L'ultima estate. Umbria, venerdì 19 agosto 1994

(L'ultima estate è un esperimento di scrittura post-adolescenziale postuma, ispirato al podcast Mortified. Ho scritto questo testo tra l'estate del 1994, l'autunno del 1997 e la primavera del 1999, ma se passate il mouse sui numerelli appariranno dei box di commento scritti oggi, a più o meno 20 anni di distanza. Questa è la sedicesima puntata, il racconto inizia qui.)

La luce che filtra dalle persiane e le voci dalla via mi svegliano nel mio lettino urbinense [1]Riassunto della puntata pretendete: sono rimasto da solo a Urbino con Tecla - amica in piena crisi amical-sentimentale, e Cassandra - fidanzata dell'epoca, impegnata a tempo pieno a consolarla. Il resto del gruppo con cui sono partito si è sgretolato. prima che suoni la sveglia, ma è parecchio dopo lo squillo che riusciamo a ravanarci giù dal letto. Facciamo colazione da “i dolci di Battista”, di cui ho piacere ricordare il panino prosciutto e funghi [2]Ho sempre apprezzato le colazioni salate... e la bavarese ai mirtilli [3]... ma non disdegno i dolci, perbacco!; dopodiché partiamo, ma non andremo subito a Castiglioncello. [4]Dove, per gli smemorati, ci aspettano Flip, Maia e Kurt, che in momenti diversi sono fuggiti dalle dinamiche tossiche della compagnia. Dopo aver avvertito gli amici, infatti, facciamo tappa ad Arezzo per un rapido giro, poi proseguiamo per San Gimignano. Quest’ultimo è un paesino medioevale stupendo e piccolissimo, che pullula di botteghe con primizie alimentari (salumi di cervo e cinghiale, pastasciutta di tutti i colori, ettolitri di vino). [5]Gli ettolitri di vino in vetrina si trasferiranno presto nello stomaco e nelle vene di un personaggio del racconto, ma non anticipiamo.

La chiesa è molto bella, gli affreschi ricordano Giotto ad Assisi (notevole Mosè [6]In effetti sarebbe Noè, la mia ignoranza artistico-biblica è pienamente confermata. ubriaco che mostra le vergogne...). Nel porticato adiacente un uomo vestito da gondoliere si rivela invece un provetto suonatore d’arpa, che offre ai fortunati presenti un affascinante concerto. [7]Peraltro completamente rimosso dalla memoria, tanto affascinante non doveva essere. Per cena ci procuriamo salame di cinghiale semplice e al ginepro, e vino “rosso del convento”, che consumiamo a Volterra, nella piazza dove due figuri suonavano chitarra e bongos. [8]Ecco, inizia la sezione alcolica della giornata. Immagino che il vino "rosso del convento" dovesse essere una primizia prossima al miglior Tavernello.

L’appuntamento serale è a Vada (vicino a Castiglioncello). al camping Campo Fiorito; appuntamento al quale giungiamo non senza problemi, ad esempio l’ebrezza di Tecla, [9]Ecco. che ci impone alcune attenzioni particolari (soste-vomito fuori dal campeggio). La cosa però non è un dramma, anzi ha anche i suoi aspetti positivi (che oserei dire “catartici”...). [10]Catartici per lei, direi. Per me, come sarà chiaro tra poco, un po' meno.

Durante tutto il viaggio da Volterra a Vada io guido, Cassandra dorme nel sedile posteriore ed Tecla continua a bere di fianco a me. [11]Essendo al volante, io ovviamente non bevo. Tra le gambe ha un discreto numero di bottiglie, e non accenna a smettere. Parla, parla e parla ancora, raccontandomi a volte un po’ sconnessamente le sue avventure, i suoi sentimenti e le situazioni che la rendono triste e disperata. Ogni tanto si ferma e mio guarda, quasi stupita che io possa starla ad ascoltare, questo è in fondo un ruolo nuovo per il sottoscritto:

— Non so neanche perché te ne parlo, non so neppure se puoi capire e che cosa sai...

E si che qualcosa so, [12]Scemo sì, ma con Nesquik! e magari qualcosa ho anche da dire, e dico. E nell’ultimo giorno e mezzo di vacanza finalmente assumo dignità di interlocutore, sebbene, ammettiamolo, in situazione particolare. Ma si sa, in vino veritas, ed io sono contento, che mi sembra di avere finalmente conquistato non so quale dignità o stima che fino ad adesso mi era mancata. Non sono solo più il buffone di corte o il rigido ed affidabile organizzatore logistico, adesso posso fare anche il barista o l’infermiere. [13]Un apprezzabile cambiamento di stato. Fra qualche giorno mi permetteranno forse di servire a tavola.

Ritroviamo gli amici all’una e mezza di notte, e fra di loro c’è anche... sorpresa! Raflesia [14]L'identità di questa nuova amica sarà nascosta dal nome della regina delle Mazoniane di Capitan Harlock. che ci ha raggiunti. Ci vediamo domani.

Mentre scrivo queste ultime righe sono seduto al tavolo davanti allo spaccio chiuso del campeggio, e Raflesia [15]Raflesia è una delle tante amiche scout torinesi. Che cosa ci faccia a Vada mi sfuggiva allora, e meno che mai mi è chiaro adesso. Non era venuta un vacanza con noi, perché mai ci avrebbe raggiunto verso la fine? Probabilmente puntava a baccagliare qualcuno, alla fine i motivi sono sempre gli stessi. si è fermata a fare due chiacchiere con me. [16]Ehi! Forse baccagliava me? Mah... Non è semplice spiegare come è andata la vacanza, le prometto di farle leggere il diario accennandole a qualche problema e alla difficile convivenza, e poi me ne vado a dormire. Non sono molto loquace, lo ammetto. [17]Occasione persa, mi sa. Occasione persa. Che pollo!

Dormo in una tenda ad igloo con Cassandra e Tecla, che ormai è stata affidata ufficialmente alle nostre cure. Portiamo Tecla di peso in tenda, senza che qualche guardiano del campeggio la veda e faccia storie per il suo stato comatoso e vomitante. [18]Che bella immagine, no?

Davanti a noi, circa due metri, una coppia con due o tre anni più di noi chiacchiera e ridacchia sottovoce sulla stuoia davanti alla tenda, con un candela soltanto a illuminarli. Mentre sistemo Tecla i due iniziano a sbaciucchiarsi appassionatamente, con le mani che non fanno neanche attenzione a non farsi vedere nei loro percorsi mica tanto nascosti.

Tecla dorme in mezzo a Cassandra e me, con la testa verso l’apertura, così in caso di altri conati può tentare di non lordare tutto la tenda ed i saccoapeli. Le fanciulle crollano, io tardo un po’ ad addormentarmi. La coppia davanti a noi spegne la candela e si ritira in tenda, dove protetta da due sottilissimi strati di nylon della Ferrino si da ad acrobazie sessuali per nulla silenziose che mi tengono sveglio ancora un po’. [19]Il danno e la beffa, a perfetto coronamento della giornata.

(continua)

Note   [ + ]

1. Riassunto della puntata pretendete: sono rimasto da solo a Urbino con Tecla - amica in piena crisi amical-sentimentale, e Cassandra - fidanzata dell'epoca, impegnata a tempo pieno a consolarla. Il resto del gruppo con cui sono partito si è sgretolato.
2. Ho sempre apprezzato le colazioni salate...
3. ... ma non disdegno i dolci, perbacco!
4. Dove, per gli smemorati, ci aspettano Flip, Maia e Kurt, che in momenti diversi sono fuggiti dalle dinamiche tossiche della compagnia.
5. Gli ettolitri di vino in vetrina si trasferiranno presto nello stomaco e nelle vene di un personaggio del racconto, ma non anticipiamo.
6. In effetti sarebbe Noè, la mia ignoranza artistico-biblica è pienamente confermata.
7. Peraltro completamente rimosso dalla memoria, tanto affascinante non doveva essere.
8. Ecco, inizia la sezione alcolica della giornata. Immagino che il vino "rosso del convento" dovesse essere una primizia prossima al miglior Tavernello.
9. Ecco.
10. Catartici per lei, direi. Per me, come sarà chiaro tra poco, un po' meno.
11. Essendo al volante, io ovviamente non bevo.
12. Scemo sì, ma con Nesquik!
13. Un apprezzabile cambiamento di stato. Fra qualche giorno mi permetteranno forse di servire a tavola.
14. L'identità di questa nuova amica sarà nascosta dal nome della regina delle Mazoniane di Capitan Harlock.
15. Raflesia è una delle tante amiche scout torinesi. Che cosa ci faccia a Vada mi sfuggiva allora, e meno che mai mi è chiaro adesso. Non era venuta un vacanza con noi, perché mai ci avrebbe raggiunto verso la fine? Probabilmente puntava a baccagliare qualcuno, alla fine i motivi sono sempre gli stessi.
16. Ehi! Forse baccagliava me? Mah...
17. Occasione persa, mi sa. Occasione persa. Che pollo!
18. Che bella immagine, no?
19. Il danno e la beffa, a perfetto coronamento della giornata.
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2 Commenti

  1. Giulio
    Pubblicato il 2 giugno 2017 alle 10:17 | Permalink

    Magari era Noe`, non Mose`!
    Giulio

  2. Pubblicato il 5 giugno 2017 alle 10:30 | Permalink

    Sì, in effetti sarebbe proprio Noè, la mia ignoranza artistico-biblica è pienamente confermata!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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