Almeno il mio hotel c'era

Almeno il mio hotel c'era. E il mio volo non è stato così tremendo.

Ho incontrato Martin e Walter stamattina. Martin è arrivato ieri pomeriggio, e al suo hotel non avevano mai ricevuto la prenotazione. Pregando in ginocchio, gli hanno proposto una camera, ma non al prezzo a cui aveva prenotato, perché quello era per "governative employees". Peccato che non ci fosse scritto nel form di prenotazione. Morale, Martin è dovuto andato all'hotel Seneca (quello ufficiale della conferenza), e gli hanno offerto una stanza a 280 dollari a notte! Urg. Lui ha poi pianto di nuovo parecchio, e alla fine gli hanno fatto il prezzo-conferenza, per cui adesso è in una suite più grande di casa sua per 165 dollari a notte. Forse alla fine ci ha guadagnato. Io pago 139 dollari a notte per un albergo la cui descrizione sulla Lonely Planet recita:

The couches in the lobby are stained, but this motel is just steps from the Michigan Avenue shopping bonanza, and the remarkably cheap room prices will leave enough change in your pocket to pick up a souvenir or two in the stoves. Rooms are the definition of utilitarian, bordering on cell-like.

Uh! Ed è tutto vero!

Irena è arrivata ieri mattina da Parigi. Anche lei ha avuto qualche problema a CDG. Peccato che per risparmiare il suo capo avesse preteso che facesse scalo a Montreal. Ha perso il volo, ha dovuto dormire a Montreal, alla fine ci ha messo 27 ore per arrivare. Non posso proprio lamentarmi.

Stamattina la direttrice del museo archeologico di Chicago ci ha arringati sul fatto che Chicago è la migliore e più importante città degli Stati Uniti, prima che iniziassimo con le nostre cosette strane. Possibile che gli americani non siano capaci di parlare di se stessi senza mettere la fanfara e dire che qualunque ocsa abbiano fattto (sia pure il meccano o gli hot-dog) è la migliore al mondo nel suo campo? E' un piccolo hot-dog per un uomo, ma un grande hot-dog per l'umanità.

Scranno CALOR 2006

Nella foto vedete l'oratrice sullo scranno da cui dovrò parlare mercoledì. Come si fa a spiegare le cose con due copie delle trasparenze ai lati? Mi sembra un po' schizofrenico, a quale mi rivolgo quando indico un grafico?

P.S.: Sull'hot-dog di Chicago è vietato mettere il ketchup. Tassativamente, altrimenti "you're gonna have some troubles".

P.P.S.: Al coffee-break, a parte ovviamente il caffè, ci sono barrette di ciocolato e altre menate, succhi di frutta con o senza bolle, ma sopratutto (incredibile!) la frutta! Una mela! A Chicago! Vabbè, sembra l'abbiamo passata con il Sidol, però... Walter dice di stare attento, che negli USA di solito a frutta e verdura levano le vitamine, per venderle poi a parte, in forma di pastiglia, gelato cremoso o bacon.

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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