L'ultima estate. Emilia, lunedì 8 agosto 1994

Borgo Panigale. Foto di Girolamo Pipitone da Flickr

Parco di Borgo Panigale. Foto di Girolamo Pipitone da Flickr.

(L'ultima estate è un esperimento di scrittura post-adolescenziale postuma, ispirato al podcast Mortified. Ho scritto questo testo tra l'estate del 1994, l'autunno del 1997 e la primavera del 1999, ma se passate il mouse sui numerelli appariranno dei box di commento scritti oggi, a più o meno 20 anni di distanza. Questa è la quinta puntata, il racconto inizia qui.)

Mattinata di trasferimento: sveglia a Sarzana ore 7.00 (!), arrivo a Bologna ore 14.30(!). Ci ricongiungiamo con Kurt che è arrivato in auto da Torino. Nel pomeriggio cerchiamo il campeggio e ci sistemiamo. Il campeggio è bellissimo e molto pulito, ma assolutamente privo di ombra, cosa che, vista la calura, ci sconforta assai. Giunta la sera ci rechiamo a Borgo Panigale, [1]Che è di fatto un quartiere di Bologna. dove si svolge la Festa di Liberazione (giornale di Rifondazione Comunista) [2]Letture militanti. per mangiare. Un trafiletto di Cuore [3]Letture militanti e raffinate. prometteva infatti “cascate di tortellini”. [4]E come resistere a una tale promessa?

Questa è una delle caratteristiche salienti del viaggio: il cibo. Per un qualche tacito accordo mangiamo e mangeremo sempre fuori – forse tranne un paio di volte – a volte bene ed altre male, a volte economicamente ed altre no. Ma non tutti gradiscono la proposta di cucinare qualche volta – abbiamo tutto il necessario – facendo la spesa in un prosaico supermercato. [5]Nel 1994 sono nel pieno del mio periodo francescano-altermondialista-marxista-leninista. Spendere poco non è solo una necessità obiettiva - soldi non ne ho - ma è un gesto politico, esercitato, come spesso succede a quell'età, con un ardore al limite del grottesco. Come se mangiare in una trattoria di terza categoria favorisse al contempo il successo della dittatura del capitale e impedisce l'avvento del Regno. Almeno abbiamo l’occasione rara di vedere Kurt insieme a un manipolo di trotzkisti mangia-bambini. [6]Le simpatie politiche del nostro amico Kurt risiedono all'estremo opposto delle mie, allora come adesso. Certamente di destra, Kurt ha nel 1994 l'aspetto, e sovente i modi, di un naziskin. All'epoca pensavamo fosse più che altro una posa, l'amicizia di lunga data a volte acceca. Col tempo abbiamo capito che la cosa era più profonda.

Di qui in poi il resoconto dei fatti sarà probabilmente un po’ confuso, per motivi... alcolici. [7]In sostanza, ho preso una sbronza colossale di vinaccio. Mangiamo bene e beviamo meglio, fraternizzando con cinque compagni di mezza età molto simpatici (“... adesso vado a casa guidando piano, ma una volta a casa, sfondo!” – ovviamente riferito alla sua amata consorte!), con cui chiacchieriamo, beviamo ancora e parliamo in tre o quattro dialetti ("fogli di capuss!" – sono molto stupiti che nessuno di noi sappia come si chiamano le cartine per le sigarette in emiliano). [8]Uno dei protagonisti del racconto mi ha recentemente detto di essere piuttosto certo che "fogli di capuss" volesse dire "soldi". Ma il diario riporta quello che riporta, a perenne memoria del mio stato alcolicamente alterato durante la serata. Alla festa c’è Ciarly Roketto, un folletto rosso che canta sul palco con la chitarra. [9]Ciarly Roketto era un pittoresco chitarrista country-padano di strada, con all'epoca una minuscola fama in area bolognese. Nonostante gli anni, se ne trovano ancora tracce in rete. Piuttosto ebbri, Willi, Cassandra ed io saliamo sul palco a cantare con lui, a fare le seconde voci e a dare spettacolo. [10]Non ho alcun ricordo conscio di questo episodio. Mi ricordo la Festa, i militanti, le chiacchiere, la sbronza e le sue conseguenze, ma di essere salito sul palco a fare il controcanto a un rocker emiliano di provincia mi manca completamente. Conoscendomi, però, non ho motivi di dubitare. La cosa piace tanto che ci offrono un ennesimo litro di vino, purtroppo bianco. Il mescolamento mi sfruguglia lo stomaco.

Esterno notte, appena fuori dal capannone dove Ciarly Roketto – giuro che si scrive proprio così – sta suonando. Willi e Marco, [11]Per un attimo ho accarezzato l'idea di assegnare anche a me un'identità segreta, ma non aveva molto senso. Però sono un po' geloso dei miei amici. visibilmente ubriachi.

— Forza, Marco, stai tranquillo...

— Okay.

— Dai, fratello, adesso ti svuoti lo stomaco e torniamo a cantare...

— Okay.

— Non ti preoccupare, capita a tutti, hai mescolato, adesso passa...

— Okay.

— Su, che poi festeggiamo a birra e salsiccia...

— Burp...

Prima di salire in auto sbocco il capocollo ai ferri; durante una sosta invece faccio fuori i garganelli alla boscaiola. [12]Alla Festa di Liberazione si mangiava bene. Mi dicono che sdraiato lungo la stradale a torso nudo e a braccia larghe sembravo un Cristo – certo non sono mai stato particolarmente nerboruto. [13]In quel periodo pesavo circa 57 kg per 178 cm di altezza, e avevo i capelli lunghi. Fate voi. La gente si impressiona facilmente e si preoccupa: molti si fermano, fra cui sette volanti della madama. [14]"Madama" è come in Piemonte e Lombardia viene gentilmente chiamata la polizia. Il numero di passaggi di mezzi delle forze dell'ordine mi è stato riferito dai miei compagni di viaggio, io ho ricordi vaghi. Sospetto comunque che intercettare gente inebriata lungo le statali emiliane deve essere un'attività comune per i poliziotti della zona. Prima di capottare in tenda riesco a rovesciare tre caffè, per terra, sulla maglietta, sul cappello dei Chicago Bulls. [15]Nella stagione NBA 1993-94 Michael Jordan, che allora idolatravo come molti, lascia i Bulls per darsi al baseball, e la squadra fa un campionato mediocre. Jordan tornerà a giocare a basket nel 1995, e chi non ha visto la finale NBA del 1998 vada a cercarla su youtube.

Più avanti scopriremo quanto Kurt veneri la sua auto. Certo tornare a casa con lui, preoccupatissimo che gli sporchi i tappetini con un’ultima “torta” e che mi minaccia di morte, e con la testa che mi esplode e lo stomaco che ha intenzione di uscire dall’esofago per conoscermi personalmente, è difficile, quasi impossibile, ma eroicamente ce la faccio.

Pazientemente Cassandra mi conduce in tenda, apprestandosi a dormire preoccupatissima che io possa vomitare ancora. Che scarsa fiducia, uffa! Ho detto che sto bene, eccheccavoli.

Prima di addormentarmi come un angioletto percepisco che Kurt e Flip baccagliano due tedesche... tanti auguri e ciao, ronf!

(continua)

Note   [ + ]

1. Che è di fatto un quartiere di Bologna.
2. Letture militanti.
3. Letture militanti e raffinate.
4. E come resistere a una tale promessa?
5. Nel 1994 sono nel pieno del mio periodo francescano-altermondialista-marxista-leninista. Spendere poco non è solo una necessità obiettiva - soldi non ne ho - ma è un gesto politico, esercitato, come spesso succede a quell'età, con un ardore al limite del grottesco. Come se mangiare in una trattoria di terza categoria favorisse al contempo il successo della dittatura del capitale e impedisce l'avvento del Regno.
6. Le simpatie politiche del nostro amico Kurt risiedono all'estremo opposto delle mie, allora come adesso. Certamente di destra, Kurt ha nel 1994 l'aspetto, e sovente i modi, di un naziskin. All'epoca pensavamo fosse più che altro una posa, l'amicizia di lunga data a volte acceca. Col tempo abbiamo capito che la cosa era più profonda.
7. In sostanza, ho preso una sbronza colossale di vinaccio.
8. Uno dei protagonisti del racconto mi ha recentemente detto di essere piuttosto certo che "fogli di capuss" volesse dire "soldi". Ma il diario riporta quello che riporta, a perenne memoria del mio stato alcolicamente alterato durante la serata.
9. Ciarly Roketto era un pittoresco chitarrista country-padano di strada, con all'epoca una minuscola fama in area bolognese. Nonostante gli anni, se ne trovano ancora tracce in rete.
10. Non ho alcun ricordo conscio di questo episodio. Mi ricordo la Festa, i militanti, le chiacchiere, la sbronza e le sue conseguenze, ma di essere salito sul palco a fare il controcanto a un rocker emiliano di provincia mi manca completamente. Conoscendomi, però, non ho motivi di dubitare.
11. Per un attimo ho accarezzato l'idea di assegnare anche a me un'identità segreta, ma non aveva molto senso. Però sono un po' geloso dei miei amici.
12. Alla Festa di Liberazione si mangiava bene.
13. In quel periodo pesavo circa 57 kg per 178 cm di altezza, e avevo i capelli lunghi. Fate voi.
14. "Madama" è come in Piemonte e Lombardia viene gentilmente chiamata la polizia. Il numero di passaggi di mezzi delle forze dell'ordine mi è stato riferito dai miei compagni di viaggio, io ho ricordi vaghi. Sospetto comunque che intercettare gente inebriata lungo le statali emiliane deve essere un'attività comune per i poliziotti della zona.
15. Nella stagione NBA 1993-94 Michael Jordan, che allora idolatravo come molti, lascia i Bulls per darsi al baseball, e la squadra fa un campionato mediocre. Jordan tornerà a giocare a basket nel 1995, e chi non ha visto la finale NBA del 1998 vada a cercarla su youtube.
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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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