L'ultima estate. Emilia, mercoledì 10 agosto 1994

La pialassa di Ravenna (Foto di Leonardo D'Amico, da Flickr)

La pialassa di Ravenna (Foto di Leonardo D'Amico, da Flickr)

(L'ultima estate è un esperimento di scrittura post-adolescenziale postuma, ispirato al podcast Mortified. Ho scritto questo testo tra l'estate del 1994, l'autunno del 1997 e la primavera del 1999, ma se passate il mouse sui numerelli appariranno dei box di commento scritti oggi, a più o meno 20 anni di distanza. Questa è la settima puntata, il racconto inizia qui.)

Oggi con molta lentezza (causa docce, spesa, pagamento multe) ci trasferiamo da Bologna verso il mare, zona Ravenna. La meta sono i luoghi dell’infanzia di Kurt.

All’idea di visitare i posti dove passava le estati da bambino Kurt si è di colpo intenerito, e ci racconta qualcosa – ma poco – delle sue vacanze. Io intanto continuo a immaginarmelo con un costumino stretto e un cappellino da marinaio sui riccioli biondicci – che oggi hanno lasciato posto ad una ben più rude e maschia pelata [1]Che Kurt abbia modi e aspetto di un quasi-naziskin l'ho già detto, ma vale la pena ricordarlo per mettere le cose in prospettiva. Ricordo che all'epoca scherzavamo dicendo che, se non avessimo conosciuto Kurt e lo avessimo incontrato dopo il tramonto lungo qualche strada secondaria di San Salvario a Torino, avremmo probabilmente cambiato marciapiede.– che sta seduto sulla riva dell’Adriatico a fare castelli di sabbia, e la cosa non può che mettermi di buon umore.

La vista del mare rimuove ogni freno inibitore a noi maschietti, che in circa 40 secondi passiamo da tutto vestito al costume, senza asciugamani o coperture. Facciamo il bagnetto in un mare-salamoia; [2]L'Adriatico è quello che è. io e Willi, forse come divina ricompensa per le nostre opere a favore dell’umanità, durante l’ammollo abbiamo l’occasione di deliziarci le pupille con le grazie di due compagne che si mostrano “spontaneamente” (wow!). [3]"Chi sia accontenta gode così così", avrebbe appropriatamente cantato Ligabue l'estate successiva, probabilmente ispirato dai nostri ormoni repressi per il ritornello di "Certe notti".

È già la seconda volta che accade, se non ricordo male qualche giorno fa Cassandra, oggi di nuovo lei con Maia si dedicano al topless. Non posso che esserne lieto, ma mi sfugge il motivo per cui in seguito sembreranno vergognarsi un po’ di questa cosa. Quello che è certo e che in seguito entrambe sembreranno dimenticarsi – chissà perché? – di questo bagno a tette all’aria, [4]A rileggermi oggi mi chiedo ancora se fossi veramente del tutto naive, o se invece me la raccontassi per rinforzare la mia maschera di rispettoso e responsabile, ma al contempo uomo moderno e aperto. Come se non avessi già capito a quella giovane età che la relazione con il proprio corpo e l'intimità son cose complicate, e imparare a gestirle richiede ai migliori una vita intera, figuriamoci ai comuni mortali. in cui, dietro le pressanti richieste di noi due ominidi, hanno fatto del nuoto sincronizzato saltando fuori dall’acqua e dimenandosi. E sì che oggi sembravano divertirsi, e non erano neanche troppo restie a mostrarsi. Non so, a me era piaciuto. [5]Ma dai!

Nel pomeriggio (dopo aver pranzato con piadina e mozzarella e pomodoro, che è una pizza margherita piegata in due), [6]La dieta della vacanza denota una certa monotonia, per non parlare della mancanza di fibre e vitamine. cerchiamo un campeggio e facciamo nuovamente il bagno.

Continua una certa diffusa aria di scazzo presente da ieri, che le imbecillità di Aki e John (nome in codice dei capireparto-giungla), non riescono ed arginare.

Il fatto di essere o essere stati tutti boy-scout ci influenza non poco. Aki sta per Akela, che è il lupo che guida il branco del “Libro della Giungla”. Akela per tutti noi è – e probabilmente lo sarà per sempre nei cuori di alcuni di noi – Willi. John sarei io, che faccio il caporeparto. Non avendo un soprannome “ufficiale”, Willi mi ha battezzato John, così che nei siparietti deliranti che apprestiamo ogni volta che occorre [7]I siparietti deliranti sono l'antidoto all scazzo, come ho già avuto modo di raccontare in precedenza. sappiamo come chiamarci.

La canzone di questi giorni è “la battaglia dei pianeti”. [8]Per coloro che non conoscessero questa pietra miliare dell'animazione, invito a guardare la sigla per farsi un'idea. Interpreti:

  1. Ken l’aquila (Willi); [9]Il leader del gruppo, dunque ovviamente accaparrato da Willi.
  2. Jimmi la rondine (io); [10]La controparte comica, dunque altrettanto ovviamente assegnato al sottoscritto.
  3. Joe il condor (Flip); [11]Il membro tenebroso della squadra, dunque giustamente interpretato da Flip, che ha un carattere riservato. [12]Spoiler: alla fine della serie animata Joe morirà sacrificandosi per gli amici, se non ricordo male connettendo con il proprio corpo due tronconi tagliati di un cavo elettrico dal ruolo essenziale - forse per far funzionare il robottone? - assicurando così il flusso di corrente necessario alla vittoria, ma perdendo la vita nell'intento. Che eroe.
  4. Bretigeen il cigno (Cassandra); [13]L'unica donna del quintetto, perennemente in bilico tra Ken e Joe, o forse no, non ricordo bene.
  5. Riù il gufo (a turno Kurt o Maia). [14]Questi quintetti giapponesi si assomigliano tutti, andate a rivedervi la squadra dei piloti dei leoni di Voltron per convincervi. Ci sono sempre due maschi vigorosamente amici ma un po' in competizione, una fanciulla spesso contesa a dare il tocco di femminilità, e un ragazzino e un amico corpulento a fare a turno la controparte comica. In questo caso il ruolo di Riù - il corpulento della cricca - è ben adatto alla stazza e alle fattezze di Kurt, decisamente meno a quelle di Maia. Mah.

La battaglia dei pianeti era la sigla di un a cartone animato della nostra infanzia. Ovviamente ne abbia coniata subito una versione sconcia, con tanto di gesti. [15]Non trascrivo il testo rimaneggiato, che peraltro ricordo ancora piuttosto bene, ma posso dirvi che non lasciava troppo spazio all'immaginazione.

Oggi è San Lorenzo, così dopo cena a Casal Borsetto balliamo con i "Sangue Romagnolo" [16]Dopo Ciarli Roketto alla Festa di Liberazione di Borgo Panigale, continua la nostra avventura con il meglio della musica emiliano-romagnola. e assistiamo ai fuochi artificiali sulla spiaggia. Tornati in campeggio ci facciamo una pastasciuttina di mezzanotte [17]Cioè, piadina a pranzo, probabilmente pizza a cena - il diario non illumina a proposito - e pastasciutta di mezzanotte! E pesavo meno di sessanta chili per quasi un metro e ottanta. Ah, avere vent'anni! e guardiamo le stelle cadenti, che si rivelano più che altro stelle fisse.

Note   [ + ]

1. Che Kurt abbia modi e aspetto di un quasi-naziskin l'ho già detto, ma vale la pena ricordarlo per mettere le cose in prospettiva. Ricordo che all'epoca scherzavamo dicendo che, se non avessimo conosciuto Kurt e lo avessimo incontrato dopo il tramonto lungo qualche strada secondaria di San Salvario a Torino, avremmo probabilmente cambiato marciapiede.
2. L'Adriatico è quello che è.
3. "Chi sia accontenta gode così così", avrebbe appropriatamente cantato Ligabue l'estate successiva, probabilmente ispirato dai nostri ormoni repressi per il ritornello di "Certe notti".
4. A rileggermi oggi mi chiedo ancora se fossi veramente del tutto naive, o se invece me la raccontassi per rinforzare la mia maschera di rispettoso e responsabile, ma al contempo uomo moderno e aperto. Come se non avessi già capito a quella giovane età che la relazione con il proprio corpo e l'intimità son cose complicate, e imparare a gestirle richiede ai migliori una vita intera, figuriamoci ai comuni mortali.
5. Ma dai!
6. La dieta della vacanza denota una certa monotonia, per non parlare della mancanza di fibre e vitamine.
7. I siparietti deliranti sono l'antidoto all scazzo, come ho già avuto modo di raccontare in precedenza.
8. Per coloro che non conoscessero questa pietra miliare dell'animazione, invito a guardare la sigla per farsi un'idea.
9. Il leader del gruppo, dunque ovviamente accaparrato da Willi.
10. La controparte comica, dunque altrettanto ovviamente assegnato al sottoscritto.
11. Il membro tenebroso della squadra, dunque giustamente interpretato da Flip, che ha un carattere riservato.
12. Spoiler: alla fine della serie animata Joe morirà sacrificandosi per gli amici, se non ricordo male connettendo con il proprio corpo due tronconi tagliati di un cavo elettrico dal ruolo essenziale - forse per far funzionare il robottone? - assicurando così il flusso di corrente necessario alla vittoria, ma perdendo la vita nell'intento. Che eroe.
13. L'unica donna del quintetto, perennemente in bilico tra Ken e Joe, o forse no, non ricordo bene.
14. Questi quintetti giapponesi si assomigliano tutti, andate a rivedervi la squadra dei piloti dei leoni di Voltron per convincervi. Ci sono sempre due maschi vigorosamente amici ma un po' in competizione, una fanciulla spesso contesa a dare il tocco di femminilità, e un ragazzino e un amico corpulento a fare a turno la controparte comica. In questo caso il ruolo di Riù - il corpulento della cricca - è ben adatto alla stazza e alle fattezze di Kurt, decisamente meno a quelle di Maia. Mah.
15. Non trascrivo il testo rimaneggiato, che peraltro ricordo ancora piuttosto bene, ma posso dirvi che non lasciava troppo spazio all'immaginazione.
16. Dopo Ciarli Roketto alla Festa di Liberazione di Borgo Panigale, continua la nostra avventura con il meglio della musica emiliano-romagnola.
17. Cioè, piadina a pranzo, probabilmente pizza a cena - il diario non illumina a proposito - e pastasciutta di mezzanotte! E pesavo meno di sessanta chili per quasi un metro e ottanta. Ah, avere vent'anni!
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3 Commenti

  1. Anna Delm
    Pubblicato il 17 novembre 2016 alle 11:05 | Permalink

    "L'ultima estate" mi sta provocando una serie di attacchi di riso incontrollato! Soprattutto ripensando alle foto che abbiamo di te con i capelli lunghi e la chitarra, in occasione di qualche nostro battesimo/comunione/boh..non le guarderò più allo stesso modo!
    Un saluto e un abbraccio a tutti e tre,
    Anna

  2. Pubblicato il 17 novembre 2016 alle 11:22 | Permalink

    Bene bene, lo scopo era proprio quello! (e quella foto è bene che resti in un cassetto, chiaro? 😛 )

  3. Pubblicato il 17 novembre 2016 alle 12:31 | Permalink

    La battaglia dei pianeti non lo ricordo assolutamente come cartone, ma ricordo a memoria la sigla, quindi in quel periodo devo averlo visto parecchio...
    anche senza averti conosciuto coi capelli lunghi, questa storia è un o spasso!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

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    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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