Punti di passaggio

Scrivo molto a mano. per me la carta ha ancora un ruolo fondamentale, mi obbliga a riflettere. Sembra banale, ma una parte importante del mio lavoro è pensare, studiare, informarsi. Aldilà dei software di analisi sofisticati, una calcolatrice mi permette spesso di fare due conti rapidi, semplici approssimazioni che consentono di prefigurare scenari, come avviene anche nelle simulazione. In esse non c'è soltanto la comprensione della risposta dei rivelatori, ma soprattutto della teoria, di come noi capiamo il mondo. La ricerca di nuova fisica passa di qui, da quei punti in cui le misure si discostano dalla simulazione di quello che sappiamo già.

Sono finito in una nicchia di Extreme, la mostra sulla fisica della particelle ospitata dal Museo della Scienza di Milano. A riprova che sono uno scienziato del secolo scorso, nel mio armadietto ci sono una calcolatrice, un Moleskine e una penna stilografica Lami (purtroppo la penna è verde, pare che di un colore più consono non l'abbiano trovata: quella che uso tutti i giorni è color metallo). Se passate da Milano andate a visitare la mostra, pare sia molto ben fatta (nonostante il sottoscritto).

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3 Commenti

  1. yopenzo
    Pubblicato il 13 luglio 2017 alle 01:58 | Permalink

    e il regolo calcolatore lo sai usare? 😀 (per certe operazioni è più veloce della calcolatrice, se non si vogliono tre cifre dopo la virgola... ) Enrico Fermi ci smanettava sopra in tempo reale mentre la sua pila di Chicago aumentava di volume ma soprattutto di massa: quando si dice uno che sa il fatto suo, oso dire. Il mio Faber-Castell non lo trovo più, quindi ho scaricato un regolo digitale da googleplay. Forte per riprenderci la mano, anche se in effetti così perde alquanto lo scopo...

  2. Pubblicato il 13 luglio 2017 alle 05:54 | Permalink

    @yopenzo: roba di una volta, caduta in disuso come la macchina a vapore.
    La comparsa delle calcolatrici (inizialmente Texas Instrument e HP, molto diverse e complementari) hanno reso il regolo roba da vecchi. Io avevo lo Steadler, per almeno un esame al Poli era richiesto. Roba anni '70.

  3. Pubblicato il 13 luglio 2017 alle 09:09 | Permalink

    @yopenzo: no, mi manca. Mio padre (ingegnere elettronico, classe 1944, laureato alla fine degli anni 60) me lo mostrò e tentò di insegnare quando ero bambino, ma non imparai mai veramente. Un po' mi spiace, dovrei riprenderlo in mano (credo che il suo sia ancora in qualche cassetto).

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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