Un lettore di Borborigmi in visita al CERN

Stefano, uno dei lettori di questo blog, in agosto è venuto a visitare il CERN (e ATLAS) di persona. Ha scritto e lasciato in un commento a un vecchio post il racconto della sua esperienza, condito di svariate informazioni interessanti e da un mucchietto di domande che gli sono rimaste sulla punta della lingua alla fine della visita. Siccome i quesiti che pone sono interessanti e il racconto mi piace, lo copio e incollo qui perché possiate leggerlo, e per rispondere direttamente. Buona lettura.

Come promesso, eccomi qua di ritorno dal CERN! A dire la verità non so se questo articolo sia il più adatto a raccontare com'è andata la visita, ho cercato un po' è mi sembrava il migliore, in caso contrario Marco spostalo pure dove ritieni più opportuno. 🙂

Premetto che di Tom Hanks o di Richie Cunningham neanche l'ombra!

Inizio con qualche informazione generale nel caso possa risultare utile a qualcuno.

Dunque arrivare al CERN è abbastanza semplice, avevamo l'auto dietro, ma dal momento che era piazzata nel garage dell'ostello e che trovare un posto fuori in strada è un'impresa a dir poco ardua, ho preferito arrivarci con i mezzi, circa 15 minuti di tram (il 14 che si può prendere dalla stazione dei treni) e 5 di autobus (il 56 che si prende attraversando la strada alla fermata del tram) e si arriva praticamente davanti al building 33, dove c'è la reception.

Avevo calcolato i tempi per tenermi largo, ma mettici la mappa dei mezzi che non trovavo metti anche la fame che avevo, sono ovviamente arrivato 10 minuti prima dell'orario stabilito! Mi presento alla reception e volo a dare un'occhiata al Globe, non prima di aver cercato di sfondare una porta a vetri che a ragione non voleva aprirsi, visto che non era quella l'entrata. 🙂

La costruzione che ospita l'esposizione e piuttosto imponente, e da quello che diceva la guida dovrebbe avere un altezza pari più o meno a quella dei rilevatori inseriti lungo il percorso del LHC, l'interno è interessante, sono spiegate molte cose riguardo l'esperimento e anche l'esposizione è piuttosto particolare, purtroppo in 5 minuti non ho avuto tempo di leggere tutto, ne di visitare il Microcosm, he chiudeva verso le 5 del pomeriggio ed io ero ancora in visita, anche se mi sarebbe piaciuto.

All'inizio della visita guidata siamo entrati in una sala ed è stato proiettato un filmato introduttivo, in cui veniva spiegato che tipo di esperimenti si svolgono al CERN e le varie aree di interesse, non mi è dispiaciuto, anche se lo trovato un pizzico "turistico", è ovvio non mi aspettavo niente di tecnico, anche perchè non ne avrei capito molto, però forse è un po' autocelebrativo, non che sia una cosa negativa a priori, ma così giusto per far sapere come l'ho trovato.

Finito il filmato, dopo una prima sessione di domande, si passa all'esperimento. Speravo veramente che ci portassero a vedere ATLAS, quando la guida ci dice che avremmo attraversato la strada per andare a visitare la sala di controllo di ATLAS... perfetto!

La guida era piuttosto preparata, chiara e disponibile, credo fosse un ricercatore che lavora al CERN anche se non al LHC, ora non mi viene il nome. Molte delle cose che diceva le conoscevo già, lette più che altro in questo blog, ad ogni modo è stato proprio interessante, ci ha mostrato la sala di controllo di ATLAS e spiegato quello che stavano facendo, anche se in quel momento non circolavano i fasci dal momento che stavano intervenendo sull'impianto criogenico e illustrato a grandi linee il funzionamento dell'acceleratore.

Ah Marco... mi chiedevo, ma voi vedete le persone dall'altra parte della vetrata?! O il vetro è a specchio? No perchè non deve essere simpaticissimo avere continuamente gente che fissa gli schermi! 😉

Altra serie di domande e quindi saliamo di un piano a vedere un breve filmato 3D, simpatico anche questo, però se devo essere sincero i filmati sono la cosa che mi ha interessato di meno. A questo punto siamo scesi e siamo rimasti un po' a chiacchierare con la guida che rispondeva un po' alle curiosità di tutti!

Non c'è che dire senza dubbio una bella esperienza, certo scendere sottoterra sarebbe stato davvero forte, però non potevo aspettare anni per poterlo fare! 🙂 A proposito nel complesso di ATLAS si scende anche direttamente nei pressi del rilevatore immagino, giusto? Così giusto per curiosità come si fa? Cioè ci sono tipo degli ascensori?

Mentre l'ultimo piano della sala di controllo è dove vengono immagazzinati i dati registrati nelle collisioni? Ho letto un cartello ma ora mi sfugge...

Mmm mi sto accorgendo di fare domande a ruota libera... le ultime due prometto! 😉

1) La guida parlava di trigger hardware e software, per scremare i dati in entrata, per quanto riguarda i software posso immaginare il funzionamento, ma quelli hardware cosa sono? Cioè, come fanno ad intervenire nella scrematura dei dati?

2) Salendo le scale che porta al primo piano c'è una bella rappresentazione di una sezione del rilevatore, con la traiettoria delle varie particelle che si potrebbero avere dopo una collisione, sono sicuro di dire una cavolata ma, gli unici due che hanno una traiettoria curva sono i protoni carichi positivamente e i muoni carichi negativamente (la guida, per farsi capire, diceva che erano come degli elettroni più pesanti), ora mi domando, ma dallo scontro tra due o più protoni come si fanno ad avere particelle cariche negativamente?

Ah... sai non sono riuscito a trovare il libro del concorso al negozio di souvenir, non so se mi è sfuggito o magari era finito, in compenso c'era una bella fornitura di libri di Dan Brown! 🙂 Per accontentare anche i visitatori più scettici...

Grazie Marco per la pazienza, per i consigli pre-viaggio e per avermi fatto venire voglia di venire a visitare il CERN! 😉

Spero che il racconto possa essere utile a qualcuno!

Stefano

PS. Ginevra è divertente come città! L'ostello in cui ci siamo fermati è forse il più bello ed economico in cui sia mai stato! Ma il cibo costa una fortuna, un grazie alla coop che ci ha salvato!

Allora, vediamo un po':

  • I trasporti: qui tutti non vediamo l'ora che i benedetti lavori per il tram che collegherà la stazione al CERN finiscano, e che la gimcana del 56 nel centro di Meyrin venga eliminata! È uno strazio per chi va con i mezzi pubblici e per chi viaggia in auto. Ma ci siamo quasi, pare 🙂
  • Vediamo i visitatori da dietro il vetro? Si, purtroppo. Non è uno specchio come nelle sale interrogatorio dei film. La cosa può in effetti essere fastidiosa per chi lavora: fa molto "acquario", però ci si abitua anche in fretta. Il peggio sono le comitive di giapponesi che non smettono di fotografare!
  • Per scendere nella caverna che ospita il rivelatore ci sono ascensori e scale. Le seconde sono solo lì come estrema risorsa di sicurezza: 100 metri di dislivello fanno un palazzo di più di 30 piani, ci vorrebbe troppo per salire e scendere a piedi (e non tutti ce la farebbero)! L'uso delle scale è dunque proibito: anche in caso di incidente le stanze di accesso agli ascensori sono pressurizzate, e ci tocca aspettare la brigata dei pompieri che arrivi in soccorso: sono gli unici formalmente autorizzati a percorrerle. Curiosità: i due ascensori sono le componenti di ATLAS che durante l'installazione si sono guastate più spesso: niente di strano, erano semplicemente usati talmente tanto da raggiungere molto in fretta i tempi massimi di usura dei componenti!
  • I dati delle collisioni non sono fisicamente immagazzinati nello stesso edificio. Passano di li, ma finiscono in fretta - dopo un processamento iniziale - replicati sulla Grid, ovvero sparpagliati in molte copie in giro per il mondo. Altrimenti hai idea del caos a far accedere tutti quanti allo stesso data center?
  • Il trigger "hardware", ovvero il primo livello di scrematura, è composto da processori dedicati i cui algoritmi sono direttamente codificati nell'hardware, in modo che l'esecuzione sia più veloce. Mai sentito parlare di FPGA?
  • La guida non aveva affatto torto: i muoni sono come degli elettroni più pesanti! 🙂 Che cos'è che di infastidisce nella produzione di particelle cariche negativamente? La conservazione della carica è una proprietà globale dell'evento: l'unica cosa che sono obbligato a conservare è la carica totale iniziale. Potrei dunque produrre particelle cariche anche nella collisione di due particelle neutre, a patto che la somma della carica elettrica totale delle particelle dopo la collisione sia sempre zero (per esempio, fare una coppia muone-antimuone). Analogamente, posso avere una certa quantità di particelle cariche negativamente anche la carica iniziale del sistema era positiva, a patto che siano opportunamente bilanciate.
  • Dov'è l'ostello? 🙂 A suo tempo, da studente squattrinato, ho sempre pernottato nell'ostello interno del CERN, ergo non conosco mica quello di Ginevra.
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30 Commenti

  1. Stefano
    Pubblicato il 18 agosto 2010 alle 11:20 | Permalink

    Grazie Marco per le risposte!

    - Avevo notato che i binari si prolungano fin sulla strada di fronte al building 33 e al complesso di ATLAS, senza dubbio ci sarà un bel risparmio di tempo, anche perchè viene eliminata l'attesa tra l'arrivo del tram e quello del bus. Devo dire però che sono rimasto piacevolmente sorpreso dall'organizzazione dei trasporti in generale a Ginevra, soprattutto se confrontati con quelli italici. Parlo più che altro di piccole e medie città, poi è ovvio che in centri un po' più grandi ci sia un'organizzazione un po' migliore (forse), a Ginevra (siamo rimasti 3 giorni, visitando però anche Berna e Losanna) mi sono ambientato piuttosto in fretta e anche la sera dopo cena ci si muove senza problemi.

    - Ecco immaginavo... in effetti non è che sia proprio il massimo, anche perchè spesso la curiosità dei visitatori perde di vista il fatto che si sta lavorando. Spero almeno che la parete sia ben insonorizzata!

    - La guida in realtà ci ha spiegato anche come sono stati costruiti gli alloggiamenti sotterranei dei rilevatori, in effetti è incredibile pensare quanta roba ci sia li sotto! E da studente di ingegneria civile mi sembra ancor più sbalorditivo pensando ai problemi che bisogna affrontare già nella realizzazione di piccoli scavi. Mi sembra anche di aver capito che ci sia un piccolo gruppo di persone autorizzate a scendere anche quando a tutti gli altri è interdetto, immagino che siano tecnici con il compito di risolvere i vari problemi che potrebbero insorgere durante il funzionamento dell'acceleratore?

    - Beh si considerando anche la mole di dati che la macchina produce credo sia piuttosto complicato! La curiosità mi era venuta perchè salendo le scale avevo letto un cartello con scritto "ATLAS data qualcosa" ora non ricordo bene. A proposito della Grid credo che mi serva una lettura del link che hai postato, l'argomento è stato toccato durante la visita, ma penso fossi impegnato a guardare qualcos'altro e qualche frase di inglese si è persa prima che riuscissi a coglierne il senso.

    - No di FPGA non ho mai sentito parlare, ma una mezza idea ora me la sono fatta, avevo proprio travisato il significato dell'espressione "trigger hardware", o meglio non pensavo si trattasse di processori programmati con algoritmi direttamente destinati alla scrematura dei dati.

    - Ah ecco, già il fatto che è la carica totale iniziale a rimanere costante è un passo avanti per me! Quindi, se ho capito, dal momento che a scontrarsi sono due protoni (che hanno carica totale iniziale positiva), la produzione di un muone dovrebbe essere accompagnata alla produzione di un altra particella carica positivamente?
    Poichè il muone ha carica -1e, allora potrebbe essere sufficiente, anche in questo caso come nell'esempio che avevi fatto sopra, un antimuone per bilanciare le cose, solo che poi non ci sarebbero problemi sulla conservazione della massa?
    Perché (da quel che wikipedia dice) un muone ha una massa che è circa 1/9 di quella del protone (105 MeV/c^2 contro 938 MeV/c^2). Boh spero di non aver fatto un bel casino! 🙂

    - Allora l'ostello si trova su una via parallela a Rue de Lausanne, mi sembra si chiami Rue Ferrier, la traversa è quasi all'altezza della coop che si trova su Rue de Lausanne appunto, si chiama "Geneve City Hostel". Devo dire che per i 23 € a notte (32 CHF), in camera mista, che abbiamo pagato il servizio è ottimo! I ragazzi alla reception sono veramente disponibili e soprattutto non ho mai visto delle stanze e dei bagni (in comune) così puliti! L'unica pecca è il parcheggio, ma credo che sia così un po' in tutta la zona centrale di Ginevra. Se qualcuno volesse andarci, lo consiglierei senza dubbio.

  2. juhan
    Pubblicato il 18 agosto 2010 alle 14:14 | Permalink

    Una domanda che ho "sui diti" da tanto tempo: i computer che usare che sistema operativo usano? e che linguaggi di programmazione.
    Adesso vado sul sito del CERN a vedere per venire a trovarti, te, Oliver e Higgs 😀

  3. Pubblicato il 18 agosto 2010 alle 22:09 | Permalink

    @Stefano: e chi ha mai detto che la massa si conservi? Quella che si conserva è l'energia 🙂

    http://www.borborigmi.org/2008/10/28/massa-velocita-energia-la-formula-piu-famosa-del-mondo-e-il-teorema-di-pitagora/

    @Juhan: Dipende. Le quasi totalità delle macchine che controllano gli esperimenti, su cui si trattano i dati e su cui si fa il grosso dell'analisi usano una distribuzione customizzata di Linux chiamata Scientific Linux Cern, che è una specie di clone di CentoOS un po' vecchiotto ma molto stabile con un sacco di aggiunte locali, e AFS come filesystem distribuito privilegiato. Qualche piccola cosa gira su Win* (generalmente legata a applicazioni di tipo "final state machine" che controllano pezzi di hardware: freddo, alta tensione, gas. A qualche ingegnere piace così, nonostante le beghe e la sicurezza).

    Sui portatili la varietà è maggiore, ma ultimamente spopolano le macchine Apple per Mac OS X, che ci da al volo una piattaforma Unix per lavorare e tutto il resto senza impazzire con dual boot e guerre di driver, Anche se Ubuntu ha penetrato parecchio tra quelli che restano legati a Linux anche per i laptop.

    Per quanto riguarda i linguaggi: molto C++ per il codice che analizza i dati, con un "collante" per la configurazione dinamica che di solito è Python. Per l'hardware puro (tipo le FPGA di cui sopra) ovviamente C. Quache rimasuglio di Fortran (!) con binding per C++, e in misura minore Java e Perl, e anche PHP e SQL per le interfacce web e i database. SQL meriterebbe un discorso a parte (usiamo tecnologie Oracle, SQLite e mySQL, e anche layer intermedi scritti da noi), ma mi fermo qui.

  4. Stefano
    Pubblicato il 19 agosto 2010 alle 14:57 | Permalink

    Grazie! 😉 Mi era sfuggito quello che avevi scritto in fondo all'articolo:

    "[...] Adesso immaginate che nello scontro saltiate dalla condizione (3) a quella (2) (o anche (1), se volete): con l’energia a disposizione potete produrre particelle moooolto più pesanti (con un cateto verde molto più lungo), ma che si muovono decisamente più piano (un cateto rosso più corto). Questo è quello che fanno i collisionatori: trasformano energia cinetica (che è facile accumulare, accelerando particelle leggere) in massa. Producendo particelle più pesanti di quelle di partenza!"

    Caspita, interessante! Sul perchè si possano produrre particelle più pesanti (a grandissime linee) ci sono. Mi viene però da chiedermi come? Cioè, che ruolo gioco l'energia cinetica acquistata, nella produzione di particelle più massive rispetto quelle di partenza?

    Guardando l'equazione si capisce che a pari energia, diminuendo la componente legata alla velocità (al suo momento) deve ovviamente aumentare quella legata alla massa, ma in che modo?

    Se c'è qualcosa da poter leggere in rete, lo farei volentieri! Ho cercato un po', ma forse l'ho fatto male. Se invece devo aspettare qualche ulteriore "passeggiata", aspetto tranquillo!

  5. My_May
    Pubblicato il 19 agosto 2010 alle 19:24 | Permalink

    -e chi ha mai detto che la massa si conservi? Quella che si conserva è l’energia-

    Ecco, Stefano ha fatto un viaggio a vuoto. 😀
    Scherzo, ovviamente. 🙂
    Io alla guida avrei chiesto: ma scusi, la massa e voi tutti, che fine farete se non trovate quello che state cercando cioè il bosone di Higss? 😛

    Interessante la questione sulla carica ( fossi in Marco ci scrivere un articoletto con Oliver, sempre che non sia stato già scritto)). Cioè la carica si conserva come l'energia? Giusto? Ma la carica non è quantizzata come l'energia?
    Ma ammettiamo di ipotizzare tutto l'universo come un sistema isolato e quantizzato. Che fine fanno le cariche e l'energia stessa?
    Va bhe...forse non ho capito un accidenti, ed è meglio che non vi faccia visita se no mi sbattono fuori attraverso la vetrata 😀

  6. minimum bias
    Pubblicato il 19 agosto 2010 alle 21:28 | Permalink

    l'unico problema di Ginevra è quando gli autobus passano in anticipo...

  7. luca
    Pubblicato il 20 agosto 2010 alle 08:36 | Permalink

    veramente molto interessante...prima o poi ci verrò anche io.

    Riguardo a:
    "SQL meriterebbe un discorso a parte (usiamo tecnologie Oracle, SQLite e mySQL, e anche layer intermedi scritti da noi), ma mi fermo qui."

    mi permetto di consigliare l'accoppiata Java + hibernate (http://www.hibernate.org/), molto usata e (quasi) sempre conveniente...

  8. Pubblicato il 20 agosto 2010 alle 14:12 | Permalink

    @Stefano: l'energia è energia, che sia cinetica o altro, e dunque, se ne hai abbastanza (E=mc^2!) e ti metti in condizioni opportune (e qui ci vorrebbe uno spiegone amche un po' quantistico su cui sorvolo), la puoi "congelare" in massa. Voilà! 🙂

    @My_May: il fatto che una cosa sia "quantizzata" non cozza con il fatto che la sua quantità totale sia conservata, anzi, rende il contesto persino più semplice. Quanto all’universo "come un sistema isolato", uno potrebbe (dovrebbe) chiedersi piuttosto: quant'è la carica totale dell'universo? È globalmente elettricamente neutro? E la sua energia totale? Poi, volendo, uno potrebbe proseguire e introdurre l'entropia... 🙂

    @Luca: Dai un'occhiata qui: https://twiki.cern.ch/twiki/bin/view/Persistency

  9. My_May
    Pubblicato il 20 agosto 2010 alle 14:31 | Permalink

    @Marco "Quanto all’universo “come un sistema isolato”, uno potrebbe (dovrebbe) chiedersi piuttosto: quant’è la carica totale dell’universo? È globalmente elettricamente neutro? E la sua energia totale?"

    Era proprio quello che mi stavo chiedendo, però, come si dice, mi sono mancate le parole per dirle. 🙂
    Un'altra cosa di cui ho curiosità, a parte la carica, sono i "poli magnetici". L'universo ha entrambi i poli magnetici come la Terra oppure anch'essa potrebbe essere quantizzata come la carica, l'energia ecc.?
    Questa indubbia curiosità mi vien fuori dal discorso sulla "carica". Mi sono ricordato all'improvviso che si parla di Elettro-magnetismo e non solo di elettricità e magnetismo singolarmente; suppongo che le proprietà elettriche (come la carica) e quelle magnetiche (i poli) siano fortemente intrecciate fra loro. Ma questa ipotesi di un universo con un polo sud ed un polo nord si contraddirebbe con l'altra l'ipotesi dove alcuna direzione dell'universo sarebbe privilegiata. In realtà non dovrebbe esserci alcun polo nord e sud dell'universo. O sbaglio?

  10. Stefano
    Pubblicato il 21 agosto 2010 alle 11:41 | Permalink

    @Marco: Si si per quanto riguarda il discorso dell'energia e del perchè da questo si può ottenere massa ci sono! Erano le "opportune condizioni" che mi incuriosivano, per questo mi chiedevo se fosse qualcosa di facilmente comprensibile, o se, come mi hai confermato, è un qualcosa di più complesso! 😉

    @My_May: Magari ci ritornerò! 🙂 A parte gli scherzi, credo che anche se non si trovasse quello che si cercava (detta così in maniera spicciola) il gioco varrebbe comunque la candela. Voglio dire di cose se ne sono imparate e se ne impareranno ugualmente.

    @minimum_bias: Addirittura in anticipo?! No per fortuna non mi è mai capitato, anche perchè non conoscendo gli orari, aspettavo sulla pensilina e al primo mezzo che arrivava saltavo su... giusto per non sbagliare!

  11. Stefano Bertacco
    Pubblicato il 25 agosto 2010 alle 13:13 | Permalink

    Ciao Marco,
    mi chiamo Stefano Bertacco sono un fisico di Vicenza laureato dal 2002 a Padova, ora faccio l'insegnante alle scuole superiori. Ho seguito il corso di fisica degli acceleratori col prof. Cesare Voci ma son passati tanti anni e dovrei rispolverare un po' di cose 🙂
    Ad ogni modo mi piacerebbe fare un salto al Cern, ma bisogna prenotare da 1 a 3 mesi prima... ho letto che organizzano anche "minicorsi" per insegnanti raggruppati per nazionalità ( ma mi pare ultimamente non per l'italia...). Hai qualche consiglio da darmi a riguardo ? Grazie

  12. Pubblicato il 25 agosto 2010 alle 14:02 | Permalink

    @My_may: A quanto ne sappiamo, l'universo è globalmente elettricamente neutro, come peraltro la maggior parte degli stati della materia. Le proprietà magnetiche richiederebbero una discussione molto più lunga (per esempio, esistono monopoli magnetici?) su cui sorvolo per mancanza di tempo (e anche ignoranza).

    @Stefano: i tram e i pullman ginevrini hanno orari come i treni (http://www.tpg.ch), per cui ci si abitua presto ad andare a prendere un tram o un bus specifico a un'ora definita, raramente si va ad aspettare alla banchina. Chiaro che se arrivano in anticipo è un problema!

    @StefanoBertaccio: da uno a 3 mesi prima mi sembra ragionevole 🙂 Comunque, se sei da solo e soprattutto se parli inglese o francese non dovrebbe essere difficile farti infilare in una visita prima. A che ne so io, vale un per il programma di aggiornamento per gli insegnanti (dettagli qui: http://teachers.web.cern.ch/teachers/): chiunque può partecipare, ma conoscenza dell'inglese è obbligatoria. A parte questo, c'è una sessione ogni estate.

  13. Francesco A.
    Pubblicato il 25 agosto 2010 alle 19:29 | Permalink

    scusami se intervengo in un luogo inopportuno, e scusami se l'argomento è già stato trattato di recente e non me ne sono accorto, ma proprio oggi mi è balzata agli occhi tra i feed questa notizia http://www.physorg.com/news201951365.html e vorrei sapere com'è questa cosa dall'interno, nel senso è davvero così "drammatica" come sembra da quell'articolo?
    Scusa per il disturbo, so per certo che avresti modi migliori di spendere il tuo tempo che rispondere a me e capisco se non lo farai 🙂

  14. minimum bias
    Pubblicato il 25 agosto 2010 alle 22:02 | Permalink

    ma 'sti tagli al mtp?

  15. Pubblicato il 26 agosto 2010 alle 12:41 | Permalink
  16. minimum bias
    Pubblicato il 26 agosto 2010 alle 14:53 | Permalink

    ma il problema del fondo pensione in che consiste?

  17. Pubblicato il 27 agosto 2010 alle 10:51 | Permalink

    Beh, da quel che capisco, c'è un buco nella gestione finanziaria del fondo, che metterebbe a rischio le pensioni di un bel numero di cernioti tra una trentina d'anni. Da anni si chiede un consolidamento finanziario per garantire che nessuno finirà i suoi giorni nell'indigenza, ma la cosa non è ancora per nulla risolta (e i tagli non aiutano).

  18. minimum bias
    Pubblicato il 28 agosto 2010 alle 19:24 | Permalink

    un'info un po' off-topic: tu in che gruppi consiglieresti di fare il phd in atlas?

  19. Pubblicato il 31 agosto 2010 alle 16:35 | Permalink

    È una domanda un po' generica per una risposta completa. Cosa intendi per gruppo? Gruppo "in Italia"? Gruppo nel senso di "gruppo di lavoro e/o di analisi" di ATLAS? E poi: quali sono i tuoi interessi (nel senso di fisica e di rivelatore)? La risposta dipende da molti fattori. Dammi qualche dettaglio e magari azzardo una risposta 🙂

  20. minimum bias
    Pubblicato il 31 agosto 2010 alle 18:34 | Permalink

    parlavo di gruppo di analisi, non necessariamente in Italia
    per la tesi ho fatto muoni (salvandomi dalla maledizione di MC e cosmici che ha colto tutti i miei predecessori :P) ma mi piacerebbe una qualunque analisi plausibilmente realizzabile nei prossimi 3-4 anni, su un argomento più competitivo della fisica del B e ragionevolmente distante dagli studi di QCD che tanto mi annoiano
    insomma, l'idea sarebbe di fare un phd il più possibile formativo in un gruppo ragionevolmente attivo nell'esperimento, seguito da gente brava, acquisendo una certa autonomia scientifica e toccando con mano quello che vuol dire veramente fare una misura completa e interessante (ma non è l'obiettivo di tutti i dottorati? 🙂 )
    last but not least, eviterei stati uniti e regno unito, dove perderei praticamente un anno, e soluzioni economicamente insostenibili (Italia+INFN potrebbe diventarlo? chissà)

  21. Pubblicato il 1 settembre 2010 alle 13:42 | Permalink

    Ok, le cose sono (un dito) più chiare. Vediamo che cosa posso dirti:

    1) Sostenibilità economica: vista la situazione attuale Italia+INFN vuole dire Italia-e-basta, perché dall'inizio dell'estate l'INFN paga le trasferte a piè di lista e non più a diaria, dunque non ci si può fare nessuna "integrazione" alla borsa di dottorato, che se non sbaglio si aggira intorno ai 1000 euro. Altrove nel mondo le cose sono potenzialmente migliori, e tutti gli italiani che conosco che fanno il dottorato all'estero non muoiono di fame.

    2) Dove? Non sono sicuro che un anno di più speso nel dottorato sia una perdita. I dottorandi statunitensi sono in media più tosti degli altri, lavorano di più, e spesso le loro tesi sono più complete. Vedi tu. Mi sembra che il criterio debba rimanere il "gruppo ragionevolmente attivo", ma anche se non fosse proprio così, molto lo farà la tua capacità di iniziativa (il tuo gruppo potrebbe non essere troppo attivo, la cosa non impedisce che tu lo sia e trovi contatti e "advisor" aggiuntivi altrove - ovvero al CERN 🙂 ).

    3) Cosa? Se inizi quest'anno o all'inizio del 2011, temo che per la tua misura dovrai accontentarti dei dati a 7 TeV di questo primo run, perché la ripresa dopo lo shutdown di LHC del 2012 potrebbe essere troppo lenta per fornirti altri dati da analizzare. Facciamo dunque conto che tu possa giocare con 1 fb-1 a 7 TeV: che ci fai? Standard Model in tutte le salse, ovviamente QCD di ogni tipo - che non è affatto noiosa, ed è ottima per farsi le ossa! - e anche un pochino di nuova fisica (o meglio, di esclusione di nuova fisica). Che cosa ti interessa? Potresti lanciarti sulle SUSY, con quei dati si possono già escludere parecchi scenari, e magari pure vedere qualcosa (insomma, un qualunque canale con leptoni e/o jet e un sacco di missing ET). Oppure fotoni? Oppure jet? Tieni comunque conto che qualunque studio "esotico" (per dire, la ricerca di risonanze nello spettro di difotoni o dijet) richiede di passare prima dallo studio delle performance sui processi di fondo (nell'esempio, produzione QCD di difotoni o dijet): dalla QCD non si scappa!

  22. minimum bias
    Pubblicato il 1 settembre 2010 alle 17:43 | Permalink

    1) non riesco nemmeno a capire se l'Italia sia veramente formativa come dicono, se abbia senso passare il periodo clou del primo anno (quello con le collisioni)/i primi due anni in Italia a fare esami...

    2) per l'anno in più statunitense e britannico, mi riferivo a quell'anno burocratico che si perde se non si fa domanda ben prima di essersi laureati... ma i gruppi "ragionevolmente attivi" quali sarebbero? c'è mica una twiki? 🙂

    3) la QCD finché è un fondo posso tollerarla 😛

  23. Pubblicato il 2 settembre 2010 alle 09:36 | Permalink

    Per i gruppi "ragionevolmente attivi" non c'è una ricetta magica. Io guarderei un po' su Indico chi presenta spesso lavori nei meeting dei gruppi di fisica i cui argomenti potrebbero interessarti, almeno per farti un'idea. Ma nulla potrà rimpiazzare il "passaparola": "ragionevolmente attivi" non vuole infatti necessariamente dire capaci, simpatici, attenti, pedagogici, o semplicemente non-insopportabili. Per scoprire questi aspetti devi chiedere in giro.

    P.S. ripeti cento volte "la QCD è bella", altrimenti non ti parlo più 🙂

  24. minimum bias
    Pubblicato il 7 settembre 2010 alle 09:45 | Permalink

    ma tipo unige come gruppo come ti sembra?
    ah, la QCD è bellissima, la adoro 😀

  25. Pubblicato il 7 settembre 2010 alle 10:22 | Permalink

    "Unige" nel senso di Università di Genova, o Université de Geneve?

    P.S. se davvero vuoi continuare questa discussione, tI spiace scrivermi in privato? Se devo mettermi a fare nomi, forse il blog non è adattissimo.

  26. Stefano
    Pubblicato il 8 settembre 2010 alle 12:42 | Permalink

    Se può interessare vi lascio li link alle foto che ho scattato durante il viaggio, ne ho selezionate alcune, quelle del CERN sono solamente 4 (ho preferito non stare troppo a fotografare, soprattutto chi lavorava! ;)), anche se in una di queste si può vedere l'esterno della costruzione che ospita la sala di controllo di ATLAS! 🙂

    http://picasaweb.google.it/stefano.pompei5/AlbumSvizzera2010#

  27. Pubblicato il 8 settembre 2010 alle 12:56 | Permalink

    Ehi! Il murales di ATLAS è praticamente finito! 🙂

  28. Stefano
    Pubblicato il 8 settembre 2010 alle 19:01 | Permalink

    Eheh! 🙂 Già un bel murales! Pensavo fosse già finito, in realtà non avevo fatto caso all'impalcatura li a sinistra, che immagino sia servita/serva per completare la parte centrale.

    Ad ogni modo, è una bella idea, così almeno chi viene in visita ha un'idea di che cosa c'è la sotto, anche se mi pare di ricordare che non sia in scala 1:1. Ancora più interessante però è quello realizzato all'interno dell'edificio, lungo le scale!

  29. LGO
    Pubblicato il 9 luglio 2011 alle 22:42 | Permalink

    I lavori del tram devono essere finiti, perché ora ad arrivare da Ginevra ci si mette un attimo 🙂

  30. Pubblicato il 10 luglio 2011 alle 18:33 | Permalink

    @LGO: oh si, finalmente il tram viaggia. La strada non è ancora a posto, non sono completamente convinto delle scelte di viabilità, e il parcheggio davanti al CERN è diventato un parcheggio di interscambio, cosa che crea qualche problemino. Però andare in centro a Ginevra, o anche solo alla stazione, è una meraviglia.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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