Il sogno del drago

A volte vale la pena di tornare bambini. (...) Bisogna impegnarsi, per riuscire. Serve levarsi l'armatura che ci aiuta a sopporta le battaglie di tutti i giorni. Ma se riusciamo a sottrarci al cerimoniale sempre identico della vita di città possiamo riscoprire tempi, modi e rituali che precedono l'epoca della razionalità a ogni costo. Serve umiliarsi, cercare, sottoporsi a prove e ancora non basta: per arrivare alla meta dobbiamo trovare sulla nostra strada dimostrazioni, o almeno segni, indizi, frecce in grado di guidarci. (...) Solo così possiamo riscoprire il senso più profondo del nostro viaggio sulla terra, e trovare il coraggio necessario per liberarci dalla zavorra delle cattive abitudini, delle paure e dei pregiudizi. (...) 

Ogni tanto, nella vita di una persona, serve una stagione speciale, un tempo consacrato a dormire ogni sera sotto un tetto diverso e a sentirsi a casa ovunque. Persi come ci sentiamo dentro un labirinto, abbiamo bisogno tutti quanti di un itinerario sacro da percorrere sino infondo, senta presunzione e senza inganni. Un percorso sicuro, che ci metta in contatto con chi è vissuto prima di noi, con chi vive la nostra stessa esistenza e con chi percorrerà le nostre orme; solo in quella vertigine che traversa i tempo potremo ascoltare la vibrazione di una promessa sublime, quella di un'esistenza nuova, da vivere finalmente in pace con gli uomini e con Dio.

da "Il sogno del drago", di Enrico Brizzi

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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