La curiosità va coltivata

Irene ha detto la sua sul weekend a Camogli, e la nostra scappata familiare al Festival della Comunicazione:

È bello ed entusiasmante constatare quanti festival l’Italia si ostini ad organizzare. Nel finesettimana in questione, stando alla radio, ce n’erano contemporaneamente a Venezia, Mantova, Roma, Sarzana, Camogli... Chi più ne ha, più ne metta. Del Cinema, della Mente, della Letteratura, della Comunicazione, del Libro di viaggio. A quello cui ho avuto la fortuna di assistere io c’era un sacco di gente che aveva l’aria di divertirsi, malgrado si parlasse di guerre e fisica delle particelle. Morale: la curiosità va coltivata, anche e soprattutto in tempi in cui non ci sono risposte facili. 

Il resto lo trovate sul sito de La Stampa, alla voce Vivere altrove.

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9 Commenti

  1. GIGI
    Pubblicato il 19 settembre 2015 alle 20:18 | Permalink

    Ehi, dove mangiava Mazzini?
    Sì. Oggi c'è troppo di tutto. Troppi festival, troppi cellulari, troppi posti dove è stato qualcuno (ma mai tanti quanti quelli dove è stata Sissi, Imperatrice d'Austria Ungheria).
    La curiosità va certo coltivata, ma con un diserbante che bruci le risposte "fake".
    L'è dura... La Critica di Kant è esaurita, ma ci sono tanti critici televisivi, cinematografici e musicali; tanti commissari tecnici del pallone e tanti politici pallonari...
    Comunque tiremm'innanz.
    Buon lavoro, Irene, Marco e Giulia.

  2. Pubblicato il 19 settembre 2015 alle 20:50 | Permalink

    Che tu ci creda o meno, apparentemente Mazzini mangiava in un locale di Martigny dove adesso c'è una (buona) steak-house 🙂

  3. GIGI
    Pubblicato il 20 settembre 2015 alle 18:02 | Permalink

    O tempora o mores! Una steak house!
    Scherzi a parte, non mettevo in dubbio quello che ha scritto Irene. Dopotutto ogni essere umano mangia e ha mangiato almeno due volte al giorno. Con i sei gradi di separazione e la moderna mobilità è facile imbattersi nei luoghi di chiunque del passato.
    Quel che volevo realmente commentare e condividere è "Chi più ne ha più ne metta" e
    "la curiosità va coltivata, anche e soprattutto in tempi in cui non ci sono risposte facili".
    Con i rischi e le difficoltà che tutto ciò comporta. So che Irene e tu affrontate entrambe le cose e ...Giulia, sono convinto le insegnerete a difendersi dai "fake".
    In questo e in tutto il resto: buon lavoro!
    PS. Quando siam venuti nel Vallese abbiamo mangiato sempre cucina locale, ma credo che a voi esca dagli occhi!

  4. Pubblicato il 21 settembre 2015 alle 10:37 | Permalink

    Sempre scherzi a parte, ti sfido a trovare qualcosa di aperto per cenare in Svizzera la domenica sera! E comunque, alla fin fine, la steak house in questione era piuttosto buona, e l'hamburger "valesano" che ho preso (carne locale, formaggio tipico) era persino stato premiato come alfiere della "valesanità" 🙂

  5. emilio
    Pubblicato il 21 settembre 2015 alle 11:37 | Permalink

    allincontro a camogli ...hai detto che avete visto una particella che assomiglia molto al bosone di higss..vuol dire che non siete certi che lo sia?

    complimenti ..sei un buon divulgatore...saluti

    emilio

  6. Pubblicato il 21 settembre 2015 alle 19:48 | Permalink

    Buongiorno Emilio. La certezza assoluta non è della scienza, che propone solo affermazioni probabilistiche (semplificando molto: "c'è una probabilità del 95% che sia il bosone di Higgs"). Nel caso specifico del bosone di Higgs, la cosa corretta da dire §e che abbiamo scoperto *un* bosone di Higgs (non *il*) nel senso che siamo ragionevolmente sicuri (nel senso probabilistico di cui sopra) che sia un bosone legato al meccanismo di Higgs, ma non che che ne sia uno solo. La frase "che assomiglia molto" sintetizza tutto questo in modo ovviamente molto approssimato!

  7. Renato Scarpa
    Pubblicato il 13 ottobre 2015 alle 09:56 | Permalink

    Ciao Marco
    Oggi mi e' pervenuto il nr 19 della rivista "asimmetrie" a cui sono abbonato.
    A pag. 18 c'e' una bella foto di fisici che festeggiano la partenza del Run 2015
    a 13 Tev e mi sembra di vederti in primissimo piano......molto bella..
    P.S. Se non fossi tu ti chiedo scusa.....l'unica occasione di vederti di persona era il convegno a Camogli , ma sfortunatamente ero via, e potrei anche sbagliarmi....
    In attesa di tue dal CERN...........un afettuoso saluto...
    Renato

  8. Fabio
    Pubblicato il 26 novembre 2015 alle 16:25 | Permalink

    Superati i due mesi senza aggiornamenti del blog... ed LHC è ripartito da un bel po' di mesi per cui non credo sia per assenza di cose da dire.

    Tutto bene? 🙂

  9. Pubblicato il 27 novembre 2015 alle 14:26 | Permalink

    Caro Fabio, non ti sfugge niente 🙂

    Sono vivo, ma sono peggio che sommerso, e sono pericolosamente in carenza di sonno ormai da troppe settimane. Un giorno, forse, se riemergo, racconterò. 😉

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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