Sapere dove andare a cercare

Essere colti non significa ricordare tutte le nozioni, ma sapere dove andare a cercarle.

Umberto Eco

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19 Commenti

  1. juhan
    Pubblicato il 9 gennaio 2010 alle 15:53 | Permalink

    Ad es. sapere che esiste il sito dei Borborigmi 😉

  2. Pubblicato il 9 gennaio 2010 alle 16:03 | Permalink

    oggigiorno per esserlo basterebbe avere un computer connesso in rete ed un buono spirito critico...

  3. Jacopo
    Pubblicato il 9 gennaio 2010 alle 16:23 | Permalink

    @ Gio:
    Non basterebbe... Non sai dove andare a cercare, cosa cercare e come cercare se già non conosci o hai delle idee...
    Su internet e sui libri, ovunque, trovi tante informazioni, anche tante risposte, ma quello che trovi è la risposta corretta alla domanda. Una persona colta oltre a conoscere le cose sotto più punti di vista, conosce anche le risposte sbagliate e sà perchè sono sbagliate. E per sapere questo ci vuole fatica, studio e impegno. Internet con tutto lo spirito critico che puoi avere non ti rende colto.

  4. minimum bias
    Pubblicato il 9 gennaio 2010 alle 17:14 | Permalink

    A proposito dell'"andare a cercare": a parte il criptico Favara & Pieri, cosa c'è da leggere per capire qual è il punto chiave dell'ottimizzazione nell'analisi della ricerca dell'Higgs nel canale a due fotoni a CMS? (cioè, cosa c'è di "nuovo" nello stimare s/b per ogni evento)

  5. Pubblicato il 10 gennaio 2010 alle 18:37 | Permalink

    Marco, improvvisamente nel mio RSS non entrano solo i tuoi testi, come prima, ma anche i commenti (che sono una bella sfilza): per favore, portresti tornare a escludere i commenti dall'RSS o almento impostarne uno solo per i tesi? Grazie! Michele

  6. Pubblicato il 10 gennaio 2010 alle 21:14 | Permalink

    @Michele: Ho notato la cosa anch'io, e dopo aver investigato un po' mi sembra che sia un problema di Google Reader, come se avessero mescolato i feed. Se infatti guardo solo http://www.borborigmi.org/feed vedo correttamente solo i post. Bof, non so bene...

    @Gio: condivido lo scetticismo di Michele. La rete contiene principalmente fonti secondarie, e con la sola capacità di accesso a fonti secondarie non si può costruire una cultura. Sarebbe dire che si è colti solo perché si ha in casa un'enciclopedia. Credo che quello che Eco voglia dire è: nessun uomo colto ricorda tutti i dettagli di quello che sa, ma sa perfettamente aggirarsi tra gli argomenti andando a recuperare le fonti (primarie!) che un giorno ha incontrato, masitcato e digerito.

    @Juhan: incasso il complimento, ma ti deludo subito: non credo si possa diventare colti leggendo blog (e in generale nutrendosi di sola divulganzione). Il ruolo di blog e letteratura divulgativa rimane quello di incuriosire. Perlomeno è quello che io spero per queste pagine: mi auguro che siano più un punto di partenza che uno di arrivo.

    @MinBias: le ultime cose di CMS che ho letto sull'argomento sono le note 2006/097, 2006/110 e 2006/112, che intorno a Giuno 2009 erano più o meno lo stato dell'arte per H\rightarrow\gamma\gamma. Siccome da qualche tempo l'accesso alle pagine Wiki di CMS è bloccato per i membri degli altri esperimenti, non ho niente di più recente sottomano. Ma magari tu puoi accedere, o trovare qualcuno che possa: nel caso, prova qui: https://twiki.cern.ch/twiki/bin/view/CMS/HiggsWGNotes

  7. Enrico
    Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 00:36 | Permalink

    una variante molto simile di questa frase (“Conoscere non significa ricordare, ma sapere in quale libro andare a cercare.") è stata attribuita a Beniamino Placido, da Massimo Gramellini durante “Che tempo che fa”, la trasmissione televisiva di Fabio Fazio,
    O una delle due attribuzioni è falsa o uno tra Placido e Eco è un copione.

  8. delo
    Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 00:48 | Permalink

    ecco perche' esiste il PDG!
    e per il resto... c'e' SPIRES 🙂

    delo

  9. Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 09:08 | Permalink

    @Enrico (e @tutti)...oppure l'hanno detto entrambe l'uno all'insaputa dell'altro. Nihil sub sole novi. Se non ricordo male anche Einstein aveva espresso un concetto simile dicendo che preferiva non sprecare le proprie risorse mentali memorizzando qualcosa che avrebbe potuto annotare da qualche parte.
    In ogni caso concordo: non sono solo i dati a renderti colto: è come sai trovarli, interpretarli, metterli in relazione e rendere attuabile ciò che hai scoperto.
    mmmh... troppe cose per un lunedì mattina. ;0)

  10. Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 11:33 | Permalink

    @Jacopo, @Marco
    concordo, altrimenti secondo le precisazioni fatte da Jacopo renderebbero anche la frase di Eco vuota di significato.
    Speravo che si notasse di più la vena ironica, ero –forse non abbastanza– volutamente provocatorio, infatti lo "spirito critico" è quello che ti permette di "vagliare tutto e trattenere ciò che vale" (il solito Paolo...) anche a partire da fonti secondarie, soprattutto (tantopiù!) se hai sudato le fatidiche 7 camicie su un libro di scuola.

  11. Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 11:55 | Permalink

    mi scuso per l'italiano...

    "secondo le precisazioni fatte da Jacopo, anche la frase di eco sarebbe insulsa"

  12. godel66
    Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 13:44 | Permalink

    l'affermazione di Jacopo è vera e conferma, tautologicamente, che Jacopo non è colto !!!!

  13. quigo
    Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 15:19 | Permalink

    "Essere colti non significa ricordare tutte le nozioni, ma sapere dove andare a cercarle"

    Certo che essere colti quando Eco scrisse questo era molto difficile.. ricordate? niente internet... niente Google!
    come facevamo? ricerche in biblioteca? vagolamenti in libreria? paziente ritaglio e archiviazione di articoli cartacei? eppure era solo 15 anni fa..
    secondo voi tra, diciamo, altri 15 anni il mondo sarà davvero più colto?

  14. Pubblicato il 11 gennaio 2010 alle 17:57 | Permalink

    @quigo: temo che tu confonda l'essere colti l'essere informati (o persino peggio, con l'avere accesso facilitato all'informazione). Il fatto che molte risorse siano più facilmente accessibili grazie alla rete (ma è poi vero? Io qui dal CERN ho accesso diretto dal mio computer - accesso pagato caro e salato dal CERN - a un sacco di pubblicazioni per cui nel passato andavo fino alla biblioteca di facoltà. Ma da casa me le sogno, ovviamente) non è mica garanzia di cultura. Ribadisco, avere un'enciclopedia in casa non è segno di nulla. Mi sa che oggi la percentuale di persone colte è circa uguale - forse persino un dito inferiore - a quella di 15 anni fa, mentre certamente i superficialmente informati sono vagonate in più. Tra 15 anni? Non mi spingo a predire...

  15. umbe
    Pubblicato il 14 gennaio 2010 alle 14:32 | Permalink

    Essere colti significa aver avuto qualcuno che ti ha insegnato a fare domande...
    Qualcuno che ti ha insegnato cambiare prospettiva...
    Qualcuno che ti ha dato il coraggio, per le risposte troppo complesse,
    a cercare una nuova domanda...

  16. Jonathan
    Pubblicato il 16 gennaio 2010 alle 13:51 | Permalink

    Il nozionismo non è assolutamente cultura.
    La cultura e l'intelligenza risiedono tutte nel *metodo*, ovvero la capacità che l'individuo ha nel saper manipolare e interpretare i dati e le informazioni che gli vengono sottoposti per descrivere un fenomeno; come minimo deve saperlo fare con metodo "classico" e "accademico".
    Il genio è chi inventa metodi innovativi per descrivere il fenomeno in modo più compiuto di prima.

  17. GIGI
    Pubblicato il 28 gennaio 2010 alle 21:01 | Permalink

    Marco. Tra tanti "filosofi", io sono solo un vecchio dentista. Un pratico. Allora ti chiedo: secondo te è il caso che vada a cercare nel libro di Woit Peter "Neanche sbagliata", oppure non vale la spesa e soprattutto il tempo?
    Grazie, la tua risposta ti varrà il simbolico premio: Rasoio della confraternita francescana di Occam.

  18. Pubblicato il 28 gennaio 2010 alle 21:54 | Permalink

    Ciao Gigi, benvenuto!

    Io l'ho letto (in inglese, Not even wrong", dunque non posso garantire sull'edizione italiana) e mi è piaciuto, mi sento di consigliartelo. Anche se, se prevedi di leggere un solo libro critico sulla teoria della stringhe, allora ti consiglierei piuttosto quello di Lee Smolin, "L'universo senza stringhe" ("The trouble with physics"), che ho trovato meglio scritto e più equilibrato. Ovviamente la cosa migliore è leggerli entrambi! 🙂

  19. GIGI
    Pubblicato il 29 gennaio 2010 alle 13:47 | Permalink

    Grazie Marco, sei un fulmine!
    Buon lavoro.
    Luigi

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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