Trielina

Piccoli segreti che ogni giovane padre ciclista dovrebbe conoscere:

  1. Se andate in bici con la vostra pupa (o pupo) sul seggiolino posteriore, ricordatevi che il suo doudou, orsacchiotto o bambolina preferita cadrà sicuramente. Rassegnatevi.
  2. Se non perderete il doudou, sarà solo perché  rimarrà incastrato nella catena della bici. Proprio quella catena che avete giurato di pulire ieri, ma poi vi siete dimenticati. Mi spiace, è inevitabile.
  3. Il grasso delle catene delle biciclette è praticamente indelebile. Più il colore del doudou tende al rosa pallido, più le macchie di grasso saranno nere e incancellabili.
  4. I doudou sono immancabilmente realizzati in materiale sintetico, potete lavarli solo a 30 gradi se non volete che si sciolgano. Un lavaggio a 30 gradi cancella solo lo sporco intorno alle macchie di grasso di catena di bici, e rende il nero di queste più brillante, aumentandone squisitamente il contrasto.
  5. Mentre la vostra pupa (o il vostro pupo) fa la siesta potete tentare di sottrarre il doudou sfregiato, e provare a smacchiarlo. Fate piano, siate lesti. E sappiate che detersivo per piatti, liquido per lavaggi a mano e sgrassatore spray sono inutili contro il grasso da bicicletta. Neanche combinati fanno nulla. Fidatevi.
  6. Nemmeno l'alcool del fornelletto per la fonduta funziona, in compenso lascia simpatici aloni giallastri. Fate una prova in un luogo sicuro del doudou, tipo l'ascella (funziona per doudou vagamente antropomorfi), potrete sempre tentare di spacciare l'alone per una macchia di sudore. Forse funzionerà.
  7. Per quanto disperati, non consultate nessun forum femminile su internet chiedendo di macchie e smacchiatori; vi proporranno roba tipo "tamponate con olio d'oliva" o "spremete mezzo limone sulla macchia". Nessuna di queste cose funziona (questi forum devono essere frequentati da personaggi tristi e perfidi). Se nella disperazione decidete comunque di tentare, assicuratevi che vostra moglie sia fuori casa. L'olio di semi di girasole macchia meno di quello extravergine d'oliva.
  8. Le macchie di grasso di catena di bicicletta spariscono con olio di gomito e trielina. Trielina, trielina, trielina. Ottimo, efficiente tricloroetilene. Perché non ci avete pensato prima? Magari potete pensare di tenerne sempre un po' nella borraccia della bicicletta.
  9. Pregate per una siesta della pupa lunga abbastanza. Vi servirà.

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14 Commenti

  1. Pubblicato il 14 giugno 2009 alle 22:11 | Permalink

    Ma la trielina non tende ad uccidere il folto vello dei doudou sintetici?

    e soprattutto, hai risciacquato bene???

  2. Pubblicato il 14 giugno 2009 alle 22:17 | Permalink

    Il vello ha tenuto incredibilmente bene, contro ogni aspettativa. Un ciclo in lavatrice post-trielina non gliel'ha tolto nessuno; nonostante questo la mamma temeva ancora possibili intossicazioni 🙂

  3. Pubblicato il 14 giugno 2009 alle 22:23 | Permalink

    trielina? da uno che lavora al CERN ci aspettavamo almeno la CO2 supercritica 🙂

  4. Pubblicato il 14 giugno 2009 alle 22:52 | Permalink

    Eh, se avessi quella robetta in cucina mi ci farei il caffè decaffeinato da solo, altro che macchie e doudou! 😉

  5. Pubblicato il 15 giugno 2009 alle 08:58 | Permalink

    Meno male che per molti anni ancora non avrò questo problema 😀 però, nell'eventualità che qualche doudou di passaggio faccia conoscenza con la catena della mia MTB, avrò pronto il kit del bravo smacchiatore 😀

  6. paolo
    Pubblicato il 15 giugno 2009 alle 21:30 | Permalink

    mi hai fatto venire in mente un certo numero di doudou, di amici e amiche più o meno ricercatori, più o meno esuli in terre francofone, tutti con meravigliosi puzzoli, quelli sì terribilmente francofoni...
    (e con una certa, spietata tendenza a correggere la pronuncia di genitori, nonni, amici, zii acquisiti, ecc.)
    commovente... o sarà che mi sono strofinato gli occhi con le dite sporche di trielina?

  7. claudio b.
    Pubblicato il 16 giugno 2009 alle 08:57 | Permalink

    Eh eh eh...
    - variante del punto 2: si incastra nella catena, la quale cade sia nel rocchetto posteriore, sia nel deragliatore davanti. Le macchie sulle mani non vanno via neanche con la trielina (o almeno non del tutto): solo per attrito, cosa che vi fa fare una bella figura in ufficio il giorno dopo...
    - variante del punto 8: si può tentare anche con la pasta abrasiva per meccanici (è carburo di non-so-più-cosa in sospensione in sapone neutro). Per funzionare funziona, solo che rispetto alla trielina non saprei quale dei due è più... "simpatico" da usare su un peluche... 🙂
    ... e in tutto ciò, non abbiamo messo in conto la disperazione del(la) parolo(a), col suo crescendo inarrestabile dal momento in cui il doudou cade, al momento in cui, imbarazzatissimi (e già un po' nervosi), lo(a) dovete convincere a farne a meno!
    Saluti!

  8. Emi
    Pubblicato il 18 giugno 2009 alle 08:31 | Permalink

    Grazie, Marco; è un anno che cerco, inutilmente, di smacchiare un paio di pantaloni beige chiaro vittime della catena. Ormai non rimaneva che trasformarli in shorts 🙂

  9. Pubblicato il 18 giugno 2009 alle 14:07 | Permalink

    Prova in un angolino prima, prova in un angolino... 😛

  10. Valter
    Pubblicato il 18 giugno 2009 alle 16:46 | Permalink

    Si, perché con la Trielina rischi di farlo sbiadire il cotone.

    Non scherziamo troppo però con la trielina nella borraccia, che ne abbiamo già sentite di tutti i colori!!!

    ciao

  11. Sara
    Pubblicato il 29 giugno 2009 alle 17:49 | Permalink

    ecco, quoto Valter, perchè poi uno presta la bicicletta a qualcun'altro, si dimentica della trielina nella borraccia (o peggio ancora il pupo è cresciuto abbastanza da riuscire a sfilare la borraccia ed aprirla) e succedon tragedie... comunque grazie del post, ho anch'io una bimba piccola e ho riso come una pazza.

  12. Pubblicato il 29 giugno 2009 alle 17:53 | Permalink

    Ok, ok, ok, prima che mi arrivi una denuncia: la storia della trielina nella borraccia era una scherzo, chiaro? Nella borraccia si mette la grappa! 🙂

  13. Valter
    Pubblicato il 5 luglio 2009 alle 11:43 | Permalink

    Che fosse uno scherzo era chiaro ma meglio mettere gli accenti sulla u di Wuhrer. Ciao

  14. Valter
    Pubblicato il 5 luglio 2009 alle 11:44 | Permalink

    Che poi non l'ho nenache messo: ù.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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