LHC: 1.18 TeV + 1.18 TeV = 2.36 TeV!

Vediamo se riesco a scrivere senza eccitarmi troppo. Ieri sera intorno alle 21:30 LHC ha prodotto le sue prime collisioni a 2.36 TeV, ovvero con entrambi i fasci a 1.18 TeV. E ATLAS ha diligentemente registrato il suo primo evento ad alta energia (alta nel senso di più alta di 900 GeV, non di alta tanto quanto vorremmo):

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Riassunto breve per i distratti. LHC è il collisionatore (e non soltanto l'acceleratore) con la più alta energia nel centro di massa del mondo. ATLAS è un gran bel rivelatore che funziona benone. Cominciamo ad avere un po' di dati reali da masticare, cosa che fa bene al morale e al cervello. Natale si avvicina.

Il futuro? Oggi siamo ritornati a 900 GeV, cosa buona e giusta secondo il sottoscritto: mi sembra sensato mettere su nastro una milionata di eventi minimum bias a 900 GeV prima di tentare di girare a 2.36 TeV un po' più a lungo. Siccome tutta la baracca si ferma comunque il 17 dicembre (i macchinisti hanno bisogno di tempo per preparare le collisioni a 7 TeV) e non si riparte prima del 14 febbraio (ATLAS sarebbe pronto pure un paio di settimane prima, ma pare che CMS abbia un problemino di acqua alta da risolvere, e noblesse oblige), penso sia prudente avere una quantità sufficiente di dati per tenersi occupati in gennaio.

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16 Commenti

  1. GM
    Pubblicato il 9 dicembre 2009 alle 10:53 | Permalink

    A quanto risulta dai logbook, il fascio non era stato dichiarato "stabile" (e le collisioni non erano prodotte in modo controllato); questo significa che ATLAS tiene il detettore acceso anche quando il fascio non e` sotto controllo e puo` comportarsi in qualsiasi modo?

  2. Pubblicato il 9 dicembre 2009 alle 11:55 | Permalink

    Negli ultimi tempi ATLAS tiene sempre tutto accesso, tranne ovviamente le parti del tracciatore centrale basate su tecnologia al silicio (Pixel e SCT) che accendiamo solo quando la flag di stable beam viene dichiarata. Ma siccome abbiamo una terza componente del tracciatore non basata su silicio (il TRT), quella può stare accesa anche senza fascio stabile. A margine, nell'evento che vedi il solenoide centrale è spento, motivo delle tracce non curve.

  3. GM
    Pubblicato il 9 dicembre 2009 alle 13:28 | Permalink

    Marco,
    grazie per le precisazioni. E` comunque sorprendente vedere come sul sito della Casa Madre gli Spammers Ufficiali non abbiano ancora annunciato l'accaduto!

  4. Pubblicato il 9 dicembre 2009 alle 14:08 | Permalink

    Youpi.

  5. Gianluca
    Pubblicato il 9 dicembre 2009 alle 15:10 | Permalink

    Cito dal tuo post "Alte energie! (Ovvero, un nuovo record per LHC) " del 30 novembre
    "Alle 00:42 di stamattina i due fasci di LHC sono stati accelerati contemporaneamente alla ragguardevole energia di 1.18 TeV...

    Poi da questo stesso post "Ieri sera intorno alle 21:30 LHC ha prodotto le sue prime collisioni a 2.36 TeV"

    ... ma gli orari li scelgono sempre in modo da costringervi agli straordinari? 🙂

  6. Pubblicato il 9 dicembre 2009 alle 16:38 | Permalink

    Un acceleratore, quando va, va 24/7, di conseguenza i dati si prendono quando arrivano. I fortunati fanno il turno 23-7 🙂 Quanto agli straordinari, beh, il mio contratto (come quello di praticamente tutti i ricercatori) non li prevede per definizione. Lavori di notte? Il weekend? Tutto per la causa, of course...

  7. bob
    Pubblicato il 15 dicembre 2009 alle 11:42 | Permalink

    Quello che non ho capito è questo: nonostante si viaggi ad energia inferiore a quello che si sperava, i dati che state raccogliendo sono "utili"? O servono "semplicemente" a tarare la macchina?

    P.S. Scusa l'eccesso di virgolette

  8. Pubblicato il 15 dicembre 2009 alle 13:26 | Permalink

    Bob, se per "utili" intendi "che potrebbero contenere della nuova fisica da poterci fare una scoperta", la risposta è no, non sono "utili". Ma "semplicemente tarare la macchina" (sia questa l'acceleratore o i rivelatori" è riduttivo: la "taratura" si uno strumento è parte integrante della misura. (Virgolette perdonate).

  9. bob
    Pubblicato il 15 dicembre 2009 alle 16:38 | Permalink

    Avevo messo le virgolette apposta per cercare di rendere al massimo l'espressione -semplicemente- 🙂

  10. wimp
    Pubblicato il 15 dicembre 2009 alle 23:40 | Permalink

    Grandi!!! 500.000 eventi ed emergono i primi chiari segnali di decadimenti delle cosiddette particelle “strane” (Kshort e Lambda) ! 🙂

    C'è già qualche nuova scoperta che bolle in pentola o state per ora avendo conferma di ciò che già avevano mostrato nel 2006 gli esperimenti con il Tevatron?

  11. delo
    Pubblicato il 16 dicembre 2009 alle 00:45 | Permalink

    Calma calma...

    Gli esperimenti adesso funzionano solo con trigger casuali
    (perlomeno LHCb, anche ATLAS Marco?)
    cioe' significa che vengono registrate tutte (o meglio un campione casuale) delle collisioni, senza selezionare quelle interessanti.
    Cioe' un bel picco centrato sulla massa del bosone Z non si vede sebbene qualche Z sara' pure stata prodotta. Forse si potrebbe vedere quello della J/Psi... se ho un attimo ci provo...

    delo

  12. Pubblicato il 16 dicembre 2009 alle 09:17 | Permalink

    @wimp: a queste energie nel centro di massa le sezioni d;urto di produzione di particelle "esotiche" (per dire, il bosone di Higgs del Modello Standard) sono troppo piccole e la quantità di dati che abbiamo preso infima per poter fare una qualunque scoperta. Persino per alcune particelle già note la situazione è critica (vedi risposta a delo).

    @delo: Z? Se ti guardi le sezioni d'urto di produzione, vedrai che la probabilità di produrne una a 900 GeV nel centro di massa (o anche a 2.4 TeV) è proprio bassina, e i dati presi troppo pochi per poter nemmeno immaginare di vederne una. Per la J/psi la situazione è un po' più rosea, ma con i dati presi finora parliamo comunque di vederne potenzialmente uno o due candidati, mica un picco!

  13. delo
    Pubblicato il 16 dicembre 2009 alle 11:33 | Permalink

    ho fatto il ragionamento con 500000 2.36 TeV. Molto a spanne!
    Non trovavo le sezioni d'urto a questa energia cosi' ho estrapolato.
    Il rapporto tra sezioni d'urto minimumbias e j/psi e' 0.25% a 14TeV e diminuisce a 0.18% a 10TeV; ho assunto che il rapporto a 2.36 TeV sia 0.09%. Quindi in 500000 eventi mi aspetto circa 450 j/psi.
    Troppo ottimistico?

    delo

  14. Pubblicato il 16 dicembre 2009 alle 11:54 | Permalink

    Ma tu ce li hai 500k eventi a 2.36 TeV? ;-P

  15. delo
    Pubblicato il 16 dicembre 2009 alle 12:06 | Permalink

    Io no, pensavo li avessi tu 😛

    Per adesso ne vedo solo circa 300000 a 2.36 TeV

    ciao
    delo

  16. beppe
    Pubblicato il 31 dicembre 2009 alle 02:47 | Permalink

    Ragazzi siete mitici,io non ne capisco niente di fisica,ma ogni volta spero sempre in nuove scoperte!Ogni volta che su sky vedo quel tubo enorme mi chiedo sempre a che punto siano le scoperte!Vi reputo dei geni,io sono grafico illustratore,e sto cercando di laurearmi in giurisprudenza con le serali,ma alla fine ogni volta che vedo documentari sullo spazio o cose che riguardano la chimica mi dico sempre di aver sbagliato tutto nella vita!Continua a scrivere marco che come me ci saranno molte altre persone che in silenzio leggono le novità!grande ciao

2 Trackback

  • Di Dweb | Blog » ATLAS shrugged! il 9 dicembre 2009 alle 14:25

    [...] pun. Non ha fatto nemmeno un plissé, dice Marco, testimone oculare dello scontro a 2,36 TeV nel tunnel dell’Elleaccaci cica cica bum cica [...]

  • [...] dati, di cui il rivelatore ATLAS ha registrato la sua parte. Ora l’acceleratore, che – ricorda il fisico Marco Delmastro – va appellato come collisionatore di adroni e non come semplice [...]

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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