Sposare uno scienziato

Dove nella fattispecie lo scienziato sarebbe il sottoscritto, e la mia signora quella che lo ha sposato, e che ne scrive oggi su La Stampa, o meglio su Torino Sette, l'inserto della capitale sabauda che non sta mai ferma. Uno stralcio al volo, il resto qui:

Sposando uno scienziato ho sposato, mi verrebbe da dire, un metodo. Un approccio rigoroso, ragionato e lucido ai problemi e, soprattutto, alle paure (in genere le mie). Un antidoto alle credenze, alle ingenuità, alle semplificazioni o, detto altrimenti, un costante incoraggiamento al dubbio, alla verifica, alla riproducibilità.

È perché ho sposato uno scienziato – nel dettaglio, un fisico sperimentale – che nessuno in casa ha paura del forno a microonde, tutti (se si esclude la suocera) ci teniamo galileianamente alla larga dall’omeopatia, e persino io che sono un’impenitente umanista, ho riscoperto il valore liberatorio delle misure. Perché lo scienziato, si sa, misura tutto.

Che cosa potrei aggiungere di più a un quadro così esageratamente lusinghiero? 🙂

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18 Commenti

  1. Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 15:27 | Permalink

    Ovviamente nella torbida mente dei tuoi lettori, subito dopo: "Perché lo scienziato, si sa, misura tutto." abbiamo connesso la classica battuta, di basso livello, che lega le doti maschili alla semplice valutazione centimetrica... 🙂

  2. Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 16:45 | Permalink

    OT: Ma il feed di bivacco (http://www.bivacco.net/marco/index.php/feed/) è ufficialmente morto?

    Ciao.

  3. Manfrifrac
    Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 17:04 | Permalink

    come sempre dietro a un grande uomo ...

  4. Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 17:32 | Permalink

    @dgali: http://www.bivacco.net/marco/feed/ da ancora un "301 redirect" verso http://www.borborigmi.org/feed/. Ma morirà, a un certo punto verso la metà di gennaio 2010.

  5. Ciccio
    Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 17:52 | Permalink

    Perchè "tutti (se si esclude la suocera) ci teniamo galileianamente alla larga dall’omeopatia" ?

  6. Giò
    Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 20:20 | Permalink

    è chiaramente il primo passo verso la richiesta di separazione e la presentazione del conto per l'assegno che le verserai. Galileianamente, of course. Che donna! Che sarcasmo! Sembra quasi Veronica prima di maggio....

  7. Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 20:58 | Permalink

    @ Ciccio: http://www.borborigmi.org/2007/02/25/anche-gli-scienziati-sbagliano-parte-prima-ovvero-come-si-dovrebbero-organizzare-le-sperimentazioni/ e seguenti.

    @Giò: Ah, per l'assegno siamo messi bene. Per ora è lei quella con il lavoro svizzero a tempo indeterminato. Ma tu, galileianamente, ti ritieni uno scienziato? 🙂

  8. Giò
    Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 22:12 | Permalink

    io? che c'entro io? si parla di te e Veroni....Irene!

  9. Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 22:20 | Permalink

    Bof, speravo di stuzzicare l'invidia dei numeri che abita il sociologo in te. Possibile che non ci caschi?

  10. Pubblicato il 11 dicembre 2009 alle 22:54 | Permalink

    OT2: beh allora deve esserci qualche problema perché sono giorni che Google Reader non me lo aggiorna.
    Comunque ora ho messo anche il nuovo 🙂

  11. wimp
    Pubblicato il 12 dicembre 2009 alle 00:57 | Permalink

    Spesso mi sono chiesto se davvero uno scienziato dell'immensamente piccolo è così legato al metodo sperimentale classico galileano o studia la realtà con una approccio diverso, tenendo ad esempio in gran considerazione le teorie di Bohm ed il fatto che è possibile che la stessa osservazione a volte può causare variazioni in ciò che si osserva... 🙂

  12. Pubblicato il 12 dicembre 2009 alle 01:36 | Permalink

    @wimp se con osservazione intendi misurare qualcosa, nel senso di valutarne una qualche caratteritica, allora questo perturba SEMPRE ciò che si osserva 🙂

    @marco concordo con Giò, aspettati qualche richiesta multimilionaria, tipo la mondadori

  13. Pubblicato il 12 dicembre 2009 alle 09:12 | Permalink

    @wimp: non mi sembra che le due cose siano in contraddizione. Seguire il metodo sperimentale significa (approssimando al massimo) validare le proprie ipotesi con un esperimento. Che questo voglia dire, nello specifico dei domini governati principalmente da fenomeni quantistici, tenere conto delle interazioni tra lo strumento di misura e l'oggetto sotto osservazione non modifica affatto il presupposto metodologico di fondo.

  14. Pubblicato il 17 dicembre 2009 alle 10:00 | Permalink

    Ma a questo punto io mi aspetto un tuo post dal titolo "ho sposato una giornalista/scrittrice", scusa, eh... 😉 Lei avrà messo un po' di umanistico colore e caos affettuoso nel grigio e freddo cuore metodico dello scienziato 😀

  15. Pubblicato il 17 dicembre 2009 alle 10:04 | Permalink

    Oh si, non c'è dubbio, sia il colore (e il calore) che il caos 😛 (ehi! Il cuore degli scienziati è molto più ardente di quanto tu possa immaginare).

  16. Pubblicato il 17 dicembre 2009 alle 10:43 | Permalink

    ... provocazione da umanista (ex) luddista (ex) misoneista 😛

  17. Pubblicato il 26 dicembre 2009 alle 16:36 | Permalink

    gran donna!
    ha colto nel segno!

  18. Pubblicato il 15 gennaio 2010 alle 10:56 | Permalink

    infatti, non c'è nulla da aggiungere. Io mi son sempre immaginato gli scienziati come persone incapaci di coltivare rapporti umani troppo duraturi con persone al di fuori del loro mondo, mezzi autistici e chiusi nel loro mondo a pensare 🙂 Mi sbagliavo.
    ...e complimenti per il blog qualcosa la capisco anch'io

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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