La verità su pani e uccelli 13 novembre 2009
Inviato da Marco in : CERN, Fisica, LHC, Mezzi e messaggi 31 commentiSe siete ancora li a lambiccarvi le meningi sulla storia dell’uccello, del pane e di LHC, magari avere voglia di leggere questo, fresco fresco di stampa, in inglese.
Ne tiro fuori al volo tre citazioni interessanti. La prima sul potenziale di una storia basata sul niente:
Un [semplice] power-cut di colpo è diventato una storia troppo buona per essere ignorata.
L’altra su quello che veramente si sa dell’evento:
A oggi non sappiamo ancora che cosa abbia causato il power cut, ma è vero che piume e pane sono stati trovati sul posto.
L’ultima, infine, sulla morale della storia, che in fondo condivido:
La morale di questa storia è che il CERN e la fisica delle particelle sono sotto i riflettori come non mai. Quella grande avventura che è LHC ha colpito l’immaginazione del pubblico, e c’è una grande sete di notizie su quello che stiamo facendo. I titoli su uccelli e baguette possono sembrare fastidiosi, ma fa sempre bene ricordare che questo tipo di attenzione alla fin fine sarà per il meglio. Presto i titoli dovrebbero spostarsi da uccelli a quark-b [ok, avrei dovuto dire quark-u per riprendere il gioco di parole, ma non è la stessa cosa. N.d.t.], da baguette a bosoni.
Per la cronaca James Gillies, l’autore, è il responsabile della comunicazione e il portavoce del CERN. Buon weekend.
Ancora su LHC, il volatile e la pagnotta 10 novembre 2009
Inviato da Marco in : CERN, Fisica, LHC, Mezzi e messaggi 19 commentiNella mia attitudine naif nei confronti di tutto il mondo, mi sono sempre gingillato con l’idea che i giornalisti fossero tutto come Dustin Hoffmanne Robert Redfort in Tutti gli uomini del presidente. Sentita una potenziale notizia, certamente avrebbero passato le ore successive a verificarla, a testare le fonti per attendibilità, e mettere alla prova i dettagli per vedere se la storia tenesse. Apparentemente oggi le cose non funzionano più così: da uno scarno lancio di agenzia si costruiscono di sana piantale panzane più interessanti, e un qualunque articolo reperito con Google sulla rete assume il ruolo di fonte attendibile. Prendiamo dunque l’esempio del recentissimo incidente di LHC, a sentire la rete messo in ginocchio da un volatile bombardiere di pagnotte. Dov’è la notizia? C’è una notizia? Dove dobbiamo andare a scavare? In effetti la situazione è disperata: in mano abbiamo solo un comunicato stampa che sembra uno scherzo. Sarà vera la storia?
La notizia non è l’uccello. O meglio, la notizia da verificare non è la storia dell’uccello che dissemina panini nelle cabine elettriche di LHC. La prima notizia da verificare è se in effetti i settori 7-8 e 8-1 di LHC abbiamo subito un riscaldamento anomalo negli scorsi giorni. La cosa non è difficile, perché le misure di temperatura di LHC sono disponibili a tutti sul web (hat tip a GM che mi ha segnalato il link corretto). Questo è il grafico dell’andamento delle temperature nel settore 6-7 negli scorsi giorni. Niente di nuovo sul fronte occidentale:
Questi invece sono gli andamenti per i settori 7-8 e 8-1:
Anche un giornalista laureato in archeologia partico sassanide dovrebbe essere in grado di individuare le differenze. I settori 7-8 e 8-1 hanno subito un riscaldamento anomalo. È un fatto. Non un fatto simpatico, tra l’altro: come potete constatare ci va un bel po’ di tempo per far scendere la temperatura di pochi gradi quando si passa da freddissimo a freddissimissimo. Se i magneti in questioni fossero andati in quench (cosa che non è accaduta, perché praticamente non ci circolava corrente; se fosse successo la temperatura sarebbe salita ancora di più) lo stop necessario a ri-raffreddarli sarebbe durato ben più a lungo. Non un’ipotesi divertente, ma nemmeno un dramma cosmico: i magneti un acceleratore superconduttore quenciano (mi si scusi il termine) di tanto in tanto, fermando le attività della macchina. Il punto è che non lo facciano troppo spesso, e soprattutto che non lo facciano esplodendo.
Verificato che l’evento non è un’invenzione, per quanto bizzarra possa sembrare la spiegazione fornita dal comunicato stampa del CERN, abbiamo una certezza su cui lavorare. Possiamo smettere di speculare sull’inattendibilità della notizia, e tornare a concentrarci sulle ragioni dell’incidente. A questo punto potrebbe tornare d’attualità discutere dell’uccello.
Discutere dell’uccello vuol dire chiedersi se le istallazioni di superficie di LHC sono sufficientemente protette dagli inevitabili contatti con la fauna locale: se qualcuno se lo fosse dimenticato, LHC è un cerchiolone di 27 km con installazioni di superficie disperse nel bel mezzo della campagna francese e svizzera. Quello che invece non vuol dire è speculare su scemenze del genere: l’uccello avrà fatto cadere la pagnotta nel tunnel sottoterra mentre volava dando prova di mira notevole? O peggio, chiedersi se sia il bosone di Higgs dal futuro ad aver spedito il pennuto in vece di Terminator alato a impedire la scoperta di se stesso nel presente sabotando LHC (panzana letta in varie declinazioni praticamente dappertutto sulla rete). Questo non è giornalismo, o meglio, non è quel giornalismo che facevano Bob Woodward e Carl Bernstein.
A prescindere dalla qualità del giornalista, il comunicato stampa del CERN sull’avvenimento è di qualità veramente discutibile (e sto facendo un serio sforzo di understatement). Buonanotte, e buona fortuna.
LHC, il pane e l’uccello 9 novembre 2009
Inviato da Marco in : Fisica, LHC, Mezzi e messaggi 26 commentiAvevo deciso di non parlarne, perché la notizia è talmente bizzarra da non sembrare vera, e se ne sa comunque troppo poco – persino da queste parti – per poterne discutere seriamente. Siccome però svariati tra i miei affezionati lettori hanno tirato in ballo l’incidente di LHC, l’uccello e la baguette, facciamo che dire due parole, per quello che è possibile.
Iniziamo dal comunicato ufficiale del CERN, che tutto il resto che potete aver letto è fuffa ricamata e non voglio veramente perdere tempo a discuterla. I corsivi sono miei.
Martedì 3 Novembre un uccello che trasportava una baguette ha causato un cortocircuito in una installazione elettrica all’esterno, installazione che serve i settori 7-8 e 8-1 di LHC. Gli effetti collaterali dell’episodio includono una interruzione delle operazioni del sistema criogenico di LHC. L’uccello è riuscito a scappare senza riportare danni ma perdendo il suo pane.
Il sistema di sicurezza standard si è messo in azione immediatamente, e una volta identificata la causa del problema, il ri-raffreddamento della macchina è iniziato e i settori sono tornati alla temperatura operazionale ieri notte [Giovedì 5 Novembre, n.d.t.]. L’incidente è assimilabile a un normale power cut, per il quale i sistemi di protezione della macchina sono ben preparati.
Che cosa sappiamo? C’è un’installazione elettrica di superficie, all’aperto, all’interno della quale si è verificato un corto-circuito che ha bloccato il funzionamento corretto di un sistema criogenico, provocando il riscaldamento di alcune parti di due settori di LHC. L’indagine ha verificato che il corto sembra essere stato provocato dalla presenza di un pezzo di pane, attribuita per l’occasione a un uccello di passaggio. Non si capisce bene se si tratti di un solo pezzetto o di un’intera baguette (che non è esattamente un oggetto piccolo), ne se veramente qualcuno abbia visto l’uccello in questione.
La notizia ha letteralmente fatto il giro del mondo. Molto prima di vedere il comunicato ufficiale, io l’avevo saputo dal blog di un fisico teorico supponente e fastidioso che leggo quasi solo per dovere istituzionale (e perché mi piacciono le risse tra colleghi). Dai blog la notizia è rimbalzata qua e là sui giornali, dove ovviamente ognuno si è sentito in dovere di infarcirla di elucubrazioni più o meno sensate sulle quali sorvolo, perché oscillano tra il ridicolo e il grottesco.
La notizia è vera? Il comunicato è sulla pagina principale del CERN, ed è archiviato tra nel news ufficiali: e se fosse stato messo lì da qualche burlone a quest’ora chi si occupa delle notizie se ne sarebbe accorto, obbiamo dunque dedurne che il comunicato sia li con il benestare del management del CERN. Questo non toglie che la notizia suoni (almeno a me) un po’ bizzarra per il tono: se la frase “L’uccello è riuscito a scappare senza riportare danni ma perdendo il suo pane” significa qualcosa del tipo “abbiamo ritrovato un pezzo di pane tra i circuiti, non sappiamo come sia finito li, supponiamo sia stato un uccello che però non abbiamo visto e di cui non abbiamo ritrovato il cadavere bruciacchiato”, beh, onestamente io avrei scritto – magari saltando “bruciacchiato” – la seconda frase per intero, perché la prima versione sembra davvero uno scherzo. Ci si riscalda un settore, e ci preoccupiamo della sopravvivenza di un pennuto impiccione? E poi, che bisogno c’era di specificare che il pane era una baguette? Se avessero ritrovato una biova, una rosetta, un rubatà, la cosa sarebbe forse diversa? Non so, ma la cosa mi puzza un po’. Anche accettando che la notizia sia vera – e obiettivamente non ci sono motivi per dubitare: quei due settori in effetti si sono riscaldati negli scorsi giorni (qui mi piacerebbe mostrarvi un paio di plot, ma non sono ancora sicuro di poterlo fare. Li trovate qui) – mi restano delle riserve rispetto al comunicato. Se questo è il livello dei personaggi che ci scrivono i comunicati, siamo veramente mal messi.
È un problema? Direi che ci sono due notizie, una buona e una cattiva. La buona è che il sistema di protezione sembra funzionare, che in caso di power cut non muore tutto, e che il peggio che può succedere è che la macchina si deve fermare per qualche giorno (o per qualche settimana, in caso di quench) per ri-raffreddare tutto. Non è divertente, ma neppure drammatico. La notizia cattiva è che, se veramente abbiamo un sistema che comprende zone all’esterno con apparecchiature in cui un piccione qualunque può andare a fare il nido indisturbato, io inizierei a preoccuparmi. Al prossimo giro sarà un procione che vuole scavarsi una tana al caldo, la gatta incinta dei vicini che deve partorire, i ragazzetti del liceo di Ferney-Voltaire che cercano un posto nascosto dove andare a fumare. Insomma, io come minimo mi metterei a sguinzagliare un po’ di tecnici a installare griglie qua e là. Subito.
E se invece… Nonostante tutte le evidenze contrarie, il tono del comunicato continua a lasciarmi il retropensiero che sia tutta una bufala. Lo so che non è così, e che probabilmente abbiamo semplicemente un ufficio stampa dalle dubbie competenze. Ma se fosse invece il servizio comunicazione del CERN che sta studiando i tempi e i modi di reazione della rete a notizie bizzarre? Non ci credo, ma sarebbe divertente.
Se non avete mai assaggiato un bagel… 17 giugno 2007
Inviato da Marco in : Famiglia, Letture e scritture, Vita di frontiera aggiungi un commentoThe first printed mention of bagels (…) is to be found in the Community Regulations of Kracow, Poland, for the year 1610 which stated that bagels would be given as a gift to any woman in childbirth. (…) If you have never tasted a bagel, I feel sorry for you.

Esperimento di domenica mattina, a raffreddate in attesa del salmone affumicato. Lettura consigliata: Paul Auster, the Brooklyn Follies.



