Dopo il W viene la Z

Produrre un bosone Z in una collisione tra due protoni e vederlo decadere in una coppia elettrone-antielettrone o muone-antimuone è circa 10 volte meno probabile che produrre un bosone W nel medesimo tipo di collisione e vederlo decadere in elettrone-neutrino o muone neutrino. Il che significa che per avere qualche chance di osservare qualcosa che assomiglia al decadimento di una Z occorre raccogliere circa dieci volte la quantità di dati con i quali si ha una ragionevole probabilità di osservare un W.

È passato ormai un po' di tempo da quando qualcosa che assomiglia molto a un paio di bosoni W hanno deciso di fare capolino dentro ATLAS: ovviamente da allora LHC ha continuato a fornirci collisioni protone-protone, e noi solertemente a raccogliere dati a spulciarli. Potete facilmente immaginare come in questo periodo ci siano capitati per le mani un certo numero di altri candidati bosone W. Quanti? Non ve lo posso dire: riserviamo la sorpresa per le conferenze d'estate. Quello che però posso dirvi è che la pazienza, la quantità di dati raccolti, un rivelatore che funziona piuttosto bene e la ricerca con il lanternino anche delle Z ha iniziato a dare i suoi frutti: eccovi in tutto il loro splendore i primi due candidati Z che decadono dentro ATLAS, rispettivamente in una coppia elettrone-positrone:

o in una coppia muone-antimuone:

Se avete letto il post sui candidati W ormai dovreste saper interpretare questi event display senza problemi. In caso forse un po' persi, ecco un piccolo aiuto. Nel primo caso ci sono un elettrone e un positrone che, partendo dal centro del rivelatore dove è avvenuta la collisione, lasciano entrambi una scia (gialla) nel tracciatore centrale, e finiscono a depositare la loro energia nei calorimetro elettromagnetico (la zona in verde). Nel secondo caso ci sono un muone e un antimuone che lasciano le loro scie (viola) sia nel tracciatore centrale che nello spettrometro a muoni. In entrambi i casi i prodotti di decadimento hanno carica opposta (bene: la Z è neutra), provengono dallo stesso vertice, sono ragionevolmente identificati come elettroni (o muoni), non hanno troppa attività intorno che faccia pensare a un'origine diversa dal decadimento di una sola particella, e soprattutto - se vi mettere a combinare le loro energie - sembrano provenire dalla disintegrazione di una particella con una massa compatibile con quella del bosone Z. Come già per i W: bingo!

Notarella  a margine: è bello che i due candidati Z abbiamo deciso di decadere una volta in una coppia elettrone-positrone e l'altra in una muone-antimuone. Secondo le teorie che usiamo per descrivere il comportamento delle particelle, non c'è infatti nessuna ragione per cui l'accoppiamento di un bosone (W o Z) a un leptone (in questo caso, elettrone o muone) abbia un'intensità diversa: in altre parole, è altrettanto probabile che una Z decada in elettroni o in muoni. Questa proprietà è chiamata in gergo universalità, e fino ad ora è sempre stata confermata dagli esperimenti: ovviamente due eventi sono troppo pochi per trarre delle conclusioni, ma sembrerebbe che siamo sulla buona strada.

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7 Commenti

  1. Ettore
    Pubblicato 20 maggio 2010 alle 21:13 | Link Permanente

    Certo, ho letto che avevate aumentato la luminosità... ma non pensavo così tanto O_o

    Il primo screen che hai postato segna:
    Event number: 968.871
    Data: 9/5 Ore 9:41

    Il secondo screen segna:
    Event number: 14.321.500
    Data 10/5 Ore 02:07

    Questo vuol dire che tra il 9 ed il10 maggio in 17 ore avete raccolto 14 volte eventi che da quando avete iniziato al 9 maggio... sbaglio?!?!?
    Oppure l'event number si riazzera ad ogni run?
    No perchè.... se fosse... alla faccia dell'incremento!!!

  2. Fabiano
    Pubblicato 20 maggio 2010 alle 21:59 | Link Permanente

    E dopo la Z viene la H, dai dai che ci siamo... Ma non spiegare così l'alfabeto alla piccola Giulia :-) .

  3. Stephan
    Pubblicato 21 maggio 2010 alle 00:01 | Link Permanente

    evvai! eravamo tutti in fremito per avere qualche notizia da Lhc!
    Ste

  4. Simone
    Pubblicato 21 maggio 2010 alle 09:08 | Link Permanente

    Complimenti per il blog, è molto che seguo anche se è la prima volta che scrivo. qualche domandina a margine: se Produrre un bosone Z in una collisione tra due protoni è circa 10 volte meno probabile che produrre un bosone W, cosa puoi dirci del bosone di Higgs? quanto è probabile vederlo rispetto a questi due eventi (Bosone Z e W)? e come pensate di riconoscerlo?

    ciao Simone

  5. Pubblicato 25 maggio 2010 alle 21:40 | Link Permanente

    @Ettore: la luminosità in effetti è schizzata ben su. Guarda questo:
    https://atlas.web.cern.ch/Atlas/GROUPS/DATAPREPARATION/PublicPlots/DataSummary/figs/sumLumiByDay.png

    @Simone: per il momento ti basti questo: è mooolto meno probabile sia produrlo, sia osservarlo, tanto che, se davvero nel corso di quest'anno che viene riusciremo a raccogliere il famoso fb^{-1} di dati a 7 TeV che ci hanno promesso - e non ci conto molto - non sarà comunque ancora sufficiente per dire qualcosa né in un senso (l'esistenza del bosone di Higgs) né nell'altro (la sua non-esistenza). Ci vorranno più dati e dunque più tempo. Per i dettagli (e.g. come pensiamo di riconoscerlo) dovrai aspettare un post dedicato.

  6. Ettore
    Pubblicato 26 maggio 2010 alle 00:37 | Link Permanente

    WOW! Adesso però che mi hai fatto vedere quel grafico... mi devi anche spiegare xche c'è discrepanza tra il delivered dell'Lhc ed il recorded di Atlas :D (si.. sono un rompi... scusami... ma sono curioso)

    (Che poi da quando ho scritto siete passati a 13 bunch da 2E10 l'uno... e se non vado errato è in programma per questa settimana di testare 8 bunch da 1E11 l'uno... che sarebbe un nuovo record...)

  7. Pubblicato 26 maggio 2010 alle 21:32 | Link Permanente

    In breve, perché mentre LHC produce delle collisioni gli esperimenti non sono sempre "accesi" e pronti a prendere dati, per ragioni varie. Ovviamente il gioco sta tutto nel minimizzare le differenza.

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