Tecnologia di punta

Vi prego di soffermarvi un attimo sulla tecnologia di punta usata per la sessione "domande e risposte" di questa sera:

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Prego notare:

  • Il cavo ethernet rosso da 15 metri per collegamento diretto con il router, per evitare l'imbuto del wifi. Più scaramantico che altro, qui nella campagna francese quello che conta è la banda che esce (scarsina).
  • Le cuffiette con microfono modello base, che non ho usato perché il suono era decente cattivo uguale con il microfono del laptop.
  • La lampada da tavolo IKEA con sacchetto di carta per panini, per garantire un'illuminazione soffusa al viso, roba che nessun beauty dish professionale può eguagliare. Il colorito grigiastro della pelle è garantito.
  • Il bicchierone d'acqua, avanzo di una birra dopo il concerto di Bruce Springsteen a Ginevra quest'estate.
  • La statua di signorina sinuosa alle spalle, eccellente per farsi prendere in giro per il resto dell'eternità da amici e parenti.
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9 Commenti

  1. Alberto
    Pubblicato il 25 ottobre 2013 alle 07:21 | Permalink

    Ciao Marco! Cavolo complimenti! Una cosa così per noi lettori/spettatori credo sia gustosissima e più unica che rara!

    Per quanto mi riguarda, x la prossima diretta prevista fra un lustro circa...direi che a fianco della statua di donna potresti appenderci la Telecaster! 😀

    Complimenti, già ti vedo a Geo&Geo a fianco del bravo Castellazzi per un serie di puntate divulgative sulla materia!

  2. Pubblicato il 25 ottobre 2013 alle 10:41 | Permalink

    Una domanda tecnica: non c'è il rischio che la carta bruci per il contatto prolungato con la lampadina? Per mia esperienza quelle lampade da tavolo scaldano un sacco, e non ho mai avuto il coraggio di costruire un diffusore artigianale come hai fatto tu...

  3. Pubblicato il 25 ottobre 2013 alle 12:45 | Permalink

    @FraEnrico: mi piace il rischio 🙂 Più seriamente, è uno di quei sacchetti fighetti pensati per metterci dentro le candele, è fatto per reggere una certa temperatura e per non incendiarci.

  4. Pubblicato il 25 ottobre 2013 alle 14:16 | Permalink

    Finito adesso di rivedere il video. Bellissimo. E (Murphy qui) ieri sera mi ero perso il momento in cui mi salutavi 🙂 Ricambio.

  5. yopenzo
    Pubblicato il 29 ottobre 2013 alle 16:12 | Permalink

    Eh no eh! Per la mancanza di un routerino wireless non ci son scuse... 😉

  6. Pubblicato il 29 ottobre 2013 alle 16:24 | Permalink

    Chi ha detto che non ho un router wireless? Ho semplicemente deciso di usare il cavo per evitare ogni possibile collo di bottiglia!

  7. yopenzo
    Pubblicato il 29 ottobre 2013 alle 22:58 | Permalink

    Se la connessione è scarsina il router wifi non può fare da "collo di bottiglia", manco se è uno standard flinstoniano tipo .g, come il mio vecchissimo us robotics da 54 Mb/s, che non imbottiglia proprio niente pure con il mio isp che mi fornisce via cavo al modem 35'000 kb/s, o 4.375 MB/s, di download, che proprio scarsino non è.

    I moderni standard wifi .ac trasmettono a 3 Gb/s, o 375 MB/s, e reggono tutti gli output modem del mondo, meno qualche trasmissione sperimentale giapponese, tant’è che il modem sta diventando wifi senza più passare per i router, in modo generalizzato e per tutti gli isp sino a 150'000 kb/s., o 18 e rotti MB/s.
    Questo vale per le connessioni casalinghe sino a 4 o 5 utenti - supponendo che non tutti contemporaneamente appesantiscano di brutto giocando online GTA5 alla playstation, p.es. – che per gli ambiti professionali ci sono altri accorgimenti.

    Solo questo volevo dire, senza offesa per nessuno.
    Saluti.

  8. Pubblicato il 29 ottobre 2013 alle 23:38 | Permalink

    Ma infatti, l'avevo detto che era scaramantico, no? 🙂

  9. yopenzo
    Pubblicato il 30 ottobre 2013 alle 00:45 | Permalink

    Infatti! perché poi la realtà è questa:
    http://tinyurl.com/nfl3f7g

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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