Una homepage professionale

Un blog di divulgazione scientifica e altre amenità è una bella cosa, ma se uno sta cercando un lavoro in ambito accademico non è necessariamente il migliore biglietto da visita, perlomeno se è la propria unica presenza in rete. Così mi sono deciso - dopo mesi di esitazione - a mettere in piedi anche una specie di pagina professionale, di fatto in modo da poter aggiungere un link sul CV di carta, e il CV in PDF online. Non è ancora completa (manca la sezione Outreach, per esempio! E magari una foto migliore...), ma la forma è più o meno quella finale. Che ne pensate?

Qualche dettaglio tecnico per i curiosi. Mi sono ispirato a questa idea e ho usato come motore un wiki "invisibile", nel senso che il lettore non lo vede ma che rende a me l'aggiornamento delle pagine e la gestione della struttura molto semplice. La pagina è fisicamente ospitata sul server di Borborigmi, ma con un trucchetto è incapsulata in una pagina che appare sul sito del CERN: l'idea è avere il controllo totale su contenuti e strumenti (il servizio web del CERN è pessimo, nessun CMS moderno basato su PHP+MySQL ci gira!), e di poterla spostare altrove con un trucco simile quando sarà il momento, senza dover copiare nulla se non il file principale.

Aspetto commenti e correzioni 🙂

[Aggiornamento 1/1/2013]: a tre anni di distanza, e avendo trovato un lavoro, mi sono reso conto che mantenere una pagina professionale è un lavorone, a meno di non lasciarla diventare obsoleta in un attimo come succede a molte. Per il momento, ho deciso dunque di optare per sistemi dinamici mantenuti da altri più bravi di me :-). Ecco dunque la lista delle mie pubblicazioni scientifiche da INSPIRE, o delle citazioni ai miei lavori da Google Scholar.

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44 Commenti

  1. Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 15:05 | Permalink

    Ciao Marco,

    alcune cose che saltano agli occhi:

    selectied publications --> selected publications

    research physicist è forse poco chiaro: "research scientist" forse è meglio?

    In "Student supervision" sei sicuro che si dica "invaluable experience"?

    Personalmente mi piace più il carattere che usi sul blog, ma è questione di gusti.

    Ciao
    Stefano

  2. Giu
    Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 15:08 | Permalink

    Complimenti per la lunghezza del curriculum!
    Toglimi una curiosità, come si fa in LaTeX a scrivere FORTRAN in stampatello ma con la F maiuscola?
    grazie, e in bocca al lupo.

  3. Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 15:16 | Permalink

    @Stefano: Corretto l'errore di stumpa. "Research Physicist" è un titolo specifico di una posizione al CERN, questo sono... Sull'inglese sono abbastanza sicuro (so bene dove ho copiato 🙂 ). Quanto al carattere, io preferisco quelli con le grazie (prima o poi cambierò anche il blog), ma la grafica è tutt'altro che definitiva (anche se resterà "scarna").

    @Giu: Usando gli smallcaps: \textsc{Fortran}

  4. Andrea
    Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 16:49 | Permalink

    Dando una prima occhiata alla pagina personale avrei alcuni accorgimenti da suggerirti:
    - rendere più visibile il menù in alto a destra (se non addirittura spostarlo in una colonna laterale), e perchè no aggiungere un link anche al blog
    - anch'io come Stefano preferico il carattere che usi nel blog
    ciao

  5. Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 17:59 | Permalink

    @Andrea: grazie per i consigli, ho allargato un po' il carattera dei menù in alto. Se e quando deciderò di spostarlo altrove sarà quando avrò tempo di ridesegnare il tem in modo un po' radicale (per la stessa ragione il carattere resta così).

  6. Stefano
    Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 19:17 | Permalink

    Non so se sia voluto, ma alla prima riga (a sinistra del "I am a...") c'è un link quasi invisibile che porta alla pagina "Contact".

  7. Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 20:15 | Permalink

    Sparito 🙂 (BTW, si vedeva solo con Firefox)

  8. Andrea
    Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 22:21 | Permalink

    Ho tentato di aprire il tuo CV salvato sul PC ma mi segnala errore; beh ho provato a riscaricarlo con explorer ma l'errore persiste,... allora ho provato con firefox e si è risolto: non so forse potrebbe interessarti...
    ciao ancora

  9. Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 22:25 | Permalink

    Ho testato con Firefox, Safari e Chrome e funziona benissimo. Se IE corrompe i PDF, beh, forse non voglio essere assunto da qualcuno che lo usa 🙂 (ma mi sembra comunque strano)

  10. Andrea
    Pubblicato il 9 dicembre 2010 alle 23:48 | Permalink

    Solo una cosetta: c'è un 'of' di troppo nel paragrafo della home page in cui parli della tua esperienza di divulgazione: "... should naturally complement the set of skills of a successful researcher...".
    Per il resto, non sono un esperto, ma a me piace. Bravo! =)

  11. Pubblicato il 10 dicembre 2010 alle 00:57 | Permalink

    Cosa? Il servizio web del Cern e` pessimo? Proprio li` dove il web e` nato. Il calzolaio ha le scarpe rotte. 🙂

  12. Antonio
    Pubblicato il 10 dicembre 2010 alle 08:07 | Permalink

    Ottimo Marco. La grafica è eccellente. Non se se può interessarti, e magari non è neanche lontanamente vicino a quello che vorresti fare, ma c'è una posizione aperta qui al PSI per un fisico sperimentale. (http://www.psi.ch/pa/offenestellen/100821)

    ciao.

  13. Pubblicato il 10 dicembre 2010 alle 11:30 | Permalink

    ah un altro fan del wiki invisibile 🙂

  14. Pubblicato il 10 dicembre 2010 alle 11:45 | Permalink

    @Andrea: grazie, corretto.

    @TroppoBarba: il CERN ha lasciato un buona parte dei suoi servizi "office" in outsourcing a ditte esterne, che negli anni hanno proposto e imposto soluzioni basate su tecnologia Microsoft. Se a questo aggiungi una politica di sicurezza un po' paranoica (per dire, sullo spazio web personale gira PHP, ma lobotomizzato per non potere fare cose tipo scrivere automaticamente un file, per cui addio motori tipo PmWiki), non resta molto spazio per l'utente personale. Tutto quello che è un dito più complesso è centralizzato (per esempio l'instazzaione di TWiki, che però non si può usare per scopi personali), oppure tocca mettersi su un server dedicato e richiedere che sia indirizzato sotto un dominio CERN (come il rito di ROOT, che usa Drupal ma solo su una macchina apposta fuori dalle grinfie dell'IT), cosa che ovviamente non è una buona soluzione per una paginetta personale.

    @Antonio: grazie per segnalazione, non sono proprio esperto nel ramo...

    @Dario: la tua pagina è stata di grande ispirazione (e non solo per il wiki invisibile, ho imparato parecchio su XeTex e l'uso dei font in Latex)! Thanks!

  15. Stefano
    Pubblicato il 10 dicembre 2010 alle 21:19 | Permalink

    Non per essere paranoici con la ricerca di "errori", ma visto che l'ho notato tanto vale dirlo! 🙂

    Nella pagina "Teaching" c'è, alla terza riga, un "a capo" di troppo, immagino.

  16. Pubblicato il 10 dicembre 2010 alle 21:52 | Permalink

    No, no, è voluto, serve a separare un po' la sezione "undergraduate" da quella "high school". Potrei mettere dei titoletti, ma non mi piace mettere troppo l'accento sull'esperienza nelle superiori del Bel Paese 🙂

  17. malt
    Pubblicato il 11 dicembre 2010 alle 10:49 | Permalink

    con Chrome non riesco a visualizzare o salvare correttamente il pdf "Teaching philosophy and experience", mentre con firefox il problema sparisce.
    Bella pagina pero'!

  18. Stefano
    Pubblicato il 11 dicembre 2010 alle 10:58 | Permalink

    Si si quello l'avevo notato. 😉 Mi sa che non mi sono spiegato molto bene, mi riferivo al "a capo" che c'è tra "I had the" e "oppurtunity to assist..." lo vedo sia con Firefox che con Chrome, comunque niente di che!

  19. Pubblicato il 11 dicembre 2010 alle 18:25 | Permalink

    @Stefano: hai ragione, corretto!

  20. Pubblicato il 12 dicembre 2010 alle 00:13 | Permalink

    Giustificare il testo?
    Riempire lo spazio sotto il logo-link di Atlas?

    Comunque, bella sì, ma professionale. Il che probabilmente è quello che vuoi, ma visto da qui sei qualcosa di più 🙂

    (comunque, con l'abilitazione nella 38A avresti potuto insegnare solo fisica, fino all'anno scorso. Ora bisognerebbe dare un'occhiata alle tabelle di confluenza delle cattedre - dopo la scure Gelminiana)

  21. Pubblicato il 12 dicembre 2010 alle 00:23 | Permalink

    Ah, comunque è interessante questa faccenda del wiki invisibile 😉

  22. Pubblicato il 12 dicembre 2010 alle 13:53 | Permalink

    @LGO: giustificare il testo in una pagina web è sempre un'impresa disperata, perché per avere risultati dignitosi uno dovrebbe anche introdurre la sillabazione, cosa decisamente non banale. Quanto allo spazio bianco sulla prima pagina, concordo, va riempito in qualche modo. Ci sto pensando (forse un event dispay di ATLAS?).

    Quanto alle abilitazioni, lo so, le cattedre di matematica e fisica nei licei non mi conpetono, ma a suo tempo (concorsone del 2001) le prove di matematica non erano state molto positive per noi fisici. In compenso sono anche abilitato per insegnare matematica e scienze nelle scuole medie (e ho dovutpo scegliere per il ruolo, perché ero messo bene in graduatoria per entrambe), ma di solito in questi CV accademici non lo scrivo, non è che importi veramente a qualcuno.

  23. Xisy
    Pubblicato il 13 dicembre 2010 alle 00:23 | Permalink

    ...Domanda totalmente off topic.
    Che differenza c'è tra le varie riviste di fisica PRL, PRD, PLB e JHEP? Quali sono le migliori tra queste? Che tu sappia, richiedono tutte il pagamento delle spese di pubblicazione?
    Che tu sappia, non esiste una pagina web che raccoglie tutte queste riviste di fisica HE e le confronta su vari aspetti più importanti (spese, impact factor, velocità di pubblicazione, etc)??

  24. Pubblicato il 13 dicembre 2010 alle 15:35 | Permalink

    Sono tutte e quattro riviste prestigiose su cui qualunque fisico delle particelle sarebbe lieto di pubblicare, probabilmente con una certa preferenza per PRL che ha un IF leggermente più alto (~7) rispetto alle altre tre (JHEP ~6, PRD e PLB ~5). Ovviamente l'IF non è l'unico fattore per la scelta: per esempio difficilmente una misura dettagliata di QCD andrà su PRL, che pubblica articoli di massimo 4 pagine dedicati a comunicazioni "veloci" spesso orientati a scoperte o osservazioni di fenomeni nuovi, quanto piuttosto su PRD. E anche l'editore potrebbe contare: PRL e PRD sono americane (le pubblica l'APS), mentre PLB e JHEP sono europee (la prima viene pubblicata Elsevier, che è olandese, la seconda Springer, che nasce tedesca), e un esperimento del CERN per esempio potrebbe voler preferire editori europei mentre uno di Tevatron quelli americani, oppure cercare di sottomettere gli articoli in modo equilibrato di qua e di la dell'oceano.

    Rispetto alle spese di pubblicazione, dipende molto dall'accordo che chi pubblica (il singolo, il gruppo o la collaborazione) ha concluso con l'editore. Per esempio, tutte queste riviste negli ultimi tempi hanno iniziato a fornire qualche forma di Open Access (che per esempio il CERN richiede come obbligatorio), e hanno negoziato accordi (anche economici) particolari con le collaborazioni di LHC.

    Quanto alla pagina web riassuntiva, non conosco nulla di pubblico verso cui orientarti: quello che conosco o è di ATLAS (e non è accessibile da i non-membri) o è fornito da qualche istituto specializzato e non è gratis.

    Sulla velocità di pubblicazione potrei darti un campione delle mie esperienze più o meno personali (nel senso dell'ATLAS Publication Commitee), ma non sono sicuro che sarebbe significativo 🙂

  25. Xisy
    Pubblicato il 13 dicembre 2010 alle 21:31 | Permalink

    grazie di tutto... queste cose proprio non le insegnano all'università e si imparano, immagino, solo per esperienza (purtroppo la mia esperienza è molto ridotta). In particolare ero curioso di sapere se esistono buone riviste con peer-review (diciamo del livello di quelle sopra citate o quasi) che pubblicano gratuitamente articoli di fisica e/o astrofisica (ma immagino che la risposta sia no) e mi chiedevo se i costi di pubblicazione siano effettivamente legati alla qualità della rivista.

  26. Pubblicato il 14 dicembre 2010 alle 09:24 | Permalink

    No, in effetti sono cose non si imparano a scuola 🙂 ma, se ti può consolare, sono cose che il fisico medio non sa comunque: di solito un una collaborazione esiste un piccolo drappello di esperti (o curiosi) che si occupano delle relazioni con le riviste.

    Tornando a bomba, e semplificando molto: il costo di pubblicazione non è necessariamente legato alla qualità della rivista (il costo di abbonamento spesso si, ma questa è un'altra storia), quanto piuttosto alle modalità di pubblicazione. Mi spiego: in un modello di pubblicazione tradizionale i costi sono sostenuti dagli abbonamenti (esosissimi!) alle riviste, che sono talmente cari da far si che gli unici abbonati siano le biblioteche delle università. In questo modello l'autore non sostiene costi (a meno che non voglia servizi speciali, tipo molte copie per lui o grafici a colori), il peer-review è fatto su base volontaria, dunque a te che vuoi pubblicare la procedure non costa nulla. Nel momento però in cui chi vuole pubblicare pretende una pubblicazione Open Access (approssimando: che il suo articolo sia accessibile a tutti almeno in forma digitale online gratuitamente), allora cade il presupposto dei costi coperti dagli abbonamenti, e spesso (ma non sempre) in questo caso le riviste richiedono un contributo economico da parte gli autori. Non è sempre detto, perché a volte l'Open Access è finanziato diversamente (per esempio da fondazioni), e comunque la cosa non cambia di un pelo la procedura di review (se l'articolo non è valido non uscirà, a prescindere dal contributo economico).

    La domanda è: tu che cosa stai cercando di pubblicare? Chi firma? Tu solo? Un piccolo gruppo? C'è un'istituzione alle spalle? Su che argomento? Tutti questi fattori, insieme al contenuto dell'articolo, possono aiutare a capire verso che giornale dirigersi.

  27. Pubblicato il 15 dicembre 2010 alle 16:43 | Permalink

    Bella pagina!
    Avrei un profilo su Emurse, cui forse, grazie al tuo esempio, provo a mettere mano...

  28. adriana
    Pubblicato il 24 dicembre 2010 alle 22:43 | Permalink

    magari cambiare la foto, sì 🙂

    e dato che ci siamo BUON NATALE !

    suggerisco il ZEN 🙂

  29. Axel
    Pubblicato il 25 dicembre 2010 alle 15:34 | Permalink

    Salve, seguo da tempo il blog ma è da qualche tempo che le parole dei post e dei commenti sono sillabate. Questo accade con il browser Chrome sia sotto Linux che sotto Windows. A cosa può essere dovuto?

    Grazie per quello che fai e felice Natale.
    Axel

  30. Pubblicato il 26 dicembre 2010 alle 14:21 | Permalink

    In effetti sto sperimentando un plugin che tra le altre cose permette di sillabare il testo dei post: sei il primo che se ne accorge! Che ne pensi? Facilita la lettura o è fastidioso?

  31. Pubblicato il 26 dicembre 2010 alle 14:24 | Permalink

    In effetti mi manca una foto più "professionale", dovrò farmi un autoscatto decente! 🙂

  32. Stefano
    Pubblicato il 26 dicembre 2010 alle 15:49 | Permalink

    Ora me ne accorgo anch'io (accedendo da Chrome). Personalmente credo rallenti un po' la lettura, poi non so se sia una questione d'abitudine.

  33. Axel
    Pubblicato il 26 dicembre 2010 alle 17:06 | Permalink

    @Marco Non è molto fastidioso ma di sicuro non facilita la lettura, tra l'altro non sillaba tutte le parole ma solo alcune. Come si chiama il plugin?

  34. Pubblicato il 26 dicembre 2010 alle 20:22 | Permalink

    Il plugin è wp-typography, lo stavo testando per certe capacità di usare font speciali che forse mi potrebbe servire per una vaga idea di un nuovo templare grafico. Ma sono d'accordo, la sillabazione non aggiunge molto, almeno con questo tema.

  35. Davide
    Pubblicato il 13 giugno 2011 alle 00:47 | Permalink

    Ciao Marco volevo dirti che trovo molto interessante questo blog e già che ci sono ti do un parere sulla homepage professionale: l'impaginazione, il carattere ecc. mi sembra che vadano bene, l'unica cosa devi migliorare è la forma dell'inglese, non per criticare ma si capisce che l'ha scritto un'italiano... Sarà un po' l'ordine italianizzato delle frasi (soggetto, verbo, complemento) che non mi convince ma anche l'uso ripetuto di I che rendono la forma quasi infantile. Se hai voglia dai un'occhiata a questa pagina (http://www.kent.ac.uk/careers/cv/goodbadCV.htm) e guarda un po' la forma che viene usata. Usare un buon inglese è il primo passo per fare una buona impressione 🙂

  36. Pubblicato il 13 giugno 2011 alle 20:50 | Permalink

    @Davide. Ciao e benvenuto. E grazie per dritte, vedrò di farne tesoro. Che tu ci creda o meno, la maggior parte delle cose che sono scritte su quelle pagine sono state riviste da un madrelingua inglese (non parlo né scrivo male, ma sono conscio dei miei limiti). Forse è la prima pagina ad avere troppi "io", in effetti.

  37. Davide
    Pubblicato il 14 giugno 2011 alle 02:07 | Permalink

    Ok. Comunque posso chiederti un favore? Mi consigli un libro di fisica per iniziare che spieghi le basi? Ho 16 anni e trovo la fisica interessante, ma per capire bene quello che è scritto in questo blog mi servirebbero delle basi... grazie 🙂

  38. Pubblicato il 14 giugno 2011 alle 08:08 | Permalink

    @Davide: mmm, vista l'età che hai, mi chiedo: vai a scuola? Se si, il libro da cui iniziare è veramente il tuo libro di fisica di scuola. Quello che ti serve per capire la maggior parte di quello che scrivo su questo sito è una preparazione scientifica di base (un po' di matematica, un po' di fisica classica, una comprensione di concetti scientifici di base come "proporzionalità" o "misura") che generalmente dovrebbe venire dalla scuola superiore. Poi sugli argomenti specifici di "fisica moderna" c'è molto che si può leggere a vari livelli, ma quel tipo di letture dovrebbero venire dopo, credo. Se invece per qualunque ragione non vai a scuola, beh, un libro di fisica classica delle superiori resta comunque quello da cui dovresti iniziare, temo.

  39. Davide
    Pubblicato il 14 giugno 2011 alle 11:52 | Permalink

    L'anno prossimo vado in terza del liceo scientifico e fisica si inizia in terza. Il fatto è che volevo imparare qualcosa per conto mio quest'estate.

  40. Pubblicato il 15 giugno 2011 alle 13:25 | Permalink

    @Davide: in questo caso, potresti leggere "Sei pezzi facili" di Richard Feynman. Se poi proprio sei insaziabile, ti sembra d capire tutto e ne vuoi di più, puoi dedicarti ai "Sei pezzi meno facili".

  41. Davide
    Pubblicato il 15 giugno 2011 alle 21:37 | Permalink

    Ok grazie ;). Scusa se ti stresso ancora ma in casa ho già QED sempre di Feynman. Può andar bene come inizio?

  42. Pubblicato il 16 giugno 2011 alle 09:24 | Permalink

    @Davide: Qualunque libro di Feynman va bene, il buon Richard è stato probabilmente il migliore didatta della fisica mai esistito, dunque non sbagli. Ma QED affronta questioni complesse, e se dovessi scegliere leggerei almeno i "6 pezzi facili" prima per familiarizzare con la fisica classica.

  43. Davide
    Pubblicato il 30 giugno 2011 alle 11:50 | Permalink

    Ciao Marco ho quasi finito QED e sto capendo abbastanza. C'è una cosa in particolare che scrive Feynman che ha attirato la mia attenzione: dice che i positroni possono viaggiare all'indietro nel tempo così l'elettrone emette prima il fotone di assorbirlo. é possibile?

  44. Pubblicato il 8 luglio 2011 alle 15:20 | Permalink

    @Davide: Non credo che Feynman scriva esattamente questo. Mettiamola così: i positroni ci appaiono come elettroni che viaggiano indietro nel tempo. Sull'ultima frase sono un po' confuso: chi emette? Chi assorbe? Stiamo parlando in interazione tra particelle diverse o di auto-interazione? Entrambe possibili, semplicemente un po' diverse.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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