Tra realtà e percezione

Un "paradosso" non è altro che il conflitto tra la realtà e la tua percezione di come la realtà "dovrebbe essere".

Richard Feynman, ne "La fisica di Feynman" (Volume 3 - Meccanica quantistica)

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13 Commenti

  1. Pubblicato il 16 luglio 2010 alle 06:58 | Permalink

    Sante parole 😉

  2. My_May
    Pubblicato il 16 luglio 2010 alle 08:58 | Permalink

    Io ho sempre pensato che un paradosso è figlio (o parente prossimo) del principio logico di non-contraddizione. Se questo principio appartenga anche all'universo intero oppure no, è impossibile saperlo, dobbiamo ricavarlo dalla nostra percezione o dal ragionamento puro.
    Certo è che i matematici aiutati dai fisici superano i paradossi filosofici (che si ricavano dal puro ragionamento), attraverso l'esperimento e quindi utilizzando le percezioni. E qui siamo in una situazione del tipo: la volpe che si morde la coda.

  3. Pinco Pollino
    Pubblicato il 22 luglio 2010 alle 17:08 | Permalink

    Ancora una volta R. Feynman dimostra di non capire correttamente ed esattamente come stanno realmente le cose. L'esatta accezione è:

    1) Un paradosso è la percezione che c'è "qualcosa" che "non funziona".

    Ma che cosa si può mai pretendere che il buon Feynman capisse di "Funzionalità". Niente, anche perché non se ne era mai occupato!
    Per fortuna se ne sta occupando l'omino che conosco, ma purtroppo non interessa gran che a nessuno!
    :o|

    NB - Capisco che anche questa (1), essendo una generalizzazione, può dare fastidio a qualcuno. Ma che ci si vuol fare!? La Scienza, la Conoscenza, il Progresso non si possono fermare di fronte ai fastidi di qualcuno.
    :o)

    NB2 - Ho una perplessità sulla massa dei neutrini, chissà se posso chiedere a Marco una delucidazione, dopo quanto detto!
    Io ci provo: se i neutrini hanno massa, come si concilia ciò con le proprietà chirali osservate dei neutrini, per cui esistono "solo" neutrini (e qui non ho capito bene se sono levo- oppure destro-giri) con una ben specifica proprietà chirale (appunto quella di essere "sempre" solo levo- oppure "sempre" solo destro-giri) che non cambia "mai".
    (Difatti, se hanno massa, non potrebbero viaggiare alla velocità della luce. Se non possono viaggiare alla velocità della luce, esiste "sempre" un sistema di riferimento che va a velocità superiore alla loro, per cui la loro proprietà chirale, in un tale sistema di riferimento, si dovrebbe invertire, e quindi, quanto detto sopra (appunto, neutrini solo e sempre levo- oppure destro-giri) non dovrebbe più valere).

    Grazie in anticipo!

    :o)

  4. Pubblicato il 23 luglio 2010 alle 08:36 | Permalink

    @Pinco: potrei anche decidere in investire un po' di tempo per risponderti sulla questione dei neutrini, ma tu dovresti darmi almeno una buon ragione per farlo, mentre invece sistematicamente sbarchi da queste parti con un tono saccente e arrogante che mi fa passare la voglia. "Ancora una volta R. Feynman dimostra di non capire correttamente ed esattamente come stanno realmente le cose"?!? Wow, meno male che ci siete tu e il tuo omino. Se siete in condizione di fare le pulci al buon Richard, non dovreste aver problemi a farvi strada nel magico mondo delle simmetrie chirali. Buona fortuna.

  5. Pinco Pollino
    Pubblicato il 23 luglio 2010 alle 10:48 | Permalink

    La buona ragione è la curiosità, che non dovrebbe mai mancare ad un vero scienziato (qualunque sia il supposto tono di chi pone questioni).

    Per esempio, ancora, della "Funzionalità" come categoria a se stante, si sono mai occupati gli scienziati, i filosofi, gli artisti, i politici, i religiosi, ecc.
    No?
    Quanto sono indietro nelle loro elaborazioni!

    O forse, porre questioni a cui non si sa rispondere è di per sé, comunque, saccente e arrogante.

    Anche la realtà spesso pone questioni.
    E' saccente e arrogante la Realtà che pone questioni diverse da quelli che sarebbero i nostri desiderata?

    Prendimi come Realtà, o parte della Realtà. Come un neutrino o un quark. Daresti del saccente e arrogante a un neutrino o a un quark che non si comportano esattamente come vorresti che fossero?

    Non credo di essere né saccente né arrogante.
    Credo di essere soltanto Realtà.

    Sono convinto della validità delle mie riflessioni.
    Pur ben disponibile ad una eventuale loro falsificazione, non per questo credo che dovrei rinunciare ad esporle solo per dare per scontato che non ne siano neppure degne.

    Ad ogni modo, più che saccente e arrogante, io direi che qualche provocazione, di tanto in tanto non guasta mai. Soprattutto quando ad essere provocata è, a mio modesto parere, l'intelligenza!

    O no!?

  6. Pubblicato il 23 luglio 2010 alle 11:16 | Permalink

    Darei del saccente e arrogante a un neutrino o a un quark che non si comportano esattamente come vorresti che fossero? Ovviamente no, e ammetterei dunque con Feynman che quello che mi sembra un paradosso è semplicemente un conflitto tra la realtà e la mia idea preconcetta di come la realtà dovrebbe essere.

    P.S. tutto bello e tondo e ragionevole, ma rimane il fatto che c'è modo e modo per esporre le proprie opinioni, e spocchia e alterigia (e si, anche provocazione gratuita) non sono mai un buon biglietto da visita. Perlomeno per quanto mi riguarda.

  7. Max
    Pubblicato il 23 luglio 2010 alle 18:28 | Permalink

    Anche se, anche se..... effettivamente il problemino di chiralità + massa dei neutrini non e' da poco.....

    Max

  8. Fabiano
    Pubblicato il 24 luglio 2010 alle 09:23 | Permalink

    Caro Marco, dato che qui fanno le pulci alle virgole è bene precisare che la frase originale scritta da Feynman è rivolta a un preciso paradosso (erroneamente ritenuto tale secondo il testo) oggetto di una delle sue famose lezioni. Il testo da cui la frase è stata estrapolata e solo successivamente generalizzata (non da Feynman, credo) parla della misurazione della polarizzazione circolare o lineare dei fotoni emessi in seguito all'annichilazione del positronio e di come la misurazione su uno dei due fotoni influenzi la misurazione sull'altro. È il famoso paradosso EPR, che come sappiamo è stato dimostrato essere realtà, a prescindere da quanto sia incredibile e difficile da digerire.

    Segue un frammento più ampio del testo da cui la frase è estrapolata:
    =====
    Se fosse possibile determinare per ognuno dei vostri fotoni se ha una polarizzazione [destrorsa o sinistrorsa], ed anche se è polarizzato lungo x (tutto questo sempre per lo stesso fotone), allora sì che vi sarebbe un paradosso. Ma non è possibile fare una cosa simile, è un esempio di una cosa vietata dal principio di indeterminazione.
    Pensate ancora che ci sia un "paradosso"? Per essere sicuri che si tratti di un paradosso che riguarda il comportamento della Natura, mettete su un'esperienza immaginaria in cui la teoria della meccanica quantistica dia luogo a previsioni in disaccordo tra loro, quando si faccia uso di due diversi ragionamenti. Altrimenti il "paradosso" rappresenta solo un conflitto tra la realtà e la vostra idea di quello che la realtà "dovrebbe essere".
    Pensate allora che non si tratta di un "paradosso", ma che rimane lo stesso una cosa molto peculiare? Su questo siamo tutti d'accordo. È proprio per questo che la fisica è affascinante.
    =====

  9. Pinco Pollino
    Pubblicato il 24 luglio 2010 alle 17:42 | Permalink

    E' sempre stato il mio sogno, fare un ingresso trionfale alla maniera del principe, impersonato da Totò, nel film "Miseria e Nobiltà", con il segno benedicente della mano, magari con un saluto del tipo "Cicoria!".
    Per poi commentare, alla maniera sempre del grande Totò:
    "Oh che Boria, oh che Albagìa!"

    🙂

  10. Pinco Pollino
    Pubblicato il 25 luglio 2010 alle 14:58 | Permalink

    Oppure, si potrebbe fare a meno della conservazione del numero leptonico, assumere che il neutrino sia l'antiparticella di se stesso, vale a dire che il neutrino non ha antiparticella (in fondo è una particella neutra priva di carica elettrica), e così verrebbe meno la chiralità invariante dei neutrini (neutrino sempre levogiro, antineutrino sempre destrogiro), ma ci sarebbero neutrini levogiri e neutrini destrogiri, e non ci sarebbe più alcuna contraddizione tra massa del neutrino e invarianza della sua chiralità.

    Nel decadimento beta si genererebbero due leptoni, un elettrone e un neutrino (con numero leptonico pari a due dopo il decadimento diverso dal numero leptonico pari a 0 prima del decadimento), diversamente da quanto assunto ora (per cui vengono prodotti un elettrone + antineutrino per dare un numero leptonico pari a 0 prima e dopo il decadimento).

    Appare così innaturali la conservazione del numero leptonico e l'invarianza della chiralità dei neutrini.
    🙁

    Ci sarebbe così da rivedere lo schema attuale delle particelle elementari del Modello Standard, per cui ad ogni particella corrisponde la propria antiparticella. Questo andrebbe bene per tutte le particelle, meno che per i neutrini, che non hanno antiparticelle (o sono le antiparticelle di se stesse!).

    Visto che qualcuno ha già detto che tanto non ho nulla da perdere, penso di poter esprimere qualche corbelleria senza nessuna vergogna.
    🙂

    Anche perché, in fondo, mi pare che questo sia quanto già veniva suggerito, fra l'altro, nell'articolo di Edward Witten su Nature del Febbraio 2002, come ricavabile a questo indirizzo:
    http://www.sns.ias.edu/~witten/papers/Mass.pdf

    🙂

  11. Pubblicato il 27 luglio 2010 alle 14:57 | Permalink

    @Pinco: hai certamente diritto di ipotizzare che il neutrino sia una particella di Maiorana, e anche di metterti a giocare con le proprietà chirali dei fermioni della tua teoria. Se però arrivi a supporre la violazione del numero leptonico, poi devi fare i conti con i risultati degli esperimenti, che per adesso ti danno torto su tutta la linea. Amen.

  12. Pinco Pollino
    Pubblicato il 27 luglio 2010 alle 17:26 | Permalink

    Per omnia secula seculorum!
    😐

  13. Pinco Pollino
    Pubblicato il 1 agosto 2010 alle 20:53 | Permalink

    Non vorrei essere pedante ma...
    Mi sono soltanto limitato a riproporre un'ipotesi ("Si potrebbe fare a meno della conservazione del numero leptonico...") su cui, facendo una ricerca su internet, mi sembra si stia accendendo un certo qual dibattito fra i fisici, legato fra l'altro a progetti di esperimenti in tal senso volti per esempio alla rilevazione di cosiddetti "doppi decadimenti beta senza neutrino" come "Cuore" dei LNGS e altri.
    Per esempio ho trovato questi tre link, non spetta a me dire quanto attendibili, ma che hanno tutte le apparenze per esserlo:

    http://www.infn.it/notiziario/not11/Art.3.pdf
    http://sciencebackstage.blogosfere.it/2010/07/doppio-decadimento-beta.html
    http://www.roma1.infn.it/exp/cuore/talks/2006/pavan_ifae_06.pdf

    Quel che voglio dire, è che mi sembra che ci sia un certo fermento su questi temi.

    In fondo la scienza procede su dubbi e su ipotesi.
    Poi qualcun altro dà le certezze sui torti!

    Nota - Da qualche parte, anche su Wikipedia, ho letto di sostituire alla conservazione di L, la conservazione di B-L.
    Altro interessante spunto di ipotesi.
    In fondo gli esperimenti si fanno proprio per confutare o validare le ipotesi. Vivaddio che c'è qualcuno che fa le ipotesi (no di certo io, mi sono solo limitato a riproporre quelle di altri, per quanto sia in grado di fare).

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  • Mi chiamo Marco Delmastro, sono un fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra.

    Su Borborigmi di un fisico renitente divago di vita all'estero lontani dall'Italia, fisica delle particelle e divulgazione scientifica, ricerca fondamentale, tecnologia e comunicazione nel mondo digitale, educazione, militanza quotidiana e altre amenità.

    Ho scritto un libro, Particelle familiari, che prova a raccontare cosa faccio di mestiere, e perché.

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