L'ultima estate. Liguria, domenica 7 agosto 1994

(L'ultima estate è un esperimento di scrittura post-adolescenziale postuma, ispirato al podcast Mortified. Ho scritto questo testo tra l'estate del 1994, l'autunno del 1997 e la primavera del 1999, ma se passate il mouse sui numerelli appariranno dei box di commento scritti oggi, a più o meno 20 anni di distanza. Questa è la quarta puntata, il racconto inizia qui.)

Lerici (credit: Acca67 su Flickr)

Lerici. Foto di Acca67 da Flickr)

Giornata di mare. L’autostop ci porta a Lerici, dove ci immergiamo nel carnaio. La stanchezza mi ha fatto tralasciare che ieri Cassandra, causa perdita del pezzo superiore del bikini, ha fatto il bagno in topless (!), mostrando a noi tre estasiati le sue incredibili tette... [1]Il tema ormonal-sessuale comincia a fare capolino nel racconto. D'altronde, a quell'età, si pensa forse ad altro? E anche dopo, a dire il vero. Si astengano dunque dalla lettura minorenni, puritani e moralisti.

Oggi invece sfortunatamente ha deciso di acquistare un altro costume (da un estremo all’altro: intero e ben coprente!): dopo mezza giornata in un negozio [2]Nel caso qualcuno avesse dei dubbi, se c'è una cosa che mi annoia di più che fare shopping, è accompagnare qualcuno a fare shopping, specie se di sesso femminile e se si tratta di abbigliamento. se ne esce con un costume che la invecchia di trenta o quaranta anni... ma pensa te...

Fuggiamo il caldo con una serie di “bagnetti”, e a pranzo ingurgitiamo ben mezza margherita a testa, e i più fortunati anche un’oliva. [3]Ho ancora fame al pensiero. Abortiamo, causa mancanza di calorie, uno spettacolino musicale. [4]L'ho già detto che viaggiavamo con due chitarre? Willi ed io, all'epoca, suonavamo insieme in un gruppetto rock di fama molto locale. Willi, in crisi di fame, comincia a delirare, e per curarlo facciamo un altro bagnetto. Ci puppiamo una Messa noiosetta, [5]La compagnia è tutta composta da allora-tutti-cattolicamente-praticanti capi scout dell'Agesci. di cui ricordo solo Geremia che con una focaccia e un orcio d’acqua cammina quaranta giorni e quaranta notti (santo cielo...!). [6]La fame, la fame mi perseguita... Ci concediamo il ritorno in pullman e cena ovviamente in pizzeria (margherita e patatine!). [7]Va bene la fame, però... che orrore! Mi vergogno a distanza.

C’è qualcosa che comincia a non andare nella spensieratezza delle giornate: ci sentiamo un po’ soli e abbandonati, con poco da fare, poco tempo, pochi soldi, poco tutto. Ma il peggio deve ancora venire.

Al telefono Kurt [8]Ecco finalmente Kurt, che, almeno nella nostra idea iniziale, dovrebbe essere l'autista ufficiale di queste vacanze "in macchina". annuncia che non ci porta Bologna in auto e che Parma gli fa schifo, [9]Kurt è sempre stato poco accomodante. Un simpatico bastardo, insomma. dunque con gran gioia domani ci alzeremo all’alba e passeremo la giornata in treno verso Bologna.

Eravamo d’accordo con Kurt che dopo due giorni di attesa a Sarzana ci passasse a prendere in auto per cominciare finalmente il viaggio vero. Ma Sarzana non ha uno svincolo autostradale adatto, vorrebbe dire deviare troppo dalla direttissima e quindi ridurre la velocità di crociera – non sia mai! [10]Kurt all'epoca si dilettava di rally e modifiche ai motori delle sue auto. Chiaramente la sua idea di "vacanza in macchina" è un po' diversa da quella fricchettona che ho in mente io. Inoltre Parma, si sa, fa schifo, quindi è improponibile come tappa intermedia. Chi poteva immaginare che a Sarzana Kurt sarebbe dovuto ritornare, e neanche a divertirsi troppo, al servizio della patria? Ma questa è un’altra storia. All’orizzonte si profila il modo con cui resisterò all’isteria collettiva nei prossimi giorni: la scemenza consapevole. [11]A distanza di tempo posso dire con la certezza dell'esperienza: a lungo termine, non funziona. Fidatevi. Ci si può divertire con poco o niente – o forse no?

Per fortuna in campeggio ci sono tre marziani rovinano basi musicali con lamenti e svise, [12]Dicesi "svisa" il tentativo, spesso malriuscito, di eseguire virtuosismi alla chitarra elettrica che ci risollevano il morale. Balliamo con foga Masini (!) e andiamo a nanna. [13]Nel 1994 Marco Masini, oggetto principe dello sfottio dei rocchettari radical-chic che eravamo, ha all'attivo tre album, tra cui il prezioso "T'innamorerai" del 1993, che contiene la delicata "Vaffanculo". Se non sapete di cosa sto parlando, meglio per voi, e sappiate che vi invidio.

(continua)

Note   [ + ]

1. Il tema ormonal-sessuale comincia a fare capolino nel racconto. D'altronde, a quell'età, si pensa forse ad altro? E anche dopo, a dire il vero. Si astengano dunque dalla lettura minorenni, puritani e moralisti.
2. Nel caso qualcuno avesse dei dubbi, se c'è una cosa che mi annoia di più che fare shopping, è accompagnare qualcuno a fare shopping, specie se di sesso femminile e se si tratta di abbigliamento.
3. Ho ancora fame al pensiero.
4. L'ho già detto che viaggiavamo con due chitarre? Willi ed io, all'epoca, suonavamo insieme in un gruppetto rock di fama molto locale.
5. La compagnia è tutta composta da allora-tutti-cattolicamente-praticanti capi scout dell'Agesci.
6. La fame, la fame mi perseguita...
7. Va bene la fame, però... che orrore! Mi vergogno a distanza.
8. Ecco finalmente Kurt, che, almeno nella nostra idea iniziale, dovrebbe essere l'autista ufficiale di queste vacanze "in macchina".
9. Kurt è sempre stato poco accomodante. Un simpatico bastardo, insomma.
10. Kurt all'epoca si dilettava di rally e modifiche ai motori delle sue auto. Chiaramente la sua idea di "vacanza in macchina" è un po' diversa da quella fricchettona che ho in mente io.
11. A distanza di tempo posso dire con la certezza dell'esperienza: a lungo termine, non funziona. Fidatevi.
12. Dicesi "svisa" il tentativo, spesso malriuscito, di eseguire virtuosismi alla chitarra elettrica
13. Nel 1994 Marco Masini, oggetto principe dello sfottio dei rocchettari radical-chic che eravamo, ha all'attivo tre album, tra cui il prezioso "T'innamorerai" del 1993, che contiene la delicata "Vaffanculo". Se non sapete di cosa sto parlando, meglio per voi, e sappiate che vi invidio.
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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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