Vi porto al CERN (se sopravvivo)

A molti la mia assenza prolungata da queste parti della rete non è passata inosservata. È vero, non ho scritto un rigo su Borborigmi da fine settembre. Le ragioni sono molteplici e intrecciate, ma possono sintetizzarsi così: da circa circa due mesi sto lavorando a un ritmo forsennato, dove "forsennato" vuol dire "tutti-i-giorni-dalle-8-a-oltre mezzanotte-weekend-compresi". Non ho mai insistito troppo su quanto sgobbo, ma gli ultimi tempi sono stati, e ancora saranno almeno fino poco prima di Natale, veramente molto intensi.

Perché? Mettiamola così: ATLAS ha raccolto dati a 13 TeV fino a un paio di settimane fa, li stiamo spremendo a fondo, e prima della pausa natalizia contiamo di rendere pubblici un bel po' di risultati. Insieme a molti altri, mi trovo veramente in prima linea in questo impresa, cosa che genera i ritmi tremendi (e eccitanti, che sia chiaro!). Se sopravvivo fino a metà dicembre, prometto che, dopo aver dormito per un paio di giorni di fila, vi racconto.

Nell'attesa, portate pazienza. Ne approfitto per segnalarvi un video fatto dai ragazzi di Science4Fun, che a metà ottobre sono passati a intervistarmi per fare un reportage sul CERN. A me il video, che si intitola "Vi porto al CERN", è piaciuto molto: credo che abbiano fatto un bel lavoro, con un giusto equilibrio tra contenuti e stile spensierato. Buona visione.

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5 Commenti

  1. Invernomuto
    Pubblicato il 2 dicembre 2015 alle 00:24 | Permalink

    Grazie Marco. Buon lavoro forsennato. A prestissimo.

  2. Zorapide
    Pubblicato il 2 dicembre 2015 alle 09:42 | Permalink

    Buon Lavoro, allora.

  3. My_May
    Pubblicato il 4 dicembre 2015 alle 10:16 | Permalink

    bel servizio.... complimenti ai ragazzi:)

    ma un fisico parlava di un progetto per portare a 100 tev la potenza di questi acceleratori. E dove si arriva? Non erano suffcienti 14 tev per scoprire quel che c'è da scoprire? Qual è il massimo, se c'è. Dovrebbe esserci, o no?
    Tutti gli articoli di giornale parlano che con 14 tev si arriva fino ai primi istanti dal big bang. E per arrivare al primissimo istante quanto grande dobbiamo costruirlo, a quanti tev dovremmo arrivare? Oppure la domanda è priva di fondamento?
    buon lavoro 🙂

  4. Pubblicato il 4 dicembre 2015 alle 11:33 | Permalink

    Secondo me (non sono un fisico) la risposta che darei a My_May è: arrivare a quello che si può tanto non si finirà mai, resterà sempre qualcosa da scoprire. Per fortuna e buon lavoro!

  5. parsifal
    Pubblicato il 5 dicembre 2015 alle 18:16 | Permalink

    @My_May

    Quando si osservano le leggi di forza delle interazioni elettrico e gravitazionale si può avere un sospetto che queste siano formalmente analoghe. Quel che cambia è quell'insieme di fattori davanti al fattore legato alla distanza (GmM per la gravità, per esempio) e alcuni vincoli dell'interazione (esempio: gravità solo di tipo attrattivo).

    Ci sono ragioni teoriche nel ritenere che le forze fondamentali conosciute (elettrodebole, forte e gravitazionale) siano in realtà emerse a partire dalla rottura di simmetria (l'indistinguibilità dal punto di vista dell'interazione) di un'unica interazione fondamentale (teorie GUT).

    Questo implica che i fattori che anteponiamo davanti al termine 1/r, opportunamente modificate in modo da far emergere la cosiddetta "costante di accoppiamento" dell'interazione, non siano realmente costanti ma dipendano dall'impulso trasferito nell'interazione. (le costanti di accoppiamento vengono definiti così come "costanti che corrono")

    Uno dei modi per indagare sulla validità di un modello teorico di unificazione è la capacità di prevedere un'energia in cui le costanti di accoppiamento siano uguali verso le scale di energia di "grande unificazione" e la SUSY (mi sembra) gode adesso di questo favore.

    Il problema è che queste energie sono enormi,la tipica scala energetica di grande unificazione dovrebbe essere quella di 10^13 TeV. Ecco una ragione per investire in acceleratori capaci di raggiungere tali energie!

    Attualmente tramite estrapolazione si può osservare questo andamento (almeno così ho capito), ma da qui alla verifica sperimentale ce ne vorrà di tempo!

    Spero di aver contribuito al fuoco della tua curiosità! Buon fine settimana!

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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