Letargo

Bom, per il 2010 abbiamo finito.

LHC chiude i battenti per la pausa invernale, anche le collisioni con gli ioni sono terminate ieri pomeriggio. Si riprende  più o meno in febbraio, di nuovo con i protoni, possibilmente verso luminosità persino maggiori, e - chissà - forse anche un dito in più di energia ai fasci. Nel frattempo, mentre i macchinisti oliano l'acceleratore, noi apriamo i rivelatori per aggiustare quello che si ha smesso di funzionare negli ultimi mesi di attività. E ovviamente analizziamo i dati. Rapido promemoria per i prossimi mesi:

  • Analizzare tutti i circa 45 pb-1 raccolti nelle collisione protone-protone (nell'ordine: misurare le sezioni d'urto di produzione di fotoni diretti inclusivi, di-fotoni e fotoni più jet; stabilire un primo limite sulla sezione d'urto di produzione di un bosone di Higgs del Modello Standard che decade in due fotoni);
  • Pubblicare, pubblicare, pubblicare;
  • Rimettere in sesto l'elettronica di lettura del calorimetro elettromagnetico di ATLAS;
  • Trovarmi un lavoro altrove (il mio contratto al CERN finisce in primavera, senza possibilità - quest'anno perlomeno - di rinnovo o conferma);
  • Restare zen (che ce n'è bisogno).

Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

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17 Commenti

  1. Claudio
    Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 12:59 | Permalink

    Una curiosità, ma come funziona il sistema di assunzioni al CERN?
    Sono tutti ricercatori a tempo determinato?
    Non è controproducente per la ricerca cambiare squadra in corso d'opera?

  2. Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 13:50 | Permalink

    Dipende.

    Per la mia categoria (i cosiddetti "research physicist", che rappresentano il 2% del personale del CERN) le cose sono complesse. Ogni anno viene aperta una posizione permanente, alla quale aspirano tra i 10 e i 15 di quelli che come me hanno una posizione simile ma temporanea, più tutti quelli (e non sono pochi) che hanno una posizione altrove e puntano a venire qui. Come puoi immaginare, le chance sono bassine.

    Per il CERN non rappresenta davvero un problema: dei circa 3000 fisici che compongono la collaborazione ATLAS solo circa 80 sono dipendenti del CERN, per cui un cambiamento anche radicale non rappresenterebbe un vero terremoto (e comunque i fuoriusciti come il sottoscritto aspirano a restare nel campo, anche se assunti e pagati da un'altra istituzione.

    Per le mansioni più "tecniche" (i cosiddetti "applied physicist" o gli ingegneri o i fisici che si occupano dell'acceleratore) le cose sono un po' diverse, e la continuità è più importante, con ovvie conseguenze si maggiore stabilità e possibilità di carriera a lungo termine. Ma anche li le cose non sono mica rosee (la crisi tocca tutti): per dire, quest'anno ATLAS non ha aperto una sola posizione di "applied physicist", e nessuna sarà aperta l'anno prossimo. Anche volendo 🙁

    In ogni caso, sebbene il quadro sia bello tondo e ragionevole, non vuol mica dire che io sia contento, anzi. La settimana scorsa, quando ho avuto la notizia, ero sul depresso andante. Poi ovviamente bisogna tirarsi su le maniche, ma insomma...

  3. Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 16:06 | Permalink

    Non ho mai commentato su questo blog, malgrado sia un assiduo ed interessato lettore.
    Dispiace molto sapere che chi si occupa di ricerca, ed oltretutto si impegna a divulgarla ai non addetti ai lavori con un blog, abbia di questi problemi.
    I politici non capiscono che la ricerca, anche quella più teorica sui fondamenti materia, può rappresentare le applicazioni e la ricchezza economica di domani.
    Marco le auguro al più presto di trovare un nuovo lavoro, e sopratutto che sia coerente con le sue capacità.

  4. Stefano
    Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 16:23 | Permalink

    Buon lavoro Marco per i prossimi mesi! Sperando però che riesca a trovare presto una valida alternativa, che possa consentirti anche (in qualche modo) di continuare l'avventura con il blog.

  5. Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 16:25 | Permalink

    In bocca al lupo!

  6. angela
    Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 19:05 | Permalink

    in bocca al lupo, sì

  7. Claudio
    Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 21:05 | Permalink

    Grazie mille per la risposta, Marco.
    Buona caccia all'Higgs e in bocca al lupo per il futuro!

  8. Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 21:28 | Permalink

    In bocca al lupo anche da parte mia!!

  9. Carlo
    Pubblicato il 7 dicembre 2010 alle 23:16 | Permalink

    Ho imparato tante cose in queste pagine.
    Un in bocca al lupo credo sia il minimo

  10. Francesco
    Pubblicato il 8 dicembre 2010 alle 00:15 | Permalink

    Anch'io ho imparato molto da questo blog e un bocca al lupo grande grande te lo faccio anch'io, mi dispiace molto della tua situazione, credo che giovani preparati ed entusiasti come te non si possano mettere alla porta così allegramente è pur vero che quando si chiude una porta poi se ne aprono tante altre. Ti auguro di trovare qualche cosa che sia inerente alla tua preparazione e che tu possa ritrovare l'entusiasmo di una volta, facciamo tutti il tifo per te. Comunque credo che male che ti vada hai sempre un grande futuro come divulgatore, dai che ce la fai. Tanti auguri di buone feste a te e famiglia. Ciao marco

  11. Sara
    Pubblicato il 8 dicembre 2010 alle 10:23 | Permalink

    E poi chi ce lo racconta quello che succede al CERN? 🙁

  12. Davide
    Pubblicato il 8 dicembre 2010 alle 11:36 | Permalink

    In bocca al lupo per la ricerca del nuovo lavoro!
    Speriamo anche che non t'incasini troppo la famiglia...

  13. Andrea
    Pubblicato il 8 dicembre 2010 alle 21:14 | Permalink

    Anche io mi aggiungo alla lista di quelli che ti augurano un bel futuro. Spero tu sia fortunato!!! Rileggendo uno dei tuoi vecchi (vecchissimi) post (Una lingua può essere patria) beh, mi viene di augurarti questo:
    spero tu diventi un uomo migliore ovunque il tuo lavoro ti porterà! Ciao Marco.

  14. Delo
    Pubblicato il 8 dicembre 2010 alle 23:32 | Permalink

    Ciao Marco,
    e' un po' che non scrivo, puoi immaginare il perche'. Tra analisi/note/meeting/tesi non rimane molto tempo nella giornata.

    Anch'io sono in una situazione simile alla tua (non so se peggiore o migliore) e sono alla ricerca di un potdoc. Mi sono fatto l'idea che non e' un momento semplice per nessun ambito in nessuna parte del mondo.

    Vorrei rispondere a tutti quelli che "implicitamente" condannano questa prassi (uguale in tutto il mondo) di avere scenziati a tempo determinato, ma temo di non avere ancora molti elementi per giudicare. Ci provo:
    Credo ci siano due aspetti che entrano in gioco: il primo e' legato piu' ad una mentalita' "moderna"; una tendenza piu' marcata all'eradicamento. Forse, banalmente, la gente ha meno rapporti affettivi - in senso lato - stretti, si sposa meno e non mette su famiglia e quindi gli scienziati sono disposti a tutto per il loro lavoro. Quindi, ci si lamenta poco di questo fatto e si e' un po' sovra-entusiasti di spostarsi continuamente. Chi invece "tiene famiglia" -in senso lato- soffre e si barcamena.
    L'altro aspetto, invece credo positivo, di questo continuo ricambio, e' che permette un fiorire di idee e conoscenza ed evita la "cristallizazione delle menti". Ormai e' diventata prassi in molte universita' italiane che ci si laurea, si fa il phd e ci si mette in fila (a colpi di assegni) finche' non si trova un posto fisso nella stessa universita'.
    my 2 cent...

    delo

  15. emilio
    Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 13:44 | Permalink

    speriamo tutti che non ti passi la voglia di fare le passeggiato con oliver..

    In bocca al lupo anche da parte mia!!

  16. Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 15:26 | Permalink

    In bocca al lupo!

  17. Pubblicato il 17 dicembre 2010 alle 16:39 | Permalink

    In bocca al lupo anche da parte mia!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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