La pietra tombale sui neutrini superluminali

La notizia ufficiale ha già un paio di giorni, ma penso valga la pena di rimbalzata anche su queste pagine, siccome della questione dei neutrini supeluminali si è parlato tanto anche su queste pagine. In occasione della 25esima International Conference on Neutrino Physics and Astrophysics, che si teneva questa settimana a Kyoto, il direttore scientifico del CERN Sergio Bertolucci ha presentato i risultati delle misure della velocità dei neutrini in viaggio tra il CERN e i Laboratori del Gran Sasso da parte dei  quattro esperimenti che si sono cimentati nella misura: Borexino, ICARUS, LVD e OPERA.

La notizia è che tutti e quattro, OPERA incluso, sono giunti a misura più o meno finali di velocità tutte compatibili con la velocità della luce. Se ci fosse stato bisogno di un suggello finale, per una storia che ha avuto anche risvolti nella migliore delle ipotesi discutibili, eccolo arrivato. Dice Bertolucci:

Nonostante questo risultato non sia così eccitante quanto ci sarebbe piaciuto, in fondo si tratta di quello che tutti sotto sotto ci aspettavamo.

Il che vuol dire, tradotto dal politichese scienziatesco: in sostanza, nessuno nella comunità scientifica ha mai creduto per davvero al primo risultato di OPERA, e manco al secondo. Amen. Il cominciato stampa del CERN è qui.

P.S. Alla stessa conferenza OPERA ha anche annunciato di aver visto il suo secondo candidato neutrino del tau, il tipo di fenomeno per cui in fondo l'esperimento è stato costruito (e anche di questo potremmo disquisire per ore, ma sorvoliamo). Il primo candidato era stato annunciato a Mosca l'estate scorsa, ricordate?

Questo inserimento è stato pubblicato in Fisica e il tag , , , , , , , , , . Metti un segnalibro su permalink. Inserisci un commento o lascia un trackback: Trackback URL.

10 Commenti

  1. GiovanniR
    Pubblicato il 11 giugno 2012 alle 08:27 | Permalink

    E invece io ne vorre invece sapere di più sul primo e secondo neutrino tau, sull'esperimento e sulle statistiche associate.

  2. Pubblicato il 11 giugno 2012 alle 09:47 | Permalink

    @GiovanniR: eh, perché no? Ma non subito, e preparati comunque a sentirmi borbottare non poco (se non si è capito, non penso che OPERA sia stata una buona idea, a prescindere dai neutrini superluminali).

  3. Livio Varalta
    Pubblicato il 11 giugno 2012 alle 10:53 | Permalink

    Buondi!

    Marco,
    ci dai una mano a mettere una Pietra Tombale anche sul Piezonucleare?

    https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dHZ4X1gzVHFOVGlQU0JmSHdCLXo3M1E6MQ

    siamo a #999 firme
    #987 Roald Hoffmann
    #993 Jack Steinberger

    Ciao
    Livio

  4. Pubblicato il 11 giugno 2012 alle 11:07 | Permalink

    E ovviamente questa notizia passerà sotto silenzio, perchè adesso scrivere "no, ci siamo sbagliati, Einstein aveva ragione" (e se la ride come un pazzo) non fa più notizia.

    Mi piacerebbe anche sapere come mai non pensi che OPERA sia stata una buona idea (dal punto di vista della ricerca, immagino), ovviamente riguardo al suo scopo principale: troppo dispersivo? troppo "inconcludente"?

  5. Pubblicato il 11 giugno 2012 alle 12:05 | Permalink

    @Igor: la storia è troppo lunga per un commento, ma in sintesi: OPERA è basato su una serie di previsioni teoriche sul ritmo di conversione di neutrini mu in neutrini tau sbagliate, tanto è vero che sulla carta si aspettavano circa dieci volte tanto il numero di candidati neutrini tau rispetto ai miseri due che hanno visto. La cosa è un po' vergognosa, perché si sa che certe previsioni teoriche hanno grandi margini di errori, e gli sperimentali dovrebbero sempre tenerne conto quando disegnano i loro esperimenti. E poi ci sarebbe anche la questione tecnologica su cui OPERA è basato (i famosi mattoncini fotografici che devono essere spediti in giro per il mondo per essere sviluppati e letti, e in particolare in Giappone perché apparentemente sono molto più bravi e veloci nel lavoro che gli europei, per poi essere rispediti indietro). Mah...

  6. calimero
    Pubblicato il 11 giugno 2012 alle 19:38 | Permalink

    A proposito della 25esima International Conference on Neutrino Physics and Astrophysics, che si teneva questa settimana a Kyoto, mi chiedevo se sapete perche' l'ex spokeman di OPERA e' stato inserito nell' International Advisory Committee. Ho provato a leggere la relazione finale di Schneps, ma non ho trovato spiegazioni; pero' ho imparato che la conferenza non deve finire in Italia e che un altro membro di OPERA ha rilasciato la fondamentale dichiarazione, che le collaborazioni internazionali sono necessarie. Forse, dopo avere messo la pietra tombale sui neutrini *superluminali*, si vuole alzare il tiro?

  7. evaldo
    Pubblicato il 11 giugno 2012 alle 21:44 | Permalink

    ma poi alla fine se...delta-t = gamma delta-tzero = delta-tzero/radice di 1-beta al quadrato, risolvendo per gamma avremo...delta-t/delta-tzero = Lzero/L...Alle alte velocità (v sempre più prossimo a alla velocità della luce c), la contrazione spaziale tende allo zero, mentre la dilatazione temporale tende all'infinito. Ciò equivale ad affermare che alla velocità della luce il tempo "non passa".
    neutrini fermi a metà strada ??
    mah...

  8. DoS
    Pubblicato il 12 giugno 2012 alle 09:54 | Permalink

    beh è normale , la scienza va in questo modo : si pubblicano i risultati e poi si aspettano conferme . è molto più sbagliato pensare che Einstein ha ragione a prescindere, applicando il principio di autorità .

  9. calimero
    Pubblicato il 12 giugno 2012 alle 11:07 | Permalink

    d'accordo, ma mi domandavo: quando cerchiamo una cosa senza riflettere se le motivazioni sono valide, o magari solo perche' siamo in grado di mettere in atto una certa realizzazione tecnica, che principio applichiamo? forse, nel caso del fascio di neutrini dal cern, lo potremmo chiamare fascismo 🙂

  10. carlo rigon
    Pubblicato il 18 giugno 2012 alle 10:59 | Permalink

    Buon giorno a tutti,
    volevo segnalarvi,se possono interessare, un paio di interviste che ho fatto a Luca Stanco e Piero Monacelli...Le trovate qui:
    http://oggiscienza.wordpress.com/2012/06/16/opera-neutrini-stanco-monacelli/
    Più che altro si analizzano le difficoltà relazionali all'interno della collaborazione...

Un Trackback

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà mai pubblicato o condiviso.

Puoi usare questi tag e attributi HTML <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

  • feed RSS articoli
  • feed RSS commenti
  • Cinguettii