Borborigmi di un fisico renitente http://www.borborigmi.org Scienza e opinioni di frontiera Mon, 02 Mar 2015 13:39:17 +0000 it-IT hourly 1 I quattro (micro) rivelatori di LHC in LEGO! http://www.borborigmi.org/2015/02/26/i-quattro-micro-rivelatori-di-lhc-in-lego/ http://www.borborigmi.org/2015/02/26/i-quattro-micro-rivelatori-di-lhc-in-lego/#comments Thu, 26 Feb 2015 08:10:19 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8448 ATLAS_MicroLEGO_NathanPoco prima della pausa natalizia ero seduto accanto a Nathan Readioff, un dottorando dell'Università di Liverpool, durante una riunione di ATLAS dedicata alle misure delle proprietà del bosone di Higgs nei suoi decadimenti in due fotoni. Come spesso accade durante questi meeting interminabili, ognuno ha il suo laptop aperto sulle ginocchia, e mentre con un occhio segue […]]]> Poco prima della pausa natalizia ero seduto accanto a Nathan Readioff, un dottorando dell'Università di Liverpool, durante una riunione di ATLAS dedicata alle misure delle proprietà del bosone di Higgs nei suoi decadimenti in due fotoni. Come spesso accade durante questi meeting interminabili, ognuno ha il suo laptop aperto sulle ginocchia, e mentre con un occhio segue le presentazioni, con l'altro continua a lavorare. Mi è distrattamente caduto l'occhio sullo schermo del portatile di Nathan: non stava rispondendo a qualche messaggio email, non programmava né analizzava dati, e non stava verificando i risultati del campionato inglese di calcio. Sul portatile di Nathan c'era aperta la finestra di LEGO Digital Designer, e Nathan stava progettando un modellino in LEGO di ATLAS in miniatura, questo:

ATLAS_MicroLEGO_Nathan

Foto di Nathan Readioff

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Nathan aveva avuto l'idea brillante di progettare dei modelli miniaturizzati in LEGO  dei quattro rivelatori di LHC, e di farne un set da proporre alla LEGO. Stava finendo le istruzioni e la lista dei pezzi, e aspettava il permesso di usare i loghi del CERN e della sua università per rendere pubblico il progetto. Se tutto fosse andato bene, più o meno a fine Febbraio, dopo aver presentato il progetto all'ATLAS Week, l'idea sarebbe stata lanciata anche sul sito di LEGO Ideas, per diventare magari un set LEGO ufficiale.

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Il set dei modellini dei rivelatori di LHC è approdato sul sito di LEGO Ideas proprio qualche giorno fa. Non sono bellissimi? Andate e sostenete, e chissà che la LEGO non decida di farne una scatola che sarà possibile comprare nei negozi.

Per chi non avesse la pazienza di aspettare, sul sito di Build Your Own particle Detector c'è già la lista dei pezzi, da comprare direttamente da LEGO Pick-A-Brick, e le istruzioni da scaricare. Il costo dei pezzi per fare i quattro rivelatori e i magneti dell'acceleratore, se comprati direttamente dalla LEGO, è di circa 50 EUR. Chi vuole cimentarsi? Mi sembra un bel progetto, magari per una classe. Io conto di farlo al più presto!

Nathan_LEGO_LHC_ATLAS_Week_2015-02

Nathan presenta i suoi modellini all'ATLAS Week di Febbraio (foto di John Butterworth)

 


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Ritorno nello spazio http://www.borborigmi.org/2015/02/16/ritorno-nello-spazio/ http://www.borborigmi.org/2015/02/16/ritorno-nello-spazio/#comments Mon, 16 Feb 2015 14:35:19 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8438 hugo_smPoco meno di quattro anni fa, mi ero prefisso un progetto di lettura a dir poco ambizioso. Da bravo appassionato di fantascienza, volevo leggere tutto quei romanzi che, tra quelli che ancora non avevo letto, avessero vinto tanto il premio Hugo che il premio Nebula. A quell'epoca, della lista completa me ne mancavano dodici: oggi mi […]]]> hugo_smNebulacolor-300x258Poco meno di quattro anni fa, mi ero prefisso un progetto di lettura a dir poco ambizioso. Da bravo appassionato di fantascienza, volevo leggere tutto quei romanzi che, tra quelli che ancora non avevo letto, avessero vinto tanto il premio Hugo che il premio Nebula. A quell'epoca, della lista completa me ne mancavano dodici: oggi mi chiedo come potessi pensare di farcela in meno di otto mesi, considerando il lavoro (il bosone di Higgs era ancora da scoprire!) e tutto il resto (letture comprese: è proprio in quel periodo che sono caduto nella trappola vischiosa di A Song of Ice and Fire, i cui cinque tomi da allora ho letto tutti).

Il tempo passa veloce. Nel tempo che mi serviva per digerire tre dei dodici romanzi mancanti (The Windup Girl, Ringworld e Le fontane del paradiso), ne uscivano altrettanti che vincevano entrambi i premi:

Qualcuno li ha letti? Come sono? Vedo che almeno uno tecnicamente è fantasy, mentre Blackout/All clear sono in realtà due romanzi in uno.

Nonostante tutto sono una persona cocciuta, e ho recentemente ho rimesso mano alla pila. Sono quasi alla fine di Startide Rising di David Brin, del quale vi regalerò una micro-recensione appena arrivo al fondo. Che cosa attacco dopo? Un concatenamento Forever War e Forever Peace? Gateway? Si accettano suggerimenti.

Ho notato anche che, negli articoli delle mie lettura di qualche anno fa, usavo sistematicamente Anobii come link verso i vari libri. A qualche anno di distanza, sebben sia ancora iscritto e registri ancora le mie letture, non uso quasi più Anobii, che, nonostante l'acquisto da parte di Mondadori, è decaduto a poco più di un villaggio abbandonato, con un'infrastruttura ormai ben poco utilizzabile. Qualcuno lì fuori lo frequenta ancora seriamente? Quanti sono migrati a Goodreads, o semplicemente hanno lasciato perdere?


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Mi chiamo Philae, e cavalco una cometa http://www.borborigmi.org/2015/02/04/mi-chiamo-philae-e-cavalco-una-cometa/ http://www.borborigmi.org/2015/02/04/mi-chiamo-philae-e-cavalco-una-cometa/#comments Wed, 04 Feb 2015 17:23:32 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8420 DafDaf 53 02-2015 p12Una cosa che ho scritto per il numero di DafDaf di Febbraio, provando a raccontare ai bambini, quasi in prima persona, la missione Rosetta di cui tanto si è parlato nell'autunno del 2014. © Marco @ Borborigmi di un fisico renitente, 04/02/2015. (Some right reserved)| Permalink | 3 commenti Archiviato in Scrivere di scienza| Tag: […]]]> Una cosa che ho scritto per il numero di DafDaf di Febbraio, provando a raccontare ai bambini, quasi in prima persona, la missione Rosetta di cui tanto si è parlato nell'autunno del 2014.

DafDaf 53 02-2015 p12 DafDaf 53 02-2015 p13 DafDaf 53 02-2015 p14 DafDaf 53 02-2015 p15


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I parametri del Modello Standard. Seconda puntata: i parametri, appunto http://www.borborigmi.org/2015/02/01/i-parametri-del-modello-standard-seconda-puntata-i-parametri-appunto/ http://www.borborigmi.org/2015/02/01/i-parametri-del-modello-standard-seconda-puntata-i-parametri-appunto/#comments Sun, 01 Feb 2015 15:56:29 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8407 Source: Wikipedianni parametri del Modello Standard, dicevamo, sono tanti. 18, se non contiamo quelli associati alle masse dei neutrini (altrimenti diventano persino 26: torneremo su questo punto tra poco). Il che ci dice, come discutevamo nella scorsa puntata, che il Modello Standard è ben più complesso della teoria della gravitazione di Newton (il che di per sé non […]]]> nni parametri del Modello Standard, dicevamo, sono tanti. 18, se non contiamo quelli associati alle masse dei neutrini (altrimenti diventano persino 26: torneremo su questo punto tra poco). Il che ci dice, come discutevamo nella scorsa puntata, che il Modello Standard è ben più complesso della teoria della gravitazione di Newton (il che di per sé non è necessariamente una colpa: descrive molti più fenomeno che la teoria della gravitazione di Newton!), ma anche che questa complessità nasconde una certa ignoranza.

Per chi non fa il fisico di mestiere (e, ammettiamolo, anche per molti fisici), il Modello standard spesso si riduce a uno schemino disegnato. Da una parte le particelle di materia (quark e leptoni), dall'altra i messaggeri delle interazioni (i bosoni). Qualcosa che assomiglia a questo:

Source: Wikipedia

Source: Wikipedia

Oppure a questo, se con le connessioni volete provare a indicare cosa interagisce con cosa:

Source: Wikipedia

Source: Wikipedia

Il Modello Standard, detta in breve, è la teoria che descrive allo stesso tempo l'interazione forte, debole ed elettromagnetica, in particolare trattando le ultime due come due aspetti di un'unica interazione (elettrodebole appunto), differenziati dall'interazione delle rispettive particelle messaggere (i bosoni W, Z e il fotone) con il campo di Higgs. Fine del riassunto.

La realtà è che il Modello Standard, prima di essere uno schemino da appiccicare su una pagina web o una slide, è una serie di equazioni, che di queste interazioni descrivono la struttura, gli effetti e la relativa intensità. Se uno fa lo sforzo di scriverle tutte per esteso (ed è un esercizio faticoso, ma prima o poi, in qualche forma, ogni studente che aspiri a diventare un fisico delle particelle deve farlo), assomigliano a questa espressione qui sotto:

Lagrangiana del Modello Standard

L'amanuense che l'ha scritta è Thomas D. Gutierrez l

In questa sede non ci azzarderemo nemmeno lontanamente a discutere le equazioni che descrivono la lagrangiana del Modello Standard. Le ho messe lì sopra semplicemente per mostrare, in modo più o meno evidente (li lascio cercare ai più valorosi), dove stanno i parametri da cui dipendono i risultati della teoria, ma i cui valori la teoria da sola non è in grado di calcolare, e che sono infilati a mano a partire dalle misure sperimentali. Proprio come per la costante di gravitazione universale di Newton, la loro presenza ci segnala che abbiamo certamente capito con che forma una certa interazione si manifesta, ma non sappiamo dire perché si manifesti con quella particolare intensità.

Ecco dunque la lista dei 18 parametri "liberi" più famosi del Modello Standard:

  1. La cosiddetta costante di struttura fine, che segnala quanto è forte la forza elettromagnetica (o, se la guardate in un altro modo, quanto vale la carica elettrica dell'elettrone). E uno.
  2. L'angolo di Weinberg, o angolo di mescolamento debole, che determina la relazione tra l'interazione elettromagnetica e quella debole, che, come forse sapete, sono due facce della stessa interazione, detta appunto elettrodebole. E due.
  3. La costante che determina l'intensità dell'interazione forte, quella che tiene legati i quark negli adroni. E tre.
  4. Il valore di aspettazione del vuoto del potenziale di Higgs, ovvero la scala di energia al di sotto della quale vediamo l'interazione elettromagnetica e quella debole assumere connotati differenti, nonostante la loro origine comune (perché è proprio il meccanismo di Higgs a rompere questa simmetria!). E quattro.
  5. La costante che determina l'intensità dell'interazione del campo di Higgs con le altre particelle, che è in qualche modo legata al valore della massa del bosone di Higgs. E cinque.
  6. Tre angoli di mescolamenti più un altro parametro chiamato fase della matrice di Cabibbo-Kobavashi-Maskawat, che determinano quanto i vari tipi di quark possano mescolarsi tra loro, e come possano trasformarsi gli uni negli altri. E siamo a nove.
  7. Nove costanti dette "di Yukawa", che determinano la massa dei fermioni dotati di carica elettrica (ovvero i sei quark, l'elettrone, il muone e il leptone tau). Diciotto!

Se ci fate caso, ben 15 dei 18 parametri sono in qualche modo legati alla massa delle particelle, e dunque al meccanismo di Higgs. Si tratta delle 9 costanti di Yukawa (la massa dei fermioni carichi), la massa stessa del bosone di Higgs, il valore di aspettazione del vuoto del suo campo, e i parametri della matrice che descrive quanto i quark si mescolino tra loro. In buona sostanza, la maggior parte della nostra ignoranza, nonostante la scoperta del bosone di Higgs, è ancora associata nella comprensione dell'origine della massa delle particelle!

Come dicevamo, a voler fare i pistini, il Modello Standard contiene altri parametri oltre ai 18 elencati là sopra. Per esempio, ce n'è anche uno che determina quanto l'interazione forte agisca in modo diverso sulle particelle e sulle antiparticelle. Da quello che ne abbiamo potuto misurare fino a oggi, questo parametro è praticamente uguale a zero (ovvero, l'interazione forte tratta particelle e antiparticelle in modo molto democratico e speculare), ma potrebbe valere la pena domandarsi, come per gli altri parametri, perché questo in particolare sia così piccolo. Il Modello Standard, lui, non ce lo dice di certo.

Infine, la lista là sopra ipotizza che i neutrini non abbiamo massa, mentre le misure sperimentali ci hanno confermato che, sebben molto piccola, i neutrini una piccola massa ce l'hanno. La cosa non è secondaria: avere una massa implica che, proprio come i quark, i neutrini posso mescolarsi tra loro e mutare l'uno nell'altro. Per tenerne conto di questo fenomeno nelle equazioni, dobbiamo aggiungere altri tre angoli di mescolamento e una fase di una matrice (che in questo caso si chiama di Pontecorvo-Maki-Nakagawa-Sakata). E le tre masse stesse dei neutrini, o meglio, i rispettivi parametri di Yukawa. Il che ci porta a 26 parametri!

26 parametri non sono certo pochi per una teoria che funziona così bene, e rappresenta la migliore comprensione che abbiamo di costituenti fondamentali dell'universo in cui ci troviamo a vivere. Perché assumono proprio quei valori? È possibile immaginare di semplificare, in modo analogo a quello che fece a suo tempo Newton, e immaginare una teoria in cui i parametri siano di meno, e quelli originali del Modello Standard siano calcolabili a partire da un gruppo più piccolo di variabili? Cosa succederebbe al nostro mondo se alcuni di questi parametri assumesse una valore diverso? Proveremo a scoprirlo nelle prossime puntate.

(continua)


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I parametri del Modello Standard. Prima puntata: meno sono i parametri, migliore è la teoria http://www.borborigmi.org/2015/01/25/i-parametri-del-modello-standard-prima-puntata-meno-sono-i-parametri-migliore-e-la-teoria/ http://www.borborigmi.org/2015/01/25/i-parametri-del-modello-standard-prima-puntata-meno-sono-i-parametri-migliore-e-la-teoria/#comments Sun, 25 Jan 2015 09:42:21 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8396 isaac-newtonCon la ripresa delle operazioni di LHC ormai alle porte, penso che sia arrivato il momento per una nuova serie di articoli, nello stile di quelli su Come funziona LHC? e I rivelatori di LHC. Prima che i protoni inizino a correre e scontrarsi di nuovo (e, chissà, prima che alla finestra aperta dall'energia più […]]]> isaac-newton

Isaac Newton in un ritratto di Jean Leon Huens

Con la ripresa delle operazioni di LHC ormai alle porte, penso che sia arrivato il momento per una nuova serie di articoli, nello stile di quelli su Come funziona LHC? e I rivelatori di LHC. Prima che i protoni inizino a correre e scontrarsi di nuovo (e, chissà, prima che alla finestra aperta dall'energia più elevata si affacci magari qualche fenomeno nuovo), volevo raccontarvi qualche dettaglio del Modello Standard, questa fantastica teoria che tanto bene descrive il mondo in cui viviamo, e che tanto testardamente insistiamo a voler provare sbagliata. Per farlo, pensavo di passare in rassegna i parametri del Modello Standard, discutendo quali siano le conseguenze del valore che questi parametri assumono, e provando anche a immaginare come sarebbe un universo in cui alcuni di questi parametri assumessero un valore diverso.

Perché è interessante studiare i parametri di una teoria? Per capirlo, e prima di tuffarci tra le pieghe del Modello Standard (che di parametri ne ha parecchi!) è importante capire che ruolo giocano i parametri in una teoria o in un modello fisico, e perché la loro presenza ci dice qualcosa della nostra ignoranza, o, se preferite, di quanto la suddetta teoria o modello siano incompleti.

Prendiamo ad esempio una teoria fisica semplice e molto conosciuta: la legge di gravitazione universale di Newton. Inclusa nei famosissimi Principia Mathematica pubblicati nel del 1687, la legge di gravitazione universale di Newton racchiude un'intuizione straordinaria: gli effetti della gravitazione terrestre, quelli che ci tengono ancorati alla superficie del nostro pianeta e fanno cadere a terra le mele dagli alberi, sono causati dalla stessa forza responsabile dell'orbita della Luna intorno alla Terra, e della Terra e dei pianeti intorno al Sole. Newton riesce a descrivere con un'unica equazione la forza che si esercita tra due corpi dotati di massa, siano essi mele o lune, riducendo di fatto il numero dei parametri necessari a descrivere i fenomeni gravitazionali a uno solo. La formula, che sono certo conoscete, recita:

 F = G \frac{Mm}{r^2}

La forza F esercitata tra due corpi di massa M e m è proporzionale all'inverso del quadrato della loro distanza r, e a una certa costante G, appunto la costante di gravitazione universale di Newton. La teoria di Newton contiene un solo parametro, G, che non viene predetto dalla teoria, e che può essere conosciuto solo misurandolo con un esperimento.

Prima dell'intuizione di Newton, per descrivere gli stessi fenomeni erano necessari più parametri. Per esempio, un certo valore per l'accelerazione di gravità sulla superficie terrestre, quella responsabile della caduta delle mele dagli alberi al suolo, e un altro valore per l'accelerazione di gravità che mantiene la Luna in orbita intorno alla Terra (e così via: un parametro per l'attrazione gravitazionale tra Sole e Terra, tra il Sole e ognuno deli altri pianeti, e così via). La grandezza dell'intuizione di Newton consiste nell'unificare la conoscenza, e fare sì che tutti questi diversi parametri e apparentemente separati possano invece essere espressi a partire da un'unica espressione semplice, e un solo parametro universale. De la forza di attrazione gravitazionale sulla superficie terrestre attrazione era

F_{\rm mela} = m_{\rm mela} g_{Terra}

dove g è l'accelerazione di gravità sulla Terra, e invece la forza che mantiene la Luna in orbita era

F_{\rm Luna} = m_{\rm Luna} g_{Luna},

adesso Newton può invece unificare e semplificare, dicendo che

g_{Terra} = G \frac{M_{\rm Terra}}{r_{Terra}^2}

e

g_{Luna} = G \frac{M_{\rm Terra}}{r_{Luna}^2},

dove r_{\rm Terra} è il raggio terrestre (o meglio, la distanza tra il centro della terra e la mela), e r_{\rm Luna} è la distanza tra il centro della Terra e la Luna.

Perché la presenza di un parametro è sintomo di ignoranza? Perché, non essendo il suo valore predetto dalla teoria, sappiamo di fatto che la teoria non è in grado di esprimersi sull'origine del fenomeno che quel parametro descrive, ma solo di descriverne gli effetti. Nel caso della gravità, prima della scoperta della legge di Newton, la presenza di parametri separati per indicare gli effetti della gravità in ambienti diverse (sugli oggetti sulla superficie della Terra, sulla Luna in orbita intorno ad essa) era una conseguenza del non aver ancora afferrato l'origine comune dei due fenomeni. Con la semplificazione di Newton la conoscenza aumenta: entrambi i fenomeni (la mela che cade al suolo, la Luna in orbita) sono ricondotti a una stessa origine, e messi in un unico quadro coerente. Ma il fatto nella teoria sia rimasto un parametro libero, non predetto ma da misurare, la costante di gravitazione universale G, ci dice anche che la teoria di Newton è sì in grado di sistematizzare le conseguenze della gravità (con la geniale intuizione della legge dell'inverso del quadrato della distanza), ma non di dire qualcosa sulla sua origine. Perché G assume quel particolare valore? Siccome dobbiamo misurarlo con gli esperimenti e la teoria non lo predice, evidentemente la teoria (quella teoria) non può rispondere a quella domanda. E come sarebbe il mondo se quel parametro assumesse un valore diverso? Può farlo? E se no, perché?

La presenza di un parametro libero in un modello fisico può dunque dirci molto della sua "completezza". Più sono i parametri, meno completa è la teoria, perché meno sono le quantità che la teoria riesce a predire. A ogni parametro corrisponde dunque un'ignoranza e un limite del modello. Pensate allora che il Modello Standard ha ben 18 parametri, se non contate le masse dei neutrini (in questo caso, i parametri diventano 26!). Alla prossima puntata vi racconto quali sono questi parametri, e in quelle che seguiranno cercheremo di scoprire quale sia il loro ruolo, quale ignoranza fondamentale nascondano, e come sarebbe il mondo se assumessero dei valori diversi da quelli che misuriamo.

(continua)


© Marco @ Borborigmi di un fisico renitente, 25/01/2015. (Some right reserved)| Permalink | 16 commenti
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Ho rubato un libro (il mio) http://www.borborigmi.org/2015/01/13/ho-rubato-un-libro-il-mio/ http://www.borborigmi.org/2015/01/13/ho-rubato-un-libro-il-mio/#comments Tue, 13 Jan 2015 13:10:12 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8386 (Wil Wheaton tweet)Vi racconto una storia. In occasione del Santo Natale del 2013, Babbo Natale e Gesù Bambino si misero d'accordo per regalarmi un Kindle Paperwhite. I due sapevano che da tempo desideravo un lettore di ebook, ma fino a quel momento non si erano decisi ad omaggiarmi, perché erano altresì coscienti di tutte le mie remore […]]]> Vi racconto una storia. In occasione del Santo Natale del 2013, Babbo Natale e Gesù Bambino si misero d'accordo per regalarmi un Kindle Paperwhite. I due sapevano che da tempo desideravo un lettore di ebook, ma fino a quel momento non si erano decisi ad omaggiarmi, perché erano altresì coscienti di tutte le mie remore rispetto ai sistemi chiusi, e in particolare all'ecosistema Amazon. È altresì vero che nella vita bisogna sapersi decidere, per cui il dono arrivò comunque a sciogliere i miei ultimi dubbi. Allora, diciamocelo: il Kindle è proprio un bell'oggetto, funziona bene, e da quando ce l'ho leggo praticamente solo più su schermo. Anche la sua presunta "chiusura" che tanto mi spaventava è in qualche modo relativa: certo, i libri che acquisto da Amazon non sono veramente miei, il gigante americano me li cede in comodato d'uso e non ho (ufficialmente) diritto di trasferirsi o convertirti. Però posso caricare sul Kindle più o meno cosa voglio, e, convertendo gli EPUB che trovo in rete (per esempio i romanzi dei Wu Ming, o quelli di Cory Doctorow) in formato MOBI ho popolato la mia libreria come piace a me (per gli smanettoni interessati: uso Calibre, l'interfaccia è quella che è, ma fa il suo dovere).

Come forse avete avuto modo di sentire, l'anno scorso ho pubblicato un libro. Codesto libro (che, se ancora non l'avete letto, vi attende trepidante in tutte le librerie che si rispettino!), è stato pubblicato anche in formato elettronico, sia in EPUB, disponibile per esempio sul sito dell'editore, o in MOBI attraverso Amazon. Questo autunno il mio editore mi gentilmente omaggiato una copia digitale del libro, appunto in formato EPUB. Ho velocemente scoperto che, come tristemente fanno quasi tutti gli editori, il suddetto EPUB era protetto da un lucchetto elettronico, un sistema di Digital Right Management, o in breve, DRM. I vecchi lettori di Borborigmi sanno che i DRM non mi sono mai piaciuti, figuriamoci se applicati a una mia produzione (e si, lo so, avrei dovuto informarmi meglio con l'editore al momento di firmare il contratto che gli consegnava anche i diritti di pubblicazione digitale, ma all'epoca era un pischello dell'editoria, e i risultati si vedono). In ogni caso, ho solertemente scaricato la versione di Adobe Digital Editions necessaria ad aprire legalmente il mio file EPUB, ho digitato la password e ammirato la mia opera sullo schermo. A questo punto, mi sono chiesto come fare a trasferirla sul mio Kindle.

La risposta è semplice: ho dovuto violare la legge. In sostanza, ho rubato il mio libro. Per poter convertire il file EPUB (che possedevo legalmente) in un formato adatto al mio lettore (che non legge gli EPUB) ho dovuto scardinare il lucchetto digitale messo dal mio editore. Non è un'operazione difficile: non vi racconto i particolari, vi dico solo che non mi ci sono voluti più di 10 minuti e una ricerca rapida su Google. Una volta aperto il lucchetto, la conversione in un formato adatto al mio lettore è stata veloce e indolore. Il problema è che, tecnicamente, ho commesso un reato: soltanto con l'approvazione esplicita dell'editore (approvazione che non avevo) avrei infatti potuto rimuovere i DRM dal file EPUB per poi convertirlo. Immagino annusiate l'assurdità della storia: ero in possesso legalissimo di un libro mio (anzi, doppiamente mio: scritto da me, e da me legalmente acquisito in quel particolare formato), ma legalmente non potevo trasferirlo sullo strumento che uso per accedere a questo tipo di contenuti. Come recita molto appropriatamente la prima legge di Doctorow:

Ogni volta che qualcuno mette un lucchetto a qualcosa che ti appartiene e non te ne dà la chiave, stai pur sicuro che non lo sta facendo a tuo favore.

Questa storia non ha una morale. Non voglio certo incitare a piratare libri (o qualunque altro contenuto), e tantomeno a il mio! Anzi: comprate i contenuti di cui volete fruire, e retribuite le persone che hanno speso tempo, cervello e cuore a produrli. Ma, allo stesso tempo, non smettete di chiedervi se, nello spendere i vostri soldi, non state facendo un favore a qualcuno a cui forse non vorreste farlo. E, se avete tempo e masticate l'inglese, ascoltate il primo capitolo di Information Doesn’t Want to Be Free di Cory Doctorow letto da Wil Wheaton, e, magari, comprate e leggete il suo libro.


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Buon anno nuovo da Borborigmi (e da Oliver)! http://www.borborigmi.org/2015/01/11/buon-anno-nuovo-da-borborigmi-e-da-oliver/ http://www.borborigmi.org/2015/01/11/buon-anno-nuovo-da-borborigmi-e-da-oliver/#comments Sun, 11 Jan 2015 20:00:32 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8375 Random_2015-01-11_20.53.49Buon anno nuovo a tutti! E buon anno nuovo sopratutto a quei 72 tra le lettrici e i lettori di Borborigmi che, tra il 16 dicembre scorso e stasera, hanno lasciato un augurio tra i commenti di questo articolo: certamente perché regalarsi a vicenda la speranza un futuro migliore è una bella cosa, ma anche perché speravano di ricevere l'ormai […]]]> Buon anno nuovo a tutti! E buon anno nuovo sopratutto a quei 72 tra le lettrici e i lettori di Borborigmi che, tra il 16 dicembre scorso e stasera, hanno lasciato un augurio tra i commenti di questo articolo: certamente perché regalarsi a vicenda la speranza un futuro migliore è una bella cosa, ma anche perché speravano di ricevere l'ormai tradizionale biglietto di auguri di ATLAS.

Random_2015-01-11_20.53.49Ecco dunque qui il vincitore. È uscito il numero 34, che, se non ho contato male, è Mattia: congratulazioni. E grazie di cuore a tutti gli altri: non prendetevela, alle lotterie, si sa, è più facile perdere che vincere.

Auguri dunque a tutti i lettori di Borborigmi: a chi la scienza la fa di mestiere, a chi la scruta da lontano con curiosità, a chi sogna di farne un giorno, forse, una professione. Il 2015 porterà, tra le altre cose, la ripartenza di LHC: cone la sua energia nel centro di massa di 13 TeV, rappresenta probabilmente l'ultima occasione per un'intera generazione di fisici di aprire una finestra su  angolo di natura ancora mai esplorato. Buon 2015 a tutti, dunque, e vedremo che novità porterà.

P.S. Buon 2015 anche da Oliver, che, nonostante invecchi a vista d'occhio e sia sempre più malato, ancora tiene duro...

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Un tradizionale augurio da ATLAS http://www.borborigmi.org/2014/12/16/un-tradizionale-augurio-da-atlas/ http://www.borborigmi.org/2014/12/16/un-tradizionale-augurio-da-atlas/#comments Tue, 16 Dec 2014 09:15:54 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8276 ATLAS_biglietto_2015_1È diventata ormai una tradizione. Da quattro anni a questa parte, ATLAS fa stampare un biglietto d'auguri per tutti i membri della collaborazione, da mandare a  amici, parenti, colleghi (e, probabilmente i destinatari più importanti, i membri delle agenzie di finanziamento! ). Da quattro anni a questa parte, io ne recupero almeno uno (a volte […]]]> ATLAS_biglietto_2015_1

È diventata ormai una tradizione. Da quattro anni a questa parte, ATLAS fa stampare un biglietto d'auguri per tutti i membri della collaborazione, da mandare a  amici, parenti, colleghi (e, probabilmente i destinatari più importanti, i membri delle agenzie di finanziamento! :-) ). Da quattro anni a questa parte, io ne recupero almeno uno (a volte anche di più, molto dipende dalla disponibilità: di solito, come anche quest'anno, abbiamo diritto a un solo esemplare), e mi riprometto di mandarlo a una lettrice o un lettore di Borborigmi che abbia voglia di lasciare un saluto e un augurio.

Quest'anno i biglietti sono arrivati prima del solito. Già da ieri, infatti, sono a disposizione al quarto piano del building 40 al CERN. "Uno solo a testa! la disponibilità è limitata!" avverte severo l'email con l'annuncio (salvo poi ritrovarsi regolarmente con una pila i biglietti inutilizzati a fine febbraio, ma questa è un'altra storia). Eccolo dunque qui, per la quinta volta, con gli auguri per il 2015: in copertina una foto del nuovo pezzo di rivelatore che abbiamo installato in vista della futura presa data, uno strato aggiuntivo per il tracciatore centrale. All'interno una collezione delle misure di precisione delle sezioni d'urto di produzione di diverse particelle, nell'ambito del Modello Standard. Se guardate bene, ci sono anche due righe dedicate a una particella il cui simbolo è "H": il bosone di Higgs fa ormai parte delle cose che conosciamo, la frontiera si è spostata più in là.

Allora, a chi lo mando? Lasciate un commento con un augurio o un pensiero (e un email valido, per potervi contattare in caso di vittoria), uno a testa soltanto, please. Commenti aperti fino a domenica 11 gennaio, poi estrarrò il vincitore tra i commentatori. Buona fine dell'anno, e buon inizio!

ATLAS_biglietto_2015_2

Aggiornamento [11/1/2015]: Buon anno nuovo a tutti! Sono le 20:20 dell'11 gennaio, e, come promesso, chiudo i commenti. Avete risposto in 72: adesso estraggo a chi va il biglietto...


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Pulizie di fine anno http://www.borborigmi.org/2014/12/15/pulizie-di-fine-anno/ http://www.borborigmi.org/2014/12/15/pulizie-di-fine-anno/#comments Mon, 15 Dec 2014 21:54:35 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8270 Il 2013 e il 2014 sono stati anni speciali per venire a visitare il CERN. Con la scusa di LHC fermo ai box, infatti, è stato possibile scendere a vedere le zone sperimentali sotterranee, cosa che, ahimè, da un paio di settimane non è più possibile. Qui infatti i preparativi fervono: i rivelatori stanno chiudendo dopo le […]]]>

Photo: Claudia Marcelloni

Il 2013 e il 2014 sono stati anni speciali per venire a visitare il CERN. Con la scusa di LHC fermo ai box, infatti, è stato possibile scendere a vedere le zone sperimentali sotterranee, cosa che, ahimè, da un paio di settimane non è più possibile. Qui infatti i preparativi fervono: i rivelatori stanno chiudendo dopo le manutenzioni e i miglioramenti, e si preparano a rimettersi in funzione. Il complesso deli acceleratori del CERN, quello che porta i nuclei di idrogeno dalla bomboletta iniziale fino a LHC, è pronto e nuovamente in funzione, tranne LHC stesso, che sta completando gli ultimi test.

Come chi legge questo blog sa bene, infatti, nella primavera del 2015 le attività riprenderanno, questa volta con collisioni tra protoni a un'energia prossima a quella per cui il grande acceleratore è stato progettato. Alla fine saranno circa 13 TeV, non proprio i 14 TeV previsti dal progetto, ma decisamente molti di più dei 7 o 8 TeV di cui ci siamo dovuto accontentare tra il 2010 e il 2012, a causa dello sventurato incidente del 2008. E se a 7 e 8 TeV abbiamo scoperto il bosone di Higgs, chissà che cosa ci riserva la Natura a energie maggiori...

Nell'attesa, meglio essere pronti. Dopo due anni di lavori di manutenzione, e persino l'aggiunta di un pezzo di rivelatore, vi lascio immaginare in che stato fosse la caverna di ATLAS! Il problema non è tanto lo sporco e il disordine in se: avendo ATLAS due potenti campi magnetici, non è saggio lasciare in giro nessun residuo di materiale metallico, che potrebbe mettersi a volare in giro una volta accese le bobine! E così, nei primi cinque giorni di dicembre, una truppa di volontari armati di casco di sicurezza e aspirapolvere, hanno ripulito tutto il rivelatore, anche negli anfratti meno frequentati. Più o meno come si fa in casa, né più né meno, ma senza saltare nessun angolino!

L'altro giorno c'è anche stata una riunione di verifica delle guide di ATLAS. Che, per la cronaca, sono più di 300: tutti volontari che, chi più chi meno, hanno permesso ai curiosi passati da queste parti di scendere a vedere il rivelatore mentre era in fase di manutenzione. È in quest'occasione che ho scoperto che nel 2013 abbiamo accompagnato sottoterra circa 16000 visitatori, che nel 2014 sono diventati più o meno 21000: una marea! E questi sono soltanto i fortunati che hanno avuto modo di prendere l'ascensore per la caverna. Quelli che hanno potuto vedere solo la sala di controllo in superficie, sono circa 50000 all'anno per i due anni. Urca!

 

ATLAS_Visitori_Center

ATLAS_3D_Movie


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Bloggare la scienza? http://www.borborigmi.org/2014/11/28/bloggare-la-scienza/ http://www.borborigmi.org/2014/11/28/bloggare-la-scienza/#comments Fri, 28 Nov 2014 11:56:30 +0000 http://www.borborigmi.org/?p=8260 Stamattina ero a Torino (o meglio, a Borgaro Torinese) a pontificare di blogging scientifico al IV Corso di Comunicazione Divulgazione delle Fisica organizzato dall'INFN per i suoi dipendenti volenterosi e vogliosi. Grazie a Stefano per l'invito, e ai partecipanti per il dibattito! Qui sotto, nel caso interessassero, ci sono le slide che ho usato nella chiacchiera e per l'esercitazione (anche se, come sempre, senza il parlato forse non dicono molto. Ma tant'è...).


© Marco @ Borborigmi di un fisico renitente, 28/11/2014. (Some right reserved)| Permalink | Nessun commento (ancora)
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