In Francia e in Svizzera è in corso un processo di dibattito pubblico sul progetto del Futuro Acceleratore Circolare del CERN, l'FCC. In Francia si tratta di un processo codificato per legge per ogni grande opera con potenziale impatto sul territorio, che continuerà fino all'autunno del 2026. In zona, soprattutto in Alta Savoia, ci sono sacche di resistenza al progetto che rendono la discussione difficile, non perché nessuno abbia il diritto di interrogare motivazioni, costi e conseguenze, ma perché spesso il discorso è talmente polarizzato da sembrare nato più da ansie generali che da problemi reali legati al progetto. Una cosa positiva del processo è che il CERN ha prodotto un documento dettagliato (e una una sintesi) sui numeri che siamo oggi in grado di dare su impatto e costi dell'FCC. Ogni discussione dovrebbe partire da lì, mettendo i numeri in prospettiva. [1]Per dire: con quello che sono costate le prime due settimane di guerra in Iran avremmo finanziato l'intero progetto FCC-ee. Completamente. Fate voi.
Nell'ambito di questa iniziativa, l'altro giorno il CERN organizzava una conferenza di Étienne Klein, fisico, saggista, direttore del Laboratorio di Ricerca sulle Scienze della Materia al CEA e una delle voci più lucide in Francia al confine tra fisica e filosofia. Una serata pensata per eletti locali e attori istituzionali, ma aperta su registrazione a chiunque volesse partecipare. Verso la fine, Klein ha menzionato un fatto che non conoscevo e che mi ha colpito molto: oggi un terzo dell'umanità non può vedere la Via Lattea, non riesce a vederla, e spesso non l'ha mai vista. L'inquinamento luminoso l'ha cancellata dal cielo di una persona su tre.
Klein ci costruiva sopra un parallelo più profondo. Non vedere l'immensità del cosmo porta a ripiegarsi su se stessi, come se l'unico mondo che conta fosse quello che ci circonda immediatamente, senza distanze siderali a ispirarci. E questo ripiegamento non è solo nello spazio, ma anche nel tempo: Klein raccontava di come, adolescente negli anni Settanta, l'anno 2000 fosse sulla bocca di tutti, nel 2000 faremo questo, succederà quest'altro, costruiremo una società così. Chi oggi si permette di sognare il mondo del 2050? I problemi su cui sembriamo volerci concentrare, certamente reali e pressanti, sono problemi esclusivamente dell'oggi, e il futuro, nelle nostre teste o nelle nostre pance, sembra inesistente o condannato da guerre, disastri economici, cambiamento climatico, pandemie. Non vale la pena immaginare il 2050, perché sotto sotto non crediamo che esisterà ancora, e allora pensare a un progetto come l'FCC, che se va bene potrebbe forse vedere la luce su quella scala temporale, sembra impossibile, o semplicemente inadeguato all'urgenza dell'oggi che mangia tutto.
Qualche anno fa ho fatto il giro del Monviso con famiglia e amici. Una delle notti l'abbiamo passata al Refuge de Viso, sul lato francese della montagna, un rifugio che a partire da una certa ora spegne completamente tutte le luci della struttura. In una valle senza altre sorgenti luminose, la Via Lattea appare con tutta la sua maestà, e per i quattro adolescenti e i due bambini che camminavano con noi era la prima volta, la prima occasione di vedere con i propri occhi l'immensità del cosmo che dalle strade di Torino o Ginevra non erano mai riusciti a intravedere. Ricordo con commozione lo stupore loro e il mio, io che la Via Lattea ho avuto la fortuna di vederla tante volte, ma che mi emoziona sempre. Il mondo in cui viviamo è lontano dall'essere perfetto, e molto di quello che succede o si prospetta fa paura e può immobilizzarci come conigli sull'autostrada, abbagliati dai fari di un tir in corsa. C'è però un tempo oltre il presente, e uno spazio oltre l'ombelico, da vedere, pensare, sperare.

Note
| ↑1 | Per dire: con quello che sono costate le prime due settimane di guerra in Iran avremmo finanziato l'intero progetto FCC-ee. Completamente. Fate voi. |
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Per continuare a dire...sono 164,6 i miliardi di euro che uno dei popoli più idioti del globo terracqueo si è fumato nel 2025 giocando d'azzardo nello stivale più inutile di tutte le galassie...
Mi fai pensare a Notturno (Nightfall) di Asimov. L'ho letto più -molto più- di mezzo secola fa in "Le meraviglie del possibile". Lo consiglio.
Un'umanità che non conosce le stelle impazzisce quando le vede la prima volta, noi che potremmo vederle ogni notte non ne comprendiamo il significato profondamente umano.
O forse l'umanità non vale l"Universo.
Forse il più bel racconto del buon Dottore???
Credo sia il primo.
Tu sei veramente un grande?mi ha colpito in particolare questa " chiusura mentale di futuro" in fatto quando ero bimbo anni 50 60 tutto era " moderno"anche " atomico" con una fretta gioiosa di vederlo sto futuro così bello l " anno 2000" era quasi un mantra ??un credo di speranza
A presto al CERN medieval??
Nato nel 47, penso di aver vissuto in uno dei periodi più belli -forse il più bello- della storia.
Più bello non saprei neanche ( sono del 55) ma sicuramente una primavera unica. Si usciva del inferno della guerra e comme in tutte le rivoluzione culturale ( il doppio guerra ne e una) ce a l inizio uno sbocciare incredibile anche di utopie ( e successo per la rivoluzione francese o russa. Però dopo vienne Robespierre stalin?
Nato nel '50, penso la stessa cosa e mi rammarico per i miei nipoti che non potranno nemmeno immaginare cosa sono stati e cosa hanno rappresentato quegli anni per chi si affacciava al mondo.
Io sono del 41,
Abitavo al Pantheon e ricordo che riuscivamo a vedere la via Lattea
Ma nell'arco di pochi anni è scomparsa, ora dovrò fare un centinaio di km per rivederla.
Caspita ragazzi: io sono del '41, del '47, del '50, del '55 tutti giovincelli di primo pelo a quanto pare eppure interessati a questi argomenti.
A questo punto serve un commento e una considerazione da parte di Marco.
Che effetto fa essere seguiti e letti da ragazzini attempatelli e sempre interessati?
Attendo con ansia ....
L'ansia fa male alle coronarie e aumenta la pressione, occhio 😉 Cosa devo dirti? In realtà i lettori "maturi" sono quelli che tendono a commentare sul blog (i più giovani - se lo fanno - lo fanno altrove, sui social dove i link al blog sono condivisi), per cui la visione è un po' distorta, anche se è vero che la lettura "lunga" e i blog sono ormai un'attività un po' di nicchia, al di là dell'età
Grazie del commento!
Nessuna ansia e scrivere "interessati a questi argomenti" intendevo tutto ciò che è legato alla fisica e ai tuoi commenti che apprezzo parecchio.