L'ultima estate. Liguria, sabato 6 agosto 1994

Sarzana. Foto di Groume, da Flickr.

Sarzana. Foto di Groume, da Flickr.

(L'ultima estate è un esperimento di scrittura post-adolescenziale postuma, ispirato al podcast Mortified. Ho scritto questo testo tra l'estate del 1994, l'autunno del 1997 e la primavera del 1999, ma se passate il mouse sui numerelli appariranno dei box di commento scritti oggi, a più o meno 20 anni di distanza. Questa è la terza puntata, il racconto inizia qui.)

Tecla torna ad Albenga, [1]La ritroveremo più in la con un'altra amica, Maia, che ci raggiungerà più avanti. io e Cassandra ci predisponiamo a raggiungere La Spezia, dove ci aspettano Willi e Flip. [2]A vent'anni si gira prevalentemente in branco, e dunque ecco spuntare un nuovo amico, Flip, a evitare che si scenda sotto il quorum. Flip verrà con noi fino alla fine del viaggio, e per questo si merita il nome della cavalletta saggia. Alla stazione di Genova incontriamo Goku, Vegeta, Bulma e Maestro Muten [3]Questi amici sono invece personaggi secondari del contesto dell'estate del 1994. Anch'essi scout torinesi in trasferta, appaiono nel diario solo in questo punto. Per rispettare la loro privacy, le loro identità saranno mascherati da personaggi di Dragonball. vestito da marinaio (!) [4]Se non ricordo male, Maestro Muten stava facendo per davvero il militare in marina in quel periodo. Forse.. Due di loro vanno al “secondo tempo” [5]Nota per i non-scout: trattasi del Campo di Formazione Metodologica, seconda puntata dell'iter di formazione dei capi Agesci, perlomeno ai tempi. Visto che praticamente tutti i protagonisti della storia erano all'epoca scout, mi era evidentemente sembrata un'informazione importante da segnalare. A ognuno i punti di riferimento che si merita.. Grazie al bigliettaio picio arriviamo a La Spezia con 45 minuti di ritardo e spendendo il doppio. Tutti i campeggi sono pieni. Mi sento come Gesù, Giuseppe e Maria a Betlemme, finché Cassandra e Willi non trovano una grotta a Sarzana, ridente località di merda nell’interno [6]Mi scusino i sarzanesi: Sarzana è bellissima, e ci si fanno anche un sacco di cose interessanti, tipo il Festival della Mente, a cui ovviamente non mi inviteranno mai viste le mie esternazioni d'infanzia. Che dire? Dal diario traspare una certa insofferenza montante, che non scusa certo il turpiloquio, ma forse lo mette in prospettiva.. Il campeggio costa poco, ma siamo a piedi. Decidiamo di andare al mare facendo l’autostop.

È soltanto il secondo giorno, ma il gruppo è già cambiato. Abbiamo salutato Max ma soprattutto Tecla, che non rivedremo fino a Bologna; in compenso si è aggiunto Flip. Questo nucleo di viaggiatori sperduti durerà un po’, e questi primi giorni con Cassandra, Willi e Flip costituiscono quasi un’unità a sé nel viaggio. Avrebbero dovuto essere soltanto un’introduzione, ma si riveleranno qualcosa di più, perché cambiando gruppo cambiano dinamiche, esigenze, desideri: e chi lo sapeva tutto questo, oggi?

Quello che continua a non vedersi nelle nostre vacanze “in macchina” sono proprio le macchine, accidenti, se non in autostop. [7]Sono stato un tardone a prendere la patente. Per ragioni varie, incluse delle scuse ideologiche irripetibili, non ho fatto scuola-guida appena compiuti i 18 anni come fanno tutti, ma ho aspettato fino ai 21 anni, quando i miei saggi genitori mi ci hanno mandato a calci. Nell'agosto del 1994 ho la patente da qualche mese, e un'improvvisa voglia di guidare. Peccato che non abbia una macchina. Però viaggiare così per ora si è rivelato frutto di piacevoli incontri e sorprese. Sarzana è proprio un buco, [8]Ma no, ma no, si scherza, ero giovane... ma siamo sereni, anzi oserei felici, ma forse è un po’ troppo, che il ricordo sicuramente è abbellito dal confronto con il seguito.

Ci carica prima uno che assomiglia a Kurt (capello corto, pizzo, ciccione) [9]Kurt è uno dei personaggi principali del racconto, ma farà la sua comparsa solo tra qualche giorno. All'epoca sto chiaramente scrivendo per un pubblico che conosce di prima mano i protagonisti, dunque non sento la necessità letteraria di introdurre per bene i personaggi. Per i filologi, nel cartone animato dell'ape Maia Kurt è uno scarafaggio grande e nerboruto., poi una Mercedes!!! Sedili in pelle, aria condizionata, musica teckno a palla.  [10]Tra il 1994 e il 2006 ho guidato una Fiat Uno bianca modello base-che-più-base-non-si-può, il che vi permette forse di apprezzare l'entusiasmo per quel mezzo di locomozione lussuoso e avveniristico. Il guidatore conosce un posto bello per nuotare, [11]Forse Lerici? Chi si ricorda... e ci porta!

Il tipo che guida la Mercedes è grassotto, vestito di bianco e sudaticcio, con i capelli neri appiccicati alla fronte. Come possa sudare nonostante l’aria condizionata glaciale rimane tuttora un mistero. Credevamo ci avesse preso su per via di Cassandra, ma in macchina mi viene da pensare – guarda un po’ – che in realtà punti Willi. L’uscita dalla macchina ci provoca un collasso per via del considerevole salto termico Polo Nord - Africa Nera.

Il tipo...

Ci promette anche di tornare a prenderci, e siamo gongolanti, ma... per puro caso sulla spiaggia incontriamo Jack, fratello di Flo [12]Flo è un'amica di Cassandra. Siccome ho praticamente esaurito i personaggi de L'ape Maia, l'identità di questi amici sarà nascosta dietro a quella dei personaggi di Flo la piccola Robinson. Sono un uomo dalle radici culturali raffinate, io.. Sono lì a seguire un gruppo di handicappati [13]Nel 1994 non hanno ancora inventato il politicamente corretto, o non me lo hanno detto.. Mangiamo in pizzeria, poi li andiamo a trovare; hanno appena finito la caccia al tesoro, e il clima è festosissimo. Il posto è ovviamente pieno di schiantati, ma si sa che spesso sono gli schiantati a essere i migliori, cosi facciamo amicizia. Ci porta a “casa” Jack, che vede incroci dappertutto e probabilmente non è ancora riuscito a tornare indietro a Marina di Carrara.

I pazzi di Jack e Flo sono alloggiati in una scuola, e quando entriamo a vedere qualcuno di noi riesce subito a collezionare la prima gaffe, qualcosa come: “Smettila. Sei handicappato?” ben gridato davanti a tutti. Siamo i soliti.

(continua)

Note   [ + ]

1. La ritroveremo più in la con un'altra amica, Maia, che ci raggiungerà più avanti.
2. A vent'anni si gira prevalentemente in branco, e dunque ecco spuntare un nuovo amico, Flip, a evitare che si scenda sotto il quorum. Flip verrà con noi fino alla fine del viaggio, e per questo si merita il nome della cavalletta saggia.
3. Questi amici sono invece personaggi secondari del contesto dell'estate del 1994. Anch'essi scout torinesi in trasferta, appaiono nel diario solo in questo punto. Per rispettare la loro privacy, le loro identità saranno mascherati da personaggi di Dragonball.
4. Se non ricordo male, Maestro Muten stava facendo per davvero il militare in marina in quel periodo. Forse.
5. Nota per i non-scout: trattasi del Campo di Formazione Metodologica, seconda puntata dell'iter di formazione dei capi Agesci, perlomeno ai tempi. Visto che praticamente tutti i protagonisti della storia erano all'epoca scout, mi era evidentemente sembrata un'informazione importante da segnalare. A ognuno i punti di riferimento che si merita.
6. Mi scusino i sarzanesi: Sarzana è bellissima, e ci si fanno anche un sacco di cose interessanti, tipo il Festival della Mente, a cui ovviamente non mi inviteranno mai viste le mie esternazioni d'infanzia. Che dire? Dal diario traspare una certa insofferenza montante, che non scusa certo il turpiloquio, ma forse lo mette in prospettiva.
7. Sono stato un tardone a prendere la patente. Per ragioni varie, incluse delle scuse ideologiche irripetibili, non ho fatto scuola-guida appena compiuti i 18 anni come fanno tutti, ma ho aspettato fino ai 21 anni, quando i miei saggi genitori mi ci hanno mandato a calci. Nell'agosto del 1994 ho la patente da qualche mese, e un'improvvisa voglia di guidare. Peccato che non abbia una macchina.
8. Ma no, ma no, si scherza, ero giovane...
9. Kurt è uno dei personaggi principali del racconto, ma farà la sua comparsa solo tra qualche giorno. All'epoca sto chiaramente scrivendo per un pubblico che conosce di prima mano i protagonisti, dunque non sento la necessità letteraria di introdurre per bene i personaggi. Per i filologi, nel cartone animato dell'ape Maia Kurt è uno scarafaggio grande e nerboruto.
10. Tra il 1994 e il 2006 ho guidato una Fiat Uno bianca modello base-che-più-base-non-si-può, il che vi permette forse di apprezzare l'entusiasmo per quel mezzo di locomozione lussuoso e avveniristico.
11. Forse Lerici? Chi si ricorda...
12. Flo è un'amica di Cassandra. Siccome ho praticamente esaurito i personaggi de L'ape Maia, l'identità di questi amici sarà nascosta dietro a quella dei personaggi di Flo la piccola Robinson. Sono un uomo dalle radici culturali raffinate, io.
13. Nel 1994 non hanno ancora inventato il politicamente corretto, o non me lo hanno detto.
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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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