sui 60 del CERN. Ne è venuto fuori un miscuglio interessante, che magari vi va di leggere.

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Un Commento

  1. juhan
    Pubblicato il 20 marzo 2014 alle 08:26 | Permalink

    che anno il 2014!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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