15th Lomosonov Conference, quarto giorno. Matrioske, dottorandi e fotoni

Matrioskas

La giornata di martedì iniziava con la sessione sulla fisica del B. Come credo di aver già detto, non è proprio una fisica che mi entusiasma. Quale momento migliore per andare a comprare una matrioska per Giulia? La Lonely Planet segnalava una Museo della Matroiska in centro: si è rivelato essere composto da un misero paio di stanze nel retro di un edificio, con una simpatica ma scarna collezione di matrioske anche particolari, e qualche modello in vendita non diverso da quelli che si trovano nei negozi nell'Arbat. Bof.

All'Università è iniziata un'altra conferenza in parallelo alla nostra, qualcosa che ha a che fare con il magnetismo, che si tiene nell'aula di fianco. Devono essere molto meglio organizzati di noi, lo si capisce da tanti dettagli: lo striscione all'ingresso dell'edificio, i cartelli segnaletici stampati a colori, una sessione poster con vere bacheche, ma soprattutto il fatto che nei bagni sul piano sia finalmente apparsa la carta igienica.

È un po' un peccato, la Lomosonov Conference avrebbe delle buone potenzialità: la selezione di speaker e interventi è di buona qualità e interessante, il materiale per farne in un incontro importante ci sarebbe tutto. Ma onestamente l'organizzazione (e parlo dell'organizzazione scientifica, mica dell'albergo pulcioso o dei pasti) è penosa. Sembra quasi che l'organizzatore capo sia completamente disconnesso dal mondo della fisica della particelle, e non abbia nemmeno avuto il buon senso di far rivedere il programma a qualcuno dell'International Advisory Commitee di cui si vanta. Altrimenti anche il più giovane dei pischelli gli avrebbe suggerito che sarebbe stato meglio accorpare i talk per argomento, e non per esperimento o per iniziale dello speaker. O che bisogna sempre considerare 5 minuti in più per ogni talk in una sessione, per tenere in conto i ritardi degli speaker o anche solo una discussione interessante che meriterebbe spazio. Una sessione con 12 talk che inizia alle 9 e che dovrebbe finire alle 13:30 ha la garanzia di sforare di almeno un'ora! E in effetti non siamo mai andati a pranzo prima delle 14:30, tutti i santi giorni!

Mi interrogo sul ruolo dei dottorandi e post-doc russi arruolati per le operazioni di servizio. Sono 3 ragazzi e 2 fanciulle. Apparentemente ad Alexey, Ilya e Maxim sono affidati i compiti tecnici: caricare le slide sul computer collegato al proiettore, verificare i microfoni, filmare gli interventi. Ma dove vanno a finire slide e filmati? Sul sito web non si vedono, cosa aspettano a metterli su? Se l'organizzatore capo ha qualche scusa per non aver magari la dimestichezza tecnica necessaria, mi sarei aspettato che i giovani prendessero questo genere di iniziative. Che non abbiamo mai visto una conferenza moderna dal vivo? È possibile, ma ho già incontrato Alexey e Maxim in Francia due anni fa, dunque ho dei dubbi.

La cosa più desolante però sono le povere Olga e Evelina. Loro, in quanto donne, sono relegate alla sala del "tea break". Passano la giornata a far bollire acqua, riempire i samovar, verificare che la scorta di cracker sia sempre ben piena, e nel tempo libero rileggono e correggono i loro articoli scientifici. Sembra che alle povere l'accesso alla sala della conferenza non sia permesso, non le ho viste seguire nessuna presentazione: la cosa mi sembra molto triste e molto sessista. E ho l'impressione, avendoli visti interagire, che Olga potrebbe fare molto meglio di Maxim, che obiettivamente è parecchio imbranato, nonché parecchio pieno di sé.

Alexey and Ilya

Martedì è stata anche la giornata della mia presentazione. Presentavo le misure di ATLAS delle sezioni d'urto di produzione di fotoni diretti inclusivi e di-fotoni, in sostanza le analisi su cui ho lavorato a tempo pieno nell'ultimo anno e più, e i risultati del gruppo di lavoro che coordino. Credo di essere stato uno dei pochi della sessione a stare nei tempi, cosa che mi rende fiero ma mi fa anche imbestialire: perché la gente non prova le presentazioni prima? E non taglia gli eccessi, se serve?

Misurare la produzione di fotoni diretti nell'ambito del Modello Standard è importante perché si tratta della sola misura che può mettere alla prova le predizione della QCD perturbativa senza usare jet. Per esempio, se considerate il meccanismo principale di produzione di fotoni diretti singoli a LHC, vedrete che si tratta dell'urto tra un gluone in uno dei protoni con un quark nell'altro protone:

Il risultato è un fotone, accompagnato da un quark che darà vita a un jet. Le proprietà del fotone sono strettamente legate a quelle del gluone iniziale, e dunque misurarle è un buon modo per dire qualcosa sul contenuto e proprietà dei gluoni dentro il protone. La sezione d'urto di produzione che abbiamo appena pubblicato è in buon accordo con le predizioni teoriche per praticamente tutte le energie dei fotoni che abbiamo misurato nel 2010, tranne forse per una leggera discrepanza a basse energie. Questa è in effetti la regione dove i nostri colleghi teorici fanno più fatica a calcolare le loro predizioni, ed è interessante dargli un po' di filo da torcere.

CMS ha presentato un risultato simile, dire persino in ragionevole accordo con il nostro.

Questo è bene, visto che il loro precedente risultato a basse energie del fotone andava nella direzione opposta. Ehi, aspetta! Se adesso la sezione d'urto inclusiva di produzione di fotoni diretti di CMS è in buon accordo con quella misurata da ATLAS, e quella di ATLAS misurata adesso è in buon accordo con quella misurata da ATLAS a fine 2010, che era in disaccordo con quella di CMS misurata nello stesso periodo, allora la recente misura di CMS è in disaccordo con quella di CMS appena pubblicata! Ho ovviamente fatto questa domanda allo speaker di CMS (i fisici adorano farsi i dispetti alle conferenze, con il sorriso sulle labbra ovviamente). Il povero, che presentava una review di tante analisi e non conosceva i dettagli, ha annaspato e chiosato che la prima analisi non era tanto affidabile, e dovremmo considerare solo quest'ultima. Ah, a volte fa bene essere un po' cattivelli.

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3 Commenti

  1. Fabiogeda
    Pubblicato il 25 agosto 2011 alle 23:27 | Permalink

    Oltre alle matrioske hanno anche le vergini di Norimberga (o forse quelle, appunto, stanno a Norimerga)?

  2. Fabiogeda
    Pubblicato il 25 agosto 2011 alle 23:31 | Permalink

    Tre l'altro, non te l'ho ancora detto, ma la nuova headline del blog, titolo e logo con Oliver, sono strepitosi!

  3. Xisy
    Pubblicato il 4 settembre 2011 alle 21:49 | Permalink

    He eh anche io credo faccia bene (alla dialettica scientifica) essere un po' cattivelli 🙂
    In pratica ti hanno detto che la precedente analisi, pubblicata, non era tanto affidabile.
    Pero' l'hanno pubblicata!!!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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