• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa alla barra laterale secondaria
  • Passa al piè di pagina
  • Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Tu che sei un fisico
  • Incontri e conferenze
  • Particelle familiari
  • Work

L'arco e lo specchio

6 Giugno 2026 2 commenti

Siccome sono vecchio leggo ancora blog di persone incrociate nella rete anni fa via un lettore di feed RSS (mentre sorseggio cognac e fumo la pipa. Ah! La tauromachia!). Qualche giorno fa sono incappato in questo post di CedMax (che è il nome della casa virtuale di Marco Cedaro, che qui continuerò a chiamare con il nick con cui lo associo da sempre), che era a sua volta l'eco di una newsletter su Substack di un tale James Stanier, il quale a sua volta sosteneva una cosa tutto sommato semplice: i principi su cui operiamo restano quasi sempre impliciti, rivelati dal comportamento più che dichiarati, e che varrebbe la pena renderli espliciti. CedMax ha fatto l'analisi dei suoi scritti seguendo le istruzioni di Stanier, usando un LLM (se vi interessa sapere i prompt esatti andate a iscrivervi alla newsletter di Stanier, è a pagamento ma se scaricate la app di Substack vi regala un post, io ho fatto così) e la totalità degli scritti del suo blog come corpus da distillare.

Proprio in questi giorni Borborigmi compie vent'anni. Vent'anni di scritti non sono pochi, e in mezzo c'è la vita che è evoluta, cresciuta, sbandata e ritornata, che ha attraversato deviazioni e scorciatoie, ha preso delle storte e saputo fare degli scatti in avanti, e ha forse sempre ritrovato la strada. Non potevo resistere a sottoporre l'interezza di vent'anni di blog alla stessa analisi, vedere cosa ne veniva fuori, e se, come dice CedMax, fosse possibile "vedersi da fuori", e far emergere principi fondanti forse nemmeno troppo consciamente dichiarati, ma presenti.

Siccome sono un nerd, e recentemente ho iniziato a sviluppare un certo interesse per i modelli LLM e AI, ho eseguito l'analisi più volte con lo stesso modello o con modelli differenti, per capire quanto del risultato fosse solido e veramente ancorato nei miei scritti, e quanto fosse invece un'elaborazione almeno parzialmente arbitraria del modello. Vi risparmio i dettagli (la dipendenza dei risultati dal campionamento statistico dell'LLM, l'evidente maggiore profondità dei modelli usati da Claude rispetto a quelli di Codex/GPT) e segnalo solo che molto della qualità del risultato dipende, senza grosse sorprese, dalla chiarezza della richiesta. Cosa vuol dire veramente per me "principio fondante"? È qualcosa che ho semplicemente espresso da più tempo e con più costanza, o, come penso, può anche essere qualcosa che ho interiorizzato più di recente, e non per questo è meno fondamentale oggi?

Sono arrivato a distillare 27 principi di cui 8 veramente fondanti. Ci sono voluti tre passaggi completi con LLM diversi, diverse ridefinizioni degli estremi del problema, e un certo lavoro di sintesi manuale: circa 900 post scritti in vent'anni sono parecchi da digerire con chiarezza anche (soprattutto) per una macchina. E adesso, come CedMax, mi chiedo se valga la pena condividere il risultato dell'analisi, o se non sia appunto solo un atto performativo. Proprio come lui, mi ritrovo poi a pensare che i principi in sé sono interessanti, ma che l'analisi delle contraddizioni lo sia forse ancora di più.

La prima cosa che colpisce non è la lista, ma il fatto che alcuni di quei principi non si siano mossi di un millimetro in vent'anni. Che la scienza sia il restringimento sistematico dell'ignoranza e non la produzione di verità, che lo scienziato non si esprima quasi mai con un "sì" o un "no" netti, è una cosa che ho scritto nel 2007 e che riscriverei oggi con le stesse parole. Altri principi, invece, sono recenti, o addirittura ribaltati di fresco: per anni ho considerato il sacrificio un valore, e solo di recente ho dovuto aggiornare la posizione sui dati, per così dire, prendendo atto che certe forme di abnegazione mi avevano allontanato dal lavoro che conta invece di avvicinarmici. Vedersi messo davanti, nero su bianco, il momento esatto in cui hai cambiato idea senza accorgertene, questa è la parte che vale la sforzo (e per certi versi la macchinosità) dell'esercizio.

La seconda è quanto poco siamo in controllo di ciò che segnaliamo. Il principio più frequente di tutto l'archivio, quello che la macchina ha trovato in qualcosa come duecentoquaranta punti diversi, è la diffidenza verso il prestigio, l'hype, la posa, lo slogan: giudicare per sostanza e non per quanto una cosa sembra importante. Duecentoquaranta volte in vent'anni, e io non l'avrei mai indicato come il mio principio cardine se mi aveste chiesto di farne una lista a memoria. [1]È un'idea che dà un certo capogiro: che per sapere cosa pensi davvero convenga chiedere a un estraneo che ha letto tutto, più che a te stesso. CedMax la mette bene quando dice che è interessante avere riscontro di quanti segnali mandiamo, soprattutto online, senza esserne del tutto in controllo.

E poi c'è la contraddizione, che è la cosa che mi intriga di più. Tra i principi che convivono nell'archivio ce n'è uno secondo cui la scrittura è pensiero, e la sua lentezza è il meccanismo, non l'ostacolo. Accanto, più recente, ce n'è un altro: che l'intelligenza artificiale libera chi lavora sul "cosa" più che sul "come", e che la cosa si può accettare senza troppa ansia. Ecco, mi sono trovato a dare in pasto a una macchina vent'anni di scrittura volutamente lenta per distillarne i principi, incluso il principio che la scrittura dev'essere lenta apposta. Non so se sia una contraddizione o semplicemente il fatto che siamo esseri umani e non robot [2]Claude, gentilmente, lo aveva previsto., ma è esattamente il genere di nodo che non avrei mai visto senza guardarmi da fuori.

Allora, vale la pena condividerli, questi principi? CedMax, alla stessa domanda, si rispondeva che forse no, che forse la risposta giusta è non condividerli affatto, e si trovava poi in conflitto col suo stesso principio numero tre, quello sull'operare alla luce del sole. Io non ho un principio così netto da tradire, ma ho lo stesso problema sotto altra forma: il sospetto che pubblicare una lista di principi fondanti sia il modo più rapido per trasformarli in posa, e per condannarmi a scrivere d'ora in poi cercando di assomigliare alla persona che ho dichiarato di essere. Il momento in cui dici a voce alta chi sei è anche il momento in cui smetti, un poco, di esserlo e basta.

E dunque la lista non ve la do. Non perché sia un segreto (sono lì, in vent'anni di archivio, chiunque abbia voglia e un pomeriggio libero può ricostruirseli da sé, che è poi esattamente quello che ha fatto la macchina), ma perché i ventisette principi messi in colonna sono la cosa meno interessante uscita da questo esercizio. Presi uno per uno somigliano ai buoni principi di chiunque, e perdono tutto quello che li rende miei, cioè i vent'anni di vita che ci sono passati in mezzo. Quello che mi porto a casa non è l'elenco, è la traiettoria: cosa è rimasto fermo, cosa si è mosso, e su cosa avevo torto.

C'è un principio, in fondo alla lista, che è insieme il più antico e il più recente. Lo avevo scritto da neo-papà nel 2008, prendendolo a prestito da Gibran: che siamo l'arco da cui i nostri figli, frecce vive, vengono scoccati; che il compito del genitore è lanciare, non mirare. L'ho ripubblicato l'anno scorso, [3]E non me n'ero mica accorto, c'è voluto un LLM per fare il collegamento. quando Giulia è partita per l'università. Stesse parole, identiche, a diciassette anni di distanza. Solo che nel frattempo non si era mosso il principio, mi ero girato io: prima ero l'arco che tendeva, ora sono l'arco che resta fermo a guardare la freccia che prova a volare lontano. [4]La macchina lo ha classificato come "il principio personale più longevo dell'archivio". Aveva ragione, ma non aveva capito perché facesse un certo effetto.

Vent'anni. Molto è cambiato. E sta di fatto che, se proprio dovevo scoprire che la persona che credevo di star raccontando era già tutta lì, scritta tra le righe fin dal primo giorno, mi consola che a dirmelo sia stato un estraneo paziente che ha letto ogni cosa, e non lo specchio, che sotto sotto mente sempre.

Specchi
Specchi

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Altro
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Correlati

Note[+]

Note
↑1 È un'idea che dà un certo capogiro: che per sapere cosa pensi davvero convenga chiedere a un estraneo che ha letto tutto, più che a te stesso.
↑2 Claude, gentilmente, lo aveva previsto.
↑3 E non me n'ero mica accorto, c'è voluto un LLM per fare il collegamento.
↑4 La macchina lo ha classificato come "il principio personale più longevo dell'archivio". Aveva ragione, ma non aveva capito perché facesse un certo effetto.

Archiviato in:Mezzi e messaggi, Vita di frontiera Contrassegnato con: AI, blog, borborigmi, intelligenza artificiale, LLM, scrittura, vent'anni

Interazioni del lettore

Commenti

  1. cedmax dice

    6 Giugno 2026 alle 18:16

    fa impressione, ne?

    Rispondi
  2. Marco dice

    6 Giugno 2026 alle 18:50

    Ho iniziato a leggere il blog 20 anni fa, sono ingegnere e dovrei ancora avere da qualche parte uno degli ultimi libricini del cern con le particelle…adesso ho 70 anni e uso Claude per comandare qualche motorino: si, fa impressione…

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Barra laterale primaria

Marco Delmastro Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra. Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità. Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché. Per qualche tempo ho risposto a domande di fisica (e non solo) sul podcast Tu che sei un fisico (e prima o poi potrei riprendere).

Barra laterale secondaria

Argomenti

  • Scienza
    • Fisica
    • Raccontare la scienza
    • Scienza e dintorni
  • Opinioni
    • Militanza
    • Mezzi e messaggi
    • Intenzioni educative
  • Sulla frontiera
    • Vita di frontiera
    • Letture e riflessioni
    • Geeking & Hacking
  • English posts
This blog is primarely written in Italian. On the other hand, physics is an international entrerprise, and its main language is English, so some of the posts have been translated: you can find them in the English post category. If you wish to read those posts that are still only in Italian, an automatic translation is a good a bet!

Footer

Iscriviti al blog tramite email

Non perderti neanche un aggiornamento! Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere un messaggio ogni volta che un nuovo articolo viene pubblicato:

Trattamento dei dati, cookie e affiliate link

Questo sito fa uso di cookie: qui ti spiego quali sono e perché li uso, così puoi decidere se ti va bene. Uso anche Google Analytics per l'analisi delle visite e del traffico; per saperne di più, leggi la pagina sulla privacy, dove ti spiego anche come gestisco i tuoi dati se decidi di iscriverti al sito o di lasciare un commento. In certi post, alcuni dei link a prodotti venduti su Amazon sono affiliate link.

Qualche diritto riservato

I contenuti di Borborigmi di un fisico renitente sono rilasciati sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non Commerciale-Non opere derivate. Fatene buon uso.

Licenza Creative Commons

Copyright © by Marco Delmastro · Qualche diritto riservato

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Youtube
  • Linkedin
  • Github
Borborigmi di un fisico renitente usa alcuni cookie per funzionare al meglio. Se continui leggere o scorrere queste pagine dò per scontato che la cosa ti vada a genio. Ok! Dimmi di più
Politica dei cookie

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA

Caricamento commenti...